29 maggio 2009




I nostri dati sanitari saranno on-line. Non c’è da girarci molto attorno, basta cercarsi qualche notizia.
Una fase importante nel passaggio dalla sanità cartacea a quella digitale, è rappresentata dal prossimo anno, il 2010.
Restiamo un attimo a casa nostra. Avete presente la tessera sanitaria? Ma sì, dai, questa qua:
Quella che abbiamo tutti avuto negli anni successivi al 2000, delle dimensioni di un Bancomat o di una carta di credito.
Guardateci su un attimo. Hanno tutte una scadenza. Viene da chiedersi cosa potrebbe succedere dopo tale scadenza programmata.
Vediamo qualche notizia. L’era della sanità elettronica comincerà nel 2010, in coincidenza con il Ministero dell’On. Renato Brunetta. Questo consisterà nei medici di famiglia connessi in Rete, ricette e medicinali venduti registrati in Rete e dati sanitari delle persone, sempre salvati in Rete. Tutto a scopo di risparmio nelle spese sanitarie e di una migliore efficienza nel servizio sanitario.
Notiamo la recentissima presentazione del nuovo progetto Family Health, il quale riporta le cose già dette: medici di famiglia in Rete, dati sanitari e ricette in Rete, per non farsi cogliere impreparati dall’era della sanità digitale. Viene elencato quanto sia positivo catalogare on-line i dati relativi alla salute di sé e dei propri figli fin dalla loro nascita, in modo da poterli organizzare nel modo migliore.
Questo progetto, partirà l’anno prossimo.
I timori per la privacy sono già stati espressi. E dall'altra parte, non sono mancate certo le rassicurazioni, cioè che i dati di una persona saranno leggibili solo dalla persona in questione e dai medici che la avranno in cura.
Qui vediamo un documento per l’equivalente progetto in Svizzera. Sottolineati ancora gli incredibili vantaggi della cartella clinica digitale. Si presentano casi di applicazioni previste in altri Stati europei. Viene sottolineato anche che la nuova tessera permetterà di accedere alla propria cartella sanitaria (tramite smartcard con microchip incluso) e ai vari servizi sanitari, tramite codice personale. Questo codice servirà ad attivare certi servizi.
L’infrastruttura portante di questo sistema sarà Internet. Senza Internet, ricordiamocelo, non sarebbe possibile digitalizzare ogni aspetto della vita degli esseri umani.
Osserviamo come sarà, probabilmente, la prossima tessera sanitaria elettronica.
Questa è la tessera ora presente in Lombardia, dotata di microchip, che permette agli utenti del servizio sanitario di eseguire le operazioni come ricette e prenotazioni mediche direttamente in Internet. I dati viaggiano in digitale e sono registrati su dei pc remoti. Entrerà a regime nel 2010. Notare quali e quanti vantaggi. fanno quasi venir voglia di averla.
Ma proviamo ad allargarci un po’. Facciamo un salto negli U.S.A., immancabili.
Come immancabile è la Verichip, la società produttrice dei microchip impiantabili nell’essere umano. Questo microchip, nel tempo, compare sempre più ricco di funzioni.
Rintracciablilità degli esseri umani nei disastri. Monitoraggio dei livelli di glucosio nel sangue per i diabetici. Monitoraggio di diverse malattie (tra cui la recente influenza suina).
Non scordiamoci mai dell’accordo che la Microsoft ha stretto con la Verichip per il progetto Microsoft Healthvault, un grande archivio contenente i dati sanitari di quante più persone.
Archivio digitale… dati sanitari personali… microchip… nello stesso ambito. Si cerca di non pensare male, ma è davvero dura!
Sempre negli U.S.A., il presidente Barack Obama ha promesso che entro il 2015 (entro il 2015 può voler dire anche prima del 2015), i dati sanitari degli americani saranno messi on-line, in un unico archivio. Questo, sempre per aumentare l’efficienza dei servizi.
Cerchiamo di guardare le cose a 360 gradi, come sempre.
Di positività potrebbero essercene tante. Snellimento delle procedure. Miglior controllo degli sprechi di denaro pubblico. Maggiore sicurezza nella gestione delle operazioni finanziarie. Maggiore ‘trasparenza’... Quello della ‘trasparenza’ è un concetto di cui sentiremo parlare sempre più spesso. Non fatevi ingannare.
Vediamo una veloce sintesi del sistema sanitario americano. Il S.S.N. americano è completamente privato. E’ molto diverso dal nostro, che si presenta in forma pubblica e dà a chiunque il diritto di essere curato. In America, esistono categorie, come gli anziani, che hanno accesso alle cure. Ma molte persone devono basarsi su un’assicurazione privata che ti copra le spese in caso di cure o ricovero. Non tutte le persone hanno la possibilità di permettersela. Se non puoi permettertela, sei fuori. Qui, una testimonianza. Insomma, in base a documentazioni, viene deciso se puoi curarti o no.
E qui torniamo al discorso di avere ogni dato ed ogni transazione medica su Internet.
Esiste una potenzialità, ad avere tutto questo su una serie di server: la centralizzazione del potere. Come per il metodo sanitario americano, potrebbero comparire dei parametri che non permetterebbero a certe categorie di persone di poter usufruire di medici, medicinali e cure ospedaliere.
In base a cosa? In base a limiti di reddito, forse. Ma forse anche a chi non rispetta determinate leggi.
Quali leggi? Dipende dallo Stato in cui ci si trova. Dipende dal tipo di Governo presente in quello Stato. Dipende dal tipo di Leader presente in quello Stato.
La Storia insegna che nei casi di Leader cosiddetti ‘forti’ (più comunemente definite come dittature), tali Leader scelgono di discriminare le categorie di persone che non aggradano loro. In base a ideologie o in base a capricci. La vita diventa dura per quelle categorie di persone che non piacciono al Leader.Sapete cosa penso? Penso: ‘così sia’. Se certe cose devono andare avanti, che vadano.Questo passaggio sarà necessario, per la sanità come per molti altri aspetti della vita che verranno legati ad Internet. Teniamo gli occhi sempre aperti, ma nello stesso tempo, lasciamo scorrere le cose. Ripeto, certe cose devono succedere e nessuno può impedirle, quindi tanto vale prenderle serenamente! Quello che si può fare, invece, è scegliere.
Ci viene data libertà di scelta, sempre. Si chiama libero arbitrio. Libertà di scegliere a quale sistema appartenere.
Arriverà un momento in cui anche il corpo sarà legato ad un certo sistema. Quello sarà l’ultimo momento per poter scegliere. Se ad un sistema nel quale ‘tutti i treni arrivano in orario’ (modo di dire che indica uno stato di cose totalitario) o ad un sistema che mette in pratica l'amore e la giustizia di Gesù Cristo.
Ciascuno è libero di scegliere. Bè, non credo sia una scelta difficile.

