31 marzo 2008




GLI AMULETI DI KETEF HINNOM:

L’onore del primo posto senza dubbio appartiene al testo dell’Antico Testamento e a quello del Nuovo Testamento più antichi, noti fino a questo momento.

L’antichità del testo dell’Antico Testamento è attestata dai due amuleti scoperti all'interno di una profonda grotta di sepoltura in un sito conosciuto come Ketef Ben-Hinnòn, sull’altro lato della valle di Hinnom rispetto alle mura occidentali della città antica di Gerusalemme.(a ovest della città vecchia di Gerusalemme) Sono conosciuti come gli amuleti di Ketef Hinnom, scoperti nel 1979 da Gabriel Barkay nella caverna 25. Erano nascosti nella tomba fin dal VII secolo aC.

Queste piastre d’argento datate tra il settimo e il sesto secolo a.C., arrotolate così da formare due amuleti (il più grande di 10 x 2,5 centimetri, e il più piccolo di 4 x 1,2 centimetri), riportano incise le parole di Numeri 6,24-26 sull’una, e di Deuteronomio 7,9 sull’altra. Entrambe corrispondono alle parole ebraiche trovate nel Pentateuco e mostrano una straordinaria similitudine con le parole e l’ortografia di queste Scritture. Tutto ciò sfida coloro, che datano il Pentateuco nel periodo post-esilico, a spiegare come due testi dalla Legge di Mosè appaiano molto prima rispetto alla data che la critica accademica ha attribuito loro.

IL PAPIRO DI JOHN RYLANDS:

In un modo simile, il papiro di John Rylands, scoperto nel 1920 da Grenfeld in Fayum, Egitto, risultò essere il più antico frammento di un manoscritto del Nuovo Testamento finora conosciuto. Fu datato dagli esperti di papirologia nel 125 d.C. Poiché però era in circolazione a tale distanza nel sud dell’Egitto, questo pezzettino di papiro con dei versetti dell’Evangelo di Giovanni (Gv 18,31-33; 37-38), mise fine con successo ai tentativi dell’epoca di attribuire all’Evangelo di Giovanni una data molto più tardiva, posteriore al discepolo Giovanni, e di porlo quindi verso la fine del secondo secolo d.C. Alla luce dell’evidenza archeologica, non fu più possibile un tale spostamento.


I ROTOLI DEL MAR MORTO:

Probabilmente i più sensazionali manoscritti scoperti ai nostri tempi sono i rotoli del mar Morto. Furono trovati nel 1948 nelle caverne vicino alle rovine di Qumran, una comunità degli Esseni del primo secolo a.C., collocata vicino alla costa nord-occidentale del Mar Morto. [N.d.R.: Nuovi studi affermano che Qumran era solo un centro artigianale e commerciale e che i rotoli furono portati nelle caverne nei pressi di Qumran dai sacerdoti di Gerusalemme, prima della distruzione del tempio (70 d.C.).] Questi 1.100 documenti antichi e 100.000 frammenti, più vari rotoli completi e intatti, rappresentano porzioni di testo o il testo intero di ogni libro dell’Antico Testamento in ebraico con l’eccezione del libro di Ester. Circa 230 tra i manoscritti ritrovati sono copie di libri dell’Antico Testamento. Prima della loro scoperta, i manoscritti più antichi ancora esistenti della Bibbia ebraica risalivano al 920 d.C. Alcune copie della traduzione greca della Septuaginta risalivano al terzo secolo a.C., ma fino alla scoperta dei rotoli del mar Morto nessun manoscritto ebraico era così antico.

A quel punto possedevamo Scritture ebraiche che potevano essere datate al primo o anche al secondo secolo a.C. Ancora più incredibile, questi rotoli del mar Morto dimostravano che la nostra Bibbia fu preservata con ammirevole esattezza per oltre due millenni. L’esempio migliore è una copia di Isaia la quale rivelò che, dopo un periodo di 1.000 anni di tradizione di ricopiatura testuale riguardo a una parte della nostra Bibbia corrente che ammonta a più di 100 pagine, soltanto tre parole in tutto il libro di Isaia presentano alcune differenze — e queste differenze sono solo delle variazioni di ortografia paragonabili, ad esempio, a una differenza tra l’italiano e il romanesco in «buono» e «bono».

IL DIPINTO DI BENI HASAN:

In un villaggio chiamato Beni Hasan, circa 240 chilometri a sud del Cairo, sulla costa est del fiume Nilo, in una caverna fu trovato un dipinto lungo 2,5 metri e alto 45 centimetri, risalente alla prima parte del diciannovesimo secolo a.C. Conosciuto come il dipinto di Beni Hasan mostra degli «Asiatici» (ma più precisamente, otto uomini, quattro donne e tre bambini, guidati da due ufficiali egiziani) che entrano in Egitto per vendere del trucco per gli occhi. Gli uomini portano lunghi kilt variopinti che coprono il loro petto e una spalla, e hanno sandali ai piedi. Ciascun uomo ha una folta capigliatura, una barba corta, ma niente baffi.

Similmente, le donne hanno vestiti variopinti, ma questi vestiti sono molto più lunghi e non hanno frange in fondo. Le donne portano ai piedi anche una sorta di calzette che formano un tutt’uno con le suole e sul capo un cerchietto per tenere insieme i loro lunghi cappelli. Due asini, accompagnati da uno stambecco e da una gazzella, trasportano ciò che sembra un mantice sulle loro schiene. Gli uomini sono equipaggiati con ciò che sembrano otri di pelle per l’acqua, uno strumento musicale (la lira), e lance, archi e frecce. I kilt di tanti colori ci ricordano la tunica di tanti colori di Giuseppe (Genesi 37,3; vedi anche 2 Sam 13,18), e ci danno un'idea della cultura dei patriarchi e di come i loro contatti economici e politici con l'Egitto potevano apparire. È un'immagine affascinante della vita al tempo dei patriarchi.

