26 maggio 2009

LETTERA A "NONNA IDA"




Cara nonna ida,

Non ci siamo mai conosciuti, ma come per tutte le nonne di questo mondo che si racconti, penso che sarai stata un nonna amorevole. Avrai educato i tuoi figli al rispetto e all'amore per gli altri. ti immagino la sera dopo una giornata di impegni e fatiche, non ancora soddisfatta, accingerti a leggere qualche buona fiaba ai tuoi bambini prima di metterli a dormire con una carezza delicata.


Cara nonna, come deve essere stata difficile la tua vita. Di te mi narrano tante cose. Come deve essere stato faticoso balzare fra i rami qua e là. cibarti di foglie, camminare incurvata e comunicare a grida per cercare di far capire che tu eri la nonna di tutti. Che tu eri così importante. Come deve essere stato fastidioso passare parte della giornata a grattarti quel pelo fulvo che ti caratterizzava e ti rendeva così speciale e unica, esser costretta ogni giorno a spiluccar le pulci che ospitava.

Cara nonna, i tuoi libri di fiabe mi appaiono ora così angosciosi. E ora che sono cresciuto, mi rendo conto che in fondo erano solo favole le cose che mi raccontavano di te. Ora ho trovato un libro che si chiama Bibbia, e in questo libro si spiega che tu non eri la mia nonna. In questo libro si parla di mio Padre e di me. In questo libro è scritto che non solo tu non sei mai stata mia nonna, (e neanche mia zia), ma è scritto che alcuni uomini bugiardi e gonfi di ribellione avrebbero cercato di farmelo credere. Mentendomi, per allontanarmi da mio Padre, facendomi credere di essere solo in questa vita e abbandonato su questa terra.


Cara Ida, so che tu non sei colpevole di questo raggiro. So che anche tu eri una creatura di mio Padre, una creatura inconsapevole, ma felice di gioire di tutte le cose che aveva disposto per te nella tua collocazione in questo grande disegno, che è l'Amore di DIO.


Questo libro prezioso chiamato Bibbia, so che dice la verità, per tanti motivi. Ma per uno in particolare so che mio Padre è vero; quando ero perso, Lui mi ha ritrovato. Mi è venuto incontro, e abbracciandomi nel suo amore mi ha salvato.




È di qualche giorno fa l'urlo mediatico che la scienza avrebbe trovato nientemeno che il fantomatico “anello mancante” tra l'uomo e la scimmia. Si chiama nonna Ida e secondo gli scienziati è l'anello mancante tra l'uomo e la scimmia: un fossile di 47 milioni di anni scoperto in Germania.


Ida era stata ritrovata 25 anni fa da un cacciatore di fossili la cui identità è sconosciuta, nei pressi di Darmstadt, in una cava. Solo nel 2006, però, entrò in possesso del gallerista Thomas Perner, che l’ha venduta al museo di storia naturale di Oslo per un milione di dollari.
 
La proscimmia promette d’essere l’"anello mancante" capace di portare l’orologio della preistoria indietro laddove non s’era mai spinto, 20 volte più lontano rispetto all’ultima data conosciuta per gli esseri viventi, bipedi mammiferi, che la teoria di Darwin ha censito quali nostri antenati.

Ida, viene considerato il "fossile di primate più completo mai trovato"
Secondo Jorn Hurum dell'università di Oslo, che ha guidato lo studio, Ida è per i paleontologi quello che "l'arca perduta è per un archeologo". Ma il suo corpicino, delle dimensioni di una marmotta, [alto 60 cm!] avrebbe caratteristiche che si riscontrano nella specie umana tra cui il pollice opponibile [messo in bella evidenza], unghie al posto degli artigli e, nelle zampe posteriori, elementi che lascerebbero intravedere il passaggio dall'andatura a quattro zampe alla camminatura eretta. Secondo lo scienziato il fossile è così importante che "sarà riprodotto sui libri di testo per i prossimi cento anni". (per leggere qualcosa sull'evoluzione insegnata precocemente a scuola cliccare qui).

