19 gennaio 2010






Articolo di Mike Licona, segue dalla seconda parte..



4. Fonti Non-bibliche che menzionano Gesù:

secondo la Murdock, “Non esistono, in pratica, riferimenti non-biblici ad un Gesù storico, da parte di nessuno storico del tempo di Gesù.”(71) Molti storici dell’antichità non sono d’accordo con quest’affermazione, riconoscendo un certo numero di fonti non-bibliche, sia Cristiane che non-Cristiane, che menzionano Gesù nei loro scritti. Guardiamo due fonti non-Cristiane, che menzionano Gesù nei loro scritti. Guardiamo ad esse e a come la Murdock le commenti.

a. Giuseppe.

“Nell’intera opera di Giuseppe, che costituisce molti volumi di grande dettaglio comprendenti secoli di storia, non c’è menzione di Paolo o dei Cristiani, e ci sono solo due brevi paragrafi che fanno riferimento a Gesù. Anche se molto è stato ricavato da queste ‘referenze’, sono state abbandonate dagli studiosi e dagli apologi Cristiani in quanto contraffazioni, come quelle inerenti a Giovanni il Battista e Giacomo ‘Fratello di Gesù’.”(72) Questa è una grande affermazione della Murdock che non fornisce alcuna ragione per cui quei passaggi andrebbero rifiutati.
La dichiarazione della Murdock è insieme falsa ed ingenua. Il passaggio di Giuseppe su Giovanni il Battista (73) è considerato autentico e difficilmente contestato dagli studiosi. Edwin Yamauchi, Professore di Storia all’Università di Miami scrive, “Nessuno studioso ha questionato l’autenticità di questo passaggio, anche se esistono alcune differenze tra il resoconto di Giuseppe ed i Vangeli…”(74) Lo studioso del Nuovo Testamento, Robert Van Voorst del Western Theological Seminary, commenta il passaggio di Giuseppe su Giovanni il Battista dicendo come sia “considerato indubbiamente genuino da molti interpreti”(75) e che “gli studiosi lo considerano indipendente dal Nuovo Testamento.”(76) John Meier, professore di Nuovo Testamento all’Università Cattolica d’America scrive che la menzione da parte di Giuseppe di Giovanni il Battista è “accettata come autentica da praticamente ogni studioso” e che “sia semplicemente straordinario come lavoro per un cristiano, di qualunque epoca.”(77) Lo studioso ebreo Louis Feldman, della Yeshiva University e forse il principale esperto su Giuseppe commenta questo passaggio: “Possono esserci solo pochissimi dubbi sull’autenticità del passaggio di Giuseppe su Giovanni il Battista.”(78) Inoltre, il commento della Murdock a questo passaggio è stato “rifiutato sia da studiosi che da apologi cristiani come contraffazione”, di falsità dimostrabile.
Le ragioni per l’accettazione dell’autenticità del passaggio sono: (a) lo sile ed il vocabolario appartengono a Giuseppe. (b) Se un redattore cristiano aggiunge questo passaggio, ci aspetteremmo un commento sulla predicazione di Giovanni riguardo a Gesù considerato il Messia. (c) Un interpolatore non considererebbe la discrepanza tra i Vangeli e Giuseppe come ragione per annichilire Giovanni il Battista.
Cosa dire dei commenti di Giuseppe su Giacomo, fratello di Gesù in un passaggio separato?(79) E’ questo il lavoro di un antico redattore cristiano? Questi sono stati “considerati truffa da studiosi ed apologi cristiani” come dichiara la Murdock?
Tra le ragioni per l’accettazione del passaggio come autentico vi sono: (a) un redattore cristiano avrebbe usato un linguaggio positivo per descrivere Giacomo, ed adorante per descrivere Gesù,(80) (b) Nel punto principale Giuseppe tenta di deporre Ananus per le sue esecuzioni illegali di molti tra cui Giacomo. Comunque, Giacomo è citato solo di passaggio. (c) Il resoconto di Giuseppe differisce dagli altri resoconti cristiani della morte di Giacomo.
Feldman scrive, “Il passaggio su Giacomo [Libri Antichi 20, Sezioni 197-200]è generalmente accettato come autentico.”(81) In altri luoghi menziona questo testo e “l’autenticità del quale è stata universalmente riconosciuta.”(82) Un altro studioso ebraico, Zvi Baras, asserisce che questo passaggio “è considerato autentico da molti studiosi.”(83) Yamauchi commenta, “Pochi studiosi hanno questionato la genuinità del passaggio.”(84) Van Voorst scrive, “La stragrande maggioranza degli studiosi afferma che le parole ‘il fratello di Gesù chiamato il Cristo’ siano autentiche, come l’intero passaggio in cui si ritrovano.”(85) Ancora, la dichiarazione della Murdock è falsa e rivela la sua non familiarità e ignoranza con la materia, fallendo nel supporto dei suoi punti di vista.