Molto dipenderà da dove sarà il vostro cuore.



Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore”. (Matteo 6:19,24)











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26 maggio 2009

LETTERA A "NONNA IDA"




Cara nonna ida,

Non ci siamo mai conosciuti, ma come per tutte le nonne di questo mondo che si racconti, penso che sarai stata un nonna amorevole. Avrai educato i tuoi figli al rispetto e all'amore per gli altri. ti immagino la sera dopo una giornata di impegni e fatiche, non ancora soddisfatta, accingerti a leggere qualche buona fiaba ai tuoi bambini prima di metterli a dormire con una carezza delicata.


Cara nonna, come deve essere stata difficile la tua vita. Di te mi narrano tante cose. Come deve essere stato faticoso balzare fra i rami qua e là. cibarti di foglie, camminare incurvata e comunicare a grida per cercare di far capire che tu eri la nonna di tutti. Che tu eri così importante. Come deve essere stato fastidioso passare parte della giornata a grattarti quel pelo fulvo che ti caratterizzava e ti rendeva così speciale e unica, esser costretta ogni giorno a spiluccar le pulci che ospitava.

Cara nonna, i tuoi libri di fiabe mi appaiono ora così angosciosi. E ora che sono cresciuto, mi rendo conto che in fondo erano solo favole le cose che mi raccontavano di te. Ora ho trovato un libro che si chiama Bibbia, e in questo libro si spiega che tu non eri la mia nonna. In questo libro si parla di mio Padre e di me. In questo libro è scritto che non solo tu non sei mai stata mia nonna, (e neanche mia zia), ma è scritto che alcuni uomini bugiardi e gonfi di ribellione avrebbero cercato di farmelo credere. Mentendomi, per allontanarmi da mio Padre, facendomi credere di essere solo in questa vita e abbandonato su questa terra.


Cara Ida, so che tu non sei colpevole di questo raggiro. So che anche tu eri una creatura di mio Padre, una creatura inconsapevole, ma felice di gioire di tutte le cose che aveva disposto per te nella tua collocazione in questo grande disegno, che è l'Amore di DIO.


Questo libro prezioso chiamato Bibbia, so che dice la verità, per tanti motivi. Ma per uno in particolare so che mio Padre è vero; quando ero perso, Lui mi ha ritrovato. Mi è venuto incontro, e abbracciandomi nel suo amore mi ha salvato.




È di qualche giorno fa l'urlo mediatico che la scienza avrebbe trovato nientemeno che il fantomatico “anello mancante” tra l'uomo e la scimmia. Si chiama nonna Ida e secondo gli scienziati è l'anello mancante tra l'uomo e la scimmia: un fossile di 47 milioni di anni scoperto in Germania.


Ida era stata ritrovata 25 anni fa da un cacciatore di fossili la cui identità è sconosciuta, nei pressi di Darmstadt, in una cava. Solo nel 2006, però, entrò in possesso del gallerista Thomas Perner, che l’ha venduta al museo di storia naturale di Oslo per un milione di dollari.
 
La proscimmia promette d’essere l’"anello mancante" capace di portare l’orologio della preistoria indietro laddove non s’era mai spinto, 20 volte più lontano rispetto all’ultima data conosciuta per gli esseri viventi, bipedi mammiferi, che la teoria di Darwin ha censito quali nostri antenati.

Ida, viene considerato il "fossile di primate più completo mai trovato"
Secondo Jorn Hurum dell'università di Oslo, che ha guidato lo studio, Ida è per i paleontologi quello che "l'arca perduta è per un archeologo". Ma il suo corpicino, delle dimensioni di una marmotta, [alto 60 cm!] avrebbe caratteristiche che si riscontrano nella specie umana tra cui il pollice opponibile [messo in bella evidenza], unghie al posto degli artigli e, nelle zampe posteriori, elementi che lascerebbero intravedere il passaggio dall'andatura a quattro zampe alla camminatura eretta. Secondo lo scienziato il fossile è così importante che "sarà riprodotto sui libri di testo per i prossimi cento anni". (per leggere qualcosa sull'evoluzione insegnata precocemente a scuola cliccare qui).