La proscimmia [ sempre ammesso che sia vera] è un lemure come se ne può osservare oggi. ci sono innumerevoli fossili, che rappresentano animali identici agli attuali. Ed è ovvio che sia così perché il DNA è una delle strutture più stabili dell’universo e le poche mutazioni sono quasi sempre letali per le specie viventi. Invece, quel presunto animale dietro al quale si è instaurato un lucroso giro d’affari , si sarebbe evoluto in scimmia [tutte le specie] e poi abbastanza rapidamente in uomo! Peccato che tutto ciò non stia in piedi [come la scimmia] e siano proprio i più alti studi a livello biologico e genetico a confermarlo. L’unica differenza è che non vengono pubblicizzati, perchè non fanno clamore come invece un [menzognero] titolo ad effetto.

I REPERTI FOSSILI CONFUTANO L'EVOLUZIONE


Secondo la teoria dell'evoluzione, ogni specie vivente è derivata da una precedente. Una specie preesistente si è trasformata, col tempo, in un'altra differente, dando così origine alla varietà. Questa trasformazione sarebbe proseguita gradualmente per milioni di anni.

 
Se così fosse, allora le numerose specie intermedie sarebbero dovuto esistere e vivere durante questo lungo periodo di trasformazione. 

 
Ad esempio, nel passato sarebbero dovuti esistere dei mezzi-pesci / mezzi-rettili, i quali avrebbero dovuto acquisire dei caratteri da rettile in aggiunta a quelli da pesce da essi già posseduti. Oppure sarebbero dovuti esistere alcuni rettili-uccelli, originati secondo lo stesso processo. Gli evoluzionisti chiamano queste creature immaginarie, che essi credono siano vissute nel passato, "forme di transizione".

 
Se tali animali fossero realmente esistiti, avrebbero dovuto essere milioni o miliardi per numero e varietà. Ma, ciò che più conta, i resti di siffatte creature dovrebbero trovare testimonianza nei reperti fossili. Il numero di queste forme di transizione avrebbe dovuto essere addirittura superiore a quello delle attuali specie animali e sarebbe oggi possibile reperirne in ogni parte del globo. Ne L'origine della specie, Darwin spiega:
Se la mia teoria è fondata sono certamente esistite innumerevoli varietà intermedie, che collegavano insieme tutte le specie dello stesso gruppo... Di conseguenza, la prova della loro esistenza può essere trovata solo tra i resti fossili.

 
Anche lo stesso Darwin era consapevole dell'assenza di tali forme di transizione; sperava, quindi, che sarebbero state scoperte nel futuro. A dispetto della sua speranza, egli capì che il maggiore ostacolo alla sua teoria era costituito dalla loro mancanza. Perciò, ne L'origine della specie, al capitolo "Difficoltà della teoria", ha scritto:
...Perché se le specie derivano da altre specie attraverso impercettibili graduazioni, non vediamo ovunque innumerevoli forme di transizione? Perché nella natura non v'è confusione, e esistono, invece, come ci è dato osservare, specie ben definite?... Ma, dal momento che queste forme di transizione devono essere esistite, perché non le troviamo sepolte in numero infinito nella crosta terrestre?... Ma nella regione intermedia, con condizioni intermedie di vita, perché non troviamo le varietà intermedie che si collegano strettamente? Queste difficoltà mi hanno confuso per molto tempo.
L'unica giustificazione che Darwin potè addurre per confutare questa obiezione fu che le testimonianze fossili allora reperite erano inadeguate. Asserì, quindi, che qualora i reperti fossili fossero stati studiati dettagliatamente, sarebbero stati trovati gli anelli mancanti.

 
Confidando nella profezia di Darwin, gli evoluzionisti, fino dalla metà del XIX secolo, si sono dedicati in tutto il mondo alla ricerca dei fossili e dell'anello mancante. Nonostante i loro sforzi, nessuna forma transizionale è stata ancora scoperta. Tutti i fossili portati alla luce negli scavi mostrano che, contrariamente a quanto creduto dagli evoluzionisti, la vita apparve sulla terra improvvisamente e già pienamente formata. Nel tentativo di provare la loro teoria, gli evoluzionisti hanno involontariamente provocato la sua rovina.