Solo un passaggio su Gesù in Giuseppe è discusso seriamente tra gli studiosi. Questo passaggio si trova nel Libro 18, Sezione 3 delle Antichità ed è spesso riferito al Testimone Flaviano. Molto è stato scritto su questo passaggio tra gli studiosi. Nel suo libro, Giuseppe e la Dottrina Moderna, 1937-1980, Feldman elenca 87 discussioni tra studiosi su questo passaggio durante quel periodo.(86) Questo passaggio spiega mediamente quanto segue:
Ci fu un tempo nel quale Gesù, un uomo saggio, se è concesso chiamarlo uomo, nel quale compì opere meravigliose – un insegnante di tali uomini, che riceveva la Verità con piacere. Attirò a sé molti Giudei, e molti Gentili. Egli era il Cristo; e quando Pilato, al suggerimento degli uomini più importanti, lo condannò alla crocifissione, quelli che lo amarono non lo abbandonarono, per i quali egli apparve ancora vivo il terzo giorno, come i dissero i divini profeti, come migliaia di altre cose che lo riguardavano; e la tribù dei Cristiani, chiamata così per Lui, non si è ancora estinta, all’oggi.”
Molti studiosi rifiutano una ampia accettazione di questo passaggio. Origene fu un pastore delle prime chiese cristiane e disse che Giuseppe non fu un cristiano.(87) Inoltre, sarebbe insolito che un Ebreo non-cristiano facesse affermazioni su Gesù in quanto “uomo saggio, se è concesso chiamarlo uomo”, “egli era il Cristo”, e “egli apparve ancora vivo il terzo giorno, come ci dissero i divini profeti, come migliaia di altre cose che lo riguardavano”.
Mentre il dibattito continua su questo affascinante assaggio, molti studiosi credono che la maggior parte del passaggio sia di Giuseppe, perché (a) il termine “uomo saggio” è tipico di Giuseppe e meno di quel che possiamo aspettarci da un redattore cristiano,(88) (b) lo stile appartiene a Giuseppe,(89) (c) la parola greca per “tribù” non è una tipica espressione cristiana.(90) Molti studiosi oggi accettano che questo passaggio possa essere stato originariamente incluso da Giuseppe con l’eccezione di tre aggiunte che sembrano appartenere ad un redattore cristiano successivo durante il secondo secolo e l’inizio del quarto. Van Voorst scrive, “In sostanza, Giuseppe ci ha lasciato in due passaggi qualcosa di unico tra tutta la testimonianza non-cristiana su Gesù: una testimonianza neutrale, accurata e probabilmente indipendente su Gesù, un uomo saggio che i seguaci chiamavano ‘il Cristo’.”(91) Yamauchi commenta, “Giuseppe sapeva che Gesù era il fratello di Giacomo, il leader martire della chiesa di Gerusalemme, e che fu un insegnante saggio che mise in piedi un grande e durevole seguito, nonostante il fatto che vene crocifisso sotto Pilato all’istigazione di alcuni leader ebraici.”(92) Feldman commenta, “Credo che il passaggio di Giuseppe su Gesù sia stato interpolato parzialmente dai cristiani. Sono d’accordo con John P. Meier in “Un ebreo marginale”, vol. 1 (New York; Doubleday, 1991), 60-61, che i tre passaggi siano stati interpolati: se davvero potesse essere chiamato uomo; egli era il Messia; apparve loro il terzo giorno, ancora vivo, come dissero i profeti.”(93) Zvi Baras scrive che la posizione “più plausibile” è “accettare alcune parti di questo passaggio e rigettarne altre.”(94) Morton Smith, professore emerito di storia antica alla Columbia University, conclude che Giuseppe sicuramente menziona Gesù in questo passaggio, ma è pessimista sulla ricostruzione dell’originale.(95)
In conclusione, la maggioranza degli studiosi accetta che Giuseppe sicuramente menzioni Gesù in due occasioni,e che il suo resoconto di Giovanni il Battista sia autentico. Come scrive Van Voorst, “La affermazione implicita [di Giuseppe] dell’esistenza di Gesù, è stata, ed ancora è, il più significativo ostacolo per quanti vogliano provare che le evidenze extra-bibliche non provino questo punto.” Ancora, la signora Murdock che chiunque legittimi le ricerche sull’argomento, debba essere falso.

