22 aprile 2009

BOLLE - articolo di Iafet



Bolle. Che si gonfiano, si gonfiano ed esplodono. E’ una metafora perfetta delle ondate speculative che avvengono, periodicamente, nell’economia.


Una bolla economica può essere considerata il prodotto finanziario dell’avidità delle persone e della corsa delle masse verso grandi, immediati e facili guadagni.

Prendiamo un bene, di qualunque tipo, che sia un oggetto, un alimento, un titolo astratto. Di questo bene, la richiesta (o meglio, la ‘domanda’) comincia a salire, per qualsivoglia motivo. Per la legge della domanda e dell’offerta, all’aumentare della domanda di un bene, ne aumenta anche il prezzo. E se la domanda aumenta, quindi, il prezzo di conseguenza aumenta.

Comincia così l’idea di facili guadagni con il tal bene (con qualche ‘spintarella’ da chi sa come muovere le cose…) che viene comprato e rivenduto, continuamente.

Ad ogni passaggio, il bene sale di prezzo e la differenza tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita del bene è noto come pura speculazione, cioè guadagno senza fare nulla di che, passando di mano in mano il bene.

Questo processo continua, generando una bolla speculativa, con i prezzi dei beni della bolla che continuano a salire, all’apparenza (per chi sta speculando) con la prospettiva di non smettere mai di salire.

Peccato solo che la Storia insegni che le bolle… esplodono. Sempre.

I prezzi continuano a salire. Ad un certo punto, si trova difficoltà a trovare compratori per quel bene, e si diffonde man mano l’opinione che gli ultimi ad aver comprato, ai prezzi più alti (più ‘gonfiati’) non riusciranno a rientrare con i soldi che hanno speso. Il problema a questo punto è che un considerevole numero di persone ha speso considerevoli somme di denaro per guadagnare nella bolla. E queste persone si troveranno con le pive nel sacco, ovvero non rivedranno più i soldi che hanno speso. Spesso sono persone che hanno scommesso la casa, gli averi e quindi parte della loro vita in questo gioco.

Nelle esplosioni delle maggiori bolle speculative, i suicidi non mancano, sia tra i ricchi che tra i poveri.

 
La cosa più comica è che questo fenomeno, presente in economia e quindi ideato e gestito dall’uomo e non certo dalla natura, si ripete periodicamente, a dimostrazione della cecità intrinseca all’avidità ed ai facili guadagni.

Vediamo bene… le crisi sono periodiche… la gente ci casca sempre… i grandi speculatori (spesso i grandi soliti speculatori) guadagnano sempre, il popolo bue perde sempre… viene come da sospettare che ci possa essere qualcosa di manovrato, dietro alle bolle economiche? Proviamo ad osservare, limitandoci alle bolle principali del Novecento (ce ne furono anche di precedenti, ma consideriamole più bolle ‘per impratichirsi’, anche se alcune, come la bolla dei tulipani e la bolla dei mari del Sud, furono davvero notevoli).

Cominciamo parlando della bolla del 1907. Tutto cominciò in America (per la miseria, si cerca di non fare i malpensanti, ma partono quasi sempre da lì…).

Arrivando al 1907, le grandi banche private cominciarono a far girare i capitali privati nel mondo scavalcando le banche tradizionali. Questo fu possibile grazie alla tecnologia portata dalla possibilità di telefonate intercontinentali (eravamo nei primi ‘900, come tecnologia era avanzata). Si vennero a crea re ondate di entusiasmo e l’idea che il guadagno fosse senza rischio. Ad un certo punto, qualche banca europea, sentendo puzza di insolvenze, chiese indietro i propri capitali. Questo scatenò il panico, e si formarono file di risparmiatori agli sportelli per ritirare i propri risparmi, che ovviamente, le banche non avevano in toto. La ripetitività di certe scene fa pensare, vero?

Questa crisi causò il blocco delle importazioni degli Stati Uniti (la maggiore economia di allora) ed accelerò la corsa al riarmo dei vari Stati. Aumentarono protezionismi e nazionalismi. Gli U.S.A. attraversarono una pesante fase interna. Questo, dal 1907 al 1914.

E nel 1914… scoppiò la Prima Guerra Mondiale.
Alla fine della Prima Guerra Mondiale, l’Europa si ritrovò frammentata, affamata ed indebolita, mentre gli Stati Uniti ne uscirono vincitori.