LA STELE DI BASALTO DI DAN:

La stele di basalto di Dan, trovata nel 1993-1994, con su scritte le parole «casa di Davide», ci ha fornito la prima evidenza extra-biblica della reale esistenza del re Davide. Prima di ciò, era di moda scartare nella Bibbia le narrazioni su Davide, considerandole propaganda sacerdotale che, durante la cattività babilonese, tentava di dare a Israele una storia passata rispettabile.

Avraham Biran, dello «Hebrew Union College», scavando un sito nel nord d’Israele conosciuto come Dan, in un muro esterno, fatto di pietre, trovò un frammento di basalto di circa 30 centimetri d’altezza. Nello stesso muro un anno dopo, furono scoperti altri due pezzi più piccoli, anch’essi parte dell’iscrizione originaria. Quando le parole aramaiche furono tradotte dalla scrittura paleoebraica, ci si è trovati di fronte al primo riferimento extra-biblico relativo a re Davide.

Quest’annuncio ha spinto gli studiosi a dare un’altra occhiata alla pietra basaltica conosciuta come la Stele di Mesha, dal nome del re moabita Mesha, che fu trovata un secolo prima. Questo testo si lagnava di «Omri, re d’Israele», il quale aveva oppresso il regno di Moab, una terra a est del mar Morto e del fiume Giordano (1 Re 16,21-27). In una frase in parte frammentaria dell’Iscrizione di Mesha, uno studioso francese di nome Andre LeMaire aggiunse due lettere mancanti nelle originali 5 lettere ebraiche, in modo da poter leggere la «casa di Davide». La stele raccontava quindi la storia di come Mesha rimosse il giogo che la casa di Davide aveva imposto su Moab anni prima [LeMaire, «The House of David...», BAR (1994), pp. 30-37]. A quel punto c’erano due riferimenti a un Davide che qualcuno affermava non fosse mai esistito.

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28 marzo 2008



A CONFERMA DELLA BIBBIA...

le conferme storiche o archeologiche possono essere utili a quanti han bisogno di prove tangibili per esser aiutati a riflettere sull'autenticità dei testi sacri e questo è l'unico scopo dello studio che segue; la fede tuttavia ribadisco non si fonda sulle conferme che provengono dalla scienza, ma sulla conoscenza che ciascuno di noi ha di Dio tramite lo Spirito Santo, dalla Sua Parola, dal giorno in cui Lo abbiamo conosciuto nella nostra vita. il Suo Regno verrà! anche per chi non crede e non vuol ri-conoscerlo.


Quelli che seguiranno (a puntate) sono solo alcuni esempi dei numerosissimi reperti archeologici che hanno confermato l'autenticità della narrazione e degli eventi della Sacra Bibbia.

Le prove sono così schiaccianti che il rinomato archeologo Nelson Glueck ha dichiarato: "Si può affermare categoricamente che nessuna scoperta archeologica abbia mai contraddetto i riferimenti biblici". Huston Smith, uno studioso, ha giustamente affermato che se i canoni rigorosi impiegati per verificare l'affidabilità storica della Bibbia fossero stati applicati anche agli studi classici, la nostra visione del mondo Greco-Romano oggi sarebbe in frantumi.

Relativamente all'Antico Testamento, l'evento biblico maggiormente documentato è quello del diluvio descritto nella Genesi. Il racconto del diluvio si trova in più di 500 miti, nelle diverse civiltà, in popoli lontani geograficamente e culturalmente.



Di particolare rilevanza sono i ritrovamenti Babilonesi, Sumeri, e Assiri. Molti di quelli Babilonesi ne parlano con dovizia di particolari; un esempio è l'undicesima tavoletta del poema epico su Gilgamesh, che descrive accuratamente gli eventi secondo lo schema biblico
La scoperta dell'archivio di Ebla, nel nord della Siria, verso la fine degli anni 1970 ha dimostrato che il racconto biblico che riguarda i Patriarchi è attendibile. I documenti scritti su tavole di creta a partire dal 2300 a.C. circa confermano che diversi nomi di persone e di luoghi nella narrativa della Genesi sono autentici. 

Ad esempio, era in uso ad Ebla il nome "Canaan", che un tempo i critici dichiaravano non usato in quell'epoca e quindi adoperato a sproposito nei primi capitoli della Bibbia. Si affermava che la parola "tehom" ("l'abisso") in Genesi 1:2 fosse una parola tardiva e quindi una prova della tarda composizione del racconto della Creazione. Ma "tehom" faceva parte del vocabolario in uso ad Ebla, circa 800 anni prima del tempo di Mosè! I costumi antichi riflessi nelle narrative dei Patriarchi sono stati confermati anche da tavole di creta rinvenute a Nuzi e a Mari.

