9 febbraio 2009

QUALCOSA SUL VANGELO DI TOMMASO


Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. (Matteo 7:26)

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I vangeli gnostici

i vangeli gnostici di Tommaso e di Filippo e altri testi


A qualcuno sarà capitato di sentir parlare di altri vangeli che conterrebbero i veri insegnamenti di Gesù, e che sarebbero assai più antichi e autorevoli dei vangeli canonici. Ne sono un esempio il vangelo di san Tommaso (o Quinto Vangelo di Tommaso apostolo), e il vangelo di san Filippo, ai quali si aggiungono altri libri come il vangelo della verità, la sofia di Gesù Cristo, l'apocrifo di Giovanni, il vangelo di Maria e il vangelo degli Egizi.

Si tratta di libri apocrifi, non riconosciuti dai primi cristiani e dai discepoli di Cristo. Il termine "apocrifo" (dal greco
apokryphos) significa nascosto, segreto. La comprensione del termine va cercata nell'ambito dello gnosticismo; furono infatti gli gnostici (seguaci di varie religioni misteriche e correnti magico-astrologiche) ad affermare di possedere "libri segreti".

Tra i tanti testi apocrifi, particolarmente interessanti sono quelli sull'infanzia di Gesù, un periodo di cui i testi canonici non parlano. Trattandosi di una letteratura che si sviluppò al di fuori o ai margini del cristianesimo, essa poté sbizzarrirsi, dando libero sfogo alla fantasia popolare.
Ma il rifiuto di tali scritti da parte della chiesa cristiana, non portò alla loro immediata scomparsa, anzi erano diffusamente letti. Fu invece l'uso che ne fecero gruppi eretici come i manichei, i priscillianisti ed altri, a causare un energico rifiuto da parte della chiesa e quindi alla loro conseguente e lenta scomparsa, per lo meno apparente. Infatti dopo diversi secoli riaffiorarono, seppur in modo ambiguo e celato, tanto da ispirare vari dipinti e sculture.

ORIGINE E SIGNIFICATO DEI TESTI GNOSTICI
Buona parte dei vangeli gnostici furono rinvenuti nella biblioteca di Nag Hammâdi nel 1945. Al principio alcuni di questi testi furono pubblicati singolarmente o in piccole raccolte, ma la prima collezione completa fu pubblicata solo nel 1977.

I seguaci dello
gnosticismo asseriscono che i vangeli gnostici contengono degli insegnamenti esoterici di Gesù rivelati a pochi eletti. Si tratta di un sapere segreto ed elitario, in opposizione dunque agli insegnamenti e alla dottrina di Gesù Cristo stesso, che parlava apertamente e si indirizzava proprio a coloro che sono semplici di cuore.
Gesù si rallegrava di spiegare le cose di Dio non ai sapienti, ma a pescatori ignoranti, vedove attempate, fanciulli, umili peccatori che riconoscevano la loro condizione e il loro bisogno di salvezza e del suo amore. Due frasi tra le tante pronunciate da Gesù testimoniano in particolare l'imprescindibile necessità di essere semplici per potersi accostare a Lui:
"Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli" (Luca 10:21). "In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." (Matteo 18:3).

I seguaci dello gnosticismo asseriscono che i vangeli gnostici sono "erroneamente confusi con l'idea di vangeli falsi". Quello attribuito a Tommaso, in particolare, è da essi reputato "probabilmente il vangelo più antico in assoluto" e quindi più degno di fiducia dei Vangeli canonici.
Ma uno studioso precisa:
"Se alcuni hanno considerato eccessivo e di parte l'impegno degli apologeti cristiani nel combattere lo gnosticismo e nel considerarlo estraneo al cristianesimo, nonostante le pretese di alcuni gruppi di rappresentarne addirittura la tradizione più autentica, i ritrovamenti di Nag Hammâdi confermano le tesi degli apologeti. Ad esempio, uno dei testi ritrovati è La Sofia di Gesù Cristo, in cui viene descritto Cristo che ammaestra alcuni discepoli rispondendo alle loro domande: ebbene, risulta essere trascrizione in forma di dialogo di un testo gnostico più antico, Eugnosto il Beato, forse risalente al primo secolo a.C., quindi conferma l'origine precristiana o almeno non cristiana di temi fondamentali per lo gnosticismo, anche prescindendo dal fatto che contatti secolari con il cristianesimo possono aver portato a una certa cristianizzazione di uno gnosticismo originariamente estraneo ad esso".

I vangeli gnostici esercitano un fascino romantico su numerosi "cercatori di verità nascoste", ignari del fatto che gli gnostici utilizzarono un linguaggio cristiano per supportare concezioni antitetiche agli insegnamenti di Cristo.

Tralasciando per motivi di spazio l'analisi dei diversi libri gnostici elencati prima, in questo studio vogliamo brevemente considerare proprio il cosiddetto vangelo di Tommaso, o quinto vangelo, che gli gnostici stimano autentico e più antico dei quattro Vangeli canonici.

STUDI SUL VANGELO DI TOMMASO
Il vangelo apocrifo di Tommaso è dovuto a una comunità gnostica egiziana (
Chenoboschion) identificata nel 1945-46. Sebbene gli studiosi non credano che esso sia stato realmente scritto dall'apostolo Tommaso, ha ricevuto comunque da essi molta attenzione.

Lo studioso R. Hayes afferma che l'idea di una datazione "straordinarimente antica" di questo vangelo apocrifo è
"una proposta molto controversa" che "ha un tremolante fondamento metodologico" (cit. da Bock, in JUF:90).
Un altro studioso, Blomberg, conferma tale critica, sottolineando che l'apocrifo di Tommaso può essere stato scritto non prima del 150 dopo Cristo, e che in ogni caso non ci sono elementi per portare la datazione al secolo precedente.


H. Drijvers, un importante specialista che opera nell'area siriana, ha stabilito che questo vangelo è dipendente da un testo databile agli anni
successivi al 180 dopo Cristo (cfr. H.J.W. Drijvers, in "Facts and Problems in Early Syriac-Speaking Christianity", 1982, pp. 157-175).

