23 giugno 2008

LA "PORTA" PINEALE

la conoscenza aumenterà”, diceva il profeta Daniele. Viviamo attualmente nell'epoca del compimento di questa scrittura ispirata da Dio circa 2600 anni fa ad uno dei suoi più grandi e fedeli profeti.

Tuttavia, come indicato in un precedente post, anche se l’uomo ha tutta questa conoscenza a sua disposizione e ha fatto tante sorprendenti scoperte scientifiche e tanti progressi in campo tecnologico, a che gli ha giovato? Senza Dio e senza la Sua Parola, tutto è così confuso, complicato e complesso. tramite i propri studi (siete sicuri che vi appartengano?) la maggior parte dei giovani si trova più disorientata di prima, adempiendo così, un’altra profezia riguardante quest’ultima generazione: “Sappi questo, che negli ultimi giorni gli uomini impareranno sempre, ma non potranno mai pervenire alla conoscenza della verità” (2 Timoteo 3,1,7).

oggi è molto in voga parlare di “risveglio spirituale”. Purtroppo di “risveglio” e di vera spiritualità c'è ben poco. Molti, ingannando se stessi pensano che la possibilità di accedere a una maggiore “consapevolezza” (parola fin troppo consunta del lessico new age) risieda nel cervello o nella conformazione del corpo umano, il quale conterrebbe delle particolarità “pontificanti” che se scoperte e opportunamente “risvegliate” condurrebbero alla “verità” o a un imprecisabile contatto col creatore, o meglio con l'”uno” (sic!).

Di nuovo, manco a dirlo, Dio non è presente in tutto questo; ma assente per una qualche motivazione avrebbe lasciato all'uomo la capacità o meno di “svegliarsi” da solo ampliando le capacità di una determinata ghiandola chiamata “pineale” o epifisi, (o dai più “avanzati” tra loro chiamata perfino “graal”) oppure dirigendo il proprio DNA come un'antenna cosmica.

Peccato che tutta questa brodaglia esoterica facesse già parte molto tempo fa delle ricerche oscure che erano in auge nel terzo reich, quando hitler ha cominciato ad approfondire le opere new age di madame blavatsky, capo e fondatrice della società teosofica con henry steel olcott, william quan judge ed altri associati. Anche Hitler era consumato dalla ricerca e dalle storie del "Santo Graal” e dal “risveglio della pineale” come molti new agers oggi. Era molto interessato alla reincarnazione e alla meditazione dei “maestri” tibetani cui provengono gli studi per i libri della blavatsky "iside svelata" e "la dottrina Segreta", e da cui derivano il profondo odio hitleriano verso altre “razze” che riteneva di “evoluzione” inferiore, e di inferiore “purezza”. così come era attratto dal tianmu (occhio celeste) religioni orientali, akasha, occultismo, ipnotismo, e dall'astrologia. Ciò che stupisce (neppure troppo) è che oggi queste materie vengano prese in grande considerazione da chi si scopre partecipe e protagonista di una “nuova evoluzione”. Da chi pensa di essere nel “bene”. Ma a ben guardare i parametri non sono molto dissimili da quelli originari dei fondatori di questa corrente di pensiero. Fondamentalmente, alla base c'è sempre o una più o meno palese negazione del divino e delle capacità del Creatore nel riprendere in mano le redini della storia dell'uomo, e una negazione di Gesù Cristo come unigenito Figlio di Dio.

In questi ambiti “avanzati” l'uomo deve aiutarsi da solo perchè Dio è “assente” e magari va “aiutato”, così negandone la potenza. E se l'uomo nega Dio e la Sua potenza, in qualche alternativa dovrà pure identificarsi. Di alternative alla Verità di Dio sembra esservene miriadi, Peccato però che tutte infine convoglino nelle uniche luciferine, proprio come quelle della madama blatv-age con tutti i polimorfismi che ne seguono. Chi non accetta Gesù ha già fatto per vari motivi personali la propria scelta, quella della carne, e la carne e il sangue non possono ereditare il Regno dei Cieli: ”Or questo dico, fratelli, che carne e sangue non possono eredare il regno di Dio; né la corruzione può ereditare la incorruttibilità” (1Corinzi 15:50). molti popoli ispirati dalle tenebre hanno creduto di raggiungere un qualche livello di ascesi e spiritualità tramite gli organi umani, si veda il rapimento del cuore nelle civiltà indiane sudamericane o in alcune tribù africane il cibarsi del fegato dei loro nemici per appropriarsene l'anima. Nel caso in questione se pur meno cruento il fine è lo stesso, cercare dei presunti “segreti” in ghiandole e dna che permettano di aprire le porte del trascendente. “La corruzione non può ereditare la incorruttibilità”, ciò che si decompone come la carne non può ereditare l'immortalità e non è la via per essa. Gesù ha detto “io sono la Via, la verità e la vita e nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6) Se uno non è nato di nuovo non può entrare nel Regno di Dio, se non si nasce d'acqua e di spirito non possiamo entrarvi. Soltanto nel momento in cui si riceve la Verità, Cristo come Salvatore, si nasce di nuovo nello spirito e si diventa immediatamente partecipi della resurrezione e dell'incorruttibilità futura. Una volta accettato il Figlio di Dio dentro noi stessi, stiamo già vivendo nell'immortalità per mezzo di questa potenza che ha vinto la morte, Gesù! e non per una ghiandolina che ritengono debba diventare ipertrofica per accrescere le virtù ascetiche personali o per un qualsiasi altro organo del corpo.