Le "cinque città della pianura", citate nella Bibbia, fra cui Sodoma e Gomorra (il cui nome attuale è Bab edh-Dhra e Numeira) e altre città della valle di Siddim, erano iscritte su una tavoletta dell'archivio del palazzo di Ebla addirittura nella stesso ordine di Genesi 14:2. "La distruzione catastrofica di Sodoma e Gomorra avvenne verosimilmente intorno al 1900 a.C." - scrive nel 1951 lo scienziato americano Jack Finegan. "Un minuzioso esame dei documenti letterari, geologici ed archeologici porta alla conclusione che la scomparsa terra di quella regione (Genesi 19:29) era situata nel territorio attualmente sommerso sotto le acque che vanno lentamente crescendo nella parte meridionale del Mar Morto, e che la causa della distruzione fu un grande terremoto, probabilmente accompagnato da esplosioni e da fulmini, dallo sprigionamento di gas e da fenomeni ignei". Intorno al 1900 a.C.: l'epoca di Abramo!

Inoltre, nel settembre del 1977 in un numero di "Scientific American" apparve un articolo delle scoperte fatte ad Ebla. Vi si legge: "La lista delle "cinque città della pianura", Sodoma, Gomorra, Adma, Tseboim e Bela (cfr. Genesi 14:2), è ripetuta in un testo di Ebla e i nomi appaiono nello stesso ordine". Due mesi dopo, in una conferenza, il prof. Noel Freedman, direttore dell'Istituto di Ricerca Archeologica di Gerusalemme W.F. Albright, confermò la notizia. Fu reso noto perfino il numero della tavoletta (n° 1860) che menziona le cinque città nello stesso ordine di Genesi cap. 14. Nelle tavolette era anche menzionato anche il re Birsha, lo stesso nome che il re di Gomorra aveva nel tempo di Abrahamo (Genesi 14:2). Si potrebbe dire molto di più su questa sensazionale scoperta che, via via che le tavolette sono lette dall'epigrafista, fornisce costantemente nuove rivelazioni (le tavolette ritrovate nelle rovine del palazzo di Ebla che nel 1975 erano circa 15.000, salirono poi a circa 20.000 durante gli scavi del 1976-77).

Gli Hittiti (o Ittiti, o Hittei) una volta si pensava fossero una leggenda biblica, fino a quando nel 1906 la loro capitale e i loro archivi furono scoperti a Bogazkoy in Turchia.

Ancora, molti pensavano che le descrizioni bibliche delle ricchezze di Salomone fossero fortemente esagerati. Ma i documenti recuperati da epoche remote mostrano che ai tempi antichi, la ricchezza era concentrata in mano ai re, e che la ricchezza di Salomone era perfettamente verosimile.

Una volta, si pretendeva che non fosse mai esistito un re assiro di nome Sargon, come riferito in Isaia 20:1, perché tale nome non era noto da nessun'altra fonte. Poi il palazzo di Sargon fu scoperto a Khorsabad nell'Iraq. Proprio lo stesso evento menzionato in Isaia cap. 20, cioè la sua conquista di Asdod (Ashdod), veniva ricordato sulle pareti del palazzo! Inoltre, frammenti di una stele che commemorava la vittoria furono rinvenuti ad Asdod stessa.

Gli scavi della biblica Sichem presentarono nel 1960 nuove prove a favore di una data per il regno del re Abimelec, il figlio del giudeo Gedeone. Quando si scavò il tempio di Baalberith a Sichem, menzionato in Giudici cap. 9, gli archeologi furono in grado di datare la distruzione di quel tempio da parte di Abimelec. Tale data era in accordo con quella del breve regno di tre anni di Abimelec a cui si era già arrivati esclusivamente sulla base dei dati cronologici trovati nella Bibbia.

Un altro re la cui esistenza era stato messo in dubbio era Baldassar (o Belshatsar), re di Babilonia, nominato in Daniele cap. 5. Secondo gli storiografi, l'ultimo re di Babilonia era stato Nabonide. Poi furono ritrovate delle tavole che mostravano che Baldassar fu il figlio di Nabonide e che regnò come suo co-reggente a Babilonia. Così, Baldassar poté offrire di costituire Daniele "terzo signore del regno" (Dan. 5:16), la posizione più elevata a disposizione, per essere riuscito a leggere il testo scritto sulla parete. Qui risalta la natura di "testimonianza oculare" del testo biblico, come tante volte viene messo in evidenza dalle scoperte archeologiche.

Coerenti con la narrazione biblica sono anche un antico elenco di re Sumeri (il prisma Weld-Blundell, composto da molti frammenti il primo dei quali fu scoperto nel 1906 a Nippur, in Iraq), e una tavoletta sumera che descrive la confusione risultante dall'evento della Torre di Babele, attribuendola al "dio della sapienza".

Nel secolo scorso scavi hanno portato alla luce i resti di una grande città. Lo storico W. Keller riepiloga così i risultati: "Nel 1899 la Società Orientale Tedesca inviò una grossa spedizione sotto la direzione del Professor Robert Koldewey, per esaminare i famosi resti di Babil. Gli scavi richiesero molto più tempo del previsto. Durante un periodo di 18 anni, fu portata alla luce la più famosa metropoli del mondo antico, il regno di Nabucodonosor, e al tempo stesso, una delle Sette Meraviglie del Mondo, i Giardini Pensili, e "E-temen-an-ki", la leggendaria Torre di Babele. Nel palazzo di Nabucodonosor e sul Cancello di Ishtar, che si trovava dietro di esso, furono scoperte innumerevoli iscrizioni" (Werner Keller, The Bible as History, 1980, p. 302).

La cattività di Ioiachin, re di Giuda, in Babilonia (2 Re 24:15-16) è riportata in alcune tavolette in cuneiforme contenenti la cronaca dei primi anni di regno di Nabucodonosor. Esse si riferiscono alla presa di Gerusalemme, alla sua cattività e all'intronamento di Sedekia, l'ultimo re di Giuda, il 16/17 marzo del 697 a.C. (riferito al nostro calendario).

