24 settembre 2008

PADRE/MADRE NOSTRO CHE SEI NEI CIELI




Alcuni si chiedono perchè chiamiamo Dio “Padre”. Andiamo quindi per questo a vedere perchè vorrebbero che lo chiamassimo “madre”.

 
E L'ONU DISSE: DIECI, CENTO, MILLE GENDER

articolo di Marina Corradi


Maschio e femmina li creò? Non sia mai. Oggi l’agenda delle organizzazioni internazionali impone: via le «vecchie» distinzioni,largo alla libera «scelta» dell’identità sessuale Una campagna aggressiva tra femminismo e marxismo.

Nella nuova versione del Nuovo Testamento pubblicata recentemente dall’Università di Oxford, il Padre Nostro comincia così: «Padre/ Madre nostro, che sei nei cieli». L’espressione «figlio dell’uomo» è stata sostituita con «figlio dell’umano». E niente più «regno di Dio», espressione palesemente “androcentrica” e patriarcale. Non si tratta di casi isolati o amene sottigliezze da dotti, ma di uno dei tanti segni dell’avanzare della «prospettiva di genere». Adottare una prospettiva di genere, spiega un documento dell’Instraw, un istituto che fa parte dell’Onu, significa «distinguere tra ciò che è naturale e biologico e ciò che è costruito socialmente e culturalmente, e nel rinegoziare i confini tra il naturale e la sua inflessibilità, e il sociale». In parole povere, «prospettiva di genere» vuol dire dunque che nulla di originario, di «dato», esiste nelle differenze fra uomo e donna, e quindi tutto può, [e secondo loro DEVE], essere cambiato. Teoria di cui potremmo anche non preoccuparci più che tanto, se non fosse che tale «prospettiva» è una colonna portante dell’agenda dell’Onu. Se non fosse che quella parola inglese, «gender»[ piegatrice/tore del genere] ossessivamente ripetuta nei documenti delle conferenze del Cairo e di Pechino, e poi dell’Unione europea, sempre più si andrà insinuando nelle legislazioni nazionali, e giù nelle delibere degli enti locali e delle scuole, fino a plasmare la forma mentis delle persone. 

Come spiega con estrema efficacia un saggio appena pubblicato da Rubbettino, Maschi o femmine? La guerra del genere, della scrittrice Dale O’Leary. Chi è ancora convinto di un Dio che «maschio e femmina li creò» potrà forse meravigliarsi nelle pagine della O’Leary, pro-life americana andata a mettere il naso anche dietro le quinte, alle conferenze Onu del Cairo e di Pechino, e oltre. Quella parola, «genere», usata in luogo di «sesso», non è solo femministese per indicare la legittima domanda di pari opportunità della donna, afferma la O’Leary, ma una sorta di «Verbo» che l’Onu con il suo prestigio è in grado di imporre a tutti gli Stati membri. Grazie al peso acquistato all’interno delle strutture direttive dell’Onu di una cultura femminista radicale, il tentativo è quello di ridisegnare la società superando i limiti imposti dalla natura, considerata qualcosa di antiquato. Il nuovo mondo non dovrà più tollerare «generi» e dunque maschi e femmine, madri e padri, né definire l’eterosessualità «normale». Tutto dovrà essere - si legge nella prefazione - «precario, contrattabile e dipendente unicamente dalla volontà della maggioranza "democratica" del momento». Se l’esempio del Nuovo Testamento «genderizzato» dall’Università di Oxford vi era parso non così rilevante, fate caso alla raccomandazione dell’articolo 276 comma D della Piattaforma di Pechino: «Adottare misure affinché le tradizioni, la religione e le loro manifestazioni non siano causa di discriminazione nei confronti delle bambine»[perchè non ci parlano del governo cinese e dei suoi riguardi antiCristo nei confronti delle bambine?]. Madre nostra che sei nei cieli. 

Tra parentesi, le religioni monoteiste e in particolare il cristianesimo appaiono per la cultura del gender il vero nemico da abbattere, con quella arcaica pretesa di affermare un diritto naturale dell’uomo. Ma, si domanda a un certo punto la O’Leary, da dove viene a certo femminismo ultraradicale questa visione del mondo così conflittuale, dove le donne sono sempre oppresse, e gli uomini comunque oppressori? E di questo femminismo ultrà riesplora le radici marxiste andando a riaprire le pagine de L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato di Engels. Dove l’autore scriveva: «In un vecchio manoscritto mai pubblicato scritto da Marx e da me nel 1846, ho trovato queste parole: "La prima divisione del lavoro è quello tra uomo e donna per la riproduzione dei bambini".

