14 ottobre 2008


leggendo questo importante studio che aiuta a comprendere che Gesù è Dio ed è sempre esistito, è opportuno riflettere sul fatto che recenti studi hanno dimostrato che il tetragramma YHVH in tutte le sue varianti, quindi sia con la Y davanti che con la J (JHWH) è una interpolazione-contraffazione biblica tesa a nascondere  il vero nome di Dio rivelatosi a Mosè nel roveto ardente e di conseguenza a cancellare successivamente il nome di Gesù. ciò non toglie nulla alla corretta descrizione che fa il sottostante articolo sui vari attributi identificativi di Gesù Cristo per poterlo inequivocabilmente riconoscere come Dio incarnatosi per la salvezza di tutti gli uomini. il vero nome di Dio rivelatosi a Mosè è JEH e non JAH che è invece di provenienza pagana.




Circa duemila anni fa, in Israele nacque un bambino, che in seguito potè a ragione affermare: «Prima che Abraamo fosse nato, Io sono» (Giovanni 8,58).

Della nascita di questo bambino e del Suo nome, nella Bibbia si narra quanto segue: «Mentre erano là (a Betlemme), si compì per lei il tempo del parto; ed ella diede alla luce il suo figlio primogenito, lo fasciò, e lo coricò in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo» (Luca 2,6-7). Giuseppe, il suo padre adottivo, «gli pose nome Gesù» (Matteo 1,25).

Una coppia di coniugi è in viaggio, la moglie è in stato di avanzata gravidanza. La sua gravidanza giunge al termine e le nasce il primogenito. Il bambino non nasce in casa, ma in una stalla vicina a una locanda al completo. Manca una culla, e il bambino viene posto in una mangiatoia. Il neonato riceve il nome "Gesù".

Diventerà il nome più famoso e significativo della storia, Egli diverrà la personalità più importante di tutti i tempi, in grado di mettere in ombra tutti i re, i potenti, gli eroi, le star e i politici di tutti i tempi. Nessuno ha commosso il mondo tanto quanto questo bambino. Come mai?

Dobbiamo assolutamente occuparci di questa Persona. Chi vive senza tenere conto di Lui, perde la cosa più importante. In modo ben diverso si sono comportati i magi d'Oriente (Matteo 2,1 ). Già Agur, vissuto molto tempo prima della nascita di Cristo, scrisse: «Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome di suo figlio? Lo sai tu?» (Proverbi 30,4).


Gesù stesso ci dà la risposta: «Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo (Gesù)» (Giovanni 3,13).
Chi è quel bambino in fasce nato in una stalla di Betlemme? È Colui che è sempre esistito!

Come si chiama Dio?


Vi siete mai chiesti come si chiami in realtà Dio? Agur aveva scritto: «Qual è il suo nome e il nome di suo figlio? Lo sai tu?». Una domanda rivolta da Mosè a Dio fu: «Ecco, quando sarò andato dai figli d'Israele e avrò detto loro: "Il Dio dei vostri padri mi ha mandato da voi", se essi dicono: "Qual è il suo nome?" che cosa risponderò loro?» (Esodo 3,13).

La parola «Dio» è solo un titolo, un concetto generico. Lo si può utilizzare in certi contesti anche in riferimento alle persone. Molte persone, in tutti i tempi, si sono definite «dèi».

Il concetto generico di «Dio»:

- si può applicare al dio di una delle tante religioni, ad esempio ad Allah. Allah significa semplicemente «Dio».


- si può utilizzare anche al plurale, «dèi», per indicare gli idoli e le false divinità pagane: «Non seguirete altri dèi, presi fra gli dèi degli altri popoli intorno a voi» (Deuteronomio 6,14). In I Corinzi 8,5-6 è scritto: «Poiché, sebbene vi siano cosiddetti dèi, sia in cielo sia in terra, come infatti ci sono molti dèi e signori, tuttavia per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi viviamo per lui, e un solo Signore, Gesù Cristo, mediante il quale sono tutte le cose, e mediante il quale anche noi siamo.»