Così, otteniamo l'intervallo 150-180 d.C. per la sua probabile stesura. Questo implica, ovviamente, che tale data non può precedere la composizione dei Vangeli canonici e rappresenta il limite temporale per la stesura di questi.

Inoltre, se il vangelo di Tommaso fosse autentico e costituisse realmente la raccolta di materiale indipendente più antica, allora come è possibile spiegare la presenza della considerevole quantità di elementi attinti proprio dai Vangeli canonici?

Lo studioso G. Mugnaio, infatti, fa notare che
"l'autore del vangelo di san Tommaso mostra una dipendenza decisa dai Vangeli canonici, dimostrando una datazione posteriore a quella della composizione di questi testi".

Il materiale appartenente unicamente a Matteo è chiamato "M Speciale" in letteratura. Esso costituisce materiale disponibile in Matteo (ed usato solo da lui) ma che non appare in Marco, Luca e Giovanni. Ci sono numerosi passaggi nel VdT (vangelo di Tommaso) che trovano riscontri nell'M Speciale:
Matt 5.10--VdT 69a
Matt 5.14--VdT 32 (= POxy1.7)
Matt 6.2-4--VdT 6,14 (= POxy654.6)
Matt 6.3--VdT 62
Matt 7.6--VdT 93
Matt 10.16--VdT 39
Matt 11.30--VdT 90
Matt 13.24-30--VdT 57
Matt 13.44--VdT 109
Matt 13.45-46--VdT 76
Matt 13.47-50--VdT 8
Matt 15.13--VdT 40
Matt 18.20--VdT 30 (= POxy1.5)
Matt 23.13--VdT 39, 102 (= POxy655.2)
Questo prova una innegabile familiarità con il vangelo di Matteo da parte dell'autore del vangelo gnostico di Tommaso!

Allo stesso modo, il materiale unico in Luca è chiamato "L speciale" in letteratura. Ci sono diversi passaggi nel VdT riferibili al L Speciale:
Luca 11.27-28+ 23: 29--VdT 79
Luca 12.13-14--VdT 72
Luca 12.16-21--VdT 63
Luca 12.49--VdT 10
Luca 17.20-21--VdT 3 (= POxy654.2), 113
L'autore del vangelo di Tommaso ha dunque familiarità anche con il vangelo di Luca!

Poi, ci sono anche diversi passaggi ove appaiono familiarità con il materiale di Giovanni:
Giov 1.9--VdT 24 (= POxy655.24)
Giov 1.14--VdT 28 (= POxy1.28)
Giov 4.13-15--VdT 13
Giov 7.32-36--VdT 38 (= POxy655.38)
Giov 8.12; 9.5--VdT 77
Questo prova la familiarità dell'autore anche rispetto al Vangelo di Giovanni.
Se Tommaso costituisse realmente la raccolta di materiale indipendente più antica, allora come è possibile spiegare la presenza di un numero così considerevole di materiale tratto da Matteo, da Luca, e da Giovanni?
Ciò ci fornisce elementi molto forti per affermare una decisa dipendenza letteraria sulle scritture canoniche del Vangelo.

Il vangelo gnostico di Tommaso è dunque un falso storico, elaborato sulla base del materiale estratto e condensato dai Vangeli canonici, o più probabilmente da alcune riduzioni composte in greco.

IL MESSAGGIO GNOSTICO
Il vangelo di Tommaso è basato sul sistema gnostico, che nel suo complesso non dà alcuno spazio agli insegnamenti di Gesù riguardanti la rivelazione di Dio e la salvezza. La "salvezza" per gli gnostici era la mera conoscenza di sè.

Nel vangelo apocrifo di Tommaso vi è un rifiuto della storia della salvezza, del significato delle
profezie bibliche, e di qualunque cosa che dia un'importanza reale al ministero terreno di Gesù centrato sulla sua vittoria sulla morte e sulla resurrezione corporale, e sulla missione universale della sua chiesa per tutti i popoli (anziché per quella elitè spirituale che gli gnostici ritengono di rappresentare) e sulla futura venuta di Gesù per inaugurare un nuovo regno e un nuovo mondo.

In altre parole, la visione della salvezza nel vangelo apocrifo di Tommaso è astorica, atemporale, amateriale, così l'autore rimuove dai quattro Vangeli, cui si ispira, ogni cosa che contraddice questa visione. Severin, per esempio, dimostra convincentemente come l'apocrifo mette insieme tre diverse parabole nei detti 63, 64, e 65 per sviluppare la polemica gnostica contro il "capitalismo", mentre censura rigorosamente nelle parabole qualunque riferimento alla storia della salvezza, e qualche prospettiva escatologica.
"Chi va oltre e non rimane nella dottrina di Cristo, non ha Dio. Chi rimane nella dottrina, ha il Padre e il Figlio."
(2 Giovanni 1:9)




(Riporto il seguente intervento di un lettore, con le relative risposte, per utilità degli altri lettori)

