7 aprile 2008

PROVE ARCHEOLOGICHE - parte quinta



Sodoma e Gomorra

Ecco l'interessante resoconto di come si arrivò a capire come avvenne la distruzione di Sodoma e Gomorra e delle altre città della valle di Siddim (informazioni tratte dal libro "La Bibbia aveva ragione" di Werner Keller - pp. 68-75). Le "cinque città della pianura", citate nella Bibbia, fra cui Sodoma e Gomorra, erano iscritte su una tavoletta dell'archivio del palazzo di Ebla (nella Siria del Nord) addirittura nella stesso ordine di Genesi 14:2. Una conferma importante, perché si diceva che non erano mai esistite, perché non se ne trovavano i resti.

"E l'Eterno disse: Siccome il grido che sale da Sodoma e Gomorra è grande e siccome il loro peccato è molto grave, io scenderò e vedrò... Allora l'Eterno fece piovere dai cieli su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell'Eterno; ed egli distrusse quelle città e tutta la pianura e tutti gli abitanti delle città e quanto cresceva sul suolo. Ma la moglie di Lot si volse a guardare indietro, e diventò una statua di sale. E Abrahamo si levò la mattina a buon'ora... guardò verso Sodoma e Gomorra e verso tutta la regione della pianura, ed ecco vide un fumo che si levava dalla terra, come il fumo d'una fornace. Così avvenne che, quando Iddio distrusse le città della pianura, Egli si ricordò d'Abrahamo, e fece partir Lot di mezzo al disastro, allorché sovvertì le città dove Lot avea dimorato." (Genesi 18:20 - 19:24)
Durante l'assedio di Gerusalemme, nell'anno 70 d.C., il generale romano Tito - così narra la "leggenda" - condannò a morte alcuni schiavi. Dopo un processo sommario, li fece legare con catene e gettare nel mare presso i monti di Moab. Ma i condannati non annegarono. Ogni volta che venivano gettati in mare, essi erano spinti come sugheri verso terra. Il fatto inspiegabile impressionò Tito a tal punto che egli graziò i poveri peccatori. Giuseppe Flavio, lo storiografo dell'ebraismo che passò l'ultima parte della sua vita a Roma, menziona ripetutamente un "lago d'asfalto". I greci parlarono di gas venefici, che, secondo loro, si sprigionavano da quel mare. E gli arabi riferivano che in tempi lontani gli uccelli non potevano raggiungere la riva opposta perché, sorvolando la superficie dell'acqua, improvvisamente precipitavano nel mare. Queste ed altre simili storie di carattere leggendario erano bensì note, ma mancava una conoscenza più precisa del singolare e misterioso mare di Palestina. Nessuno scienziato l'aveva mai visto ed esplorato fino alla spedizione del geologo W.F. Lynch nel 1848. Dal rapporto della spedizione il mondo apprende per la prima volta due fatti stupefacenti:

1. Il Mar Morto ha 400 metri di profondità e il fondo marino giace a circa 800 metri sotto il livello del Mediterraneo.
2. L'acqua del Mar Morto contiene il 25% di componenti solidi, per la maggior parte cloruro di sodio, cioè sale comune. Gli oceani invece contengono dal 4 al 6% di sale. Il Giordano e molti fiumi minori sboccano nel lago, che è lungo 76 km. e largo 17 e che non presenta nessuno scarico. Sotto il sole ardente evaporano ogni giorno dalla sua superficie otto milioni di metri cubi d'acqua. Le sostanze chimiche che gli affluenti portano con sè si depositano sul fondo del lago che ha una superficie di 1292 km².
All'inizio del nostro secolo, in seguito agli scavi già effettuati in Palestina, l'interesse si rivolge anche a Sodoma e Gomorra. Esploratori si mettono alla ricerca delle città scomparse che nei tempi biblici dovevano trovarsi nella valle di Siddim. All'estrema punta sud-est del Mar Morto vengono scoperte le rovine di un vasto abitato. Gli arabi chiamano la località, anche oggi, col nome di Zoar. Gli esploratori esultano perché Zoar (Segor) era una delle cinque ricche città della valle di Siddim che avevano rifiutato il pagamento del tributo ai quattro re stranieri citati in Genesi cap. 14 (al cap. 19:17-23, si precisa che a Lot, nipote di Abramo, fu concesso di rifugiarsi nella piccola città di Tsoar, che fu risparmiata per amor suo, prima che sopraggiungesse il disastro).