La crisi del 1929, ovvero la cosiddetta Grande Depressione. Negli anni Venti, a Wall Street (sede della Borsa Americana) tornò viva l’euforia. Si tornò alla deregolamentazione, all’eccesso di prestiti, all’eccesso di produzione e all’eccesso di entusiasmo. Peccato solamente che l’aumento dei salari non corrispondeva con l’aumento di produzione. Le persone si ritrovarono a non poter più comprare i beni prodotti. I magazzini si riempivano. Le aziende non vendevano più e chi aveva scommesso sull’infinita prosperità del mercato si ritrovò a perdere di ogni. La Borsa crollò all’improvviso, milioni si ritrovarono disoccupati, in una delle crisi più grandi. SI formarono ancora le file agli sportelli. Le banche erano nel panico, e molte fallirono, specie per il mancato (volutamente) intervento dello Stato in economia, in nome delle politiche di Milton Friedman (notare che gli hanno dato il Nobel…).
Questa crisi portò ad un aumento della povertà e del protezionismo. La Germania subiva ancora il dover riparare i debiti della Prima Guerra Mondiale e non adottò certo delle gran soluzioni. Dalla Germania partì la Seconda Guerra Mondiale, il più devastante conflitto vissuto fino ad allora dall’umanità.
L’Europa ne uscì sconfitta. La Russia ne uscì vincitrice. Gli Stati Uniti ne uscirono vincitori.

Finita la Seconda Guerra Mondiale, si visse un periodo di 25 anni di relativa prosperità (la ciclicità dei 25 anni circa nella crisi è molto curiosa). C’era voglia di ricominciare, di ricostruire. C’era un mondo da mettere a posto e le risorse per tutti c’erano. La gente si abituò, piena di speranza e con l’idea di un benessere duraturo per tutti. Gli Stati Uniti erano produttori di petrolio, grandi produttori e un’idea di quanto fosse radicato il pensiero della prosperità duratura è data anche dal fatto che le auto erano di dimensioni davvero gigantesche, fino ai primissimi anni ’70.

Fino a che… non si ebbe la crisi petrolifera, nel 1973.
Gli abitanti degli Stati Uniti si accorsero di non avere più petrolio in casa. Il Medio Oriente, allora come oggi, aveva le più grandi scorte mondiali di greggio, ma i suoi governi pensavano di non essere pagati abbastanza. In più è da aggiungere la guerra egiziano-israeliana nello stesso periodo. Tutto questo portò il prezzo del barile alle stelle, quindi di tutti i generi, dagli alimentari ad ogni altro bene. Partì una forte inflazione. I governi vararono piani per limitare il consumo di petrolio, visto il suo alto prezzo.

La crisi del 1973 portò grandi somme di denaro ed una maggiore importanza internazionale agli Stato produttori di petrolio mediorientali ma, se notiamo, anche a grandi instabilità nell’area. Come, ad esempio, la guerra Iran-Iraq iniziata da Saddam Hussein nel 1980. Si rafforzarono le posizioni statunitensi nell’area. Hussein era spalleggiato dagli U.S.A.. Furono loro a vendere gli armamenti all’Iraq.
Arriviamo così al 1982. Tra il 1980 e il 1982 l’allora presidente della Federal Reserve Paul Volcker iniziò ufficialmente la deregulation e inaugurò la nascita delle banche d’investimento (quelle specializzate nel muovere follemente capitali in tutto il mondo). Questo sfociò nella crisi del 1987 di Wall Street. Notiamo che il mercato, in queste operazioni, si ritrovò in mancanza di liquidità, ovvero senza soldi. Si lasciò andare per un po’ il panico, giusto per farlo aumentare un po’. La Federal Reserve, ora governata da Alan Greenspan, intervenne fornendo liquidità al sistema.

Dunque, facciamo due conti… la Fed, in questo periodo, ebbe due presidenti… col primo, causò la crisi (e Volcker ora lavora nel team economico dell’amministrazione Obama, da ricordare), col secondo, la risolse. Quindi, guadagnò di immagine.

Con un piccolo esempio… sapete benissimo come vi sentite se perdete o guadagnate 1000 euro… se perdete 1000 euro e dopo qualche giorno guadagnate 1000 euro, vi sentite positivi… se guadagnate 1000 euro e dopo qualche giorno perdete 1000 euro, vi sentite sprofondare… in entrambi i casi,le vostre finanze restano le stesse.

La Federal Reserve guadagnò moltissimo in credibilità.
Arrivò il 1998, con la crisi asiatica. Questa crisi venne innescata dallo scoppio dell’hedge fund LTCM nello stesso anno. Quindi, una crisi figlia della globalizzazione.

