28 marzo 2008

PROVE ARCHEOLOGICHE - parte prima



A CONFERMA DELLA BIBBIA...

le conferme storiche o archeologiche possono essere utili a quanti han bisogno di prove tangibili per esser aiutati a riflettere sull'autenticità dei testi sacri e questo è l'unico scopo dello studio che segue; la fede tuttavia ribadisco non si fonda sulle conferme che provengono dalla scienza, ma sulla conoscenza che ciascuno di noi ha di Dio tramite lo Spirito Santo, dalla Sua Parola, dal giorno in cui Lo abbiamo conosciuto nella nostra vita. il Suo Regno verrà! anche per chi non crede e non vuol ri-conoscerlo.


Quelli che seguiranno (a puntate) sono solo alcuni esempi dei numerosissimi reperti archeologici che hanno confermato l'autenticità della narrazione e degli eventi della Sacra Bibbia.

Le prove sono così schiaccianti che il rinomato archeologo Nelson Glueck ha dichiarato: "Si può affermare categoricamente che nessuna scoperta archeologica abbia mai contraddetto i riferimenti biblici". Huston Smith, uno studioso, ha giustamente affermato che se i canoni rigorosi impiegati per verificare l'affidabilità storica della Bibbia fossero stati applicati anche agli studi classici, la nostra visione del mondo Greco-Romano oggi sarebbe in frantumi.

Relativamente all'Antico Testamento, l'evento biblico maggiormente documentato è quello del diluvio descritto nella Genesi. Il racconto del diluvio si trova in più di 500 miti, nelle diverse civiltà, in popoli lontani geograficamente e culturalmente.



Di particolare rilevanza sono i ritrovamenti Babilonesi, Sumeri, e Assiri. Molti di quelli Babilonesi ne parlano con dovizia di particolari; un esempio è l'undicesima tavoletta del poema epico su Gilgamesh, che descrive accuratamente gli eventi secondo lo schema biblico
La scoperta dell'archivio di Ebla, nel nord della Siria, verso la fine degli anni 1970 ha dimostrato che il racconto biblico che riguarda i Patriarchi è attendibile. I documenti scritti su tavole di creta a partire dal 2300 a.C. circa confermano che diversi nomi di persone e di luoghi nella narrativa della Genesi sono autentici. 

Ad esempio, era in uso ad Ebla il nome "Canaan", che un tempo i critici dichiaravano non usato in quell'epoca e quindi adoperato a sproposito nei primi capitoli della Bibbia. Si affermava che la parola "tehom" ("l'abisso") in Genesi 1:2 fosse una parola tardiva e quindi una prova della tarda composizione del racconto della Creazione. Ma "tehom" faceva parte del vocabolario in uso ad Ebla, circa 800 anni prima del tempo di Mosè! I costumi antichi riflessi nelle narrative dei Patriarchi sono stati confermati anche da tavole di creta rinvenute a Nuzi e a Mari.

Le "cinque città della pianura", citate nella Bibbia, fra cui Sodoma e Gomorra (il cui nome attuale è Bab edh-Dhra e Numeira) e altre città della valle di Siddim, erano iscritte su una tavoletta dell'archivio del palazzo di Ebla addirittura nella stesso ordine di Genesi 14:2. "La distruzione catastrofica di Sodoma e Gomorra avvenne verosimilmente intorno al 1900 a.C." - scrive nel 1951 lo scienziato americano Jack Finegan. "Un minuzioso esame dei documenti letterari, geologici ed archeologici porta alla conclusione che la scomparsa terra di quella regione (Genesi 19:29) era situata nel territorio attualmente sommerso sotto le acque che vanno lentamente crescendo nella parte meridionale del Mar Morto, e che la causa della distruzione fu un grande terremoto, probabilmente accompagnato da esplosioni e da fulmini, dallo sprigionamento di gas e da fenomeni ignei". Intorno al 1900 a.C.: l'epoca di Abramo!

Inoltre, nel settembre del 1977 in un numero di "Scientific American" apparve un articolo delle scoperte fatte ad Ebla. Vi si legge: "La lista delle "cinque città della pianura", Sodoma, Gomorra, Adma, Tseboim e Bela (cfr. Genesi 14:2), è ripetuta in un testo di Ebla e i nomi appaiono nello stesso ordine". Due mesi dopo, in una conferenza, il prof. Noel Freedman, direttore dell'Istituto di Ricerca Archeologica di Gerusalemme W.F. Albright, confermò la notizia. Fu reso noto perfino il numero della tavoletta (n° 1860) che menziona le cinque città nello stesso ordine di Genesi cap. 14. Nelle tavolette era anche menzionato anche il re Birsha, lo stesso nome che il re di Gomorra aveva nel tempo di Abrahamo (Genesi 14:2). Si potrebbe dire molto di più su questa sensazionale scoperta che, via via che le tavolette sono lette dall'epigrafista, fornisce costantemente nuove rivelazioni (le tavolette ritrovate nelle rovine del palazzo di Ebla che nel 1975 erano circa 15.000, salirono poi a circa 20.000 durante gli scavi del 1976-77).

