1 marzo 2009

prendi anche tu le pilloline di Dawkins,
 la tua vita diverrà rosa!

Richard Dawkins è docente di Public Understanding of Science – credo si debba tradurre Divulgazione della Scienza - all’Università di Oxford. Il suo mestiere è di spiegare la scienza ai non addetti ai lavori. La cosa che Dawkins spiega meglio di tutto è la teoria dell’evoluzione. Lo fa talmente bene, che nella recensione del suo libro più famoso (L’orologiaio cieco), Michael Ruse, il direttore della rivista Biology and Philosophy, scrive: “La migliore analogia che mi viene in mente è con i Dialoghi di Galileo, che hanno reso comprensibile la Rivoluzione Copernicana, ed io spero che non sembrerà una affermazione spinta fino all’imbarazzo se dichiaro che il libro di Dawkins è paragonabile a quello di Galileo non solo come tipo, ma anche come livello.

Essendo il più grande divulgatore dell’evoluzione nel mondo, Dawkins ha sentito il dovere di scendere in campo per difendere il darwinismo dal tentativo del Miur di rimandarne l’insegnamento a dopo le medie inferiori. Lo ha fatto pubblicando, il 30 aprile, su Repubblica un articolo dal titolo “Difendo l’evoluzione contro l’oscurantismo”; per leggerlo tutto è sufficiente cliccare qui
 
L’articolo mette in evidenza che Dawkins non è solo bravo, ma anche modesto. Egli infatti non crede che per capire l’evoluzione ci voglia una particolare intelligenza. Al contrario, crede che le prove dell’evoluzione siano così convincenti, che “si dovrebbe essere dementi per dubitarne.” Purtroppo i dementi (e gli oscurantisti) sono ancora tanti. Dawkins però non dispera. Sicuro dei propri mezzi, cerca di istruirli anche dalle pagine di Repubblica.

Dawkins sostiene la concezione secondo la quale l’origine della vita e delle varie forme viventi presenti sulla Terra – compreso l’uomo – sono frutto di un processo lento, graduale, cieco e senza scopo, che ha agito in miliardi di anni. Come è successo questo? Gli esseri viventi subiscono piccoli e casuali cambiamenti (mutazioni) che sono trasmessi alla generazione successiva. La selezione naturale ha fatto sopravvivere i discendenti portatori di cambiamenti utili, e con il tempo questo processo ha creato, dalle più semplici alle più complesse, tutte le forme di vita.

Questo tipo d’idea non è nuovo. Gli uomini hanno avuto sempre la tendenza ad attribuire alla natura poteri che non ha. Questo è tanto più facile, e le relative ipotesi risultano tanto più fantasiose, quanto meno si conoscono i relativi fenomeni. La tentazione è così forte, che persino Sant' Agostino e lo scienziato gesuita del Seicento Athanasius Kircher, che pure avrebbero dovuto essere difensori d’ufficio delle Sacre Scritture e saper distinguere tra Creatore e creato, hanno formulato delle ipotesi evoluzioniste sulla trasformazione delle specie e l’origine spontanea della vita. Per arrivare a una teoria dell’evoluzione degna del nome, c'è voluto però Charles Darwin. Dawkins sottolinea questo fatto in modo molto efficace: “Le scoperte di Darwin sono, al pari di quelle di Einstein, universali ed eterne, mentre le conclusioni cui giunsero Marx e Gesù sono limitate e caduche.”

Nonostante la sua grandezza, o forse proprio per questo, Darwin era più cauto e riconosceva alcuni limiti e difficoltà della propria teoria. Riteneva che l’origine degli organi complessi per trasformazione lenta e graduale non era ancora dimostrata, tanto che scriveva: “Se si potesse dimostrare che esiste un qualsiasi organo complesso, che non può essersi formato tramite molte tenui modificazioni successive, la mia teoria crollerebbe completamente.” Poi aggiungeva “Io, però, non riesco a trovare un caso del genere.” All’epoca di Darwin la complessità degli organismi era solo intuibile. Ora, però, è descrivibile, in termini di composizione chimica e contenuto d’informazione. Le acquisizioni della biologia moderna mettono in crisi la teoria dell’evoluzione, e questo è un fatto riconosciuto da molti scienziati. Per fortuna c’è il moderno Galileo della biologia, Richard Dawkins, il quale mette le cose a posto, spiegando con quale meccanismo è venuta in esistenza e si è espansa la complessità. Ecco la sua spiegazione.