Ma come si chiama il vero Dio, che fu l'Iddio di Abraamo, Isacco e Giacobbe? Egli ha un nome proprio attribuito solo a Lui. È un nome che nessuno Gli ha dato ma che Egli stesso si è dato e che descrive come Egli è. Questo nome è «Jahwe» (JHWH). Lo si evince dalla risposta che Dio stesso ha dato alla domanda del Suo servo: «Dio disse ancora a Mosè: «Dirai così ai figli d'Israele: "Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio d'Abraamo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe mi ha mandato da voi". Tale è il mio nome in eterno; così sarò invocato di generazione in generazione» (Esodo 3,15). Quando Mosè, dopo il primo incontro con il faraone e le sue imposizioni (Esodo 5) si sentì abbattuto, l'Eterno lo rialzò con le parole: «Io sono il Signore. Io apparvi ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe, come il Dio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro con il mio nome di Signore.» (Esodo 6,2-3).

Che cosa significa questo nome?


Il Signore spiega a Mosè il Suo nome: «Dio disse a Mosè: Io sono colui che sono. Poi disse: Dirai così ai figli d'Israele: "l'IO SONO mi ha mandato da voi. Dio disse ancora a Mosè: Dirai così ai figli d'Israele: Il Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio d'Abraamo, il Dio d'Isacco e il Dio di Giacobbe mi ha mandato da voi...» (Esodo 3,14-15). In tal modo, Dio si distingue da tutti gli altri dei, poiché Jahwe significa: «Io sono colui che sono.» Questo nome descrive l'eterna esistenza di Dio, ciò che Egli è in tutta la Sua persona.
Abraham Meister scrive: «Jahwe è l'- Io - divino assoluto nella sua massima pienezza.» Il nome proprio di Dio può essere tradotto in nove modi diversi. In tal modo vediamo chi è Dio:

Io sono colui che sono.

Io sono colui che ero.


Io sono colui che sarò.


Io ero colui che sono.


Io ero colui che ero.


Io ero colui che sarò.


Io sarò colui che sono.


Io sarò colui che ero.


Io sarò colui che sarò.


Ciò significa: «Io sono colui che non è mai stato creato, che c'è sempre stato, che esiste di per sé, che è immutabile, eterno ed eternamente presente.» Per questo in italiano noi traduciamo questo nome con "Eterno".

Abraham Meister scrive al riguardo: «La radice "HAWA", da cui è tratta la parola Jahweh, significa (divenire), essere . Egli è quindi l'ente, che si fa conoscere in "divenire" . Egli si mostra in una autorivelazione costante e crescente...Egli E' Colui che rivela Sè stesso...


Questo nome per gli ebrei era tanto santo, grande e inavvicinabile, che non osavano mai pronunciarlo, per timore di infrangere il terzo comandamento: «Non pronunciare il nome del Signore, Dio tuo, invano». Invece di Jahwe pronunciavano «Signore» (Adonai).

Chi è questo Dio?


Il nome di Dio «Jahwe» è collegato espressamente alla redenzione. Non a caso Dio si rivela con questo nome, in vista della liberazione di Israele dalla schiavitù in Egitto.

Nel seguito dell'autorivelazione divina tramite il nome Jahwe, diviene chiaro che il Signore, in relazione alla redenzione dell'uomo, è potente da liberarlo da qualsiasi problema, infatti si fa conoscere dall'uomo con diversi attributi:

Jahwe-Rapha = Jahwe, che guarisce, che salva

Jahwe-Roi = Jahwe, mio pastore


Jahwe-Shalom = Jahwe è pace


Jahwe-Zidqenu = Jahwe la nostra giustizia


La redenzione dell'uomo è comunque personificata nella rivelazione in carne del Figlio di Dio, Gesù Cristo.

1. L'autorivelazione di Dio come Salvatore.

Tramite il profeta Isaia, Dio disse al Suo popolo: «perché io sono il Signore, il tuo Dio, il Santo d'Israele, il tuo salvatore (Jahwe-Rapha)» (Isaia 43,3). E: «Io, io sono il Signore, e fuori di me non c'è salvatore» (Isaia 43,11).

Del divenire uomo di Gesù è detto: «L'angelo disse loro: «Non temete, perché io vi porto la buona notizia di una grande gioia che tutto il popolo avrà: "Oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è il Cristo, il Signore.» (Luca2,10-11).

2. L'autorivelazione di Dio come Pastore.

Del suo buon pastore, «Jahwe-Roi», Davide parla nel Salmo 23,1: «Il Signore è il mio pastore, nulla mi manca.»