b. Tacito.

La Murdock asserisce che Tacito non possa essere riconosciuto come fonte che confermi l’esistenza di Gesù. Perché? Tacito nacque 25 anni dopo Gesù e così tutta la sua informazione sarebbe di seconda mano.(96) Questo tipo di pensiero è medievale. E’ come al tempo del Medio Evo, quando contavano solo le testimonianze oculari! Se conducessimo in questo modo, oggi, l’indagine storica, conosceremmo davvero poco della storia.
Per esempio, molto di quello che sappiamo di Giulio Cesare e Cesare Augusto viene dagli antichi storici Romani, Tacito e Svetonio. Comunque, Tacito e Svetonio sono ancora più lontani da Giulio ed Augusto di quanto lo fossero da Gesù. Così se ascoltiamo la Murdock, nessuno saprebbe nulla di questi due famosi Cesari Romani. Infatti, nessuno oggi potrebbe scrivere una storia della Guerra Civile Americana, visto che non è conoscenza di prima mano. Ma possiamo scrivere una storia accurata della Guerra Civile per la presenza di lettere, documenti e le testimonianze scritte di chi fu là. Tacito e Svetonio erano più vicini agli eventi di cui scrissero di quanto noi siamo vicini alla Guerra Civile.
John Meier è uno studente critico non-evangelico. Nel suo libro, “Un Ebreo Marginale: Ripensare il Gesù Storico”, afferma, “nonostante alcuni flebili tentativi di mostrare che questo testo sia una interpolazione cristiana in Tacito, il passaggio è ovviamente genuino. Non solo è testimoniato in tutti i manoscritti degli Annali, il tono davvero anticristiano del testo rende l’origine cristiana praticamente impossibile.”(97) Similarmente, nel suo libro, “Gesù fuori dal Nuovo Testamento”, Robert Van Voorst scrive che solo poche delle parole nel testo sono generalmente discusse, come la pronuncia di Tacito “crestiani” al posto di “cristiani”, e il suo chiamare Pilato “procuratore” invece del più accurato “prefetto”. Scrive questo sulla base di quei pochi che asseriscono che l’intero passaggio sia il risultato del lavoro di un redattore cristiano successivo, ma chiama questa “pura speculazione,”(98) le differenze si riconciliano facilmente. Inoltre, lo stile del testo appartiene indubbiamente a Tacito. I redattori pagani non si espressero nel Latino che Tacito usava(99) e un redattore cristiano non avrebbe permesso a Tacito di scrivere che la Cristianità è una “superstizione mortale”. Oltretutto, il passaggio calza bene nel contesto. Tacito fu un Governatore Romano e poteva conoscere gli eventi passati dell’Impero Romano. Quindi, non esiste ragione di dubitare che Tacito menzioni Gesù come una persona storica e la Sua crocifissione come evento storico.

c. Perché Gesù è apparentemente trascurato da molti scrittori secolari?