Il fondo LTCM era un fondo creato in base allaformula finanziaria perfettaideata dai premi Nobel Robert Lucas e Robert Merton,in base all’assunto che l’economia fosse diventata finalmente prevedibile.

Inutile dire che per due premi nobel l’economia asiatica venne sconvolta. La crisi del 1998 assomigliò, come dire, ad una ‘prova generale’ delle conseguenze della globalizzazione.
Andiamo al 2001, con la bolla di Internet. Si arrivò a quella bolla spinti dall’idea della New Economy (già a sentirla dire così non c’è molto da fidarsi), una forma di economia più globale, più virtuale, con costi di gestione abbattuti, una economia basata su Internet e quasi da definire post-industriale. Sappiamo bene che l’economia si basa più sulla produzione di beni che sulla vendita di aria in bottiglia. Questo ragionamento aveva delle basi assurde fin dall’inizio.
Eppure, complice il martellamento mediatico… un sacco di gente ancora ci cascò.
E Internet si diffuse… come positiva e buona rivoluzione per l’umanità. Staremo a vedere.

Arriviamo alla crisi attuale, quella cosiddetta immobiliare. Immobiliare solo nel senso che dal settore immobiliare è partita ufficialmente.
La sua sostanza visibile è questa: i prezzi delle case erano in continuo aumento, e la gente si è convinta di poter comprare e rivendere casa, e con la differenza percepita comprare auto, fare viaggi e comunque godersela. Aumentando il proprio personale debito, che sarebbe comunque stato coperto da una nuova ipoteca o una nuova vendita della casa. A questo processo parteciparono privati, banche e costruttori. I privati richiedevano il mutuo. Le banche le concedevano,anche a chi non era in grado di ripagarli. Con il processo di cartolarizzazione spezzettavano questi mutui e li rivendevano al resto del mondo, moltiplicati grazie alle operazioni di leva finanziaria. Per ora non mi addentrerò nelle cause. Voglio solo ricordare che il principale ‘ufficiale’ responsabile resta Larry Summers (lavora sotto Obama) che nel 1999 abolì il Glass Steagall Act, insieme di leggi istituite negli anni ’30 per impedire il ripetersi di una crisi come quella attuale.

E fino a qui, un anche troppo rapido percorso per dimostrare quanto risulti difficile credere alla pura casualità delle crisi economiche. Sembrano, piuttosto, ben calcolate in base alle reazioni delle masse e sulla loro avidità. Il popolo bue non è, evidentemente, difficile da dirigere.

Cosa può fare la piccola gente? Informarsi, per sé, per la propria famiglia ed i propri vicini. Capire queste cose per evitare di farsi fregare da chi propone guadagni facili e stellari giocando su avidità ed ingenuità. In questi casi, la informazione e la riflessione fanno davvero la differenza.
Aggiungo una nota di attualità. Teniamo d’occhio il governo degli Stati Uniti e quello Cinese.

Gli Stati Uniti, tramite la Fed ed i vari piani, stanno inondando il mercato di liquidità. Sappiamo che l’eccesso di liquidità, in caso di ripresa economica, ha in sé delle probabilità di accendere una grossa inflazione.
La Cina sta stringendo contratti con gli Stati fornitori per l’acquisto, per i prossimi anni, di materie prime a prezzo bloccato. Questo porterà a scarsità nell’offerta. Anche qui, grossa inflazione.

Inutile girarci intorno, le potenzialità per dei grossi guai, per la gente comune, ci sono.

Ma lo sbaglio sarebbe perdere la serenità, prima durante e dopo queste cose.

non date più valore alle cose di quello che hanno realmente.

"Non vi fate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine guastano, e dove i ladri sfondano e rubano, anzi fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sfondano e non rubano. Perché dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore." (Matteo 6:19,21)









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2 commenti:

The Rock ha detto...

Posso solo aggiungere questo caro Giona,non vedo l'ora che questo diabolico e avido sistema economico e politico possa cessare presto e che ad esso si sostituisca l'unico vero governo che ci possa guidare: Il Regno di Dio in nuovi cieli su una nuova terra.
Cari saluti tuo amico The Rock

Giona ha detto...

caro amico The Rock,
mi unisco alla tua attesa, che credo non potrà proseguire ancora per molto..

anche se gli ultimi anni saranno particolarmente difficili, ci sosterrà Gesù e la conoscenza degli eventi che sono stati scritti da migliaia di anni, per il sostegno di tutti i Suoi figli.

un caro abbraccio The Rock,

a presto



Giona

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