Mi sono sempre chiesto come mai gli angeli del Signore abbiano cercato prima i pastori sui campi di Betlemme, per rivelare loro il Salvatore. In questa luce lo comprendo meglio: il vero pastore di Israele è venuto in terra per sopperire alla miseria di tutti gli uomini. Ai pastori di Betlemme fu detto inoltre: «Voi pastori di Betlemme, che conoscete bene i pascoli delle vostre pecore, sappiate che è qui il Pastore, il grande Pastore di Israele, il supremo Pastore» («Jahwe-Roi»; cfr. I Pi 5,4).


Parlando della Sua venuta, Gesù ha detto agli israeliti: «Io sono il buon pastore» («Jahwe-Roi»; Gv 10,11.14; anche v.33).

3. L'autorivelazione di Dio come roccia.

Della «roccia di Israele» leggiamo: «Poiché chi è Dio all'infuori del Signore? E chi è Rocca all'infuori del nostro Dio?» (Salmo 18,32). L'apostolo Paolo disse di questa roccia: «bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo» (I Corinzi 10,4). Da ciò si evince chiaramente che:


GESU' E' DIO

Ci sono alcuni passi nel Nuovo Testamento, in cui il Signore Gesù parla in modo particolarmente regale di Sé stesso come l'«Io sono». In questa autorivelazione Egli utilizza la stessa espressione con cui Dio nell'Antico Testamento si definisce nei confronti del Suo popolo, come unico Signore e Salvatore del mondo.

Possiamo dire che Gesù è la "parte" di Dio inviata agli uomini. Non crediamo in tre dei, ma in un solo Dio che si rivela in tre Persone distinte.

Dal XIII secolo dopo Cristo proviene un'esegesi ebraica su Deuteronomio 6,4: «Ascolta, Israele: Il Signore, il nostro Dio, è l'unico Signore.» Nell'interpretazione leggiamo: «Perché è necessario citare tre volte il nome di Dio in questo versetto? Il primo, Jahwe, è il Padre. Il secondo è la discendenza di Iesse, il Messia, che deve venire dalla famiglia di Iesse, tramite Davide. E il terzo è la via che si trova sotto (cioè lo Spirito Santo, che ci mostra la via) e questi tre sono uno.» (cit. in: Wie erkennt man den Messias?, pag. 23, Der Òlbaum e.V., Lorrach.)

Consideriamo ora i tre punti dell'autorivelazione di Gesù Cristo come l'«Io sono»:

1. Gesù dice in Giovanni 13,19: «Ve lo dico fin d'ora, prima che accada; affinchè quando sarà accaduto, voi crediate che Io sono.» Gesù annunzia in tal modo che Egli è Jahwe, l'«Io sono» del popolo di Israele.

2. Una delle più emozionanti autorivelazioni di Gesù si trova nel Suo confronto con i sommi sacerdoti ebrei: «Perciò vi ho detto che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che Io sono, morirete nei vostri peccati». Allora gli domandarono: «Chi sei tu?» Gesù rispose loro: «Sono per l'appunto quel che vi dico» (Gv 8,24-25). Quando gli ebrei Gli chiesero: «Sei tu forse maggiore del padre nostro Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di essere?» (Gv 8,53), Gesù diede loro questa risposta: «In verità, in verità vi dico: prima che Abraamo fosse nato, Io sono».

Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio» (v 58-59).


3. Pensiamo ad altre parole di Gesù che menzionano l'«Io sono»:

«Io sono il pane della vita» (Gv 6,35).


«Io sono la luce del mondo» (Gv 8,12; 9,5).


«Io sono la porta ...» (Gv 10,9).


«Io sono il buon pastore» (Gv 10,11.14).


«Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25).


«Io sono la via, la verità e la vita ...» (Gv 14,6).


«Io sono la vite ...» (Gv 15,1.5).


4. La più forte affermazione del fatto che Gesù è realmente Dio ci sembra essere stata enunciata nel Getsemani. Infatti, in Giovanni 18,3-6 leggiamo: «Giuda dunque, presa la coorte e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, andò là con lanterne, torce e armi. Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese loro: «Chi cercate?» Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io sono». Giuda, che lo tradiva, era anch'egli là con loro. Appena Gesù ebbe detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.»

Evidentemente, qui il Signore Gesù si rivela con il nome di Dio come «Jahwe», Colui che esiste grazie alla Sua potenza. Le conseguenze di ciò furono che le guardie indietreggiarono e caddero a terra.