Un famoso paleontologo britannico, Derek V. Ager, ammette questo fatto sebbene egli stesso sia un evoluzionista:
Emerge l'idea che se esaminiamo le testimonianze fossili in dettaglio, a qualsiasi livello di ordine o specie, ci imbattiamo ad ogni pié sospinto non in una evoluzione graduale, ma in un'improvvisa esplosione di un gruppo a spese di un altro.

Un altro paleontologo evoluzionista, Mark Czarnecky, commenta:
Un importante problema incontrato nel tentativo di provare la teoria è stato quello delle testimonianze fossili, le impronte di specie scomparse preservate nelle formazioni geologiche della terra. Questa testimonianza non ha mai rivelato tracce delle ipotetiche varianti intermedie di Darwin al contrario le specie appaiono e scompaiono improvvisamente. Tale anomalia ha alimentato la ragione addotta dai creazionisti che ogni specie sia stata creata da Dio.

FALSIFICAZIONI DELL'EVOLUZIONE

Non esiste alcuna concreta testimonianza fossile che avvalori l'immagine dell'uomo-scimmia, quale è incessantemente propagandata dai mezzi di comunicazione e dai circoli accademici evoluzionisti.

 Pennello alla mano, gli evoluzionisti producono creature immaginarie; il fatto che questi disegni non combacino con i fossili, tuttavia, costituisce un serio problema per loro. Un interessante metodo utilizzato al fine di superare questo problema è la produzione dei fossili che non possono trovare. L'Uomo di Piltdown, il più grande scandalo nella storia della scienza, è un tipico esempio di questo metodo. L'uomo di Piltdown: una mandibola di orang-utan e un cranio umano un noto dottore e paleoantropologo dilettante, Charles Dawson, nel 1912 affermò di avere scoperto un osso mascellare e un frammento di cranio in una cava presso Piltdown, in Inghilterra. sebbene la mandibola fosse molto simile a quella di una scimmia, i denti e il cranio erano umani. questi campioni vennero classificati come "Uomo di Pitdown". dopo aver asserito che risalivano a cinquecentomila anni fa, furono spacciati, in parecchi musei, come una prova assoluta dell'evoluzione umana. per più di quarant'anni vennero scritti molti articoli scientifici dedicati a questa scoperta furono prodotte molte interpretazioni e disegni, mentre il fossile fu presentato come una testimonianza importante che avvalorava la teoria evoluzionista. Furono compilate non meno di cinquecento tesi dottorali sull'argomento. il famoso paleoantropologo americano Henry Fairfield Osborn disse, durante una visita al British Museum nel 1935: " ... a noi deve essere ricordato che la natura è piena di paradossi e questo è uno stupefacente ritrovamento riguardo ai primi uomini..."

i fossili sono portati alla luce da Charles Dawson e affidati a sir Arthur Smith Woodward, i pezzi vengono ricostruiti per formare il famoso cranio. sulla base del cranio ricostruito, vengono fatti numerosi disegni e sculture e redatti numerosi articoli. il cranio originale è esposto al British Museum. passati 40 anni dalla sua scoperta, il fossile di Piltdown si rivela un inganno ideato da un gruppo di ricercatori.

Nel 1949, Kenneth Oakley, del dipartimento di paleontologia del British Museum, tentò di applicare il metodo del "test del fluoro", un nuovo sistema per determinare la data di alcuni fossili antichi, sui campioni dell'Uomo di Piltown. Il risultato fu sbalorditivo. Durante il test si scoprì che l'osso mascellare non conteneva alcuna traccia di fluoro. Questo significava che era rimasto sepolto non più di pochi anni. Il cranio, che rivelava soltanto una minima quantità di fluoro, dimostrò di risalire a poche migliaia di anni addietro, come è stato confermato dai più recenti studi.