La dinastia del re Davide è confermata dalle iscrizioni in aramaico su una tavoletta commemorativa rinvenuta a Tel Dan (a nord di Israele), datata IX secolo a.C., probabilmente parte di un monumento ad Hazael, re di Aram. La tavoletta cita diversi eventi registrati nel primo libro dei Re.

La campagna del faraone Shishak contro Israele (1 Re 14:25-26) è riportata sulle mura del Tempio di Amun a Tebe, in Egitto.

La rivolta di Moab contro Israele (2 Re 1:1; 3:4-27) è descritta nell'iscrizione di Mesha.

La caduta di Samaria (2 Re 17:3-6, 24; 18:9-11) per mano di Sargon II, re d'Assiria, è descritta sulle mura del suo palazzo.

La sconfitta di Ashdod per mano di Sargon II (Isaia 20:1) è descritta sulle mura del suo palazzo.

La campagna del re assiro Sennacherib contro Giuda (2 Re cap. 18 e 19; 2 Cronache 32; Isaia 37) è riportata dal prisma Taylor, e nelle diverse stele biografiche di Tirhaka in Nubia.
L'assedio di Lachish da parte di Sennacherib (2 Re 18:14,17) è descritto nei bassorilievi di Lachish.

L'assassinio di Sennacherib per mano dei suoi stessi figli (2 Re 19:37) è descritto negli annali di suo figlio Esarhaddon.

La caduta di Ninive predetta dai profeti Nahum e Sofonia (2:13-15) è riportata sulla tavoletta di Nabopolasar.

La caduta di Gerusalemme per mano di Nabucodonosor, re di Babilonia (2 Re 24:10-14) è riportata nelle cronache Babilonesi.

La caduta di Babilonia sotto i Medi e i Persiani (Daniele 5:30-31) è riportata sul cilindro di Ciro.
La narrazione biblica sul profeta Balaam è confermata dalle iscrizioni su 119 frammenti rinvenuti a Deir 'Alla.

Nel 1868 fu rinvenuta una tavoletta Moabita. Clearmon-Ganneau ne prese l'impronta prima che gli arabi la rompessero in più parti per venderla. L'iscrizione convalida il contenuto del capitolo 16 del primo libro dei Re e del capitolo 3 del secondo libro dei Re. Essa cita anche il nome (Yahweh) con cui Dio si fece conoscere a Israele in Esodo.

La liberazione degli schiavi in Babilonia per mano di Ciro il Grande (Esra 1:1-4; 6:3-4) è riportata sul cilindro di Ciro.

L'obbligo di lasciare Roma per tutti i Giudei durante il regno di Claudio (41-54 d.C.) è riportato da Svetonio.

La scoperta di un grosso altare di pietra fornito di corna, negli scavi di Beer-Seba nel 1973 fece luce su due versetti del libro del profeta Amos (5:5 e 8:14) che sembravano suggerire che in quella città esistesse un santuario.

La distruzione di Tiro, famoso porto fenicio dell'antichità noto per il culto orgiastico e crudele di Baal, fu profetizzata nei minimi dettagli (Ezechiele 26:3-14) dal profeta Ezechiele nel 586 a.C., l'anno che precedette la sua caduta.

L'esistenza di Gesù Cristo è riportata anche dal Talmud Babilonese e da diversi autori non cristiani, tra cui Giuseppe Flavio, Svetonio, Plinio il Giovane, Luciano, e altri, che confermano anche eventi come quello della crocifissione e la vita dei primi cristiani...

elementi citati dalle ricerche di Bryant Wood e di altri ricercatori 









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7 marzo 2008

LE 4 CANDELE










 

come potremo riaccendere le altre candele se non crediamo nell'amore di Dio? oggi purtroppo molte persone credono che tutto sia un inganno, inconsapevoli che il loro credere in questo è una vera e propria fede alternativa all'essere semplici e accettare ciò che di buono e meritevole c'è attorno a loro. se noi crediamo in Gesù e nel Suo Amore è una fede, lo è inevitabilmente anche quella di chi non crede in Lui e crede che Egli sia un inganno. ci sono solo due vie al mondo e in questa vita: o si crede al bene o si crede al male e ciò in cui sceglieremo di credere pervaderà tutta la nostra vita e le nostre azioni trasmettendole a chi ci circonda. non credere al Figlio di Dio non fa vivere, credere che sia malvagio consuma la vita.

non ci può essere serenità pace amore fratellanza condivisione di cose buone ed edificanti se il nostro nemico è Dio stesso colui dal quale abbiamo la vita e tutto ciò che di buono vi è in essa! chi ha questo problema spirituale lo riflette in tutto ciò che fa durante il giorno e nelle proprie azioni. invece di sollevare, deprime, al posto di aiutare mostra egoismo, al posto della pace insinua discordia. tutto è in scala e DIO è SEMPRE AL PRIMO POSTO che si ami o che si odi. se si ama Dio si ama anche gli uomini perchè si vive nella fiducia e nel nostro cuore, nella nostra mente e infine nei nostri occhi ci sarà sempre un rivolgerci agli aspetti positivi e genuini della vita, degli altri e di tutto ciò che faremo. se si odia Dio e si pensa non solo che non esista ma addirittura che Egli sia malvagio, automaticamente i nostri occhi si poseranno sempre, unicamente e maliziosamente in tutto ciò che di malvagio può esservi in ogni occasione che vivremo, in ogni persona che incontreremo, in ogni azione che faremo sarà questo il nostro metro di misura e con il tempo darà dei frutti negativi non solo alla nostra intera vita per prima, ma anche a chi ci sta accanto. che sia bene o che sia male ogni pianta dà il suo frutto e arriva a una maturazione. i frutti del bene provengono dall'amore, partono dall'amore di Dio e per Dio e proseguono in un giardino di pace della mente e del cuore, ma anche di condivisione affinchè altri ne gioiscano. i frutti del male sono la diffidenza e il rifiuto nei confronti di Gesù e del Suo Amore, automaticamente la diffidenza viene in scala verso gli altri e prosegue in crescendo verso un abisso di oscurità, di pessimismo, di negatività in ogni cosa che anche gli altri avvertiranno conducendoci all'isolamento prima, alla malattia spirituale e inevitabilmente anche a quella mentale e fisica.