Lettore: "Nel sito ho letto che non è teorizzabile una precedenza storica del vangelo di Tommaso rispetto a quelli canonici in quanto sono presenti molti passi ripressi da questi ultimi. Ma non è più probabile che sia stato il vangelo di Tommaso ad essere preso d'esempio o come punto di partenza, essendo questo più vicino a quella dottrina cristiana degli albori che era indirizzata alle persone più povere e semplici?"
Come probabilmente sai il VGdT (vangelo gnostico di Tommaso) è stato rinvenuto in una raccolta di documenti gnostici. Tutti i documenti rinvenuti mostrano una chiara e completa dipendenza sia dai Vangeli canonici che da altre tradizioni non cristiane. Questo è già un precedente. Il VGdT non è da meno, e presenta una lunga serie di compressioni, espansioni e adattamenti di materiale proveniente dai Vangeli.
I motivi? Due studiosi, Grant e Freedman, hanno commentato: "Coloro i quali hanno trasmesso questo materiale [VGdT] non facevano parte della comunità Cristiana; non credevano in ciò che la nascente chiesa credeva; essi ricevevano quello che l'apostolo Paolo chiama 'un altro vangelo'. Proclamavano un altro Gesù". Quello Gnostico, appunto.
Uno dei testi ritrovati a Nag Hammâdi, "La Sofia di Gesù Cristo", contiene il classico formato in domande e risposte di Gesù ai discepoli. È stato dimostrato che questo testo in realtà non è altro che la rielaborazione di un testo gnostico del primo secolo avanti Cristo (quindi in origine solo gnosticismo, senza riferimenti cristiani), con l'aggiunta successiva di temi "cristiani" (Gesù e i discepoli, inseriti nel contesto e utilizzati come mezzi per la diffusione degli insegnamenti gnostici). Ciò dovrebbe far riflettere quanti sono disposti ad ascoltare qualunque novità, purché sia estranea ai testi canonici.
I vangeli canonici hanno poi una particolarità che gli gnostici non hanno: l'AT (Antico Testamento) contiene centinaia di profezie che si sono adempiute durante la vita di Gesù e che si trovano nei vangeli canonici. Persone, simboli e riti dell'AT diventano chiari nel NT (Nuovo Testamento), e il NT è contenuto sotto simboli nell'AT... E' una coerenza presente solo negli scritti ispirati. Niente di tutto questo per gli gnostici che, lo ricordo, non nascono come testi cristiani, ma sfruttano il "filone" del cristianesimo come via di diffusione, un po' come hanno fatto il culto romano di Mitra e simili.
Il VGdT comunque non è unico "Tommaso". Diversi studiosi hanno rilevato che il VGdT potrebbe basarsi anche sul Libro di Tommaso e sugli Atti di Tommaso, entrambi apocrifi di provenienza siriana (come pure il VGdT). Questo naturalmente non depone a favore della presunta vicinanza del VGdT al cristianesimo degli albori.

Lettore: "Penso che sia più probabile che ci sia una presenza di Tommaso in tutti gli evangelisti che il contrario, anche i suoi motti sono privi di tutti quei ragionamenti filosofici e dogmatici, presenti soprattutto nel vangelo di Luca, che ritengo troppo distanti dalle persone a cui erano indirizzati."
Mi pare che il VGdT presenti temi tutt'altro che vicini alle persone: esoterismo, sapere occulto da decifrare, riferimenti ad alcune tipiche tradizioni gnostiche...
Luca era un medico che, a differenza degli altre tre evangelisti, è l'unico a non essere un testimone oculare, ma ha fatto comunque parte del gruppo degli apostoli (cfr. Colos. 4:14, 2 Tim. 4:11, Filemone 24) e ha scritto il libro degli Atti.
Se con "ragionamenti filosofici e dogmatici" ti riferisci alle parabole di Gesù, esse non sono una peculiarità di Luca. Gesù ha parlato in parabole come era stato profetizzato dall'Antico Testamento, per un motivo preciso (che non è il sapere gnostico). E non c'è insegnamento di Gesù che non sia comprensibile alle persone cui ti riferisci, proprio perché gli insegnamenti di Gesù non vanno studiati come un testo di storia o come dottrine o aforismi, insomma esclusivamente con l'intelletto e lo studio. Senza la guida dello Spirito Santo di Dio, la Bibbia intera rimane un libro chiuso. Gesù ebbe a dire: "È lo Spirito che vivifica, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita" (Giovanni 6:63).

Nella comunità che frequento, che si trova in una periferia abbastanza povera, ci sono diverse persone che non hanno neppure la terza media, eppure ti confesso che spesso proprio loro comprendono la Parola di Dio meglio e più profondamente di un teologo. La chiave non è né il sapere iniziatico, né anni di studi in seminario, né diplomi o lauree di qualche tipo, ma semplicemente accostarsi con un cuore semplice, e con tutto il cuore, a Gesù e riceverLo personalmente nella propria vita, perché Lui non è una figura del passato, ma è vivente e potente oggi come ieri.
Come disse Gesù: "Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli." (Matteo 11:25, Luca 10:21). "In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." (Matteo 18:3).
Riguardo alla questione della datazione, elenco di seguito alcune motivazioni per cui il VGdT (vangelo gnostico di Tommaso) si dimostra essere un documento compilato successivamente ai Vangeli canonici.
Il VGdT, ad esempio:
1) Usa tipici elementi redazionali degli scrittori dei Vangeli. Le prove raccolte indicano un'evidente familiarità con i Vangeli di Matteo, Luca e di Giovanni (puoi trovare l'elenco dei paralleli nel seguente libro, in lingua inglese: Grant, Robert M. e David Noel Freedman, "The Secret Sayings of Jesus According to the Gospel of Thomas", Fontana Books, 1960, pagine 103-104). Considerate le relazioni tra il VGdT e altri documenti, è evidente che non può essere stato redatto prima dei Vangeli canonici.
2) Usa passaggi (tradizioni) che sono unici e provenienti da uno specifico Vangelo (uno studioso, Miller, ha estratto dal VGdT un lungo elenco di elementi unici provenienti dai Vangeli). L'autore del VGdT era quindi familiare con la forma finale dei Vangeli. Come è possibile allora datare il VGdT a un'epoca precedente?
3) Riguardo al fatto che il VGdT abbia una forma che è considerata "più primitiva", faccio un esempio: Tommaso 9 contiene la parabola del seminatore, ma manca però dell'interpretazione data da Gesù nei Vangeli canonici. Questo perché gli Gnostici ritenevano che la salvezza si raggiungesse attraverso l'interpretazione occulta degli insegnamenti (come è indicato chiaramente all'inizio del VdT: "chiunque trova l'interpretazione di questi detti non passerà per la morte") e ovviamente, se l'interpretazione fosse stata offerta dal testo stesso, non ci sarebbe più stato alcun segreto da "decifrare"!
Uno studioso, Montefiore, ha osservato che "probabilmente il motivo per cui i dettagli allegorici non sono inclusi nel testo di Tommaso, e non vengono aggiunte spiegazioni allegoriche alle parabole, è da ricercarsi nel desiderio di riservare la 'vera' interpretazione spirituale dei detti ai soli iniziati gnostici".