La proscimmia [ sempre ammesso che sia vera] è un lemure come se ne può osservare oggi. ci sono innumerevoli fossili, che rappresentano animali identici agli attuali. Ed è ovvio che sia così perché il DNA è una delle strutture più stabili dell’universo e le poche mutazioni sono quasi sempre letali per le specie viventi. Invece, quel presunto animale dietro al quale si è instaurato un lucroso giro d’affari , si sarebbe evoluto in scimmia [tutte le specie] e poi abbastanza rapidamente in uomo! Peccato che tutto ciò non stia in piedi [come la scimmia] e siano proprio i più alti studi a livello biologico e genetico a confermarlo. L’unica differenza è che non vengono pubblicizzati, perchè non fanno clamore come invece un [menzognero] titolo ad effetto.

I REPERTI FOSSILI CONFUTANO L'EVOLUZIONE


Secondo la teoria dell'evoluzione, ogni specie vivente è derivata da una precedente. Una specie preesistente si è trasformata, col tempo, in un'altra differente, dando così origine alla varietà. Questa trasformazione sarebbe proseguita gradualmente per milioni di anni.

 
Se così fosse, allora le numerose specie intermedie sarebbero dovuto esistere e vivere durante questo lungo periodo di trasformazione. 

 
Ad esempio, nel passato sarebbero dovuti esistere dei mezzi-pesci / mezzi-rettili, i quali avrebbero dovuto acquisire dei caratteri da rettile in aggiunta a quelli da pesce da essi già posseduti. Oppure sarebbero dovuti esistere alcuni rettili-uccelli, originati secondo lo stesso processo. Gli evoluzionisti chiamano queste creature immaginarie, che essi credono siano vissute nel passato, "forme di transizione".

 
Se tali animali fossero realmente esistiti, avrebbero dovuto essere milioni o miliardi per numero e varietà. Ma, ciò che più conta, i resti di siffatte creature dovrebbero trovare testimonianza nei reperti fossili. Il numero di queste forme di transizione avrebbe dovuto essere addirittura superiore a quello delle attuali specie animali e sarebbe oggi possibile reperirne in ogni parte del globo. Ne L'origine della specie, Darwin spiega:
Se la mia teoria è fondata sono certamente esistite innumerevoli varietà intermedie, che collegavano insieme tutte le specie dello stesso gruppo... Di conseguenza, la prova della loro esistenza può essere trovata solo tra i resti fossili.

 
Anche lo stesso Darwin era consapevole dell'assenza di tali forme di transizione; sperava, quindi, che sarebbero state scoperte nel futuro. A dispetto della sua speranza, egli capì che il maggiore ostacolo alla sua teoria era costituito dalla loro mancanza. Perciò, ne L'origine della specie, al capitolo "Difficoltà della teoria", ha scritto:
...Perché se le specie derivano da altre specie attraverso impercettibili graduazioni, non vediamo ovunque innumerevoli forme di transizione? Perché nella natura non v'è confusione, e esistono, invece, come ci è dato osservare, specie ben definite?... Ma, dal momento che queste forme di transizione devono essere esistite, perché non le troviamo sepolte in numero infinito nella crosta terrestre?... Ma nella regione intermedia, con condizioni intermedie di vita, perché non troviamo le varietà intermedie che si collegano strettamente? Queste difficoltà mi hanno confuso per molto tempo.
L'unica giustificazione che Darwin potè addurre per confutare questa obiezione fu che le testimonianze fossili allora reperite erano inadeguate. Asserì, quindi, che qualora i reperti fossili fossero stati studiati dettagliatamente, sarebbero stati trovati gli anelli mancanti.

 
Confidando nella profezia di Darwin, gli evoluzionisti, fino dalla metà del XIX secolo, si sono dedicati in tutto il mondo alla ricerca dei fossili e dell'anello mancante. Nonostante i loro sforzi, nessuna forma transizionale è stata ancora scoperta. Tutti i fossili portati alla luce negli scavi mostrano che, contrariamente a quanto creduto dagli evoluzionisti, la vita apparve sulla terra improvvisamente e già pienamente formata. Nel tentativo di provare la loro teoria, gli evoluzionisti hanno involontariamente provocato la sua rovina.


Un famoso paleontologo britannico, Derek V. Ager, ammette questo fatto sebbene egli stesso sia un evoluzionista:
Emerge l'idea che se esaminiamo le testimonianze fossili in dettaglio, a qualsiasi livello di ordine o specie, ci imbattiamo ad ogni pié sospinto non in una evoluzione graduale, ma in un'improvvisa esplosione di un gruppo a spese di un altro.

Un altro paleontologo evoluzionista, Mark Czarnecky, commenta:
Un importante problema incontrato nel tentativo di provare la teoria è stato quello delle testimonianze fossili, le impronte di specie scomparse preservate nelle formazioni geologiche della terra. Questa testimonianza non ha mai rivelato tracce delle ipotetiche varianti intermedie di Darwin al contrario le specie appaiono e scompaiono improvvisamente. Tale anomalia ha alimentato la ragione addotta dai creazionisti che ogni specie sia stata creata da Dio.

FALSIFICAZIONI DELL'EVOLUZIONE

Non esiste alcuna concreta testimonianza fossile che avvalori l'immagine dell'uomo-scimmia, quale è incessantemente propagandata dai mezzi di comunicazione e dai circoli accademici evoluzionisti.

