16 giugno 2008

UN GOVERNO SAGGIO


In molte culture, re e regine durante la cerimonia di incoronazione si sedevano su un trono, simbolo di potere e autorità. Ma nell’antico regno africano di Ashanti, in quello che oggi si chiama Ghana, il re non veniva messo a sedere sul trono, bensì su di uno sgabello. L’umilissimo sgabello era il simbolo reale; l’umiltà, non l’alterezza, era la qualità che ci si aspettava dai sovrani.


Chi erediterà il mio Regno?

Il re di un vasto regno iniziava ad invecchiare. Decise che era tempo di selezionare un erede fra i suoi quattro figli, così li chiamò uno alla volta per discutere l’eredità del suo regno. Il primo figlio entrò nella stanza del re e si mise a sedere; il re disse: “Figlio mio, sono molto vecchio e non vivrò ancora per molto. Desidero affidare il mio regno al figlio che è più adatto al compito. Dimmi, se ti lascio il mio regno, cosa gli darai?” Questo suo figlio era estremamente ricco, così riflettendo sulla domanda rispose: “Sono un uomo molto benestante. Se mi lasci il tuo regno, io gli darò tutte le mie ricchezze così che diventerà il regno più ricco del mondo!” “Grazie, figlio mio”, disse il re, congedandolo.
Entrò il secondo figlio, ed il re disse: “Figlio mio, sono molto vecchio e non vivrò ancora per molto. Desidero affidare il mio regno al figlio che è più adatto al compito.
Dimmi, se ti lascio il mio regno, cosa gli darai?” Ora questo suo figlio era molto intelligente, così dopo aver pensato alla risposta disse: “Sono un uomo di grande intelligenza. Se mi affidi il regno metterò a sua disposizione tutta la mia intelligenza e diventerà il regno più intelligente di tutto il mondo!”
“Grazie, figlio mio”, disse il re — e congedò il secondo figlio. Il terzo figlio entro nella stanza del re ed il re disse: “Figlio mio, sono molto vecchio e non vivrò ancora per molto. Desidero affidare il mio regno al figlio che è più adatto al compito. Dimmi, se ti lascio il mio regno, cosa gli darai?” Il terzo figlio del re aveva un grande forza, così disse in risposta alla domanda: “Sono un uomo molto forte. Se mi lascerai il regno, io gli regalerò tutta la mia forza,
rendendolo il regno più forte di tutto il mondo”.

Grazie, figlio mio”, disse il re — e congedò il terzo figlio.

Il quarto figlio entrò e venne ricevuto dal re nella stessa maniera dei suoi fratelli. Questo suo figlio non era particolarmente ricco, intelligente o forte, così rispose: “Padre mio, tu sai che i miei fratelli sono più ricchi, più intelligenti, più forti di me. Negli anni che hanno passato a guadagnarsi questi attributi, io ho trascorso il mio tempo fra il popolo del nostro regno. Ho condiviso le loro malattie e le loro sofferenze ed ho imparato ad amarli. L’unica cosa che ho da offrire al popolo del tuo regno è il mio amore. So che i miei fratelli hanno di più da offrire, quindi non rimarrò deluso se non sarò nominato erede al trono. Continuerò semplicemente a fare quello che ho sempre fatto”. Quando il re morì, il popolo aspettò con ansia di sapere chi sarebbe stato il nuovo sovrano. Mai si vide tanta gioia e tanta allegria come quando vennero a sapere che il loro re sarebbe stato il quarto figlio.


Gesù chiamati a sé [i suoi discepoli], disse loro: “Voi sapete che quelli che sono reputati principi delle nazioni, le signoreggiano; e che i loro grandi usano potestà sopra di esse. Ma tra voi non sarà così; anzi chiunque vorrà esser grande fra di voi, sarà vostro servitore; e chiunque fra voi vorrà essere il primo, sarà schiavo di tutti; poiché anche il Figlio delluomo non è venuto per esser servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti”. (Marco 10:42,45)





un abbraccio nella luce, Dio è ancora sul Trono

Giona



Share |

0 commenti:

Related Posts with Thumbnails
 

blogger templates |