4) Il VdT tende a "nascondere" e a rendere meno univoci gli insegnamenti di Gesù, in linea con l'abitudine gnostica di rendere le cose occulte e poco comprensibili ai non iniziati (tra l'altro anche il formato in detti e "domande e risposte", che è tipico degli insegnamenti gnostici, si trova in buona quantità nel VdT).

5) Una nota studiosa dello Gnosticismo, Elaine Pagels, ha rilevato che il VGdT "afferma di trasmettere insegnamenti che Gesù non dava in pubblico. Ciò sarebbe incomprensibile se il lettore non sapesse di Gesù e dei suoi insegnamenti". In altre parole, l'esistenza di presunti "insegnamenti segreti", implica l'esistenza e la diffusione di quelli pubblici prima. Come possono gli insegnamenti Gnostici aver preceduto quelli riportati nei Vangeli?

6) Il VGdT presenta insegnamenti non certamente attribuibili a Gesù o agli apostoli, ma una tradizione esoterica, del tutto estranea al messaggio del Vangelo cristiano. Ad esempio, nel VGdT, Pietro pensa che Maria Maddalena debba lasciare il gruppo dei discepoli "perché le donne non sono degne della Vita". Gesù gli risponde: "In verità la guiderò fino a che diventi maschio, così che possa diventare anche lei uno spirito vivente come voi che siete maschi. Perché ogni donna che diventerà maschio entrerà nel Regno dei Cieli". Cosa hanno a che fare l'ermetismo e il tema esoterico dell'androgino, con gli insegnamenti che Gesù amava rivolgere ai semplici di cuore? "Non ho mai detto nulla di nascosto" (Gv 18,20)!
In conclusione cito Grant e Freedman: il VGdT è "probabilmente la più antica testimonianza che abbiamo delle prime alterazioni al Cristianesimo da parte di coloro i quali volevano creare un Gesù a loro stessa immagine". Il VGdT "in conclusione testimonia non quello che Gesù ha detto, ma quello che degli uomini avrebbero voluto che avesse detto".
Per approfondire ulteriormente puoi leggere anche il seguente studio (in lingua inglese): http://www.iclnet.org/pub/resources/text/cri/cri-jrnl/web/crj0088a.html
Una domanda vorrei farla anch'io: perché tante persone cercano la verità il più lontano possibile dalla Sacra Scrittura? Intendo dire: piuttosto che nei vangeli canonici, si cerca nei vangeli gnostici; invece che nei libri canonici, si cerca nei libri apocrifi. La scusa di molti è ciò che ha fatto o ha detto la chiesa cattolica. Si sospetta, si pensa, si dubita... Eppure la chiesa cattolica è solo UNA chiesa, quella con sede a Roma. Indipendentemente da questo, tutta la Chiesa Cristiana usa la Sacra Scrittura: abbiamo più di 24000 copie del testo originale del NT, un numero superiore a qualsiasi altro testo tramandatoci dal passato. La Bibbia non è monopolio del papa o dei protestanti o di altre persone che avrebbero interesse a ingannare le persone (e, se così fosse, aggiungo io, prima di tutto se stesse). Non sarà che non si è preso seriamente in considerazione e con sincerità di cuore il "vecchio" Vangelo?


___________________

nel riportare questo studio sui vangeli apocrifi, concluderei aggiungendo che qualcuno ha asserito che potrebbe riuscire a "smontare pezzo per pezzo" l'articolo qui sopra, senza rendersi conto di dare con il suo inconcludente "tributo" ancora più autorevolezza all'articolo stesso e ai suoi contenuti.

in questo dialogo, un classico esempio sull'incomprensibilità e la vacuità dei contenuti del Vangelo di Tommaso e sulla confusione che può generarsi in chi li adotta a proprio riferimento (dottrinale o meno).


il vangelo di giuda, altro vangelo "adattabile". «La traduzione del National Geographic sosteneva l'interpretazione provocatoria di Giuda come eroe; una lettura più attenta chiarisce che Giuda non solo non è un eroe, ma (per il testo) un demone.
La traduzione della Società e dei suoi esperti si distacca in più punti dal senso e dai metodi comunemente accettati nel nostro campo di studi.
Per esempio, la trascrizione della National Society, nel punto in cui Giuda è chiamato un 'daimon', traduce la parola con 'spirito'.
Di fatto, il termine universalmente accettato per 'spirito' è 'pneuma'; nella letteratura gnostica, 'daimon' è sempre usato nel senso di 'demonio'.

non essendo più disponibili liberamente alcuni articoli relativi..continua qui








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12 commenti:

Anonimo ha detto...

interessante.complimenti.

GIONA ha detto...

grazie Anonimo,

ciao

Giona

Anonimo ha detto...

interessante questa ricerca. purtroppo non posso condividere questa visione elitaria al quale è stato sottoposto il vangelo di tommaso.. si tratta di una misinterpretazione dello stesso

GIONA ha detto...

Anonimo2

il libero arbitrio esiste, quindi, allo stato attuale puoi scegliere in cosa credere e cosa seguire, io naturalmente posso solo consigliarti.
Ma se questo evidente studio fosse unicamente una semplice misinterpretazione vorrebbe dire che Gesù non è il Figlio di Dio e Dio incarnato.

Ti ripropongo ciò che dice il post in un passaggio secondo me molto importante:
il VGdT è "probabilmente la più antica testimonianza che abbiamo delle prime alterazioni al Cristianesimo da parte di coloro i quali volevano creare un Gesù a loro stessa immagine". Il VGdT "in conclusione testimonia non quello che Gesù ha detto, ma quello che degli uomini avrebbero voluto che avesse detto".


Ciao

Giona

Piero ha detto...

