06 marzo 2010
Ho parlato con collera a un amico
e nel profondo del cuore l'ho ferito
la ferita a stento si è richiusa:
non avessi mai fatto quell'accusa!
Nella memoria ora echeggiano immutate
parole amare che vorrei dimenticate..
Un autore di scritti religiosi racconta. “Da bambino avevo un caratterino focoso che mi spingeva a dire e fare cose sgarbate.
“Un giorno trattai male uno dei miei compagni che tornò a casa in lacrime. Mio padre mi disse che per ogni mia parola sgarbata e irata avrebbe piantato un chiodo su un palo del cancello. Ogni volta che invece ero paziente e dicevo una parola gentile, ne avrebbe tolto uno.
“I mesi passarono. Ogni volta che aprivo il cancello, mi ricordavo il motivo per cui quei chiodi si facevano sempre più numerosi! Finalmente decisi di mettercela tutta per farli sparire!
“infine venne il giorno sognato: era rimasto solo un chiodo! Mentre mio padre lo estraeva, mi misi a saltare per gioia! Dissi con orgoglio: “Visto? Non ce ne sono più!”
“Ricordo che mio padre fissò il palo pieno di buchi. Poi rispose: “E' vero. Ma i segni restano!”
E' vero il detto: “La collera di oggi è il rimorso di domani”. Come ci pentiamo delle parole dette in momenti d'ira e d'impazienza, parole che non vorremmo mai aver detto! L'ira incontrollata può essere tremenda! C'è chi ha detto: “Quando la collera entrò nel cuore di Caino l'omicidio non fu lontano!” Non si è mai così vulnerabili ai pensieri del diavolo come quando ci si lascia prendere da una collera irragionevole. Si perdono il controllo di se stessi, la logica e il buon senso! La collera è un sentimento molto pericoloso!
Fu in un improvviso impeto d'ira che Mosè uccise un Egiziano e dovette fuggire per salvarsi la vita! (Esodo21:11,15). Poi gli ci vollero 40 anni di lavoro umile e paziente come pastore nel deserto per fermarsi ad ascoltare la voce di Dio invece dei suoi impulsi. Furono quegli anni a prepararlo al lento, laborioso e paziente compito della liberazione degli Ebrei dall'Egitto.
La Bibbia parla molto dell'ira, sopratutto contro l'ira! Ossia contro l'ira umana ingiustificata, impaziente, motivata dall'orgoglio e dall'egoismo, intenta a ferire gli altri! Paolo ci dice: “Fate sparire dalla vostra vita l'amarezza, lo sdegno e la collera”.(Efesini 4:31). Salomone ci ammonisce: “Non t'affrettare a irritarti nel tuo spirito, perchè l'irritazione riposa in seno agli stolti”.(Ecclesiaste 7,9). la Parola di Dio ci insegna anche: “Non farti amico una testa calda e non andare in compagnia di un violento”. (Proverbi22:24,25). Una persona irascibile diventa spesso violenta e può far del male e causare guai sia a te che ad altri.
La giusta indignazione!
Non tutta l'ira è necessariamente negativa. Dopo tutto, è un'emozione naturale dataci da Dio e quindi non è di per sè giusta o sbagliata. È la motivazione che conta. Aristotele scrisse giustamente: “è facile lasciarsi andare all'impeto della passione. Chiunque lo può fare. Ma adirarsi con la persona giusta nel momento giusto e contro la cosa giusta nel modo giusto non è facile e non tutti sanno farlo!”
per la maggior parte dei cristiani l'ira è sempre un peccato. Ma a volte è un peccato non adirarsi! Dio si adira spesso, soprattutto contro i malvagi ribelli che respingono la verità e opprimono, perseguitano e maltrattano il prossimo! Infatti, la Parola dice: “Dio si adira ogni giorno contro i malfattori” (Salmo7:11).
Il saggio re Salomone scrisse: “per ogni cosa c'è la sua stagione, c'è un tempo per ogni situazione sotto il cielo”. (Ecclesiaste3:1). Ci sono momenti in cui dobbiamo adirarci! Altrimenti, come possiamo avere la combattività, l'ardore e la grinta necessaria per “combattere il buon combattimento”, “condurre la buona battaglia”, “resistere al diavolo”, “predicare la Parola, riprendere, rimproverare ed esortare”, e fare il nostro dovere di militanti soldati cristiani per fermare e combattere il peccato, il male e le forze del diavolo? (1Timoteo6:12 – 1.18 – Giacomo4:7 – 2Timoteo4:2).
Anche se nella Bibbia ci sono molti esempi che illustrano charamente gli effetti negativi di un'ira sfrenata, ci sono anche molti esempi di uomini di Dio che si adirarono per i motivi giusti, la cui ira li spinse a combattere il male, a portare giustizia e a risolvere le situazioni!
Per esempio, la Bibbia narra che Sansone, il bizzarro giudice che Dio usò per liberare il suo popolo dai suoi avversari, scoprì un giorno che i nemici lo avevano tradito e ingannato. “Lo Spirito del Signore venne su di lui con potenza... e la sua ira si accese!” Il Signore stesso gli diede uno spirito d'ira e usò quell'ira per sconfiggere i nemici del suo popolo!
