12 maggio 2009


Che venga dalla nascita o come risultato di un incidente o di una malattia, un handicap fisico può essere una delle esperienze umane più difficili. Una perdita irreversibile, le limitazioni, lo stigma dell'essere diverso, l'umiliazione del dover dipendere dagli altri anche per le cose più semplici, le grandi domande - “perchè proprio io, Signore? Perchè mi è successo questo?!” Chi non c'è passato non può assolutamente capire.

Se è successo a te fatti coraggio! C'è qualcuno che vede e capisce esattamente ciò che stai attraversando. Egli ti vuole più bene di quanto tu possa mai capire in questa vita e vuole aiutarti a vivere una vita piena, felice e produttiva, che toccherà e arricchirà quella di molti altri.

Anche qui il segreto sta nell'assorbire la Parola di Dio. Essa ti darà il coraggio di confidare in Lui e la fede di credere che in qualche modo tutto questo fa parte del suo piano amorevole per te. La sua Parola sarà fonte di conforto e di ispirazione. La sua Parola rimetterà la tua vita in un'orbita positiva.

Si dice che la sofferenza renda le persone più tenere o più dure. Coloro che pensano solo alle proprie perdite molto probabilmente avranno più rancore e risentimento e finiranno con il perdere molto di più nello spirito di quanto abbiano perso nel fisico. Il rancore è il cancro dell'anima.

Ma ci sono altri che affrontano le stesse tragedie e gli stessi handicap con coraggio. Rifiutano di arrendersi, anzi si sforzano ancora di più. Chiedono aiuto a Dio e trovano quella fede, quella forza e quel coraggio che altri, che sembrano avere tutto, non si rendono neanche conto di non avere. Il loro genio nasce dalla disperazione. Essi sfidano ogni pronostico. Diventano fonte di ispirazione per tutti noi. Per grazia di Dio contribuiscono a fare del mondo un posto migliore.

Beethoven ad esempio, era sordo quando scrisse alcune delle sue più grandi sinfonie.

Ci sono anche tanti esempi contemporanei.

Alla nascita pesava meno di due chilogrammi, a quattro anni ebbe la polmonite, la poliomelite e la scarlattina. Cominciò a camminare a 11 anni. Epure fu l'unica atleta, fra uomni e donne, a vincere tre medaglie d'oro ai giochi olimpici di Roma nel 1960. Wilma Rudolph divenne “la donna più veloce del mondo”. Aveva creduto di potercela fare.

A causa di un incidente automobilistico, un ragazzo spagnolo di 18 anni fu obbligato ad abbandonare una promettente carriera come portiere nella squadra del Real Madrid. Dovette così passare quasi due anni su una sedia a rotelle. Mentre era in ospedale un'infermiera gli regalò una chitarra e lui cominciò a coltivare un interesse per la musica. Qualche anno più tardi vinse un concorso con la sua canzone “La vida sigue igual” (la vita va avanti). Questo successo lo portò al suo primo contratto di registrazione e aprì una nuova carriera per Julio Iglesias.

e come loro molti altri.

Una volta qualcuno disse: “Quando Dio chiude una porta di solito lascia una finestra aperta da qualche altra parte”. Il tuo handicap potrebbe essere la tua via d'uscita; potrebbe essere il tuo bene più grande; potrebbe rafforzare il tuo carattere e allargare la tua anima. Potrebbe spronarti ad andare avanti. Potrebbe ispirare in te una nuova creatività. Potrebbe portarti ad avere relazioni più profonde e più felici con gli altri. Che questo accada o no dipende da te. Il tuo handicap lo vedi come una maledizione o come un'opportunità nascosta? Non arrenderti! Non affogare nel tuo dolore! Trai vantaggi dal tuo handicap. Costruisci un ponte con i tuoi sogni infranti e rimetti in mare le tue navi, anche se sono rotte e hanno le vele stracciate.

Dio desidera utilizzare il tuo handicap per la sua gloria.

Se non ti libera da esso, allora significa che vuole che lo usi per qualche buon motivo. trovalo!










un abbraccio nella luce, Dio è ancora sul Trono

Giona


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