Oltre che nei vangeli apocrifi ( perduti o meglio rimossi e dismessi dalla Chiesa come non autentici), credete che esistano incongruenze anche nei 4 vangeli canonici - cioè gli unici che non erano rotolati giù dal tavolo al Concilio di Nicea ? A quanto pare si...

analizziamone alcune :

A parte le narrazioni chiaramente mitologiche degli inizi e della fine della vita di
Gesù, anche il resto dei Vangeli canonici rivela indizi che lasciano pensare a una loro
elaborazione da fonti eterogenee: ad esempio, i primi tre raccontano spesso gli stessi
eventi in maniera diversa, ma evidentemente collegata, mentre l’ultimo si situa in una
posizione più isolata rispetto a essi.

Prendiamo, per fare un esempio più o meno tipico, l’episodio dell’elezione dei
Dodici, che compare appunto nei tre sinottici ma non in Giovanni. In Matteo si parla
di un’iniziazione ai poteri tipici del «Gesù Mago» (Matteo, X, 1) :

Chiamati a sé i dodici discepoli, diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e
di guarire ogni sorta di malattie e d’infermità.

Luca, all’opposto, essi vengono scelti come apostoli, “messaggeri” o “inviati”
(da apo, “da”, e stellein, “inviare”), per trasmettere il vangelo, “buona novella” (da
eu, “buono”, e angelion, “messaggio”), tipico del «Gesù Profeta» ( Luca, VI, 12-13):

In quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione.
Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome
di apostoli.

In Marco, infine, le due storie sono palesemente combinate insieme ( Marco, III, 13-15.):

Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne
costituì dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare e perché avessero il
potere di scacciare i demoni.

Poiché avviene abbastanza sistematicamente che Marco fonda insieme testi
corrispondenti di Matteo e Luca, si può immaginare che esso sia una loro
compilazione....
Sembra quasi che Matteo e Luca abbiano attinto in parte da una prima
fonte comune, in parte da versioni diverse di una seconda fonte comune, e in parte da
fonti indipendenti.

Piero ha detto...

Inoltre Luca ammette che alcuni racconti sono delle compilazioni più o meno fedeli e libere
di vari lavori precedenti...
così infatti inizia il discorso - Luca, I, 1-3 : " Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e
divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni
circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato. "

Altrettanto famoso è il brano del Discorso della Montagna che poi la liturgia ha
annesso come preghiera del Padre Nostro, nella versione lunga di Matteo ( Matteo, VI, 9-13):

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la
tua volontà, così in cielo come in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.

Luca invece è più stringato, ( Luca, XI, 2-4): «Padre, sia santificato il tuo nome, venga il tuo
regno; dacci oggi il nostro pane quotidiano, e perdonaci i nostri peccati, perché anche
noi perdoniamo ad ogni nostro debitore, e non ci indurre in tentazione». E Marco ( Marco, XI, 25)
ancora di più: «Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno,
perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati».
Le varie versioni rivelano, naturalmente, una progressiva elaborazione.

Inoltre, come si vede, Marco e Luca parlano espressamente di peccati,
mentre Matteo si restringe ai debiti: i Cattolici e i Calvinisti adottano la seconda
lettura, mentre i Luterani e gli Anglicani preferiscono la prima, benché queste siano
questioni di lana agnellina.

Prendiamo infine la nascita di Gesù.
Matteo dice che «nacque a Betlemme di Giudea al tempo del re Erode», mentre Luca (Luca, II, 1-2.) racconta:

In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta
la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirino.

Poiché Erode morì il 4 a.c e Quirino arrivò in Siria il 6 d.c., i due racconti sono
temporalmente contraddittori. Inoltre, non è stato registrato in quel periodo alcun
fenomeno atmosferico che possa essere interpretato come la stella dei Re Magi, né
una qualche strage di bambini, né un qualche censimento romano nell’epoca di
Erode: quest’ultimo per ottimi motivi, visto che in quel tempo la Giudea non era sotto
dominio romano. Lo divenne l’anno in cui Quirino arrivò e fece effettivamente il suo
censimento, ma non ci sono tracce del fatto che sia andato contro le consuetudini
romane, che erano di far registrare la gente nel luogo di residenza e non di nascita.

In realtà, in tutti e quattro i Vangeli Gesù viene sempre consistentemente chiamato
«di Nazareth», e solo nei capitoli iniziali di Matteo (Matteo, I, 18 - II, 23.) e Luca (Luca, II. ) si racconta la sua
nascita e la si situa a Betlemme...

Che ne dite...può bastare?
Meglio fermarsi qui vero...


bye bye,

dall'altro profeta Giona :)

PS:
Per fortuna oggi le scomuniche del credo di Nicea non esistono più ...

GIONA ha detto...

ciao Piero,
leggendo il tuo commento, ho immediatamente riconosciuto le cose che hai postato. Praticamente hai copi-incollato tutto dal libro di Odifreddi “perchè non possiamo essere cristiani “

quindi non me ne vorrai se per mancanza personale di tempo io in parte farò altrettanto, perchè il mio tempo vale quanto il tuo. Se tu avessi visionato soltanto un po' qualche link alla destra del blog, avresti trovato le risposte alle asserzioni che hai scelto, e con le quali hai pensato di fare lo “scioccante” :) ma ti risponderò invece alla fine del commento a ciò che hai scritto di tuo pugno e “intelletto”.

Partiamo da questa frase (non tua):

“a parte le narrazioni chiaramente mitologiche degli inizi e della fine di Gesù”

io ti rispondo: puoi portarmi le fonti? Mi porti le fonti che Gesù discende da dei “miti” precedenti? Poi se vuoi ne possiamo parlare diffusamente. Intanto puoi leggerti questi tre articoli, ne sto scrivendo altri su altri “miti” se vuoi potrai leggerli successivamente.

horus
attis
krishna

Proseguiamo:
“anche il resto dei Vangeli canonici rivela indizi che lasciano pensare a una loro elaborazione da fonti eterogenee: ad esempio, i primi tre raccontano spesso gli stessi eventi in maniera diversa, ma evidentemente collegata, mentre l'ultimo si situa in una posizione più isolata rispetto a essi.”