 Pennello alla mano, gli evoluzionisti producono creature immaginarie; il fatto che questi disegni non combacino con i fossili, tuttavia, costituisce un serio problema per loro. Un interessante metodo utilizzato al fine di superare questo problema è la produzione dei fossili che non possono trovare. L'Uomo di Piltdown, il più grande scandalo nella storia della scienza, è un tipico esempio di questo metodo. L'uomo di Piltdown: una mandibola di orang-utan e un cranio umano un noto dottore e paleoantropologo dilettante, Charles Dawson, nel 1912 affermò di avere scoperto un osso mascellare e un frammento di cranio in una cava presso Piltdown, in Inghilterra. sebbene la mandibola fosse molto simile a quella di una scimmia, i denti e il cranio erano umani. questi campioni vennero classificati come "Uomo di Pitdown". dopo aver asserito che risalivano a cinquecentomila anni fa, furono spacciati, in parecchi musei, come una prova assoluta dell'evoluzione umana. per più di quarant'anni vennero scritti molti articoli scientifici dedicati a questa scoperta furono prodotte molte interpretazioni e disegni, mentre il fossile fu presentato come una testimonianza importante che avvalorava la teoria evoluzionista. Furono compilate non meno di cinquecento tesi dottorali sull'argomento. il famoso paleoantropologo americano Henry Fairfield Osborn disse, durante una visita al British Museum nel 1935: " ... a noi deve essere ricordato che la natura è piena di paradossi e questo è uno stupefacente ritrovamento riguardo ai primi uomini..."

i fossili sono portati alla luce da Charles Dawson e affidati a sir Arthur Smith Woodward, i pezzi vengono ricostruiti per formare il famoso cranio. sulla base del cranio ricostruito, vengono fatti numerosi disegni e sculture e redatti numerosi articoli. il cranio originale è esposto al British Museum. passati 40 anni dalla sua scoperta, il fossile di Piltdown si rivela un inganno ideato da un gruppo di ricercatori.

Nel 1949, Kenneth Oakley, del dipartimento di paleontologia del British Museum, tentò di applicare il metodo del "test del fluoro", un nuovo sistema per determinare la data di alcuni fossili antichi, sui campioni dell'Uomo di Piltown. Il risultato fu sbalorditivo. Durante il test si scoprì che l'osso mascellare non conteneva alcuna traccia di fluoro. Questo significava che era rimasto sepolto non più di pochi anni. Il cranio, che rivelava soltanto una minima quantità di fluoro, dimostrò di risalire a poche migliaia di anni addietro, come è stato confermato dai più recenti studi.

Si determinò che i denti sull'osso mascellare, appartenenti ad un orang-utan, erano stati logorati artificialmente, mentre gli strumenti "primitivi" scoperti con i fossili erano semplici imitazioni, affilate con utensili di ferro. Con la dettagliata analisi condotta a termine da Weiner nel 1953, venne resa nota al pubblico questa frode. Il cranio apparteneva a un uomo vissuto cinquecento anni prima, mentre l'osso mascellare ad una scimmia morta recentemente! I denti erano stati, quindi, disposti in ordine e aggiunti alla mascella in modo tale da imitare quelli dell'uomo. Tutti questi pezzi vennero poi trattati con potassio dicromato per conferirgli un aspetto di vecchiezza. Queste macchie iniziarono a dissolversi a contatto con l'acido. Le Gros Clark, il quale faceva parte del team che scoprì la frode, non potè nascondere il suo sbalordimento e disse: "le prove delle abrasioni artificiali saltarono immediatamente agli occhi. Invero, apparivano così ovvie che ci si potè chiedere perché non fossero state scoperte prima." All'indomani, l'Uomo di Piltdown venne rapidamente rimosso dal British Museum, dove era stato esposto per più di quarant'anni. questo dente presentava presumibilmente le comuni caratteristiche dell'uomo e della scimmia. ciò fu argomento di profonde discussioni scientifiche, nelle quali alcuni sostenevano che si trattasse di un dente di Pithecanthropus erectus, mentre altri affermavano che si approssimasse di più a quello di un essere umano. il fossile, che sollevò estesi dibattiti, venne detto "Uomo del Nebraska". Gli fu anche affibbiato un "nome scientifico": Hesperopithecus Haroldcooki.

L'illustrazione a sinistra pubblicata sull'Illustrated London News del 24 Luglio 1922, venne fatta sulla base di un singolo dente. Gli evoluzionisti, tuttavia, furono molto delusi quando fu rivelato che questo dente non apparteneva nè a un creatura simile a una scimmia nè a un uomo, ma bensì ad una specie estinta di maiale.

Molte autorità diedero il loro sostegno a Osborn. Sulla base di questo singolo dente vennero eseguite ricostruzioni della testa e del corpo dell'Uomo del Nebraska, il quale venne addirittura raffigurato insieme alla moglie e ai figli, come un'intera famiglia nella sua cornice naturale.

 
Tutti questi scenari si svilupparono da un solo dente. I circoli evoluzionisti avvalorarono a tal punto questo "uomo fantasma" che, allorquando un ricercatore di nome William Bryan si oppose alla tendenziosa decisione di basarsi su un singolo dente, fu aspramente criticato.