Si determinò che i denti sull'osso mascellare, appartenenti ad un orang-utan, erano stati logorati artificialmente, mentre gli strumenti "primitivi" scoperti con i fossili erano semplici imitazioni, affilate con utensili di ferro. Con la dettagliata analisi condotta a termine da Weiner nel 1953, venne resa nota al pubblico questa frode. Il cranio apparteneva a un uomo vissuto cinquecento anni prima, mentre l'osso mascellare ad una scimmia morta recentemente! I denti erano stati, quindi, disposti in ordine e aggiunti alla mascella in modo tale da imitare quelli dell'uomo. Tutti questi pezzi vennero poi trattati con potassio dicromato per conferirgli un aspetto di vecchiezza. Queste macchie iniziarono a dissolversi a contatto con l'acido. Le Gros Clark, il quale faceva parte del team che scoprì la frode, non potè nascondere il suo sbalordimento e disse: "le prove delle abrasioni artificiali saltarono immediatamente agli occhi. Invero, apparivano così ovvie che ci si potè chiedere perché non fossero state scoperte prima." All'indomani, l'Uomo di Piltdown venne rapidamente rimosso dal British Museum, dove era stato esposto per più di quarant'anni. questo dente presentava presumibilmente le comuni caratteristiche dell'uomo e della scimmia. ciò fu argomento di profonde discussioni scientifiche, nelle quali alcuni sostenevano che si trattasse di un dente di Pithecanthropus erectus, mentre altri affermavano che si approssimasse di più a quello di un essere umano. il fossile, che sollevò estesi dibattiti, venne detto "Uomo del Nebraska". Gli fu anche affibbiato un "nome scientifico": Hesperopithecus Haroldcooki.

L'illustrazione a sinistra pubblicata sull'Illustrated London News del 24 Luglio 1922, venne fatta sulla base di un singolo dente. Gli evoluzionisti, tuttavia, furono molto delusi quando fu rivelato che questo dente non apparteneva nè a un creatura simile a una scimmia nè a un uomo, ma bensì ad una specie estinta di maiale.

Molte autorità diedero il loro sostegno a Osborn. Sulla base di questo singolo dente vennero eseguite ricostruzioni della testa e del corpo dell'Uomo del Nebraska, il quale venne addirittura raffigurato insieme alla moglie e ai figli, come un'intera famiglia nella sua cornice naturale.

 
Tutti questi scenari si svilupparono da un solo dente. I circoli evoluzionisti avvalorarono a tal punto questo "uomo fantasma" che, allorquando un ricercatore di nome William Bryan si oppose alla tendenziosa decisione di basarsi su un singolo dente, fu aspramente criticato.

 
Nel 1927 vennero scoperte altre parti dello scheletro. I nuovi reperti rivelarono che il dente non apparteneva né a un uomo né a una scimmia, bensì ad una specie estinta di maiale selvatico americano detto prosthennops. William Gregory intitolò un suo articolo, pubblicato sulla rivista Science, dove annunciava l'errore: "Hesperopithecus: in realtà né una scimmia né un uomo". Ne seguì che tutte le rappresentazioni dell'Hesperopithecus haroldcooki e della "sua famiglia" furono repentinamente rimosse da tutta la letteratura evoluzionista.

Ota Benga: l'Africano in gabbia

Dopo aver avanzato, ne L'origine dell'uomo, l'idea che l'uomo fosse evoluto da un essere vivente simile alla scimmia, Darwin si dedicò alla ricerca dei fossili che convalidassero la veridicità delle sue asserzioni. Alcuni evoluzionisti, tuttavia, credettero che tali creature si potessero trovare non solo nei fossili, ma, ancora viventi, in varie parti del mondo. Agli inizi del XX secolo, le ricerche degli "anelli di transizione viventi" condussero a degli sfortunati incidenti, il più crudele dei quali è quello del pigmeo Ota Benga.

Ota Benga fu catturato nel 1904 da un ricercatore evoluzionista nel Congo. Nella sua lingua, il suo nome significa "amico". Egli aveva una moglie e due figli. Incatenato e ingabbiato come un animale, venne portato negli USA, dove alcuni scienziati lo esposero al pubblico alla Mostra Mondiale di St. Louis, insieme ad alcune specie di scimmie. Fu presentato come "il vincolo transizionale più vicino all'uomo". Due anni dopo, fu trasferito nello zoo del Bronx di New York, dove venne esibito come uno dei "più antichi antenati dell'uomo", in compagnia di alcuni scimpanzé, di un gorilla di nome Dinah e di un orang-utan detto Dohung. Il dottor William T. Hornaday, il direttore evoluzionista dello zoo, espresse in lunghi discorsi l'orgoglio di ospitare questa eccezionale "forma transizionale" nel suo zoo e trattò Ota Benga come se fosse un comune animale in gabbia. Non potendo sopportare oltre il trattamento a cui era sottoposto, Ota Benga infine si suicidò.