Per rispondere a questa domanda, facciamo un esempio pratico. Quando seguiamo una notizia alla televisione, il modo di raccontarla ed i i particolari variano a seconda del telegiornale che si guarda. Alcuni canali potrebbero focalizzare l'attenzione su alcuni fatti, mentre su altre reti verrebbe magari dato risalto a fatti differenti.
Questo però non modifica la notizia principale che rimane sempre la medesima. Lo stesso si può dire dei vangeli. Personalmente inoltre, ritengo che queste lievi differenze contribuiscano anzi a darci fiducia sul fatto che le vicende narrate sono veramente accadute. Perché? Semplice: se tutti e quattro i vangeli raccontassero esattamente con le medesime parole e nel medesimo ordine ciò che è avvenuto, potremmo benissimo pensare che non sono altro che dei testi derivanti l'uno dall'altro. Ma sappiamo bene che non è così.
Un esempio può essere ciò che viene narrato a proposito dei due malfattori crocefissi assieme a Gesù. Solo in Luca (23:40-43) viene detto che uno dei due a un certo punto prende le difese del Signore e gli chiede di ricordarsi di Lui nel suo regno. In Marco 15:32 e Matteo 27:44 si dice semplicemente che anche quelli crocefissi con lui lo insultavano.
Cosa significa questo? Con ogni probabilità, per riagganciarci all'esempio fatto in apertura, Luca ha voluto focalizzare l'attenzione su uno dei due malfattori, o semplicemente era al corrente di un fatto sfuggito agli altri due evangelisti.
La gente spesso ribatte dicendo: "ma un libro ispirato da Dio non può contenere errori o contraddizioni". Partendo dal presupposto che, come abbiamo visto nell'esempio riportato, non si tratta di errori o contraddizioni, la Bibbia è ispirata da Dio ma ciò non significa che sia stata interamente DETTATA da Dio.
I libri della Bibbia sono testimonianze dirette dei fatti avvenuti, salvo per le profezie le quali sono per un certo senso "dettate". Così ecco che, tornando ai vangeli, si può affermare con certezza che si tratta di testi scritti da persone che hanno vissuto direttamente i fatti narrati o comunque hanno raccolto documenti e testimonianze dei principali testimoni. Il tutto, sotto la guida di Dio.
I vangeli sono delle testimonianze di quando Dio, tramite suo Figlio Gesù, venne nel mondo tra la gente e quindi l'uomo ne era diretto testimone.

http://camcris.altervista.org/bibbiacamb.html

(continua sotto...)

GIONA ha detto...

adesso andiamo a questa:
“prendiamo, per fare un'esemio più o meno tipico, l'episodio dell'elezione dei dodici, che compare appunto nei tre sinottici a non in giovanni, in Matteo si parla di un'iniziazione ai poteri tipici del “Gesù Mago”. (Matteo, X,1)”

caro Piero, mi porti gentilmente il passo di Matteo 10,1 dove si parla di “Gesù Mago”? Ho 10 versioni diverse della Bibbia e non è presente in nessuna di esse. E sai perchè?
Perchè Gesù non avrebbe mai potuto esserlo. Gesù era ebreo e non sarebbe mai andato contro la legge ebraica della tanak.

"Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia... non vi rivolgete ai negromanti né agli indovini; non li consultate per non contaminarvi per mezzo loro"
(Levitico 19, 26-31)

"Non si trovi in mezzo a te... chi esercita la divi-nazione o il sortilegio.. .0 la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore"
(Deuteronomio 18, 10-12)

se hai da dirmi qualcosa anche sull'antico testamento puoi farlo.

Nel nuovo testamento troviamo anche:
in Apocalisse 22-15: "Fuori i cani, i fattucchieri, gli immorali, gli omicidi, gli idolàtri, e chiunque ama e pratica la menzogna!"

Ora le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, orge e altre simili cose; circa le quali, come vi ho già detto, vi preavviso: chi fa tali cose non erediterà il regno di Dio. (Galati5:19,21).

Andiamo a questo:
inoltre luca ammette che alcuni racconti sono delle compilazioni più o meno fedeli e libere di lavori precedenti “così infatti inizia il discorso – Luca, 1,1-3:” poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come celi hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni cirostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato.”

qui Luca, afferma che “qualcuno si era messo a stendere un racconto degli avvenimenti, ma senza specificare chi. Questo lascia intendere che egli fosse a conoscenza del fatto. ma il fatto che egli ne fosse a scriverne (in maniera ordinata) a Teofilo, dimostra che Luca si rese probabilmente conto che chi stava facendo questo non apparteneva ai veri discepoli di Cristo, ma a persone di cui si avverte una lontananza nelle parole di Luca. Inoltre la scrittura termina con la seguente frase “affinché tu riconosca la certezza delle cose che ti sono state insegnate.”
quindi il verso preso in esame non asserisce che “luca ammette che alcuni racconti sono delle compilazioni più o meno fedeli e libere di lavori precedenti”, perchè se fossero state fedeli non avrebbero spinto Luca a dire “così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato”. Dimostra anzi che le altre scritture non avevano un resoconto fedele.

GIONA ha detto...

Andiamo a questo:
“oltre che nei vangeli apocrifi (perduti o meglio rimossi e dismessi dalla chiesa come nonautentici), credete che esistano incongruenze anche nei 4 vangeli canonic – cioè gli unici che non eran rotolati giù dal tavolo al concilio di Nicea? A quano pare si...”


bè, andiamo a vedere...


IL CANONE DELL'ANTICO TESTAMENTO

Per canone della Scrittura si intende la lista dei libri della Bibbia ispirati da Dio, e dunque accettati come unica regola di condotta e di fede.
Il termine greco "kanon", indicava originariamente una canna per misurare. Di fatto designava "ciò che misura" cioè uno standard, una regola, una norma. Più specificatamente "ciò che è misurato" secondo quello standard o norma, quindi quei "libri ispirati da Dio".