 
Nel 1927 vennero scoperte altre parti dello scheletro. I nuovi reperti rivelarono che il dente non apparteneva né a un uomo né a una scimmia, bensì ad una specie estinta di maiale selvatico americano detto prosthennops. William Gregory intitolò un suo articolo, pubblicato sulla rivista Science, dove annunciava l'errore: "Hesperopithecus: in realtà né una scimmia né un uomo". Ne seguì che tutte le rappresentazioni dell'Hesperopithecus haroldcooki e della "sua famiglia" furono repentinamente rimosse da tutta la letteratura evoluzionista.

Ota Benga: l'Africano in gabbia

Dopo aver avanzato, ne L'origine dell'uomo, l'idea che l'uomo fosse evoluto da un essere vivente simile alla scimmia, Darwin si dedicò alla ricerca dei fossili che convalidassero la veridicità delle sue asserzioni. Alcuni evoluzionisti, tuttavia, credettero che tali creature si potessero trovare non solo nei fossili, ma, ancora viventi, in varie parti del mondo. Agli inizi del XX secolo, le ricerche degli "anelli di transizione viventi" condussero a degli sfortunati incidenti, il più crudele dei quali è quello del pigmeo Ota Benga.

Ota Benga fu catturato nel 1904 da un ricercatore evoluzionista nel Congo. Nella sua lingua, il suo nome significa "amico". Egli aveva una moglie e due figli. Incatenato e ingabbiato come un animale, venne portato negli USA, dove alcuni scienziati lo esposero al pubblico alla Mostra Mondiale di St. Louis, insieme ad alcune specie di scimmie. Fu presentato come "il vincolo transizionale più vicino all'uomo". Due anni dopo, fu trasferito nello zoo del Bronx di New York, dove venne esibito come uno dei "più antichi antenati dell'uomo", in compagnia di alcuni scimpanzé, di un gorilla di nome Dinah e di un orang-utan detto Dohung. Il dottor William T. Hornaday, il direttore evoluzionista dello zoo, espresse in lunghi discorsi l'orgoglio di ospitare questa eccezionale "forma transizionale" nel suo zoo e trattò Ota Benga come se fosse un comune animale in gabbia. Non potendo sopportare oltre il trattamento a cui era sottoposto, Ota Benga infine si suicidò.

 
L'Uomo di Piltdown, l'Uomo del Nebraska, Ota Benga... Questi scandali dimostrano come gli scienziati evoluzionisti non abbiano esitato a servirsi di qualsiasi tipo di metodi anti-scientifici al fine di provare la loro teoria. Di questo dobbiamo ricordarci, quando consideriamo le altre cosiddette prove del mito dell'evoluzione umana. C'è infatti un esercito di volontari pronti a tutto pur di appurare la veridicità di queste storie fittizie.




EVA

Dio creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina (Genesi 1:27)





Fonti e articoli di approfondimento:
Ota Benga










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19 maggio 2009

MICROCHIP KILLER



Inventore Saudita chiede registrazione per il brevetto del chip tracciante "Killer"

Pubblicato: 15 Maggio 2009 ore 17:13

Un inventore Arabo Saudita ha fatto richiesta per il brevetto di un microchip tracciante potenzialmente letale, quasi fantascientifico, all’Ufficio Brevetti Tedesco (DPMA), così afferma la testata ‘The Local’, nel giorno di Venerdì.

Ma alla macabra innovazione che permetterebbe un assassinio in remoto probabilmente il brevetto verrà negato.

“Mentre la richiesta di brevetto resta in attesa di altro lavoro burocratico, probabilmente verrà riconosciuto che l’invenzione viola il paragrafo numero due della Legge Tedesca sui Brevetti – che blocca le invenzioni che violano l’ordine pubblico o la morale”, ha affermato la portavoce Stephanie Kruger del ‘The Local’ da Monaco.

La richiesta di brevetto – intitolata “Impianto di chip elettronici nel corpo umano allo scopo di determinare la sua localizzazione geografica” – venne archiviata al 30 ottobre 2007, ma venne pubblicata solamente la settimana scorsa, 18 mesi dopo il deposito della domanda, come richiesto dalla legge Tedesca, ha affermato.

“In tempi recenti il numero di persone ricercate dalle forze di sicurezza è cresciuto,” così ha scritto l’inventore nel sommario.


Il piccolo dispositivo elettronico, denominato il “Killer Chip” dal quotidiano svizzero ‘Tagesanzeiger’, sarà usato per il tracciamento di latitanti, terroristi, immigrati clandestini, criminali, dissidenti politici, disertori, domestici e Arabi che non torneranno a casa dai pellegrinaggi.

Lo applico per queste ragioni e per ragioni di sicurezza di Stato e di sicurezza dei cittadini”, afferma l’esposto.

Dopo l’impianto sottocutaneo, il chip spedirà onde radio criptate che verranno tracciate da satelliti per confermare l’identità e la localizzazione della persona. Un modello alternativo del chip potrebbe, a quanto riferito, rilasciare veleno nel portatore se lui o lei diventasse un rischio per la sicurezza.

Agli stranieri è permesso registrare brevetti in Germania tramite un rappresentante nato tedesco, in questo caso è stata una società legale di Monaco”, ha affermato Kruger del ‘The Local’. “Molte persone si rivolgono ad altri Stati per i loro brevetti, e probabilmente così ha fatto questo inventore”.

Ma lo studio Legale, DTS Munich, non sarà responsabile della registrazione.
Ci siamo dimessi dalla rappresentanza di questo caso questa settimana” ha detto una portavoce, senza specificare il perchè.