Oggi - continua Engels - posso aggiungere: la prima opposizione di classe che appare nella storia coincide con lo sviluppo dell’antagonismo uomo-donna nel matrimonio monogamico, e la prima oppressione di classe coincide con quella fatta dall’uomo sul sesso femminile». Da ciò derivava, per il socio di Marx, che «la prima condizione per la liberazione della moglie è quella di riportare tutto il sesso femminile nell’industria pubblica, e ciò richiede l’abolizione della famiglia monogama come unità economica della società». Quanto passa da Engels all’Instraw, istituto dell’Onu, che nel ’95 scrive: «L’obiettivo è l’uguaglianza statistica tra uomini e donne in tutte le attività e tutte le cariche. Il maggior ostacolo all’uguaglianza statistica è la maternità, la vocazione delle donne a curare prima di tutto i loro figli. Pertanto, la maggior spinta alla "prospettiva di genere" è la decostruzione della maternità come unica vocazione delle donne». Insomma, per costruire il Nuovo Mondo occorre dissuadere le donne dalla maternità. La strategia del «gender» è già a buon punto. Bandita la vecchia antidemocratica differenza, se la O’Leary ha ragione fra cinquant’anni saremo tutti correttamente neutri. Più felici, ne dubitiamo. Ma assolutamente uguali.
Marina Corradi

Possiamo dire con molta certezza, visti i segni dei tempi che non passeranno altri cinquant'anni.

La Parola di Dio ci avverte chiaramente: tutti questi tentativi di “unificazione” morale, sessuale, economica, sociale ecc. si ripresentano nel corso della storia e dei secoli sempre con le stesse caratteristiche in ogni settore delle attività umane e il cui traguardo finale è il sovvertimento delle regole universali create da Dio. Questi tentativi provengono e sono guidati dallo stesso spirito che provò ad unire per la prima volta tutti gli uomini sotto una causa comune già con Nimrod, [il primo uomo in cui si incarnò lucifero] la causa comune era la ribellione aperta a Dio e il rifiuto della sua legge per l'uomo. Vi è soltanto un modo per cambiare la legge, tentare di cancellare il vero Dio da tutte le attività umane e sostituirlo con un dio uomo, l'uomo leader nel microcosmo e nel macrocosmo “uno” che accetti ed omogeneizzi ogni infrazione delle regole morali universali stabilite da Dio come “progressi” della civiltà. La civiltà antiCristo.

Si legge infatti nella Parola che il padre della menzogna, l'uomo di iniquità, l'antiCristo,... “penserà di mutare i tempi e la Legge” (Daniele 7:25).
egli non avrà riguardo al DIO dei suoi padri né al desiderio delle donne; non avrà riguardo ad alcun dio, perché si magnificherà al di sopra di tutti. (Daniele 7,11)

ogni qualvolta quindi che vi si presentino individui che personalmente si credono superiori perchè dotati di valori ''progressisti'', e in linea con le ultime tendenze di pensiero “moderno” in temi concernenti la sessualità e l'uguaglianza chiedetevi se lo schema mentale e i termini neologistici su cui poggiano le proprie autoconvinzioni, non provengano dall'istituto Tavistock, (the tavistock institute for the human relations fondata dalla fondazione rockefeller nel 1920) a cui ONU e UNESCO organizzazioni dis-umanitarie sono strettamente collegati.

Il discernimento e la pace proveniente da Cristo e dal Padre vi protegga e accompagni sempre al di là di ogni seduzione umana proveniente dal figlio della perdizione. 

 
Vegliate sempre nel nome di Gesù Cristo RE dei re.



Fonte web:

http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=1700



un articolo di approfondimento:


Michel Schooyans










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5 commenti:

Anonimo ha detto...

Identità e genere
http://www.scribd.com/doc/3195212/Identita-e-genere

La teoria del "gender e l'utopia dell'uguaglianza
http://www.rassegnastampa-totustuus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4511

Zapatero contro biancaneve
http://www.europaoggi.it/content/view/2175/31/

m

Giona ha detto...

Il Complotto dell’ONU contro la vita


http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=267267&Itemid=100021


Giona

Giona ha detto...

Genere al posto di sesso

http://www.cittanuova.it/contenuto.php?TipoContenuto=articolo&idContenuto=34523

Giona ha detto...

La famiglia? Una stupidata. Mamma e papà? Roba vecchia. Parola di “ministra”

http://www.secoloditalia.it/2014/02/la-famiglia-una-stupidata-mamma-e-papa-roba-vecchia-parola-di-ministra/

Giona ha detto...

Dal Family Day al Family gay, ovvero: tutti contro nessuno

Da tempo era nell’aria. L’accelerazione, anche sulla scena internazionale, delle fasi finali del golpe omosessualista sotto la regia dei potentati massonici ha evidentemente imposto di stringere i tempi. Il cambio di paradigma si è già di fatto realizzato: i rapporti contro natura sono percepiti grossomodo come equivalenti a quelli famigliari, l’omosessualità da vizio privato è divenuta ufficialmente pubblica virtù. Manca soltanto – e ormai, visto il clima che si respira, è quasi un dettaglio – la legalizzazione formale del vincolo omosessuale nel Paese che, sulla carta, conserva ancora il titolo di centro della cristianità: l’abolizione definitiva dell’istituzione famigliare tramite l’introduzione nell’ordinamento del «matrimonio» tra persone dello stesso sesso (comunque lo si voglia denominare) è indefettibilmente in agenda, ma richiede ancora qualche scaramuccia simulata prima di poter essere consacrata nella pace generale delle coscienze, anche quelle dei cristiani «ideologici» e attardati che si ostinano a dirsi recalcitranti..

http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=316596:un-nuovo-family-day-aggiornato&catid=83:free&Itemid=100021




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