Tutti i libri della Sacra Bibbia, hanno avuto autorità canonica sin dal momento in cui furono ispirati dallo Spirito di Dio, indipendentemente dal fatto di essere inseriti in una raccolta formale o dal mero riconoscimento umano. Il canone dell'Antico Testamento accettato dai cristiani evangelici è identico a quello giudaico e, tra l'altro, a quello riconosciuto dai primi cristiani e padri della chiesa.

È importante sottolineare che gli Ebrei non riconoscevano i libri apocrifi come ispirati, né li riconoscono tuttora. Ricordiamo che è agli Ebrei che "furono affidati gli oracoli di Dio" (Rom. 3:2), ed essi hanno fedelmente protetto e conservato i libri canonici dell'Antico Testamento, nonostante in essi si parla delle loro ribellioni e dei castighi da parte di Dio, ed è profetizzata in dettaglio la venuta di Gesù.
Lo storico giudeo Giuseppe Flavio considerava chiuso il canone dell'Antico Testamento ai giorni di Artaserse, ossia al tempo di Esdra. Ecco le sue parole:
"Abbiamo soltanto 22 libri illustranti la storia dell'intero periodo, ritenuti di origine divina. Cinque di questi appartengono a Mosè e contengono le sue leggi e le tradizioni delle origini del genere umano fino al tempo della morte di Mosè. Dopo di essa, fino al regno di Artaserse, i profeti che successero a Mosè scrissero la storia degli avventi che si verificarono nel loro tempo in 13 libri. I rimanenti 4 libri comprendono inni a Dio e precetti per la condotta nella vita dell'uomo.
Dai tempi di Artaserse fino ai nostri giorni, ogni avvenimento è stato riportato, ma questi recenti documenti non sono stati reputati degni di credito pari a quelli che li hanno preceduti, in quanto manca l'esatta successione dei profeti.
La prova pratica dello spirito con il quale trattiamo le nostre Scritture sta nel fatto che benché sia ora trascorso un così grande lasso di tempo, non un'anima si è avventurata ad aggiungere o togliere o alterare una sillaba, ed è nella natura di ogni Ebreo, dal giorno della sua nascita, di considerare queste Scritture come insegnamento di Dio e di osservarle e, se ne sorgesse la necessità, dare con gioia la sua vita per esse".

GIONA ha detto...

LE PIÙ ANTICHE SCRITTURE CRISTIANE

Per quasi due decenni dopo l'ascensione del Signore Gesù, le Scritture dell'Antico Testamento, principalmente in greco, costituirono la Bibbia dei cristiani. Il primo libro del Nuovo Testamento fu probabilmente 1 Tessalonicesi, scritto forse già dal 45 d.C. L'Apocalisse è comunemente ritenuto l'ultimo, ed è solitamente datato intorno al 95 d.C. (diversi studiosi ritengono invece che possa risalire a un periodo ancora precedente).

Pietro predicò dall'Antico Testamento (Atti 2:14-36); così fecero anche Stefano (Atti 7:2-53), Filippo (Atti 8:32-35) e Paolo. Ecco perché tutti gli scritti del Nuovo Testamento erano impregnati di Antico Testamento e perché i loro scritti ispirati affondano le radici nell'Antico Testamento.

ORIGINE DEI LIBRI DEL NUOVO TESTAMENTO

L'Evangelo fu prima predicato verbalmente e interpretato alla luce della storia e della profezia dell'Antico Testamento. Resoconti orali della vita e dell'opera di Cristo furono poi messi per iscritto (i Vangeli sinottici risalgono a qualche anno prima del 70 d.C.). Il bisogno della sana dottrina sulla Persona e sull'opera di Cristo divenne presto una necessità, accentuata dall'esigenza di dover difendere il cristianesimo contro errori come il legalismo e l'antinomianismo. Le epistole paoline furono scritte per rispondere a questo bisogno. L'esigenza di scrivere un profilo storico sullo sviluppo della chiesa trovò una risposta nel libro degli Atti, mentre l'Apocalisse fu scritta per completare la rivelazione del piano e degli scopi di Dio per il tempo e l'eternità.

IL CANONE DEL NUOVO TESTAMENTO

Inizialmente furono le lettere di Paolo e degli altri apostoli che cominciarono a circolare tra le comunità per ordine degli stessi apostoli (cfr. Col. 4:16; 1 Tess. 5:27; 2 Cor. 1:1; Giac. 1:1; 1 Piet. 1:1).
Inoltre, l'apostolo Pietro parla delle epistole di Paolo facendo supporre che esse circolavano già tra le chiese: "Considerate che la pazienza del nostro Signore è per la vostra salvezza, come anche il nostro caro fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data e questo egli fa in tutte le sue lettere, in cui tratta di questi argomenti. In esse ci sono alcune cose difficili a capirsi, che gli uomini ignoranti e instabili travisano a loro perdizione come anche le altre Scritture" (2 Pietro 3:15,16).

Questi scritti, riconosciuti e citati dalla chiesa apostolica, s'imposero ben presto autonomamente, secondo la volontà di Dio, e assunsero autorità canonica. L'apostolo Pietro, parlando delle lettere di Paolo, le metteva sullo stesso piano delle Scritture dell'Antico Testamento (2 Pietro 3:15).

Una conferma storica della loro autorevolezza, è data dal fatto che tutto il Nuovo Testamento, tranne undici versetti, è citato negli scritti dei padri della chiesa dei primi due secoli.
Quando S. Girolamo tradusse la Bibbia in latino, negli anni 382-404 d.C., non tradusse i libri apocrifi. Egli rifiutò di riconoscerli come parte del Canone delle Scritture. Egli scrisse nel prologo a Graziano:
"La chiesa legge il libro di Tobia, di Giuditta, dei Maccabei, di Baruc, di Susanna, della Sapienza, dell'Ecclesiastico, l'inno dei tre giovani e le favole di Belo e del dragone, ma essa non le riceve punto nel novero delle Scritture autentiche; le legge soltanto a fine di ricavarne una lezione per la vita e un esempio per i costumi, ma non già per stabilirvi una dottrina".