Kristen Allen
Fonte:www.thelocal.de

Link per approfondimento:


Che aggiungere... avete già letto. Si parla sempre da più parti di microchip impiantabili che serviranno per la localizzazione delle persone. Cercando, si trovano gli innumerevoli vantaggi, come reperibilità delle persone, sicurezza, protezione dai rapimenti, salvaguardia della salute… in questo caso salta all’occhio una cosa in più. Il microchip contiene veleno. Questo veleno è rilasciabile con un comando a distanza, ovunque tu sia.

Una persona, alla pressione di un tasto di un computer, ha il potere di decidere della vita o della morte del possessore di un tale chip.

Una cosa del genere non l’ha mai avuta nessun dittatore, nella Storia. Molti dittatori avevano la possibilità di uccidere, a piacimento, chi non era di loro gradimento. Ma questo sempre inviando militari o comunque qualcuno che ‘eseguisse il compito’. Mai con la pressione di un tasto, a distanza.

Questo apre orizzonti nuovi per l’impianto dei microchip. Questo è simbolo di una dittatura con un potere pressochè assoluto, di una nefandezza mai vista.
Ricordiamo i versi del libro dell’Apocalisse di Giovanni, capitolo 13, versi 15-16:Le fu concesso di dare uno spirito all'immagine della bestia affinché l'immagine potesse parlare e far uccidere tutti quelli che non adorassero l'immagine della bestia. Inoltre obbligò tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, a farsi mettere un marchio sulla mano destra o sulla fronte.”

Si parla di un’immagine della bestia, e chi non l’adora verrà ucciso. Si parla di un marchio applicato nel corpo. Il microchip sottocutaneo, l’infrastruttura Internet e un sistema digitale si inseriscono in modo pressochè perfetto in questi versi, rendendoli di una attualità unica.

I riscontri reali delle Scritture sono davvero tanti, e di grande precisione. Solo nella Bibbia viene descritto il sistema del 666, un numero che ha più ritorni nella prigione elettronica che si sta costruendo. E la Bibbia dice che tale sistema sarà governato da qualcosa di superiore all’uomo. E’ per questo motivo che solo Dio ha la possibilità di distruggerlo.

parlavamo nei precedenti articoli del ruolo della tecnologia nel favorire l'instaurazione di un governo globale dalle connotazioni inedite in termini dittatoriali. Queste notizie dimostrano, al di là che un'invenzione simile venga o meno ufficialmente “registrata” da qualche ufficio brevetti, che esiste esattamente un mezzo partorito soltanto con la finalità di permettere ad altri di avere un controllo totale sulla vita degli uomini, e tramite il semplice utilizzo di un sistema computerizzato, avere potere decisionale su chi deve vivere e chi morire. il tutto standosene magari comodamente seduti su di una poltrona.

anche se a questo microchip è stato negato il brevetto in Germania, statene certi che è in arrivo una nuova nazione dove queste invenzioni saranno le benvenute.

queste sono le esasperazioni tecnologiche di cui parlavamo, che daranno la possibilità al governo dell'antiCristo di realizzare le proprie malvagità distruggendo in piena pace molta gente.

A motivo della sua astuzia farà prosperare la frode nelle sue mani; s'inorgoglirà in cuor suo, e, in piena pace distruggerà molta gente; insorgerà contro il principe de' principi, ma sarà infranto, senz'opera di mano. (Daniele 8:25)

l'antiCristo sarà infranto senza opera di mano. Amen Signore.