Ma gli scavi di prova subito iniziati procurano solo delusioni. Oggi possiamo dire con certezza che qualsiasi ricerca si voglia fare in avvenire di Sodoma e Gomorra sarà completamente inutile, perché l'enigma della distruzione delle due città è stato risolto. la penisola el-lisan sulla sponda orientale del Mar Morto, forma una lingua di terra nelle sue acque.

Remando in una barca verso la punta meridionale del mare salato col sole in posizione favorevole, si può osservare qualcosa di sbalorditivo: a una certa distanza dalla sponda, sotto lo specchio dell'acqua, si stagliano chiari i contorni di boschi conservati dall'elevatissimo contenuto di sale delle acque. I tronchi e i resti degli alberi nelle profondità verdastre devono essere antichissimi. Quando fiorivano, quando il verde fogliame ornava i loro rami, le greggi di Lot avranno forse pascolato sotto di essi. Quella parte piana, così singolare del Mar Morto, dalla penisola di el-Lisan alla punta meridionale, era la valle di Siddim! La Bibbia stessa lo dice con molta chiarezza: "Tutti questi (re) convennero nella valle detta dei boschi (valle di Siddim), dove è ora il mare di sale" (Genesi 14:3 )

I geologi aggiunsero a queste scoperte e osservazioni prove conclusive che spiegano la causa e il fondamento del racconto biblico della distruzione di Sodoma e Gomorra.

"La distruzione catastrofica di Sodoma e Gomorra avvenne verosimilmente intorno al 1900 a.C. - scrive nel 1951 lo scienziato americano Jack Finegan - Un minuzioso esame dei documenti letterari, geologici ed archeologici porta alla conclusione che la scomparsa terra di quella regione (Genesi 19:29) era situata nel territorio attualmente sommerso sotto le acque che vanno lentamente crescendo nella parte meridionale del Mar Morto, e che la causa della distruzione fu un grande terremoto, probabilmente accompagnato da esplosioni e da fulmini, dallo sprigionamento di gas e da fenomeni ignei". Intorno al 1900 a.C.: l'epoca di Abramo!

La spedizione di W.F. Lynch

Nel 1848 gli Stati Uniti prendono l'iniziativa ed organizzano una spedizione all'enigmatico Mar Morto. Davanti alla cittadina costiera di Akka, 15 km. a nord dell'odierna Haifa (Caifa), in una giornata d'autunno del 1848, la spiaggia brulica di uomini che con vivo interesse assistono ad una manovra insolita. W.F. Lynch, geologo e capo della spedizione, ha fatto portare a terra da una delle navi ancorate al largo due canotti di metallo, che ora vengono collocati con ogni cura su carri dalle ruote molto alte. Trainati da una lunga fila di cavalli i carri si mettono in marcia. Dopo tre settimane d'indescrivibili difficoltà il trasporto è un fatto compiuto.

A Tiberiade essi vengono rimessi in acqua. Misurazioni altimetriche eseguite da Lynch nel lago di Genezareth procurano la prima grande sorpresa di questo viaggio. Dapprima egli crede d'aver commesso un errore, ma le misurazioni di controllo confermano il risultato. La superficie del lago di Genezareth, a tutti noto per la storia della vita di Gesù, è di 208 metri al di sotto del livello del Mediterraneo. Da quale altezza scaturirà il Giordano che attraversa questo lago? Alcuni giorni dopo, Lynch si trova su un fianco dell'Hermon coperto di neve... Alcuni arabi pratici del luogo lo conducono attraverso un bosco d'oleandri a una caverna mezza ostruita dal pietrame nella ripida parete calcarea dell'Hermon... Dove il Giordano, 20 km. a sud, raggiunge il piccolo lago di Hule, il letto si è già abbassato a due metri sul livello del mare. Poi il fiume, per altri 10 km., scende ripido fino al lago di Genezareth. Nel suo corso dalle falde dell'Hermon in soli 40 km. si ha un dislivello di 700 metri.