 
cranio [ falso] con pineale sviluppata

chiunque cercherà una porta d'entrata nel Suo Regno che non sia quella da Egli stabilita verrà lasciato fuori. “Io sono la porta chi entra per me sarà salvato” (Giovanni 10:9) 

 
nessuno entrerà nel regno dei Cieli tramite la fede nella menzogna. “Fuori chiunque ama e pratica la menzogna” (Apocalisse 22:15)

 
Il fatto che Dio abbia dato ad ognuno di noi la libertà di scegliere tra il bene e il male è uno dei misteri della Sua volontà e del Suo disegno! È un mistero che, a quanto pare, alcuni non capiscono. A Dio piace darci la possibilità di scegliere. Anche noi lo facciamo con i nostri figli, fintanto che non è pericoloso per loro o per gli altri.

Contrariamente all’opinione comune, Dio non si assume le decisioni che spettano a noi. Ci ha messo su questa terra per imparare a fare le giuste scelte tramite un contatto personale con Lui, tramite la nostra conoscenza della Sua Parola e della Sua volontà, e tramite l’amore che proviamo per Lui e per gli altri.

Dio ci ha messo qui perché potessimo scegliere tra il bene e il male, tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, tra una vita vissuta per Dio e una vissuta per noi stessi o per il diavolo. Ci ha dato questa vita per insegnarci a conoscere i benefici che derivano dal servirlo: la gioia, la felicità e tutto il bene che riceviamo quando osserviamo le Sue regole amorevoli create per il nostro bene.

Godiamo appieno di questi benefici quando Lo adoriamo, Lo ringraziamo, abbiamo fede in Lui e nella Sua Parola e la osserviamo per il nostro bene e per la Sua gloria.

Abbiamo però la scelta di credere alle bugie del diavolo e di ribellarci a Dio, disobbedendogli, rifiutando di credere alla Sua Parola e facendo di testa nostra o in questo caso di “pineale nostra”. Dio ci ha dato delle regole per la nostra salute fisica, mentale e spirituale. Ribellarsi e disobbedire a queste regole non porta che malattie, miseria, pena, sofferenza, disumanità, crudeltà, atrocità, guerre, crisi economiche, infelicità, angoscia, follia e morte fisica e spirituale.

Che scelta farai tu? Dio ti benedica e ti aiuti a prendere le decisioni giuste secondo il Suo amore. Chiedi a Gesù di entrare in te, di riempirti del Suo amore infinito e di darti il Suo dono della vita eterna!

Non rimarrà altro su questa Terra che Colui che ha vinto la morte, abbandonatevi all'amore di Cristo, non vi è nient'altro per l'uomo.

E in questo nient'altro... vi è tutto l'universo e tutta l'eternità.





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3 commenti:

Anonimo ha detto...

in matteo 6,22-23 si legge:
la lucerna del corpo e' l'occhio;se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sara' nella luce;ma se il tuo occhio è malato,tutto il tuo corpo sara' tenebroso. Se dunque la luce che è in te è tenebra, quanto grande sara' la tenebra.
Potrebbe essere riconducibile al terzo occhio secondo te'.
Grazie e buon lavoro che ges' ci giudi a conoscere Dio in spirito e verita'

Giona ha detto...