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14 maggio 2009

E-MONEY




Ancora solo un altro po’ di pazienza… alla società senza moneta contante ci stiamo arrivando, basta solo avere pazienza. Il miglior trucco sta nel lasciare che la gente accetti un certo sistema di cose, a piccoli passi, e presentandolo come vitale o peggio, positivo.
Pochi giorni fa il Parlamento Europeo ha votato una direttiva per l’adozione di moneta elettronica per le piccole spese. In sostanza, anche soggetti non bancari come assicurazioni, supermercati ed operatori di telefonia potranno emettere e far circolare moneta, in forma elettronica. Naturalmente ci saranno delle regole per evitare liquidità massiccia. Entro un anno e mezzo potremo vedere implementato questo sistema.
Si arriverà così ad avere carte di credito per poter effettuare piccoli pagamenti per piccoli acquisti. Già in questi giorni assistiamo ad un diffondersi, nelle nostrane pubblicità, delle carte di credito per effettuare i pagamenti di spese comuni, dalla spesa alimentare alla benzina (non posso nominarvi le tali pubblicità per ovvi motivi, ma le avrete senz’altro viste).
Assisteremo anche al diffondersi dei pagamenti tramite telefono cellulare. Esistono già numerosi esempi. Qui possiamo vedere vari esempi, affermati in Messico ed in Giappone. Pagamenti per il taxi, per il trasporto urbano, per i giornali, per i ristoranti, per piccole spese generali. Tutto pagato con il conto del cellulare. Vediamo come vi sia l’interesse di grandi gruppi bancari (compare il nome di Citigroup, non sarà nuovo a nessuno) che fiutano il business.
In questa pagina parlano di una società che ha lanciato il servizio dapprima in Inghilterra, raccogliendo grandi consensi. La Svizzera ci sta pensando. Vengono nominati, notiamo, anche alberghi, cinema e stadi. Tutto più bello, più comodo, semplice e veloce.
Qui altri esempi per l’utilizzo del cellulare come carta di credito. Sottolineata la sicurezza della transazione, essendo il cellulare univoco per una persona ed essendo necessario il codice conosciuto dalla stessa persona. Sicuro anche in caso di smarrimento o furto del telefonino.
Notiamo, nell’articolo postato all’inizio (qui) come vengano nominate alcune delle principali società che gestiranno questo sistema nei vari Stati: Geldkarte, Proton, Moneo, Mondex.
Mondex, è un nome che già conosciamo. Non credo servano ulteriori dettagli.
Non bisognerà aspettare neppure molto tempo per vedere diffondersi l’utilizzo delle Sim Card dei cellulari come carte di credito. Card o carte, sempre di chip elettronici si parla, non ci si scappa.
E dai uno, e dai due, e dai tre… a passi piccoli ma sempre più decisi verso l’abolizione del denaro contante. Con che motivazione? Ovvio, con l’inutilità del denaro contante. Col fatto di non essere al passo con i tempi, di essere ‘vecchio’, della sua pesantezza. I pagamenti elettronici sono molto più veloci, niente più inutili code alla cassa del supermercato! Immagino già le pubblicità che mostreranno il ‘prima’ ed il ‘dopo’, cioè:
-nel ‘prima’ una signora stanca con bambini urlanti, il carrello pieno di merce, i soldi che cadono per terra, si affanna per raccoglierli, le altre persone dietro di lei che le urlano di sbrigarsi… una situazione dove si evidenziano lati ansiogeni (inesistenti).
-nel ‘dopo’, la stessa signora che passa affianco alla cassa premendo qualche tasto sul suo cellulare ed effettua il pagamento veloce, naturalmente i bimbi ora sono bravi, non le cade niente e lei è felice e sorridente!
Vecchi volponi pubblicitari… peccato che questo schema faccia sempre presa. E la farà anche in un prossimo futuro.
Un vero business. Solo un business? Come nostra abitudine, cerchiamo di osservare le situazioni a 360°.
Già ora diverse società stanno lavorando nella direzione di un mondo senza contanti. Non elenco più i possibili vantaggi, mi sono quasi stancato. Vediamo che la Visa ha in progetto di rendere Londra del 2012 una città che non avrà bisogno di contanti, in occasione delle olimpiadi. Mancano 3 anni. Se in 3 anni Londra non avrà bisogno di contanti… è facile intuire che la struttura sarà pronta prima, e non all’ultimo momento.
Qui una previsione, al 2015, della società senza contanti.
la spesa ‘spensierata’ negli Ikea svizzeri, con la carta di credito ‘interna’, senza contanti. E’ solo uno degli esempi di carte di credito ‘interne’. Ce ne sono altri.
Cosa comporta una società senza contanti? Beh, come ovvio, ogni transazione economica, ovvero ogni spesa, dalla più piccola alla più grande, è monitorata e registrata su un computer. Esistono gli innegabili vantaggi di cui ci stanno già parlando, ovvero semplificazione dei pagamenti, niente più file stancanti alle casse, più tempo per fare altre cose e probabilmente grandi sconti per chi pagherà solo in via elettronica.
Tutto questo sarebbe un bene. Ma ogni cosa è registrata.
Ciò che compriamo, dove lo compriamo, la quantità e la frequenza con cui lo facciamo… danno una dettagliata descrizione di chi siamo noi e di quali siano le nostre abitudini. Quindi, si riesce a ricostruire l’identità di un individuo. Si riescono a conoscere le sue abitudini alimentari, le sue preferenze in generale, le cose che gli piacciono e le sue possibilità. Questo contribuisce a stilare profili personali digitalizzati, e a saper distinguere quali persone la pensino in un determinato modo e quali in un altro.
Così si fa meno fatica a sapere tante cose o comunque chi tenere controllato.
nella società senza contanti, tutti pagheranno con una carta con chip elettronico.
Insomma, in una società senza contanti è insita la possibilità, a chi ha in mano i computer e le carte, di decidere se determinati individui possano mangiare o meno. E’ un potere paragonabile al diritto di decidere della vita di una persona.
Il vero problema nasce dalla natura della gente a cui sarà dato questo potere per un breve periodo di tempo. Se una società senza contanti fosse comandata da una dittatura degna di quelle della Seconda Guerra Mondiale, cosa succederebbe? Avremo un regime dittatoriale con il potere di decidere chi mangia e chi no, in base al rispetto delle ‘regole’ imposte dal regime. Sinceramente, un potere quasi assoluto.
Questa serie di ragionamenti vuole essere il frutto di quello che vediamo intorno, di quello che viene annunciato che sarà, unito allo studio dei fatti storici, e come sappiamo la storia ha la tendenza a ripetersi anche nei suoi lati peggiori. tanto più quando supportata da tecnologie esistenti, prima di oggi impensabili.











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10 maggio 2009




Facebook. Che bello! Ritrovi tutti i tuoi vecchi amici! Te ne fai di nuovi e ti trovi con loro! Condividi tutto quello che vuoi! E’ bello! Anche la casetta di marzapane non era male… e per un attimo Hansel e Gretel non vennero messi a bollire.

Penso che per gli utenti Internet attuali, Facebook (libro della faccia) abbia bisogno di ben poche spiegazioni.

Si tratta di un servizio di Social Networking, cioè una rete di rapporti personali informatizzata. Esistono numerosi esempi di questo servizio. Esistono le chat, le messaggerie istantanee, le ‘community’, i giochi on-line, e ce ne sarebbero a non finire. Tutte comunque, in comune hanno il socializzare della gente che vi partecipa.