Da Tiberiade i membri della spedizione americana percorrono nei due canotti di metallo le innumerevoli sinuosità del basso Giordano. A poco a poco la vegetazione si fa più rada e solo sulle rive cresce una fitta sterpaglia. Sotto il sole tropicale appare sulla destra un'oasi: Gerico. Poco dopo raggiungono la meta. Incassata tra pareti rocciose quasi verticali, si stende dinanzi a loro la gigantesca superficie del Mar Morto.

La prima cosa è un bagno. Gli uomini che scendono in acqua hanno la sensazione di venire risospinti in alto, come se portassero dei salvagenti. Le antiche relazioni non hanno dunque mentito. In questo mare nessuno può annegare. Il sole cocente asciuga quasi istantaneamente la pelle dei bagnanti. La sottile crosta di sale, che l'acqua ha depositato sui loro corpi, li fa apparire perfettamente bianchi. Qui non vi sono molluschi, nè pesci, nè alghe, nè coralli.

Le sue rive sono desolatamente nude. Enormi sedimenti di sale incrostati sul lido e sulle pareti rocciose luccicano al sole come diamanti; l'aria è satura di odori forti e acri. Si sente odore di petrolio e di zolfo. Macchie oleose di asfalto - la Bibbia lo chiama bitume (Genesi 14:10) - galleggiano sulle onde. Nè il cielo azzurro e luminoso nè il sole con tutto il suo splendore riescono a infondere vita a questo paesaggio ostile. Per ventidue giorni i canotti americani incrociano sul Mar Morto. Si prendono campioni d'acqua, si analizzano, e di tanto in tanto lo scandaglio scende in fondo al mare. La foce del Giordano, il Mar Morto, è a 393 metri sotto il livello del mare!

La penisola di el-Lisan

In arabo "el-Lisan" significa "la lingua". La Bibbia fa espressa menzione di questa penisola quando parla della suddivisione del paese dopo la sua conquista. I confini della tribù di Giuda sono delimitati con precisione. Giosuè (successore di Mosè alla guida del popolo d'Israele ai tempi dell'esodo dall'Egitto) dà una descrizione alquanto caratteristica del confine meridionale: "Andava dall'estremità del Mar Morto, dalla punta volta a sud" (Giosuè 15:2 - P. Il Luzzi traduce: "Il loro confine meridionale partiva dall'estremità del mar Salato, dalla lingua che volge a sud").

Una relazione romana narra di questa lingua di terra una storia che a torto fu sempre accolta con molto scetticismo. Due disertori si erano rifugiati sulla penisola. I legionari che li inseguivano esplorarono a lungo inutilmente la contrada. Quando infine scorsero i fuggitivi, era troppo tardi. I disertori già si stavano arrampicando su per le rocce della riva opposta... avevano passato il mare a guado trasversalmente! Il fondo qui, sotto la superficie dell'acqua, forma un grande avvallamento che è come se dividesse il mare in due parti. Alla destra della penisola il fondo precipita rapidamente fino a una profondità di 400 metri. A sinistra della lingua di terra le acque rimangono stranamente basse. Le misurazioni fatte in questi ultimi anni hanno dato solo profondità da 15 a 20 metri.]