Occhi e ali non possono essersi evoluti in un’unica fase. Sarebbe stato come avere la fortuna di trovare il numero di combinazione che apre il forziere di una grande banca. Ma se si girassero a caso i quadranti del forziere, e ogni volta che ci si avvicina alla combinazione esatta la porta del forziere si aprisse di una sola fessura alla volta, ben presto si riuscirebbe ad aprire il forziere. In sostanza, questo è il segreto di come l’evoluzione per mezzo della selezione naturale abbia raggiunto ciò che ci pareva del tutto impossibile realizzare. Ciò che non può plausibilmente derivare da predecessori molto diversi, può plausibilmente derivare da un predecessore solo leggermente diverso: ammesso che vi sia una serie sufficientemente lunga di predecessori solo leggermente diversi, da una cosa se ne può ottenere una qualsiasi altra.

Ora, un forziere che si apre poco alla volta, quando per caso esce uno dei numeri della combinazione, non esiste. E se venisse in esistenza, verrebbe scartato e non selezionato, perché inadatto allo scopo. L’esempio è quindi improponibile perché inconsistente ed incoerente. A questo punto gli scettici dell’evoluzione (dementi e oscurantisti) potrebbero essere tentati di pensare che il demente è Dawkins. Si sbagliano. Ragionando in questo modo Dawkins sembra demente, ma non lo è. Al contrario, è molto intelligente. Estrae, infatti, dal cilindro il migliore ragionamento possibile. Altro non c’è. Nei suoi libri ci sono, è vero, altri esempi, molto più sofisticati. Fatti non con le serrature artigianali, ma con prodotti tecnologici di alto contenuto d’informazione, i computer. Ma la logica è la stessa, falsa ed improponibile.

Il problema è che il mondo naturale, le scienze naturali e le leggi naturali non conoscono l’evoluzione. Per spiegarla occorre fare esempi con un mondo (e forziere) immaginabili, che non esistono. Forse per questo alcuni hanno fretta di insegnare queste cose ai ragazzi di prima elementare. Se dovessero tardare di qualche anno, non si sa quanti ne rimarrebbero affascinati e convinti. Per liberare l’umanità dalla demenza e dall’oscurantismo occorre anticipare quanto più possibile l’insegnamento della teoria scientifica dell’evoluzione.


Vorrei aprire una parentesi su un altro libro di dawkins che è: “l'illusione di Dio”. Il docente, raggiunge l'apice delle forzature quando lo stesso ci regala tramite il suo libro personali interpretazioni di particolari passi della Bibbia per dare sostegno alle sue “abbacinanti” evoluzioni intellettuali. 

 
Per prima cosa l'autore, cercando di evidenziare delle cose da lui ritenute non lodevoli perde di vista le aberrazioni e le sperimentazioni che vengono a tutt'oggi commesse dalle organizzazioni che condividono il suo stesso pensiero, e di cui lui stesso è promotore. quali ad esempio l'aborto ma ancor più l'eugenetica adottata anche da Hitler e il transumanesimo per citarne un paio. Un fenomeno che coinvolge milioni di vite umane sulle quali determinati “scienziati” si arrogano il diritto di agire con interventi manipolativi. Dawkins è anche il principale promotore dell'autobus ateo assieme alla British Humanist Association. Di cui è stato presidente Julian Huxley il fondatore dell'Unesco ma anche il coniatore del transumanesimo.

Non ho certo tempo e spazio per parlare di tutte le forzature esercitate sulle scritture presenti nel suo libro, ma prendiamone una da esempio per capire come l'intelligente Dawkins si impegna a pilotare le cose a suo favore cambiando il significato delle scritture. Leggiamo un passo del suo libro “l'illusione di Dio”, nel quale asserisce che la figlia di un uomo venne addirittura “cucinata” per Dio.