Gli Hittiti (o Ittiti, o Hittei) una volta si pensava fossero una leggenda biblica, fino a quando nel 1906 la loro capitale e i loro archivi furono scoperti a Bogazkoy in Turchia.

Ancora, molti pensavano che le descrizioni bibliche delle ricchezze di Salomone fossero fortemente esagerati. Ma i documenti recuperati da epoche remote mostrano che ai tempi antichi, la ricchezza era concentrata in mano ai re, e che la ricchezza di Salomone era perfettamente verosimile.

Una volta, si pretendeva che non fosse mai esistito un re assiro di nome Sargon, come riferito in Isaia 20:1, perché tale nome non era noto da nessun'altra fonte. Poi il palazzo di Sargon fu scoperto a Khorsabad nell'Iraq. Proprio lo stesso evento menzionato in Isaia cap. 20, cioè la sua conquista di Asdod (Ashdod), veniva ricordato sulle pareti del palazzo! Inoltre, frammenti di una stele che commemorava la vittoria furono rinvenuti ad Asdod stessa.

Gli scavi della biblica Sichem presentarono nel 1960 nuove prove a favore di una data per il regno del re Abimelec, il figlio del giudeo Gedeone. Quando si scavò il tempio di Baalberith a Sichem, menzionato in Giudici cap. 9, gli archeologi furono in grado di datare la distruzione di quel tempio da parte di Abimelec. Tale data era in accordo con quella del breve regno di tre anni di Abimelec a cui si era già arrivati esclusivamente sulla base dei dati cronologici trovati nella Bibbia.

Un altro re la cui esistenza era stato messo in dubbio era Baldassar (o Belshatsar), re di Babilonia, nominato in Daniele cap. 5. Secondo gli storiografi, l'ultimo re di Babilonia era stato Nabonide. Poi furono ritrovate delle tavole che mostravano che Baldassar fu il figlio di Nabonide e che regnò come suo co-reggente a Babilonia. Così, Baldassar poté offrire di costituire Daniele "terzo signore del regno" (Dan. 5:16), la posizione più elevata a disposizione, per essere riuscito a leggere il testo scritto sulla parete. Qui risalta la natura di "testimonianza oculare" del testo biblico, come tante volte viene messo in evidenza dalle scoperte archeologiche.

Coerenti con la narrazione biblica sono anche un antico elenco di re Sumeri (il prisma Weld-Blundell, composto da molti frammenti il primo dei quali fu scoperto nel 1906 a Nippur, in Iraq), e una tavoletta sumera che descrive la confusione risultante dall'evento della Torre di Babele, attribuendola al "dio della sapienza".

Nel secolo scorso scavi hanno portato alla luce i resti di una grande città. Lo storico W. Keller riepiloga così i risultati: "Nel 1899 la Società Orientale Tedesca inviò una grossa spedizione sotto la direzione del Professor Robert Koldewey, per esaminare i famosi resti di Babil. Gli scavi richiesero molto più tempo del previsto. Durante un periodo di 18 anni, fu portata alla luce la più famosa metropoli del mondo antico, il regno di Nabucodonosor, e al tempo stesso, una delle Sette Meraviglie del Mondo, i Giardini Pensili, e "E-temen-an-ki", la leggendaria Torre di Babele. Nel palazzo di Nabucodonosor e sul Cancello di Ishtar, che si trovava dietro di esso, furono scoperte innumerevoli iscrizioni" (Werner Keller, The Bible as History, 1980, p. 302).

La cattività di Ioiachin, re di Giuda, in Babilonia (2 Re 24:15-16) è riportata in alcune tavolette in cuneiforme contenenti la cronaca dei primi anni di regno di Nabucodonosor. Esse si riferiscono alla presa di Gerusalemme, alla sua cattività e all'intronamento di Sedekia, l'ultimo re di Giuda, il 16/17 marzo del 697 a.C. (riferito al nostro calendario).

La dinastia del re Davide è confermata dalle iscrizioni in aramaico su una tavoletta commemorativa rinvenuta a Tel Dan (a nord di Israele), datata IX secolo a.C., probabilmente parte di un monumento ad Hazael, re di Aram. La tavoletta cita diversi eventi registrati nel primo libro dei Re.

La campagna del faraone Shishak contro Israele (1 Re 14:25-26) è riportata sulle mura del Tempio di Amun a Tebe, in Egitto.

La rivolta di Moab contro Israele (2 Re 1:1; 3:4-27) è descritta nell'iscrizione di Mesha.