pace, fede, amore, speranza le uniche cose in grado di far vivere gli uomini.

nient'altro manda ancora avanti questo vecchio mondo. guai a quel giorno che queste sembreranno sparire dal mondo. poichè nel mondo non esiste solo chi ama Dio e chi non crede in Lui. al mondo c'è anche chi lo odia consapevolmente e vorrebbe (se potesse) sovvertire le leggi d'Amore che regolano il Suo universo. ma questo è un altro discorso.




Giona

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4 marzo 2008

GESU' E' IL MESSIA!



Centinaia e perfino migliaia di anni prima della nascita di Gesù a Betlemme, i profeti dell’Antico Testamento predissero la sua venuta. Le loro non sono semplicemente profezie generiche sulla venuta di un “Messia” o “Salvatore”, ma contengono dettagli specifici circa luoghi, tempi ed eventi, e furono adempiute in un solo uomo: Gesù di Nazaret.

In questo breve articolo presentiamo in ordine cronologico alcune tra le più significative profezie messianiche dell’Antico Testamento, trascritte parola per parola dalle Sacre Scritture, a cui facciamo seguire brani del Nuovo Testamento che ne descrivono l’adempimento.

LA NASCITA

Profezia: Circa 750 anni dalla nascita di Cristo, il profeta Isaia profetizzò: “Il Signore Stesso vi darà un segno, ecco, la giovane concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele”. (Isaia 7,14).

Compimento: Proprio come disse questa profezia, una giovane vergine di nome “Maria, promessa in sposa a un falegname di Nazaret di nome Giuseppe, fu visitata dall’Arcangelo Gabriele che le annunciò che avrebbe concepito un Figlio. Maria disse all’angelo: ‘Come ci avverrà questo, poiché non conosco uomo?’ L’Angelo, rispondendo, le disse: ‘Lo Spirito di Dio verrà su di te e la potenza dell’Eterno ti coprirà con la sua ombra. Perciò il Santo che nascerà da te sarà chiamato il Figlio di Dio!’” (Luca 1,26-35). (Emmanuele significa “Dio è con noi”, e per chi ha ricevuto Gesù nel proprio cuore questa profezia ha un adempimento letterale.)

Profezia: “Poiché un bambino ci è nato, un Figlio ci è stato donato; sulle sue spalle è la sovranità; sarà chiamato Meraviglioso Consigliere, Dio potente, Padre Eterno, Principe della Pace”. (Isaia 9,5; Profezia del 740 a.C.)

Compimento: Questa profezia mostra che gli antichi Ebrei, al contrario della maggior parte degli Ebrei di oggi, credevano che Dio aveva un Figlio che sarebbe nato facendosi carne e che, secondo la profezia, sarebbe stato chiamato “il Dio potente”.

Profezia: Ben settecento anni avanti Cristo, il profeta Michea predisse il nome esatto del villaggio in cui il Messia sarebbe nato: “Da te, Betlemme di Efrata, pur piccola tra le migliaia di Giuda, da te Mi uscirà Colui che sarà Dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni”. (Michea 5,1; Profezia del 710 a.C.)

Compimento: Il Vangelo dice che “Gesù nacque in Betlemme di Giudea” (Matteo 2,1). Anche se i Giudei sapevano che il loro Messia sarebbe nato là (Matteo 2,4-6), come nazione non accettarono mai Gesù come loro dominatore. Questa profezia che descrive Gesù come “Colui che sarà Dominatore”, viene adempiuta spiritualmente ora per coloro che Lo accettano volontariamente come Messia, e verrà adempiuta letteralmente al Suo imminente ritorno, quando prenderà il dominio della terra con la forza!

L’esistenza di Gesù, come dice questa profezia, “risale ai tempi antichi, ai giorni eterni”. Gesù disse, “Prima che Abramo fosse nato (cioè verso il 2.000 a.C.), Io SONO” (Giovanni 8,58), riferendosi qui alla sua pre-esistenza insieme a Dio, il quale si rivelò a Mosè nel roveto ardente dicendo, “IO SONO COLUI CHE SONO” (Esodo 3,14), l’eterno Figlio di Dio! (cfr. Giovanni 1,1-3,14).

L’ENTRATA TRIONFALE A GERUSALEMME

Profezia: Ispirato dallo Spirito del Signore, il profeta Zaccaria comandò al popolo: “Esulta grandemente, figlia di Sion, esulta, figlia di Gerusalemme! Ecco il tuo re a te viene, Egli è giusto e vittorioso, è mite e cavalca sopra un asino, sopra il puledro, figlio di un’asina”. (Zaccaria 9,9; Profezia del 487 a.C.).

