29 aprile 2009




Non ho paura di quest’influenza, come non ho avuto paura della SARS o dell’aviaria. Prima di sembrare un anticonformista-a-tutti-i-costi, vorrei spiegarne i motivi.

Guardiamo alle conseguenze di queste due vicine, nel tempo, epidemie influenzali.

La SARS fu una forma di polmonite atipica comparsa nel 2002 nel Guandong, in Cina. Fu una malattia virale, con un tasso di mortalità del 7%. Ci fu chi iniziò a parlare di rischio pandemia. In effetti, in Cina il virus si stava diffondendo. E quasi un migliaio di morti, purtroppo, lo fece. Leconomia del sud-est asiatico subì dei colpi duri. Il virus in Europa e Nord America venne contenuto a dovere. Ma niente pandemia.

L’influenza aviaria comparì ancora in Cina ed ebbe il suo periodo ‘forte’ nel 2003-2006. Si tratta di una forma influenzale causata dal virus H5N1 (una denominazione tipica per i virus influenzali) che colpisce principalmente (indicato anche dalla sua denominazione) gli uccelli, selvatici e domestici. E’ un fatto che sia trasmissibile all’uomo, come è un fatto che qualche strascico, tra gli uccelli, ci sia ancora. Col virus dell’aviaria ci fu una vera e propria psicosi verso i polli, abbondantemente cavalcata dai media. Spinsero parecchio su una pandemia dichiarata, spaventando le persone nel modo più assoluto. Addirittura si videro in televisione per la prima volta proprietari di famose marche di carne di pollo! Ma anche qui, niente pandemia. Ho conosciuto un paio di persone che svolgevano le loro attività di vendita di carne di pollo. Dovettero chiudere per fallimento, per colpa di una psicosi cavalcata ed alimentata dai media. Ogni commento è superfluo.

Due casi di pandemia dichiarata, due casi di pandemia inesistente. Nello stesso decennio.

Il proverbio dice ‘non c’è due senza tre’. Vedremo. Ma non credo ci sarà pandemia.

Un altro aspetto che non mi quadra è quanto le cose accadano all’improvviso. Fino a venerdì scorso (24 aprile 2009) al pomeriggio, nessuno ancora ne sapeva nulla. In pochi giorni, si parla già di livello epidemico 4 su 6, di preparazione di vaccini di massa e di incontrollabilità della diffusione. E sono passati pochi giorni…

Calma un attimo. Un’epidemia (di tipo diciamo ‘naturale’) ha dei tempi fisiologici di diffusione. Che si parli di cause di scarso igiene della popolazione, di guerre, di denutrizione, ha comunque un suo iter. Qui parliamo del fatto che in 3 giorni ci siano stati focolai in tutto il mondo. Sicuro, persone che rientravano dal Messico e dalla California, possono dirmi questo. Ma non tutte. Guardiamo su questa cartina per la diffusione dei focolai. Cliccando sulle bandierine, compare una descrizione del singolo caso. Non tutti tornavano dalle vacanze o dal lavoro in Messico. Qualcosa non mi torna, in una evoluzione ‘naturale’ del corso della malattia.

I media, ovviamente, con la psicosi iniziano già a darci dentro. Fanno il loro mestiere, non c’è da sorprendersi: causare paura nella gente e pilotarla in modo da pilotarne anche il pensiero.

Qualcosa di già visto e già sentito. Stanno eseguendo varie interviste ad esperti virologi in tutto il mondo. I consigli sono i più vari. Tra tutti, il ricorso a mascherine ed antivirali. Tra gli antivirali, si sente nominare quasi sempre il Tamiflu. Trattasi di un farmaco antinfluenzale prodotto dalla Roche, colosso della medicina.

Per l’aviaria, il Tamiflu fu la panacea. Per l’influenza suina, il Tamiflu viene presentato la panacea.

Ma diamo un’occhiatina alla storia del Tamiflu. Qui un articolo che espone qualche dubbio.

Ci sono dubbi anche sulle sperimentazioni del Tamiflu. Viene presentato come soluzione all’epidemia. Viene raccontata solo la parte positiva, tra l’altro di dubbia efficacia (è provato che contro l’influenza faccia guadagnare solo poco più di un giorno per la guarigione). Prima che comparisse l’influenza aviaria, viste le sue evidenti controindicazioni e la sua non certo alta percentuale di successo, il farmaco stava per essere ritirato dal mercato. In aggiunta, vanno ricordate le enormi spese di ricerca e sviluppo del farmaco. L’azienda Roche non stava messa granchè bene. Tra i suoi soci figurava la Gilead Sciences, di proprietà di Donald Rumsfeld, personaggio che non ha bisogno di commenti. Poco dopo il quasi annunciato ritiro del prodotto, scoppiò la finta pandemia di aviaria. Come soluzione, venne presentato il Tamiflu. Gli ordinativi subirono balzi enormi in avanti. La Roche si rifece più volte delle spese di ricerca e sviluppo sul prodotto. Rumsfeld guadagnò più di un milione di dollari nell’affare.

Efficacia del prodotto? No. Marketing.

Certe cose fanno pensare.

Passiamo alla natura di questo virus. Il virus dell’influenza suina attuale nasce dalla combinazione di tre ceppi virali, cioè virus dell’influenza tipica suina, virus dell’influenza aviaria e virus dell’influenza umana. Ora, una combinazione di due virus influenzali di diverso tipo in natura è possibile, ma molto rara. Qui si parla di te tipi di virus. Probabilità naturale praticamente zero. C’è da sospettare che sia un prodotto di laboratorio. E con gli standard di sicurezza che dovrebbe avere un laboratorio infettivo… o si parla di negligenza, o di un atto deliberato e scellerato.

Tutto questo è un problema. Ma non credo si debba averne paura.

Esiste uno schema, che si ripete infinite volte nella storia e anche nella vita di tutti i giorni, a saperlo vedere: si chiama ‘Problema-Reazione-Soluzione’.

In poche parole: causi un problema, dirottando la colpa a qualcun altro (il ‘nemico’ della situazione); piloti la ‘reazione’ della gente, che sia di rabbia, disperazione o paura; proponi la ‘soluzione’ al problema, che in realtà avevi già pronta da parte da mesi.

Ci sono possibilità che questa influenza cavalchi questo schema, alla luce di quanto si è visto. Ora, del problema non ho paura. Il problema passa sempre, in un modo o nell’altro. Le due ‘pandemie’ di Sars e di aviaria l’hanno dimostrato.

Il problema non è il problema. La soluzione, semmai, potrebbe essere il problema.

 
C’è chi parla di vaccinazioni di massa negli Usa. Chi considera questa epidemia come un passo verso una prossima legge marziale in Nord America. Addirittura chi lo vede come un passo verso il sempre più vicino governo globale.

Per saperlo, si dovrà aspettare. Nel frattempo, teniamo osservata la situazione. Senza farci pilotare dai media, senza farci spaventare. Informiamoci, cerchiamo le notizie da fonti serie e ragioniamoci su. Se ci saranno delle sorprese, beh, sorprese non saranno.

Certe cose, come sappiamo hanno da accadere, (Matteo 24) e accadranno. Allora, che accadano. Non sarà per molto tempo. Passato questo tempo, saranno affari loro, di chi governa queste cose e di chi vuole portare un ingiusto dominio sull’umanità.












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2 commenti:

Stefano ha detto...

Bravo, bella ricerca, complimenti, se non ti dispiace la linko su fb
ciao! Stefano

GIONA ha detto...

grazie Stefano,

se la linki non ci dispiace affatto! :)

ciao, a presto



Giona

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