Le conseguenze di questa verità:


Questo Gesù che venne al mondo in una stalla, che visse l'esistenza umana e il suo sviluppo come ognuno di noi, che crebbe come un normale ragazzo, dal punto di vista fisico, spirituale e psicologico, che "invecchiò" così come qualunque altro, questo Gesù è Jahwe dall'eternità ed è sempre esistito. «Io sono colui che sono.» Di Lui è scritto anche nell'epistola agli Ebrei: «Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno» (Eb 13,8).

Perché dovette diventare uomo? Perché Dio non può morire. Poiché Dio scelse di morire per i peccati degli uomini, dovette diventare uomo e quindi comparve in Gesù Cristo. Di questa autoprivazione divina di Dio in Suo Figlio leggiamo che: «pur essendo in forma di Dio, non considerò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò sé stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini; trovato esteriormente come un uomo, umiliò sé stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte di croce» (Fi 2,6-8). L'espressione «in forma di Dio», nel testo originale greco corrisponde a "morphe schema". Queste due parole definiscono la forma obiettiva di qualcosa così com'è e indipendente da chi la osserva. Gesù è Dio ed esiste in eterno, così come è Dio.

Nasciamo in forma umana e vogliamo entrare nella vita eterna. Gesù invece è venuto dalla vita eterna per morire. Di quando nel giardino del Getsemani si rivelò come l'«Io sono» e i Suoi nemici indietreggiarono cadendo al suolo, Egli disse infine: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi (i discepoli)» (Giovanni 18,8). E si diede volontariamente alla morte.

Dio si offrì e morì affinchè noi possiamo avere vita eterna. Solo in tal modo ci è possibile invocare il nome del Signore per essere salvati.

Poiché Gesù è Colui che è, anche Dio Gli ha dato «il nome che è al di sopra di ogni nome, affinchè nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra, e sotto terra,» (Filippesi 2,9-10). E perciò ancora «In nessun altro è la salvezza; perché non vi è sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati» (Atti 4,12).

Non possiamo invocare un Dio maggiore di Jahwe, poiché non esiste altro Dio all'infuori di Lui. Tramite il divenire uomo di Gesù, tramite il Suo morire sulla croce e la Sua resurrezione, abbiamo la possibilità di farlo. Gesù è il nostro vero e unico Salvatore per ogni ambito della nostra vita, per ogni problema e per ogni peccato. Egli può risolvere ogni situazione della nostra vita. Gesù ha detto a ragione: «Io e il Padre siamo uno» (Gv 10,30). Perciò anche le parole di Isaia 43,11 si riferiscono a Lui: «Io, io sono il Signore, e fuori di me non c'è salvatore.»

tratto da "chiamata di mezzanotte" di Norbert Lieth




a molti va giù male riconoscere la pienezza della Deità in Gesù... per questo preferiscono continuare a rivolgersi direttamente al Padre invece che a Gesù...




Guardate che nessuno vi faccia sua preda con la filosofia e con vano inganno, secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo, poiché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità.(Colossesi 2:8,9)




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6 commenti:

Anonimo ha detto...

Allora come spieghi questi??

Mt 17,1-8; Mc 9,2-10; Lc 9,28-36...?

chi è che parla dalla nuvola?

E una voce venne dalla nuvola ,dicendo :questi è il mio figlio ,colui che io ho scelto:ascoltatelo.Mentre la voce parlava Gesù si trovò solo.(Luca9:35,36)

Non capisco!
"G"

GIONA ha detto...

caro “G”