Compimento: Cinque giorni prima della Sua crocifissione, avvicinandosi a Gerusalemme, Gesù disse ai suoi discepoli: “Andate nel villaggio che è qui di fronte a voi e subito troverete un’asina e il suo puledro, legati. Slegateli e portateli a me. I discepoli andarono e fecero quello che Gesù aveva ordinato loro, condussero l’asina e il puledro... ed Egli vi si pose a sedere... E la folla che andava innanzi e quella che veniva dietro, gridava: ‘Osanna al Figlio di Davide! Benedetto colui che viene nel Nome del Signore!’” (Matteo 21,2-10).

Sembra incredibile che il Re dei re, Dio fatto carne, possa essere entrato in Gerusalemme seduto umilmente sul dorso del puledro di un’asina, proprio come il profeta Zaccaria aveva predetto più di cinquecento anni prima! E non solo Gesù adempì questa parte della profezia, ma le moltitudini che “si rallegrarono molto”, “esultando” e lodandolo mentre entrava nella città, comprovarono ulteriormente che Gesù di Nazaret era il “re” predetto da Zaccaria!


IL TRADIMENTO

Profezia: Zaccaria poi predisse: “E io dissi loro: ‘Se vi par bene, datemi il mio salario; se no, lasciate stare’. Ed essi mi pesarono il mio salario, 30 sicli d’argento”. (Zaccaria 11,12; Profezia del 487 a.C.)

Compimento: “Uno dei dodici, detto Giuda Iscariot, andò dai capi sacerdoti e disse loro: ‘Che mi volete dare, e io ve lo consegnerò?’ Ed essi gli contarono 30 sicli d’argento”. (Matteo 26,14,15)

Profezia: “E mi disse: ‘Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo per il quale mi hanno stimato!’ E io presi i 30 sicli d’argento e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio!” (Zaccaria 11,13; Profezia del 487 a.C.)

Compimento: “Quando Giuda vide che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò i 30 sicli d’argento ai capi sacerdoti e agli anziani... e lanciò i sicli nel tempio. I capi sacerdoti, presi quei sicli, dissero: ‘Non è lecito metterli nel tesoro delle offerte, perché son prezzo di sangue’. E, tenuto consiglio, comprarono con quel denaro il campo del vasaio da servir da sepoltura ai forestieri”. (Matteo 27,3-7). I 30 sicli d’argento furono così letteralmente “gettati nella casa dell’Eterno per il vasaio”.

IL PROCESSO

Profezia: “E’ stato arrestato, giudicato e condannato, chi si affligge tra i suoi discendenti? E’ stato eliminato dal mondo dei vivi, colpito a morte per i peccati del suo popolo”. (Isaia 53,8; Profezia del 712 a.C.).

Compimento: Gesù fu arrestato dai soldati del Sommo Sacerdote (Matteo 26,57), il quale, dopo averlo giudicato nel proprio tribunale religioso e condannato a morte, lo fece legare e condurre a Pilato, governatore romano. (Matteo 27,1-2). “Mentre Pilato era seduto al tribunale... i capi dei sacerdoti e le altre autorità riuscirono a convincere la folla che era meglio chiedere... la morte di Gesù”. (Matteo 27,19-20). “Allora Pilato lasciò Gesù nelle loro mani perché fosse crocifisso”. (Giovanni 19,16).

Pilato sapeva che Gesù era innocente e non aveva commesso alcun crimine punibile con la morte, e che i capi religiosi giudei volevano che Gesù fosse ucciso soltanto per gelosia, ma fu costretto a lasciare che venisse crocifisso comunque a causa della pressione politica che questi ultimi avevano esercitato su di lui. (Giovanni 18,28-40; 19,1-16; Luca 23,13-25; Matteo 27,18).


LA CROCIFISSIONE

Profezia: Verso il 1.000 a.C., il Re Davide profetizzò: “Cani m’han circondato; uno stuolo di malfattori mi ha attorniato; mi hanno forato le mani e i piedi. Posso contare tutte le mie ossa. Spartiscon tra loro i miei vestimenti e si tirano a sorte la mia veste”. (Salmo 22,16-18; Scritta verso il 1.000 a.C.) (cfr.Zaccaria 12,10; 13,6).

Compimento: Il Re Davide, che scrisse questa profezia, morì di morte naturale, per cui sappiamo che, in questo brano delle Sacre Scritture, non stava parlando di se stesso, ma, come profeta, stava predicendo le circostanze inerenti alla morte sofferta dal Messia. Come leggiamo nei Vangeli, “I soldati, quando ebbero croficisso Gesù, presero le sue vesti e se ne fecero quattro parti, una per per ciascun soldato, e la tunica. Ora la tunica era senza cuciture, tessuta per l’intero dall’alto in basso. Dissero dunque tra di loro: ‘Non la stracciamo, ma tiriamo a sorte a chi tocchi’”. (Giovanni 19,23,24).
Tra l’altro, la crocifissione non era praticata dagli Ebrei al tempo del Re Davide. Le loro leggi religiose prescrivevano che i criminali fossero lapidati. Davide, invece, predisse che il Messia sarebbe morto in questo modo, con un metodo di esecuzione che sarebbe diventato dieci secoli più tardi uno dei più comuni dell’Impero Romano!

Profezia: Un’altra profezia del Re Davide parla del “Giusto”, che è il Messia, Molti sono le sventure del Giusto, ma... (Dio) custodisce tutte le sue ossa. Non una di esse fu mai spezzata”. (Salmo 34,19-20; scritta circa il 1.000 a.C.)