@Anonimo

Matteo 6,22-23

22 22. La lampada del corpo è l'occhio;

Il primo esempio è tratto dalla miseria e dall'infelicità che derivano da una vista difettosa. Il leggere, il muoversi, ogni faccenda, ogni piacere della vita che dipenda dall'occhio, vengano guastati da quella infermità, per cui nell'occhio si confondono gli oggetti. Lo stesso accade ad un cuore diviso. Gli affetti non possono essere efficaci se guardano al tempo medesimo verso il cielo e verso la terra. L'occhio è il solo membro del corpo per lo quale noi possiamo godere la luce che ci guida nei nostri movimenti, e ci fa conoscere gli oggetti esteriori. Quel che una lanterna è per il viandante in mezzo al buio della notte. l'occhio è, nel viaggio della vita, per il corpo, che, senza di esso, è tenebroso.

se dunque l'occhio tuo è sano

Letteralmente semplice. Applicata all'occhio, quella parola significa, in genere, sano, limpido.

tutto il tuo corpo sarà illuminato

Come l'uomo, di cui gli occhi sono sani, cammina nella luce e vede chiaramente ogni oggetto, un proponimento semplice e costante di servire e piacere a Dio in ogni cosa rende il carattere coerente e schietto.

PASSI PARALLELI

Luca 11:34-36

Atti 2:46; 2Corinzi 11:3; Efesini 6:5; Colossesi 3:22

23 23. Ma, se l'occhio tuo è viziato,

il senso dei vocabolo viziato, viene determinato da quello di puro, sano, al quale esso fa contrasto. Se l'occhio tuo guarda in una falsa direzione, non discerne bene gli oggetti e la loro natura,

tutto il tuo corpo sarà nelle tenebre;

non intieramente privi di luce o della facoltà di vedere, ma ridotto a percezioni confuse ed oscure. Quando l'intiera macchina umana soffre per l'oscurità dell'occhio, l'uomo può chiamarsi veramente tenebroso. Come un occhio viziato non vede nessun oggetto quale è, così uno spirito ed un cuore divisi tra Cristo ed il mondo, sono nelle tenebre. «intenebrati nell'intelletto, alieni dalla vita di Dio, per l'ignoranza che è in loro, per l'induramento del cuor loro» Efesini 4:18; Vedi anche Matteo 20:15, Deuteronomio 15:9; Proverbi 28:14. Un fermo proponimento di servire Iddio, la direzione chiara e costante dei pensieri, della fede, e degli affetti verso il cielo, sono indispensabili ad una vita santa..

(continua sotto..)

Giona ha detto...

se dunque la luce ch'è in te è tenebre, esse tenebre quanto grandi saranno!

Queste parole contengono un solenne appello ad ogni uomo quanto allo stato dell'anima sua, prendendo esempio dalla rovina materiale cagionata dall'occhio viziato. Invece di lume dice qui luce, e l'oggetto indicato non è l'occhio, ma sebbene l'intendimento e la coscienza. L'occhio dell'anima è la coscienza, la quale ha l'incarico di avvertirci non meno che di rimproverarci; e quando è illuminata dallo Spirito Santo, non è altro che la voce di Dio parlante dentro di noi. Se dunque quello, che è occhio e luce dell'anima è tenebre, quanto grandi debbono essere le tenebre dell'uomo! Siccome la coscienza è la facoltà regolatrice dell'uomo, se essa è falsata che sarà l'uomo tutta intiero, se non una massa di tenebre? Argomento prediletto dei forti e degli scettici è questo: Basta che un uomo sia sincero, poco importa poi qual religione professi; Iddio accetta ogni uomo secondo la luce ch'egli ha.

La dichiarazione del nostro Signore in questo versetto sradica affatto questa opinione. È vero che Iddio giudica ogni uomo secondo la luce che egli ha; non però dalla piccola porzione di luce divina ch'egli ha lasciato penetrare nel proprio intelletto, e nella coscienza, ma da quella luce perfetta che gli splende intorno, e l'avrebbe illuminato, se la sua volontà e le sue affezioni non le avessero fatto barriera. In quel caso la luce ch'egli possiede altro non è che tenebre, e, lungi dal salvarlo, aggraverà la sua condanna. Egli perirà, perché, quantunque la luce sia venuta nel mondo, egli non volle riceverla, ma preferì le tenebre.

PASSI PARALLELI

Matteo 20:15; Isaia 44:18-20; Marco 7:22; Efesini 4:18; 5:8; 1Giovanni 2:11

Matteo 23:16-28; Proverbi 26:12; Isaia 5:20-21; 8:20; Geremia 4:22; 8:8-9; Luca 8:10

Giovanni 9:39-41; Romani 1:22; 2:17-23; 1Corinzi 1:18-20; 2:14; 3:18-19

Apocalisse 3:17-18



a presto,


Giona

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