Un altro esempio del genere si trova nell'undicesimo capitolo del primo libro di Samuele. Saul era appena salito al trono, quando alcuni nemici di Israele, gli Ammoniti, presero d'assedio la città di Iabes di Galaad. Si presentarono a Saul dei messaggeri per riferirgli le crudeli condizioni imposte dagli Ammoniti: essi avrebbero fatto pace solo se gli uomini di Iabes si fossero arresi e avessero permesso agli Ammoniti di cavare a tutti loro l'occhio destro, per gettare così disonore su tutto Israele. La Bibbia dice: “All'udire queste parole, lo spirito di Dio investì Saul, e la sua ira si accese grandemente”. (Samuele11:6). Allora egli ordinò che tutti gli uomini d'Israele venissro in aiuto di Iabes; radunò così un grande esercito che penetrò nell'accampamento del nemico e inflisse una pesante sconfitta ai malvagi Ammoniti!
Nel Nuovo Testamento leggiamo che anche Gesù fu spesso pieno d'ira divina, o giusta indignazione. Nel terzo capitolo di Marco troviamo Gesù in una sinagoga di fronte a un uomo con una mano paralizzata. Alcuni dei suoi ipocriti nemici religiosi lo osservavano attentamente per vedere se avrebbe infranto le Leggi di Mosè guarendo quel pover'uomo di sabato, il loro giorno sacro. Gesù ordinò all'uomo di farsi avanti e mettersi di fronte a tutti, poi si rivolse a quei religiosi ipocriti e chiese loro: “Che cosa è permesso fare in un giorno di sabato? Fare del bene o del male? Salvare una vita o uccidere”?
Quella domanda li fece zittire. “Gesù li guardò con indignazione, rattristato per la durezza del loro cuore, e disse all'uomo: “stendi la mano!” E la mano ritornò perfettamente sana! (Marco3:1,5). Vediamo qui un esempio di come lo stesso Gesù fu adirato e addolorato dall'ipocrisia e dalla durezza di cuore dei suoi accusatori.
Un'altra volta Gesù si adirò quando i suoi discepoli rimproverarono e cercarono di cacciare chi gli portava dei bambini per farglieli toccare e benedire. “Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: “Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perchè a chi è come loro appartiene il regno di Dio”. (Marco10:13,14). Vedere i suoi discepoli che cercavano di allontanare i bambini lo fece adirare e il suo tono di voce fu senza dubbio indignato. Perchè allora non dovremmo adirarci anche noi se qualcosa o qualcuno cerca di impedire alle persone di avvicinarsi a Gesù?
L'esempio classico dell'ira di Gesù è il suo attacco deciso contro la falsità, la menzogna e l'ipocrisia farisaica dei capi religiosi! Quando scoprì che essi derubavano e sfruttavano i poveri nel nome di Dio, fece una frusta con le proprie mani ed entrò con violenza nel tempio. Là percosse e cacciò i cambiamonete, rovesciò i tavoli e sparse a terra i loro soldi. Poi li rimproverò aspramente, dicendo: “Avete fatto di questa casa di preghiera una spelonca di ladri!” (Giovanni2:14,16 – Matteo21:12,13). Più tardi, quello stesso giorno Gesù diede ai farisei il suo messaggio finale. Preso da tanta furia di fronte alla loro ipocrisia, alla loro oppressione spietata dei poveri e al loro rifiuto della verità di Dio, esplose in una dichiarazione che li smascherò, li condannò, li maledisse e li mandò letteralmente all'inferno! Un messaggio che li colpì tanto che da quel momento in poi furono decisi ad ucciderlo. Infatti, solo pochi giorni dopo lo fecero crocifiggere! (vedi Matteo23).
Questi esempi, insieme a tanti altri della Bibbia, dimostrano chiaramente che c'è un momento per l'ira e che la “giusta indignazione” viene da Dio! La sua Parola ci dice perfino: “Adiratevi e non peccate”. (Efesini4:26). Il Signore ci esorta quindi ad adirarci, se lo facciamo per il motivo giusto contro l'ipocrisia e le ingiustizie o contro chi fa male o sfrutta poveri innocenti. L'ira divina dovrebbe spingerci a cercare di debellare l'ingiustizia e di porre rimedio a situazioni difficili.
Questa è la differenza tra l'ira divina e “l'ira dell'uomo” la Bibbia dice che “l'ira dell'uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio”.(Giacomo1:20). Invece una giusta indignazione, un'ira procedente da Dio, porta buoni risultati.
Come controllare l'ira
Purtroppo non sempre ci adiriamo per motivi nobili come quelli a cui abbiamo appena accennato. Spesso la nostra ira deriva semplicemente da considerazioni egoistiche che provocano in noi frustrazione, turbamento e rabbia: le cose non vanno come vorremmo, siamo feriti nell'orgoglio o ci sentiamo trascurati, incompresi, maltrattati.