Compimento: Molti fedeli che erano “giusti” ebbero le ossa spezzate, soprattutto quando soffrirono il martirio, ma Gesù era “Il Giusto”, “il Mio giusto servitore”, come lo chiamò Dio stesso, che con la Sua morte ha “giustificato molti”, ossia li ha resi giusti. (Isaia 53,11-12) E per provare che Gesù era effettivamente “Il Giusto”, Dio non permise che alcuna delle sue ossa venisse rotta!

Gesù fu crocifisso alla vigilia del giorno in cui si festeggiava allora la Pasqua, e, per assicurarsi che i corpi di Gesù e dei due ladroni non rimanessero appesi alla croce durante le festività (per chi era crocifisso, a volte la morte avveniva dopo diversi giorni di tormento), i soldati ruppero le gambe dei ladroni, facendo quindi cadere verso il basso i loro corpi, interrompendo così la respirazione ed accelerando la morte. “Venuti da Gesù, siccome lo videro già morto, non gli spezzarono le gambe”. (Giovanni 19,31-33).

Gesù era “l’agnello di Dio che toglie il peccato dal mondo!” (Giovanni 1,29, e fu crocifisso proprio al tempo della Pasqua ebraica, durante la quale era tradizione uccidere in ogni casa un agnello come sacrificio per la remissione dei peccati. Proprio allora Gesù, “l’Agnello di Dio”, morì per rimettere i peccati di tutto il genere umano. Il Signore aveva comandato che nessuna delle ossa di questo agnello pasquale fosse spezzata (Esodo 12,46), e la morte di Gesù adempì la profezia anche in questo dettaglio!

LA SEPOLTURA

Profezia: “Gli fu assegnata sepoltura con gli empi, ma nella sua morte egli è stato col ricco”. (Isaia 53,9)

Compimento: Per i nemici religiosi di Gesù, Egli era un criminale e un empio e, al momento della sua morte, la Bibbia ci dice che “furon con lui crocifissi due ladroni”. (Matteo 27,38).

Dopo che il suo corpo fu tolto dalla croce, però, “un uomo ricco ... di nome Giuseppe ... chiese il corpo di Gesù e, presolo, lo pose nella propria tomba nuova”. (Matteo 27,57-60). Fu così “con il ricco nella sua morte!”

LA RESURREZIONE

Profezia:”Non abbandonerai l’anima mia in poter della morte, né permetterai che il tuo Santo vegga la fossa [ossia la corruzione]”. (Salmo 16,10--verso il 1.000 a.C.) (cfr.Atti 2,27-31).

Compimento: Il Re Davide, che diede questa profezia, morì e fu sepolto in una fossa e la sua carne vide la corruzione, mentre Gesù risorse dalla sua tomba tre giorni dopo la sua morte. Come disse l’Angelo a chi era venuto a piangere sulla tomba di Gesù, “Perché cercate il vivente tra i morti? Non è qui, ma è resuscitato!” (Luca 24,5,6).

Gesù è vivo! Le Sacre Scritture indicano che egli fu di nuovo sulla terra per quaranta giorni dopo la sua resurrezione e fu visto da centinaia dei suoi seguaci! (Atti 1,3; 1 Corinzi 15,4-6). Ascese poi al Cielo dov’è seduto alla destra del trono di Dio. (Marco 16,19).

L’ANNO ESATTO DELLA SUA CROCIFISSIONE

Profezia: “Ecco dunque quel che tu devi sapere e comprendere: dal momento in cui è stato pronunziato il messaggio che riguarda il ritorno dall’esilio e la ricostruzione di Gerusalemme fino all’apparizione di un condottiero Consacrato devono passare sette periodi di sette anni e sessantadue periodi di sette anni (per un totale di 69 periodi); questo ritorno dall’esilio e questa ricostruzione della città e delle fortificazioni si faranno in tempi difficili. Al termine di questi sessantadue periodi, un Uomo Consacrato sarà eliminato senza che alcuno Lo difenda”. (Daniele 9,25,26--538 a.C.)

Compimento: La città di Gerusalemme fu distrutta completamente dagli eserciti babilonesi nel 586 a.C., quando gli Ebrei furono condotti in prigionia ed in esilio. 133 anni dopo, nel 453 a.C., Artaserse Longimano, Imperatore di Persia, diede agli Ebrei ordine di ritornare dall’esilio nella propria terra per “ricostruire Gerusalemme”.

Sappiamo che questo decreto fu emanato nel 453 a.C. e che Gesù “fu eliminato” nel 30 d.C. Se, quindi, aggiungiamo questi 30 anni ai 453, abbiamo un totale di 483 anni. Vediamo ora se la profezia di Daniele coincide con questo nostro risultato.

La profezia aveva indicato che dall’emanazione di questo decreto fino alla morte del Condottiero Consacrato sarebbero trascorsi 7 periodi di sette anni più 62 periodi, ossia 69 periodi. 69x7=483. Daniele quindi predisse che 69 periodi di 7 anni, ossia 483 anni, sarebbero trascorsi dall’emanazione del decreto fino all’“eliminazione” del Consacrato, che fu il numero di anni dal 453 a.C. alla morte di Gesù nel 30 d.C. Che compimento esatto e meraviglioso di questa profezia! E questa profezia sorprendente risale al 538 a.C., quasi 600 anni prima della crocifissione di Gesù!

E’ interessante anche notare che questo periodo di 483 anni era stato diviso in due, prima 7 periodi di 7 anni, e poi 62 periodi. La storia ci rivela che gli Ebrei impiegarono esattamente 49 anni (7 periodi di 7) dall’emanazione del decreto per la “ricostruzione della città e delle fortificazioni” di Gerusalemme. E dalla ricostruzione di Gerusalemme fino alla crocifissione di Gesù trascorsero esattamente 434 anni (62 periodi di 7)!