Colui che parla dalla nuvola è il Padre.
Il fatto che Gesù prima fosse in conversazione con Elia e Mosè, grandi e ubbidienti uomini di Dio, e poi fosse solo all'alzarsi degli occhi degli apostoli, ha un significato molto importante. Gesù, a differenza di Elia e Mosè, non era e non è un semplice uomo che ubbidì soltanto alla parola di Dio come fecero Elia e Mosè, ma è la Parola di Dio incarnata.
Di Lui si legge: Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. (Giovanni 1:1,2) questo importante verso, in specialmodo nella bibbia dei testimoni di geova è letteralmente cambiato. Si legge nella bibbia dei testimoni di geova ( TNM - traduzione nuovo mondo): Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era “un” Dio. Nel verso dove la scrittura attesta che Gesù ( la Parola ) era Dio viene aggiunto “un”, in modo da far cadere in errore e in inganno le persone facendo credere che Gesù non è sempre stato Dio come afferma la vera scrittura, ma “un” Dio, cioè un'altro Dio (che è stato glorificato “dopo” la sua obbedienza al Padre) Questa vera e propria ERESIA nei confronti di Gesù nostro Signore e Dio, nelle persone che sono state a contatto con i tdg può proseguire ad essere accettata come verità anche dopo molto tempo che le persone sono uscite dalla sètta, e anche se utilizzano in aggiuntiva ulteriori traduzioni bibliche non appartenenti ai testimoni di geova. Il fatto quindi che Gesù si trovasse solo, è dovuto anche al fatto che molti a quel tempo attribuivano ad Elia e a Mosè una speciale e forse insuperabile posizione agli occhi di Dio. Infatti di Gesù credevano che fosse Elia, e i “dotti” farisei seguivano la legge di Mosè, ritenendola superiore alla Parola di Gesù. (Ebrei 3:1,19) Gesù, rimase solo per far comprendere che era rivolta a Lui esclusivamente la frase: “in Lui mi sono compiaciuto” e a nessun altro, dimostrando anche qui la superiorità di Gesù nei confronti di chiunque.



Quando Gesù trasfigurò nel monte, “la sua faccia risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”.. (Matteo17:2) in questo momento Gesù, rivelò la sua vera Divina ed eterna preesistenza. Mostrandosi di luce, rivela ai suoi apostoli che Egli E' Dio incarnato. La voce che gli apostoli sentono [dopo essere stati avvolti da un nuvola di luce (Matteo17:5)] è quella del Padre.
Ma attenzione, Gesù NON è una “creatura” inferiore a Lui, ma UNO con Lui assieme allo Spirito Santo (Giovanni10:30, altre traduzioni riportano: Io e il Padre siamo una cosa sola”) “creature” sono gli uomini, infatti si legge che adamo ed Eva furono “creati” (Genesi 1:27) Gesù non è stato “creato” ma è SEMPRE STATO, ( “prima che Abramo fosse nato, IO SONO” , Giovanni8:58)
Il voler credere che Gesù ha “raggiunto” la divinità o è stato “promosso” a Figlio di Dio proviene da dottrine a... “matrice”... GNOSTICA, CHI HA ORECCHIE DA UDIRE ...ODA.
Si può trovare quindi anche tra chi si definisce “cristiano”sfumature di questa errata convinzione che portano a credere chi le ascolta che Gesù diventò Figlio di Dio soltanto perchè “ubbidì” al Padre (cosa che indubbiamente fece..grazie Gesù, sottomettendosi per Amore alle prove che gli stavano dinnanzi).
È importante ricordare l'episodio all'arresto di Gesù: “Credi tu forse ch'io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in quest'istante più di dodici legioni di angeli?” (Matteo26,53)
ciò sta a significare che Gesù avrebbe potuto scegliere, cambiare il corso degli eventi e non farsi uccidere dagli uomini. Ciò avrebbe comportato inevitabilmente ad un giudizio immediato di tutti gli uomini sulla terra e alla loro conseguente distruzione per il loro peccato e ribellione a Dio come avvenne nel diluvio. Ma per amore Gesù scelse di andare fino in fondo, e tramite il suo sacrificio abbiamo tutti salvezza nel Suo Nome.
Il verso prosegue: “Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?” (Matteo26:54)

le scritture dicono:
“Egli non può rinnegare sé stesso” (2Timoteo2:13b)

Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno. ( Ebrei 13:8)



ora, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima che il mondo esistesse. (Giovanni17:5)


caro “G” spero di non essere stato troppo complesso ed esserti stato di aiuto. Ti esorto a fare attenzione ai discorsi vani e ai “dottori” che cercano di sviarti dalla fede e dal confidare unicamente in Gesù Cristo nostro Signore, perchè questa è la PERFETTA volontà del Padre.
il Padre ci ha dato il nome di Gesù affichè si "passi" da Lui, un nome preciso. il Padre non ascolta chi si rivolge a Lui direttamente "aggirando" il nome di Gesù.

Non confidare nelle tue opere, ma nella sua grazia a cui nulla possiamo aggiungere per la nostra salvezza se non accettarne pienamente la verità.