Non c’è nulla di male nella socializzazione e nella comunicazione, anche on-line. Anzi, sono bisogni fondamentali dell’essere umano, pari al mangiare, al dormire ed al respirare. Tutto positivo, quello che porta a stare assieme.

Certo, il contatto ed il rapporto umano non è il contatto via internet. L’uscire con gli amici, passare il tempo con il partner, non sono nemmeno paragonabili, in quanto a benessere, ai rapporti su Internet. Ma questo non vuole togliere qualcosa al contattare le persone su Internet.

La cosa importante, con Internet, è il sapersi dare una regolata e saper dividere le cose, mai metterlo al posto della vita vera. Ricordiamoci della dipendenza da Internet, mostro sempre presente quando si tende ad esagerare.

Passiamo un attimo oltre la dipendenza, a cui ciascuno è chiamato a fare attenzione ed a porsi limiti… il discorso è quello della naturale tendenza alla socializzazione, e Facebook è basato su questo.

Come ben risaputo, il controllo delle masse si basa sul pilotaggio dei naturali istinti delle stesse masse, facendo loro credere di decidere spontaneamente quale direzione prendere.

Poniamoci una domanda: per caso, qualcuno, potrebbe silenziosamente approfittare della tendenza a socializzare ed a comunicare portata su una piattaforma virtuale quale Facebook? Proviamo a vedere qualcosa.

Facebook raccoglie enormi quantità di dati. Si tratta di dati personali di cui nomi, cognomi, amicizie, pensieri, avvenimenti e immagini. Un esatto sostituto del diario segreto di una volta. La piccola differenza è che il diario segreto era, appunto, segreto. Qui è come scrivere i propri pensieri sulla pubblica piazza. Sono pensieri di vita, ciò che è in grado di ricostruire l’intera personalità di un utente. E li si scrivono in un archivio informatico.

Attraverso le pubblicità fornite dal sito e le nostre reazioni, attraverso i giochi e quando sarà attraverso le spese (ricordiamo che Facebook ha in programma di battere una vera e propria moneta interna per eseguire reali transazioni economiche), si è in grado di tracciare profili commerciali degli utenti in modo da proporre, da parte delle aziende, pubblicità sempre più mirate. Anche qui, addio privacy.

Ritrovare i vecchi amici… per carità, una bella idea! Ma intanto su un database informatico vengono registrati i rapporti di chi con chi e chi cosa con chi. Quando servisse, basta dare un’occhiata al database.

Proverbiale è anche la difficoltà a cancellarsi da Facebook: iscriversi ed inserire i propri dati è facilissimo, cancellarsi risulta praticamente impossibile. Diciamo così, nessuna sorpresa. In ogni caso, anche cancellandosi, i propri dati sono stati consegnati al database. In ogni caso, è certo che i propri dati permangano in modo indefinito sui server di Facebook. Una volta che li scrivi, li scrivi, e indietro non ci torni.

E crediamo che Facebook se ne rimanga bello fermo? Ma figurarsi…

E’ recente la notizia che Facebook comparirà sui cellulari della Vodafone: si tratta di un’offerta che permette di navigare in modo praticamente indefinito dal proprio cellulare (quindi Internet mobile e sempre addosso alla persona) e di essere collegati sempre su Facebook, con la possibilità di modificare la propria pagina sempre e ovunque. Pensieri, posizione, connessione continua… sempre inseriti in un server… torniamo al concetto di Web 3.0, l’Internet che non ti molla mai.

Sempre connessi, sempre connessi… l’obiettivo è far pensare alla gente ‘che bello!!!’…

Andiamo avanti.

Abbiamo i rapporti personali su un server, abbiamo buttato le nostre immagini, i nostri pensieri, la nostra posizione, i nostri dati…

Si giunge vicini al delirio quando si viene a sapere che Facebook rappresenterebbe un modo peravvicinarsi a Dio… Questa non la commento.

Facebook ha iniziato ad influenzare in modo negativo le persone. Abbiamo casi di licenziamenti e di risse tra minori. La colpa è sicuramente degli utenti in questione. Ma Facebook ha aiutato alla grande. Ma qualcuno sta dietro a Facebook per scopi un po’ diversi dal fare amicizia? Sembrerebbe di sì.

Questo articolo spiega cose interessanti. Facebook è cliente della In-Q-Tel, società fondata dalla C.I.A. (Intelligence americana) allo scopo di investire in società informatiche che servano per migliorare la sicurezza informatica degli Stati Uniti d’America.

Dunque, ferma un attimo… Facebook è cliente della In-Q-Tel… la In-Q-Tel investe in società che forniscano aiuto per la sicurezza nazionale… che tipo di aiuto potrebbe fornire Facebook? … Facebook è un gigantesco archivio (si parla di più di 200 milioni di iscritti) con immagini, dati, nomi, cognomi, posizioni nel mondo, pensieri e relazioni interpersonali di tantissime persone… se è legato alla C.I.A. … ne deriverebbe che Facebook sarebbe un gigantesco archivio di polizia, che gli utenti stanno costruendo da soli.

Lo stanno facendo da soli, dimezzando il lavoro agli addetti, schedandosi da soli e divertendosi nel farlo. Quale idiozia. L’importante, però, è che sia divertente.

Che bello essere sempre in contatto con i propri amici!

Che bello schedarsi da soli!














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