GIONA ha detto...

IL CANONE E I CONCILI DI NICEA E CARTAGINE

Il canone del Nuovo Testamento era riconosciuto dalla chiesa primitiva, già prima del Concilio di Nicea del 325 d.C. (il quale, tra l'altro, non discute il canone).

La formazione del canone non è stata una decisione conciliare. Il Concilio di Cartagine nel 397 non fece altro che ratificare il giudizio delle chiese primitive e decise di limitarsi nelle letture pubbliche soltanto alle Sacre Scritture. Non c'erano dispute sulla canonicità, sebbene alcuni erano ancora incerti riguardo all'ispirazione di alcune epistole.

Eusebio di Cesarea (264-340 d.C.) preparò per l'imperatore 50 Bibbie che contenevano tutti i libri dai quali essa è composta oggi.

Il canone dell'Antico e Nuovo Testamento fu dunque accettato dalla Chiesa Cristiana molto tempo prima della formazione della chiesa cattolica romana. I 27 libri che compongono il Nuovo Testamento (Vangeli, Atti degli Apostoli, Lettere apostoliche, Apocalisse di Giovanni) sono accettati da tutta la Cristianità; essi rappresentano il modello, l'unità di misura (tale è il senso del greco kanòn) a cui ci si deve attenere fermamente.

ESATTEZZA E AUTENTICITÀ DEL CANONE

Lo Spirito Santo non ha solo ispirato il canone della Scrittura e ha preservato i suoi autori da ogni errore (circa le presunte contraddizioni si vedano i link a fine pagina), ma ha pure messo in grado le diverse generazioni del popolo di Dio di riconoscere i libri canonici quando essi apparivano: "Quando andrete a destra o quando andrete a sinistra, le tue orecchie udranno dietro a te una voce che dirà: Questa è la via; camminate per essa!" (Isaia 30:21). "Lo Spirito della verità... vi guiderà in tutta la verità" (Giov. 16:13). Quando questi libri furono riconosciuti come provenienti da Dio, essi furono inclusi nel canone.
Chi nega l'opera dello Spirito Santo lo fa per dare gloria a una elite di ecclesiastici o a una data denominazione religiosa, anziché a Dio.
La Bibbia, Parola di Dio, non è sorta né dai cosiddetti padri della chiesa, né dai concili, ma è opera di Dio, che ha guidato ogni evento secondo la Sua volontà.
La Bibbia stessa ci dà vari esempi dell'accettazione delle sue parti da parte del popolo di Dio. A Mosè era stato detto di mettere per iscritto la rivelazione che Dio gli aveva data (Es. 34:27; vedi Es. 24:4). I libri della legge di Mosè (i cinque libri che ora vengono chiamati Pentateuco) furono affidati da Dio a Giosuè (Giosuè 1:7,8); Giosuè scrisse il resoconto delle sue conquiste nella terra di Canaan (Giosuè 24:26), e questa relazione venne a far parte del canone crescente della Scrittura.

Tutto attraverso l'Antico Testamento, mentre erano scritti libri sotto l'ispirazione dello Spirito Santo (cfr. 2 Pietro 1:21), essi venivano aggiunti alla collezione dei libri ispirati, così che per il tempo di Gesù il canone era completo nei suoi 39 libri che oggi noi possediamo e che gli Ebrei hanno ora nella loro Scrittura. Nessuno mancava e nessuno era superfluo. Insieme tutti essi comprendono la rivelazione che Dio aveva data prima dell'avvento di Cristo...

GIONA ha detto...

Su che base è stato fatto questo riconoscimento? Il popolo di Dio durante 1000 anni circa di storia ebraica accettò gli scritti dei profeti, od altri ispirati dallo Spirito Santo. Quegli stessi libri furono citati largamente dagli apostoli e da Gesù, che ne riconobbe il canone (cfr. Luca 24:44).
Allo stesso modo, durante il periodo in cui fu scritto il Nuovo Testamento (circa 50 anni), Dio guidò il suo popolo a riconoscere ed accettare gli scritti di coloro che erano stati apostoli di Cristo (o i loro rappresentanti), cosicché per la fine del primo secolo, si arrivò ai 27 libri inclusi nel Nuovo Testamento - nessuno in più e nessuno in meno.

In questi 66 libri canonici non vi sono contraddizioni o errori storici, e tutto ciò che essi insegnano su Dio, Cristo, noi stessi e su come possiamo avere un rapporto personale con Dio, insieme alla via della salvezza, è magnificamente coordinato.

Nella sua totalità il canone ci dice tutto ciò che dobbiamo sapere in merito a questo rapporto di salvezza, sia per il presente che per l'avvenire.
http://camcris.altervista.org/canone.html

ho finito il mio tempo Piero, per le altre cose puoi informarti (meglio)... Vedrai che se avrai una mente abbastanza aperta potrai trovare l'esatta spiegazione. puoi Cercare su christianismus o su camcriso su altri siti he riportano fonti e documentazioni, poi puoi verificare di persona invece di berti i frullati di scrittori con un chiaro programma dietro al loro lavoro.

Vedi caro Piero, postando queste cose senza citare la fonte e specificare che provenivano dal libro di Odifreddi, non solo hai dimostrato immaturità, ma anche mancanza di onestà intellettuale.

“Che ne dite può bastare?
Meglio fermarsi qui vero...”

certo, certo, non vorrei vedere trasferito nel mio blog l'intero libro di Odifreddi.
Una cosa mi chiedo a questo punto, ma.. quando tu avessi terminato il libro di Odifreddi, teminerai anche il materiale per i commenti?

“Per fortuna oggi le scomuniche del credo di Nicea non esistono più.”

caro Piero, non sono cattolico, le scomuniche del credo di Nicea non ci sono più, ma rimangono in eterno quelle di DIO. che è ancora sul Trono e vi rimarrà sempre, al di là di ogni chiesa o opinione umana.

ti saluto Piero “il profeta”.





Giona

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