Per qualsiasi tua esigenza o bisogno (o se la mia risposta non ti è stata d'aiuto) non esitare a contattarmi tramite l'e-mail presente nel sito o a quella presente nel mio profilo. oppure nel modulo dei commenti.

pubblicherò comunque appena possibile altri post che trattano di questo importante argomento e quindi della trinità di Dio.


Un abbraccio.

Giona

Anonimo ha detto...

grazie Giona della splendida spiegazione, non ho nulla da ri-dire...

Per tua info non sono tdg e nemmeno lo sono stato sono relativamente giovane...però ho un carissimo amico tdg, siamo amici dall'infanzia e mi dispiace...non so come comportarni nei suoi confronti a questo punto,lui si fida tanto degli "anziani" non voglio rovinare questa amicizia per me è come un fratello (carnale)oltre che spirituale ci dividiamo tutto!
...hai ragione infatti per loro esiste solo Geova, Gesù conta poco cioè nel senso che loro gli unti governeranno insieme a Gesù nel millennio, boo! sembrano alla pari.

Una cosa il primo dei 4 cavalli dell'apocalisse il cavallo bianco e il suo cavaliere con l'arco in mano chi è?(Apoc.6,2) Gesù o l'anticristo?(i tdg nel loro libro "rivelazione" dicono che è Gesù) mà Gesù non viene dopo, alla fine?(Apoc.19,11)...

Grazie Giona un abbraccio:)"G"

GIONA ha detto...

ciao "G",
non ringraziare me, ringraziamo Gesù, a Lui sia la lode e la Gloria.

il cavaliere bianco dell'Apocalisse,(in Apocalisse 6) viene interpretato da alcuni come Gesù e da altri come l'antiCristo.
personalmente, non vorrei al momento addentrarmi troppo sull'interpretazione di queste scritture, poichè sono dotate di una forma criptata più elevata ed è facile errare. nonostante ciò, è da dire che si legge all'inizio di Apocalisse 6 la seguente scrittura: "Poi, quando l'Agnello aprì uno dei sette sigilli,..." Apoc.6,1) qui la scrittura sta dicendo che l'Agnello (Gesù) sta facendo qualcosa: è impegnato ad aprire i sigilli. e questo cavaliere viene descritto dopo. se pur monta un cavallo bianco,(simbolo di purezza) dà più l'immagine di un conquistatore al quale susseguono poi altri cavalli in un crescendo di rovine, morte e calamità. sappiamo che Gesù quando tornerà lo farà per rapire i suoi figli in cielo, e in Apocalisse 19 è descritto molto bene e sappiamo che ogni occhio lo vedrà senza alcun dubbio.
la scrittura in Apocalisse 6:2b dice:"...ed egli venne fuori da vincitore, e per vincere". potrebbe riferirsi all'antiCristo, poichè infatti di lui (della bestia) si legge: ..E le fu dato di far guerra ai santi e di vincerli"..(Apocalisse 13:7 e Daniele 7:21) sappiamo che l'antiCristo verrà come un falso messia per ingannare e farà anche molti segni per questo, ma va tenuto in assoluta considerazione che la Parola di Dio non cerca di ingannare noi in alcun modo, ma bensì il contrario. Satana, con l'inganno raffigura se stesso come un angelo di luce, ma la Bibbia chiama lui un serpente, un dragone rosso ecc. e il padre della menzogna. Le scritture non ritraggono mai satana sul dorso di un cavallo bianco.

atteniamoci per ogni caso alle parole di Gesù che ci esortano costantemente a VEGLIARE: "nessuno vi seduca".
se è l'antiCristo vorrà essere adorato con la forza e la violenza. non potremo sbagliarci.

caro "G" Dio ti benedica e ti protegga, a presto.

ti abbraccio fraternamente.

Giona

Anonimo ha detto...

(atteniamoci per ogni caso alle parole di Gesù che ci esortano costantemente a VEGLIARE: "nessuno vi seduca".
se è l'antiCristo vorrà essere adorato con la forza e la violenza. non potremo sbagliarci.)

...si sono del tuo stesso parere bisogna vegliare (comeci ha detto Gesù...)

un abraccio a te Giona:)

Giona ha detto...

ATTENZIONE, il Cavaliere Bianco dell'Apocalisse
viene descritto dall'Islam nel Corano come il MAHDI, per i musulmani è il ''salvatore''.. ma in realtà è IL FALSO MESSIA. L'antiCristo.

leggere l'articolo


L'ANTICRISTO BIBLICO E IL MAHDI


vegliate!


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