La profezia di Daniele continua a darci prova innegabile che questo “Consacrato” doveva essere Gesù!

DISTRUZIONE DI GERUSALEMME DOPO LA VENUTA DI GESU’

Profezia: “Al termine di questi sessantadue periodi, un Uomo Consacrato sarà eliminato senza che alcuno Lo difenda. Poi verrà un condottiero con il suo esercito per distruggere la città (Gerusalemme) e il santuario (il Tempio Giudeo)”. (Daniele 9,26; Profezia del 538 a.C.)

Secondo questa profezia, dopo la morte di Gesù, la città di Gerusalemme e il tempio giudeo sarebbero stati distrutti. Accadde davvero? Sì, solo 40 anni dopo!

Compimento: Gesù fu crocifisso nel 30 d.C., “eliminato senza che nessuno Lo avesse difeso” o, secondo un’altra traduzione, “senza che in Lui fosse colpa”, ma per i peccati del mondo. E che cosa fu di Gerusalemme e del Tempio Giudeo? Nel 70 d.C., le legioni romane dell’Imperatore Vespasiano (“il condottiero con il suo esercito”), al comando di suo figlio, il generale Tito, marciarono su Gerusalemme e distrussero il Santuario, tanto da non lasciar una pietra sopra l’altra!

In un complesso di predizioni di una precisione sorprendente date 40 prima che questi eventi catastrofici avvenissero, Gesù predisse esattamente ciò che sarebbe accaduto! (Cfr. Matteo 24,1-2; Luca 19,42-44; 21,20-24).

LA CHIUSURA DELLA PORTA ORIENTALE DEL SANTUARIO DOPO LA VENUTA DI GESU’

Profezia: “Mi condusse poi alla porta esterna del santuario, rivolta ad oriente, ed era chiusa. Il Signore mi disse: ‘Questa porta resterà chiusa, non deve restare aperta; nessuno vi deve passare perché c’è passato il Signore, il Dio d’Israele; deve restare chiusa’”. (Ezechiele 44,1,2--572 a.C.)

Compimento: Quando Gesù (“il Signore, il Dio d’Israele”), fece la Sua entrata trionfale in Gerusalemme a dorso di un puledro d’asina, venne dal Monte degli Olivi ed entrò attraverso la porta orientale di Gerusalemme (Matteo 21,9-12), quella che conduceva nei cortili del Tempio, come dice in questa profezia, “la porta esterna del santuario, rivolta ad oriente”.

Nel 70 d.C., la città di Gerusalemme fu distrutta completamente e rimase in rovine per centinaia d’anni. Poi, nel 542, il sultano musulmano Suliman ricostruì le mura della città. Dal momento che i Giudei che avevano rifiutato Gesù credevano che il Messia sarebbe ancora dovuto venire e che avrebbe fatto la sua entrata trionfale a Gerusalemme, Suliman, per evitare che gli Ebrei si unissero a questo “Messia” in ribellione contro di lui, costruì un muro dove prima esisteva la porta orientale, adempiendo involontariamente la profezia di Ezechiele, che disse: “Questa porta resterà chiusa... perché c’è passato il Signore (Gesù), il Dio d’Israele”. E la porta orientale rimane chiusa e murata ancor oggi!

La maggior parte degli Ebrei credono che il Messia non sia ancora arrivato, ma secondo questi due fatti comprovati storicamente, (la distruzione di Gerusalemme e la chiusura della porta orientale), il Messia è già venuto, e se non fu Gesù di Nazaret, chi altro avrebbe potuto essere?

Chi altro nacque da una vergine a Betlemme, fu chiamato Dio, entrò trionfalmente a Gerusalemme a dorso di un asino e fu tradito per trenta sicli d’argento? Chi altro fu proclamato innocente, ma crocifisso ingiustamente mentre i soldati si dividevano le sue vesti, associato con gli empi nella sua morte, ma sepolto nella tomba di un ricco per poi risorgere dai morti... tutto questo in adempimento di profezie messianiche? La risposta non può essere che Gesù Cristo; e le profezie citate qui sono solo alcune delle 300 e più profezie del Vecchio Testamento adempiute da Gesù!

PERCHE’?

Perché Gesù morì su quella croce? Perché ci ama! Ci ha amato tanto da prendere la punizione che ci meriteremmo, da morire e da essere separati da Suo Padre per un po’ di tempo per poterci portare l’Amore di Dio e la Vita Eterna! Come dice un’altra profezia: “Noi tutti eravamo come pecore smarrite, ognuno seguiva la sua strada, ma il Signore ha fatto pesare su di lui le colpe di tutti noi. Non vi fu inganno nella sua bocca, ma al Signore piacque stritolarlo con la sofferenza; (Gesù) ha offerto la sua vita in sacrificio di espiazione. Infatti renderà giusti davanti a me un gran numero di uomini, perché si è addossato i loro peccati”. (Isaia 53,6,9-11; Profezia del 750 a.C.)
Gesù è morto per te! E Dio ha dato tutte queste profezie e le ha fatte scrivere e le ha preservate per tutti i secoli e i millenni in modo che la tua fede possa venir rinsaldata e tu possa credere che “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque creda in lui non perisca, ma abbia la vita eterna”. (Giovanni 3,16). Ci credi?

Dio ti ama e Gesù sta solo aspettando alla porta del tuo cuore che tu Lo faccia entrare. Egli dice, “Ecco, io sto alla porta e busso; se uno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui, ed egli con me. (Apocalisse 3,20)





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