Prove conclusive

La spedizione americana diretta da Lynch aveva dato nel 1848 la prima notizia della notevole pendenza del Giordano nel suo breve corso attraverso la Palestina. Ulteriori indagini stabilirono che l'avvallamento del letto del fiume sotto il livello degli oceani rappresenta un fenomeno geologico eccezionale. "Sulla superficie di un altro pianeta potrà esistere qualcosa che somigli alla valle del Giordano, sul nostro no di certo... - scrisse il geologo Adam Smith nella sua opera "La geografia storica della Terra Santa" - Nessun'altra parte della nostra terra che non si trovi sott'acqua, è situata a più di 100 metri sotto il livello del mare."
La valle del Giordano è solo una piccola parte di un'immensa fenditura della crosta terrestre. Il corso di questa crepa è stato esplorato con grande precisione. Comincia a parecchie centinaia di chilometri dal confine della Palestina, molto al nord, ai piedi della catena del Tauro nell'Asia Minore. Al sud si estende dalla sponda meridionale del Mar Morto attraverso il deserto di Araba fino al golfo di Akaba e termina al di là del Mar Rosso in Africa. In molti punti di questa gigantesca "fossa tettonica" si possono individuare segni di attività vulcanica. Nelle montagne della Galilea, sull'altopiano della Giordania orientale, sulle rive dello Jabbok, affluente del Giordano, nel golfo di Akaba, s'incontrano basalto nero e lava. Quando si aprì questa crepa, che passa proprio di qui, s'inabissò in essa la valle di Siddim con Sodoma e Gomorra. La data di questa catastrofe si può stabilire geologicamente con sufficiente precisione. Dev'essere poco dopo il 2000 a.C.!]

Fenomeni ignei

La frattura della terra liberò le forze vulcaniche che si nascondevano, lungo la crepa, nella profondità del suolo. Nella parte alta della valle del Giordano, presso Bashan, si vedono anche oggi crateri di vulcani spenti e vasti campi di lava e strati di basalto sul terreno calcareo. Da tempi immemorabili i territori situati lungo questa depressione sono soggetti a frequenti terremoti. Di molti di questi si ha notizia e ne parla la stessa Bibbia. Una conferma della spiegazione geologica della rovina di Sodoma e Gomorra si ravvisa in queste parole che il sacerdote fenicio Sanchuniathon scrive testualmente nella "Storia primitiva": "La valle del Sidimo (cioè Siddim) sprofondò e divenne un lago, eternamente fumante e senza pesci, immagine della vendetta e della morte per i malvagi".

"Ora la moglie di Lot contemplò da dietro di lui e divenne una colonna di sale."(Genesi 19:26 ). Quanto più ci si avvicina al limite meridionale del Mar Morto, tanto più arida e selvaggia diventa la regione, tanto più pauroso e opprimente lo scenario delle montagne che la circondano. Si ergono avvolte in un eterno silenzio: le loro pareti frastagliate cadono verticalmente sull'acqua dalla quale traspare il loro biancore cristallino. L'immane catastrofe ha lasciato un'impronta incancellabile su questa contrada. Ad ovest della riva meridionale, in direzione del biblico paese del Mezzogiorno, il Negev, si stende da nord a sud un dorsale collinoso alto 45 metri e lungo 15 km. Sui suoi pendii sotto la luce del sole si osserva uno sfavillio come di diamanti. E' un raro fenomeno della natura. La maggior parte di questa piccola catena di alture consiste di puri cristalli di sale. Gli arabi la chiamano Gebel Usdum, nome antichissimo nel quale si è conservata la parola Sodoma. Molti blocchi di sale, lavati e staccati dalla pioggia, sono precipitati in basso. Hanno forme strane, alcuni stanno ritti come statue. Nei loro profili sembra a volte di scorgere all'improvviso figure umane.

Queste singolari colonne di sale ci ricordano vivamente la rappresentazione biblica della moglie di Lot, che fu trasformata in una statua di sale. La scintillante montagna di sale si trova nelle immediate vicinanze della sprofondata valle di Siddim. Anche chi poté fuggire dall'epicentro della catastrofe difficilmente riuscì a salvarsi dai vapori di gas venefici che si stendevano su gran parte della regione. E tutto ciò che si trova in prossimità del mare salato anche oggi si ricopre in breve tempo di una crosta di sale.





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1 commenti:

Giona ha detto...

La forma perfetta dei cubi di sale del Mar Morto

http://www.sciencealert.com/watch-perfect-salt-cubes-form-naturally-in-the-dead-sea

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