La Murdock scrive, “Se non considerassimo tutti gli eventi miracolosi riguardanti la storia di Gesù per rivelare un umano, sicuramente non troveremmo nessuno in grado di raccogliere grandi folle per le sue prediche. Ed il fatto è che questo predicatore raccatta-folle trova il suo posto nella ‘storia’ solo nel Nuovo Testamento, completamente trascurato dalle dozzine di storici del tempo, un’era tra le meglio documentate della storia.”(100)
L’accerchiamento ed il rovesciamento degli zeloti a Masnada è attestato da Giuseppe e dall’archeologia. Comunque, non è menzionato da un solo storico Romano esistente. Infatti, non è menzionato negli scritti ebraici come il Talmud. Gli scrittori antichi a volte sceglievano di omettere i grandi eventi. E forse Gesù non venne menzionato in altri scritti che da allora vennero persi.
Sfido la signora Murdock a nominare qualcun altro a parte Gesù che visse nel primo secolo (p.e. Augusto, Tiberio, Nerone, ecc…), menzionato da 17 scrittori che non condividono le sue convinzioni, e che scrissero nei 150 anni successivi alla sua vita. Nessuna persona del primo secolo è così ben documentata come Gesù.


LEGGI LA QUARTA PARTE..


Note:

71. The Christ Conspiracy, p. 49.
72. Ibid., p. 50.
73. Flavius Josephus. Antiquities of the Jews, Book 18, Sections 116-119.
74. See the chapter by Edwin M. Yamauchi, "Jesus Outside the New Testament: What is the Evidence?" in Michael J. Wilkins and J. P. Moreland, eds. Jesus Under Fire (Grand Rapids: Zondervan Publishing House, 1995, p. 212.
75. Van Voorst. Jesus Outside the New Testament, p. 98.
76. Ibid., p. 103.
77. John P. Meier. A Marginal Jew: Rethinking the Historical Jesus, Volume One (New York: Doubleday, 1991), p. 66.
78. Louis H. Feldman and Gohei Hata, eds. Josephus, The Bible, and History (Detroit: Wayne State University Press, 1987), p. 429.
79. Josephus. Book 20, Section 200.
80. Van Voorst. Jesus Outside the New Testament, pp. 83-84. Louis H. Feldman, translator. Josephus IX, (Cambridge: Harvard University Press, 1965), p. 496.
81. Louis H. Feldman and Gohei Hata, p. 434.
82. Louis H. Feldman and Gohei Hata, eds. Josephus, Judaism, and Christianity (Detroit: Wayne State University Press, 1989), p. 56.
83. Ibid. p. 341.
84. Yamacuhi, "Jesus and the Scriptures," p. 53.
85. Van Voorst. Jesus Outside the New Testament, p. 83.
86. Elsewhere Feldman states that he has "noted more than a hundred discussion of this topic during the past fifty years" (Josephus, Judaism, and Christianity, p. 55).
87. Origen. Commentary on Mathew (See his comment on Matthew 10:17) and Contra Celsus 1:47.
88. Van Voorst, p. 88. He adds, "Josephus says the same about Solomon (Ant. 18.5.2 §53) and Daniel (Ant. 10.11.2 §237), and something similar about John the Baptizer, whom he calls ‘ a good man’ (Ant. 18.5.2 §116-9)." Yamauchi, Jesus Under Fire, p. 213.
89. Meier, p. 62. Van Voorst, p. 90. Yamauchi, ibid., p. 213.
90. fu'lon. Van Voorst, pp. 91-92. Yamauchi, ibid., p. 213.
91. Van Voorst, pp. 103-104.
92. Yamauchi, ibid., pp. 213-214.
93. In a personal email correspondence on 8/28/01.
94. Josephus, Judaism, and Christianity, p. 339.
95. " . . . Josephus’ mention of Jesus (A XVIII, 63f.) has been so much corrupted that no attempted reconstruction of the original can be relied on. At most the description, ‘a doer of amazing works,’ can be salvaged" (Ibid., p. 252).
96. The Christ Conspiracy, p. 51.
97. Meier. p. 90.
98. Van Voorst, pp. 42-43, note 60.
99. Tacitus had a unique style that included an economy of words. He was not prone to use redundant phrases within a sentence, but made his words count in other phrases if possible. Ibid., p. 43.
100. The Christ Conspiracy, p. 19.










Giona

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