 
L'Uomo di Piltdown, l'Uomo del Nebraska, Ota Benga... Questi scandali dimostrano come gli scienziati evoluzionisti non abbiano esitato a servirsi di qualsiasi tipo di metodi anti-scientifici al fine di provare la loro teoria. Di questo dobbiamo ricordarci, quando consideriamo le altre cosiddette prove del mito dell'evoluzione umana. C'è infatti un esercito di volontari pronti a tutto pur di appurare la veridicità di queste storie fittizie.




EVA

Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (Genesi 1:27)





Fonti e articoli di approfondimento:
Ota Benga










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5 commenti:

GIONA ha detto...

Anonimo/a,

è innanzitutto un obbligo ringraziarti per le erudite, accademiche, e inconfutabili argomentazioni con le quali sei venuto ad arricchirci.

Non sappiamo se sei maschio, femmina o confuso.
Ma giustamente, come da tuo perfetto accordo con la teoria evolutiva, le amebe non hanno sesso.

sei venuto ad aiutarci, a dimostrarci esattamente che con la logica razionale nella vita si capisce tutto, e ci hai dato un grande esempio di cosa accade quando l'uomo "evolve".

La teoria dell'evoluzione, è chiamata così ,teoria, proprio perchè non può essere provata scientificamente. Quindi una cosa che va accettata per fede.

vedi, la tua è una fede come la mia.

La differenza è che io ho fede in Dio...tu nel nulla.


La differenza tra me e te infatti è questa: se come (illusoriamente) speri tu: Dio non c'è, perdiamo tutti e due. E non potremo come dici tu “vedere”, e di questo dire più niente l'uno all'altro.
sotto terra infatti non ci finirò solo io ma anche tu.

Ma se Dio c'è, perdi solo tu.


In questo caso, se fossi in te inizierei da adesso, a domandarmi quanti e quali gravi problemi dovrò affrontare quando mi troverò davanti a Lui.

Il tempo passa...

L'appuntamento rimane

metti la mano sul cuore e senti il suo battito. Esso dice: "Presto! Presto! Presto!" Ancora pochi anni al massimo.



in verità,

Giona

Iafet ha detto...

Su una cosa però l'amico anonimo ha ragione, gli va sottolineato...
Quando andremo 'sottoterra', la Divinità che troveremo sarà qualcosa di davvero bello.

akacimea ha detto...

Microchip : da pochi anni sono obbligatori per cani e gatti.Al mìo 2 anni fa i veterinari volevano che glielo impiantassi ma risposi di no.Che era obbligatorio per legge ma dissi loro che la finissero di dire minchiate !! Ad un gatto ? e per cosa ? ma per piacere...ciao

Iafet ha detto...

A Daniele:
Evoluzione: come al solito non si riescono a trovare (ormai da più di un secolo) le specie intermedie e non si riesce a dimostrare nulla di contrario alla Creazione... cioè, in questo caso, che le specie siano apparse all'improvviso. Che vogliamo di più?
Microchip: dici il giusto, che senso ha mettere un microchip ai gatti? Ergo, che senso avrà mettere un microchip agli esseri umani? La cosa importante sarà una sola, comunque: rifiutarlo.

GIONA ha detto...

sull'Ameba:

Per quanto riguarda poi la cosiddetta “cellula semplice”, da cui secondo gli evoluzionisti sono derivate tutte le creature viventi, la rivista americana “Look” ha dichiarato: “La cellula è complessa quanto la città di New York”. Anche l’evoluzionista Loren Eisley, nel suo libro, “The Immense Journey”, ammise: “Ricerche approfondite hanno rivelato che perfino l’ameba, già ritenuta semplicissima, è in effetti una specie di complesso impianto chimico auto-operante. L’idea che essa fosse una semplice massa informe si è rivelata, a dir poco, una mostruosa caricatura della verità”.

l'Incubo di Darwin




Giona

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