Leggiamo dal suo libro:

 
"Gli apologeti della religione cercano di recuperare qualche decenza al personaggio di Dio perfino in questa storia deplorevole. Non è stato buono, il Signore, a risparmiare Isacco all'ultimo momento? Nell'improbabile caso che i miei lettori si lascino convincere da questi penosi tentativi di difesa, consiglio loro di andare a leggere il passo in cui si parla di un sacrificio umano che finisce meno bene. Nel capitolo 11 del Libro dei Giudici, il condottiero Iefte fa voto al Signore: «Se tu mi metti nelle mani gli ammoniti, la persona che uscirà per prima dalle porte di casa mia per venirmi incontro, quando ritornerò vittorioso dagli ammoniti, sarà per il Signore e l'offrirò in olocausto» (Gdc 11,30-31). Iefte in effetti sconfigge gli ammoniti (fu una carneficina, cioè la norma nel Libro dei Giudici) e torna a casa vittorioso. Com' era prevedibile, la prima persona ad andargli incontro è sua figlia, la sua unica figlia, che lo accoglie «con timpani e danze». Naturalmente, lefte si straccia le vesti, ma non può farci niente. Dio non vede l'ora di ricevere il promesso olocausto e, stando così le cose, la figlia accetta educatamente di essere sacrificata: chiede solo al padre il permesso di andare per due mesi sui monti a piangere la sua verginità. Alla fine dei due mesi torna docilmente e lefte la cucina per Dio, il quale in questa occasione non vede motivo di cambiare idea."
(l'illusione di Dio – Richard Dawkins, Il Libro «buono» e lo zeitgeist morale che cambia pag. 233)

lo scrittore, qua in veste di “tuttologo”,e con la stessa identica tecnica di mescolare verità a menzogne utilizzata dal film “Zeitgeist” (di cui per ironia , ma non a caso, anch'egli utilizza il termine hegeliano per denominare un capitolo del suo libro), manca di dire che NON è SCRITTO DA NESSUNA PARTE che lefte “cucinò” sua figlia per Dio come vorrebbe farci credere lui.

Dio non ha mai richiesto sacrifici umani, e nemmeno li voleva, come scritto in Deuteronomio 18:10 "Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco, né chi esercita la divinazione, né astrologo, né chi predice il futuro, né mago".

 
Il far passare qualcuno per il fuoco era la forma di sacrificio umano in uso presso gli adoratori di moloch e baal: Dio non vuole sacrifici umani. 


 
Il passo di Giudici 11 dice che fu Iefte, di sua iniziativa a offrire in sacrificio la prima persona che gli sarebbe venuta incontro, ma questo non lo ha chiesto Dio, e infatti la conseguenza di questo gesto non è stata proprio felicissima, visto che la prima persona che Iefte incontrò fu sua figlia.

 
In effetti Dio non ha mai voluto sacrifici umani, ma gli altri popoli vicini sì. E' altamente probabile che Iefte abbia voluto fare un voto (che aveva il valore di un giuramento assoluto) secondo l'uso delle nazioni vicine, il cui dominio in quel tempo era piuttosto sentito.


Ma facendo questo era entrato nella sfera dell'interdetto. Non poteva, in parole semplici, più tirarsi indietro perchè aveva fatto un voto, (un giuramento, un patto) con Dio, se lo avesse fatto, a quel punto e solo allora sarebbe morta la persona per la quale era stato fatto il voto.

E nella legge ebraica di quel tempo, in Levitico 27:28-29 è scritto: "Nondimeno, tutto ciò che uno avrà consacrato al SIGNORE per voto d'interdetto, fra le cose che gli appartengono, si tratti di una persona, di un animale o di un pezzo di terra del suo patrimonio, non potrà essere né venduto, né riscattato; ogni interdetto è cosa interamente consacrata al SIGNORE. Nessuna persona consacrata per voto di interdetto potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte."

Non si parla di "voto di sterminio", ma di "voto d'interdetto" (versione Luzzi, Nuova Riveduta ecc.) Questo era simile a un dono che si faceva al Signore, dichiarando un qualunque possedimento come di proprietà del Tempio e dei suoi attendenti. Una volta che la proprietà è stata data non poteva essere richiesta indietro. quando Israele peccava sull'interdetto erano veri guai.

L'obiettivo di Dio era quello di liberare Israele dagli Ammoniti, che lo stavano tiranneggiando, e questo è ciò che fece. Dio avrebbe egualmente liberato Israele anche senza il voto di Iefte.