La caduta di Samaria (2 Re 17:3-6, 24; 18:9-11) per mano di Sargon II, re d'Assiria, è descritta sulle mura del suo palazzo.

La sconfitta di Ashdod per mano di Sargon II (Isaia 20:1) è descritta sulle mura del suo palazzo.

La campagna del re assiro Sennacherib contro Giuda (2 Re cap. 18 e 19; 2 Cronache 32; Isaia 37) è riportata dal prisma Taylor, e nelle diverse stele biografiche di Tirhaka in Nubia.
L'assedio di Lachish da parte di Sennacherib (2 Re 18:14,17) è descritto nei bassorilievi di Lachish.

L'assassinio di Sennacherib per mano dei suoi stessi figli (2 Re 19:37) è descritto negli annali di suo figlio Esarhaddon.

La caduta di Ninive predetta dai profeti Nahum e Sofonia (2:13-15) è riportata sulla tavoletta di Nabopolasar.

La caduta di Gerusalemme per mano di Nabucodonosor, re di Babilonia (2 Re 24:10-14) è riportata nelle cronache Babilonesi.

La caduta di Babilonia sotto i Medi e i Persiani (Daniele 5:30-31) è riportata sul cilindro di Ciro.
La narrazione biblica sul profeta Balaam è confermata dalle iscrizioni su 119 frammenti rinvenuti a Deir 'Alla.

Nel 1868 fu rinvenuta una tavoletta Moabita. Clearmon-Ganneau ne prese l'impronta prima che gli arabi la rompessero in più parti per venderla. L'iscrizione convalida il contenuto del capitolo 16 del primo libro dei Re e del capitolo 3 del secondo libro dei Re. Essa cita anche il nome (Yahweh) con cui Dio si fece conoscere a Israele in Esodo.

La liberazione degli schiavi in Babilonia per mano di Ciro il Grande (Esra 1:1-4; 6:3-4) è riportata sul cilindro di Ciro.

L'obbligo di lasciare Roma per tutti i Giudei durante il regno di Claudio (41-54 d.C.) è riportato da Svetonio.

La scoperta di un grosso altare di pietra fornito di corna, negli scavi di Beer-Seba nel 1973 fece luce su due versetti del libro del profeta Amos (5:5 e 8:14) che sembravano suggerire che in quella città esistesse un santuario.

La distruzione di Tiro, famoso porto fenicio dell'antichità noto per il culto orgiastico e crudele di Baal, fu profetizzata nei minimi dettagli (Ezechiele 26:3-14) dal profeta Ezechiele nel 586 a.C., l'anno che precedette la sua caduta.

L'esistenza di Gesù Cristo è riportata anche dal Talmud Babilonese e da diversi autori non cristiani, tra cui Giuseppe Flavio, Svetonio, Plinio il Giovane, Luciano, e altri, che confermano anche eventi come quello della crocifissione e la vita dei primi cristiani...

elementi citati dalle ricerche di Bryant Wood e di altri ricercatori 









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3 commenti:

Giona ha detto...

molti indizi e ricerche portano sinceramente a credere che il primato della scrittura non appartenga per niente ai sumeri,

http://win.storiain.net/arret/num30/sumer30.htm

nonostante questo, anche i sumeri attestano la creazione da parte di Dio di tutta l'umanità. chiaramente vi sono delle interpretazioni tutte umane sul fatto "alieni" che lasciano molto a desiderare. ma i resoconti storico-archeologici biblici confermano l'autenticità dei testi sacri e degli accadimenti anche sbalorditivi in essi contenuti.

Giona ha detto...

Datate intorno al 2500 AC, le tavole di Ebla forniscono informazioni molto importanti sulla storia delle religioni. La caratteristica più importante delle tavole di Ebla, che sono state scoperte dagli archeologi nel 1975 e hanno costituito l’argomento di molte ricerche e dibattiti, è che esse contengono i nomi di tre profeti citati nelle sacre scritture.
La scoperta, dopo migliaia di anni, delle tavole di Ebla e delle informazioni che esse contengono è estremamente importante per chiarire la collocazione geografica di alcune società la cui esistenza viene rivelata nella Bibbia.
Intorno al 2500 AC, Ebla era un regno che si estendeva su un’area che comprendeva la capitale della Siria, Damasco, e il sud-est della Turchia. Questo regno raggiunse l’apice della cultura e dell’economia ma in seguito, come accadde a molte grandi civiltà, scomparve dal palco della storia. È evidente, dai registri che furono tenuti, che il Regno di Ebla era un grande centro culturale e commerciale dell’epoca. Il popolo di Ebla possedeva una civiltà che aveva istituito gli archivi di stato, aveva costruito biblioteche e messo per iscritto i contratti commerciali. Esso aveva anche la propria lingua, nota come eblaita.