 
Iefte però ha voluto egli stesso fare quel voto, come se questo avesse dovuto spingere Dio a farlo vincere, ma Dio non ha mai richiesto tal cosa. Quale peggior condanna, per Iefte, di incontrare la propria figlia? Eppure nemmeno allora Dio gli ha chiesto di offrirGliela in “sacrificio”, ma fu Iefte stesso, anche seguendo l'uso delle genti pagane confinanti, a volerlo fare.
Inoltre Dio ha punito i popoli che prima vivevano nel territorio di Israele anche e proprio perchè praticavano tali aberrazioni.


 
Il fatto che la persona data in voto avrebbe dovuta essere messa a morte riguarda solo il caso fosse stata richiesta indietro (quindi infrangendo il giuramento), ma è ovvio che nessuno rivorrebbe una persona per poi farla uccidere: il passo vuole mettere l'accento sul fatto che quando si fa il voto d'interdetto quel ch'è dato è dato e basta.


 
Dio ha permesso a Iefte di battere gli Ammoniti perchè questo era il Suo scopo fin dall'inizio, indipendentemente da qualunque voto, perchè era proprio per liberare Israele dai dominatori di turno che Dio suscitava dei Giudici. Iefte ha voluto aggiungerci del suo, cosa che Dio non ha mai chiesto nè voluto.
Rileggiamo il passo di Levitico 27:29, "Nessuna persona consacrata per voto di interdetto potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte."

Il passo del Levitico parla quindi della possibile morte della persona votata ad interdetto solo nel caso che questa venga richiesta indietro ma, appunto, nessuno rivorrebbe una persona consacrata sapendo che morirebbe, ed è questo il senso del passo: nell'Antico Testamento quel che davi al Signore, restava al Signore, quindi bisognava pensarci bene prima di fare voti o giuramenti.

La figlia di Iefte infatti non fu uccisa, ma dare la sua vita a Dio si riferiva al fatto che sarebbe andata al tempio e lì vi sarebbe stata e avrebbe dedicato la sua vita a YHWH. Per questo motivo pianse la sua verginità che non avrebbe offerto a nessun uomo, ma si sottomise con amore a servire il Dio vivente nel tempio. Da lì l'usanza che le figlie d'Israele vadano tutti gli anni a celebrare la figlia di Iefte, il Galaadita, per quattro giorni. (Giudici 11:39,40) la figlia di Iefte fu dedita al servizio nel tempio come facevano i “netinei” (o gli oblati), le loro mansioni erano quelle di attingere e portare l'acqua, raccogliere la legna, riparavano indumenti e tessuti, e molte altre cose come aiutanti dei sacerdoti. Non venivano certo “cucinati” come vorrebbero farci credere le pillole di Dawkins.

un'ottimo libro disintossicante che vi consiglio in antitesi a “l'illusione di Dio” di Dawkins è L'Illusione di Dawkins” di Alister McGrath dottore in biofisica molecolare, qui potete trovare l'interessante parte introduttiva in pdf. afferma giustamente che ciascuna delle rappresentazioni errate e delle esagerazioni di Dawkins può essere confutata e corretta.


il fatto stesso che Dawkins abbia scritto un libro di quasi 400 pagine per affermare che Dio è un’illusione è già di per sé significativo.


Invece, nel suo libro "There is a God", Antony Flew famoso filosofo della scienza inglese, che era universalmente riconosciuto come il “campione” mondiale dell’ateismo, padrino di quella schiera di divulgatori dell’inesistenza di Dio assieme a Richard Dawkins, definisce come “UNO SFORZO COMICO” gli attacchi di quest'ultimo ad ogni ipotesi di creazione.



George Gallup (1901-1984) fondatore del famoso istituto di statistiche, ha detto: Potrei dimostrarvi statisticamente l'esistenza di Dio! Prendete soltanto il corpo umano: la possibilità che tutte le funzioni del singolo individuo siano avvenute per caso è un' assurdità statistica!



DIO ha detto:
''..E non insegneranno più ciascuno il suo compagno e ciascuno il suo fratello, dicendo: 'Conoscete l'Eterno!' poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande, dice l'Eterno.'' (Geremia 31:34)








un articolo di approfondimento su Dawkins e le sue "prove" scientifiche:






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