La Storia delle Religioni Sepolte
La vera importanza del Regno di Ebla venne alla luce con la scoperta, avvenuta nel 1975, di circa 20.000 tavole e frammenti cuneiformi, fatto considerato un grande successo per l’archeologia classica. Le dimensioni di questo archivio erano quattro volte superiori rispetto a tutti i testi cuneiformi conosciuti dagli archeologi e relativi agli ultimi 3.000 anni.
Quando la lingua usata nelle tavole fu decifrata dall’italiano Giovanni Pettinato, un epigrafista dell’Università di Roma, la dimensione della loro importanza fu meglio compresa. Di conseguenza, la scoperta del Regno di Ebla e di questo magnifico archivio di stato divenne interessante non soltanto dal punto di vista archeologico, ma anche per i circoli religiosi. Questo avvenne perché, oltre ai nomi Michele (Mi-ka-il) e Talut (Sa-ulum),
che combatterono insieme al Profeta Davide, esse contenevano anche i nomi dei profeti menzionati nei tre libri santi: il Profeta Abramo (Ab-ra-mu), il Profeta Davide (Dau-dum) e il Profeta Ismaele (Ish-ma-il).

Giona ha detto...

L’Importanza dei Nomi sulle Tavole di Ebla
I nomi dei profeti identificati nelle tavole di Ebla hanno la massima importanza perché questa era la prima volta che essi venivano trovati in documenti storici di quell’epoca.
Questa informazione, che risale a 1.500 anni prima della Torah, fu incredibile. La presenza nelle tavole del nome del Profeta Abramo significava che il Profeta Abramo, e la religione che egli portò, erano esistiti prima della Torah.
Gli storici hanno analizzato le tavole di Ebla da questa prospettiva, e questa importante scoperta relativa al Profeta Abramo e alla sua missione è diventata l’argomento di una ricerca relativa alla storia delle religioni. David Noel Freedman, un archeologo americano e ricercatore di storia delle religioni, ha riportato che, in base ai suoi studi, nelle tavole
compaiono i nomi di profeti come Abramo e Ismaele.

Altri Nomi nelle Tavole
Come si è detto, i nomi presenti nelle tavole erano quelli di profeti citati nei tre libri sacri, e le tavole erano molto più antiche della Torah. Oltre a questi nomi, nelle tavole erano presenti anche altri nomi di persone e di località, dai quali si può vedere che gli eblaiti erano mercanti di successo. İ nomi Sinai, Gaza e Gerusalemme, non troppo lontani da Ebla,
comparivano anch’essi nei testi, dimostrando che gli eblaiti avevano legami commerciali e culturali con questi luoghi.
Un dettaglio importante visibile nelle tavole erano i nomi delle zone di Sodoma e Gomorra, dove viveva il popolo di Lot. Si sa che Sodoma e Gomorra era una regione sulle rive del Mar Morto, dove viveva il popolo di Lot, e dove il Profeta Lot comunicò il suo messaggio e invitò gli uomini a vivere rispettando i valori morali e religiosi. Oltre a questi due nomi,
nelle tavole di Ebla si trova quello della città di Iram, che appare nella Bibbia. “il capo di Magdièl, il capo di Iram...” (1Cronache 1:54)...
L’aspetto più interessante di questi nomi è il fatto che, oltre che in quelli comunicati dai profeti, essi non erano mai stati presenti, in precedenza, in alcun altro testo. Questa è una prova documentale importante, che mostra che i messaggi dei profeti che avevano comunicato il messaggio dell’unica vera religione, a quel tempo, avevano raggiunto quelle zone. Anche in un articolo della rivista Reader's Digest è scritto che c’era stato un cambiamento nella religione degli eblaiti durante il regno del Re Ebrum, e che la gente aveva iniziato ad aggiungere dei prefissi ai loro nomi, per esaltare il nome di Dio Onnipotente.
La storia di Ebla e delle sue tavole, venuta alla luce dopo circa 4.500 anni, indica concretamente una grande verità: Dio inviò dei messaggeri a Ebla, come fece in ogni comunità, e questi invitarono la propria gente alla vera religione. Alcune persone aderirono alla religione che giunse loro, e quindi raggiunsero la vera via, mentre altri si opposero al messaggio dei profeti e preferirono una vita malvagia.

il ricercatore menzionato nel post assieme al Prof. Noel Freedman è: William Albright,Albright ha ricevuto il suo Ph.D. nel 1913 dall'università Johns Hopkins, in cui successivamente ha insegnato tra il 1929 ed il 1959 e è stato direttore della scuola americana di ricerca orientale Johns Hopkins. Una delle sue scoperte più importanti è stata la conferma dell'autenticità dei rotoli del mar Morto successivamente alla loro scoperta.

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