Quando ci rendiamo conto che il motivo della nostra ira chiaramente non è “giusta indignazione”, dobbiamo sforzarci di tenere la nostra collera sotto controllo, invece di lasciare che i sentimenti negativi si trasformino in azioni o parole sfrenate. La Bibbia dice: Ognuno dev'essere pronto ad ascoltare, ma lento a parlare e lento a lasciarsi prendere dalla collera”. (Giacomo1:19).
Chi è “pronto ad ascoltare” presta attenzione alle parole degli altri. Se ascolti pazientemente e ti trattieni quanto basta per riflettere e pregare sulla risposta da dare e su come reagire, puoi controllare la collera ed esprimere meglio i tuoi sentimenti. ”Lo stolto dà sfogo a tutte le sue passioni, ma il saggio le controlla e le domina”. (Proverbi29:11). Non parlare quando sei in collera e irritato. Aspetta di essere calmo. Le parole roventi non conducono mai ad un giudizio equilibrato. Chi è saggio sa controllarsi. Sa che l'ira porta a fare errori, fa male alle persone care e distrugge le amicizie!
L'ira è un'emozione forte, che va espressa in qualche modo. Ma “perdere le staffe” non ti aiuta a stare in sella! È vero che esprimere la collera emotivamente, con urla e parole aspre può dare dei risultati, ma solitamente non quelli migliori! “Montare su tutte le furie” non ci aiuta a salire più in alto! L'ira è quasi sempre “funesta”!
Naturalmente ora stiamo parlando della collera umana, un moto del nostro animo, e non della giusta indignazione ispirata da Dio. Le parole dure e l'emotività che accompagnano il giusto sdegno possono avere risultati positivi, incitare gli altri e renderli consapevoli del peccato, dell'ingiustiza o del male! Come disse il profeta Isaia : “Grida a squarciagola, senza timore. Fà sentire la tua voce, forte come una tromba. Denunzia al mio popolo i suoi peccati” (Isaia 58:1).
La Parola di Dio ci esorta: “Voi che amate il Signore, odiate il male!” e “Amare il Signore è odiare il male, l'orgoglio, l'arroganza e la cattiva condotta”. (Salmo 97:10 – Proverbi8:13). Se ami e temi il Signore, se sei pieno di entusiasmo e saldamente persuaso delle tue convinzioni, non resterai passivo e in silenzio di fronte al male e alle ingiustizie. Prenderai posizione: con collera se necessario!
La giusta collera è un sentimento legittimo che va espresso. Il profeta Geremia, di fronte alla ribellione e all'iniquità del suo popolo che si era allontanato dal Signore, disse: “sono pieno dell'ira del Signore, non posso più contenerla!... se dico: “Non penserò a Lui, non parlerò più in suo nome!”, nel mio cuore c'è come un fuoco ardente, chiuso nelle mie ossa. Mi sforzavo di contenerlo ma non potevo!” (Geremia6:11 – 20:9).
In ogni caso, anche se la tua collera è solo una manifestazione dei tuoi sentimenti o del tuo orgoglio, se è dentro di te, devi comunque lasciarla uscire. Ma, come abbiamo detto, di solito non è bene riversarla sugli altri.
Spesso è utile trovare un modo di sfogare l'energia generata dall'ira. Un pò di giardinaggio, una passeggiata, un pò di esercizio fisico, lavare la macchina, distolgono la mente dalla causa della propria collera e danno tempo per calmarsi, riflettere e pregare per una soluzione al problema.
Molti cristiani si sentono in colpa se si lasciano prendere dalla collera, quindi cercano semplicemente di ignorarla e di far finta di non essere inquieti. Ma ignorare la collera è come nascondere un cestino di carta in fiamme nell'armadio! Sì, il fuoco potrebbe estinguersi, ma più probabilmente brucerà tutta la casa! L'ira repressa e inespressa fa male. Gli specialisti hanno dimostrato che essa causa diversi problemi fisici e psicologici: ulcere, stati di ansietà, mal di testa e perfino stati depressivi.
Se sei preso da un'ira irragionevole contro qualcuno, confessalo prima che i tuoi sentimenti diventino incontrollabili! Per esempio, quando una conversazione diventa un pò infervorata e tesa, puoi dire: “Sai, se continuiamo così, ho paura di inquietarmi troppo. Non voglio arrabbiarmi, quindi forse è meglio fermarci qui, pregare e riprendere la discussione più tardi, dopo aver chiesto al Signore di aiutarci a risolvere la situazione”. Ecco la reazione giusta: confessa la tua collera in modo da far sapere all'altra persona che ti stai arrabbiando, senza però far arrabbiare anche lei! Puoi dire: “Mi dispiace, ma sto perdendo un pò la pazienza. Che cosa possiamo fare per risolvere la discussione? Potresti pregare con me?”
Se è già troppo tardi e ti sei già adirato ingiustamente con qualcuno, non lasciare che l'orgoglio ti impedisca di chiedere scusa. È la collera che ci mette nei guai, ma è l'orgoglio che ci impedisce di uscirne! E se qualcuno si è adirato ingiustamente con te, perdonalo!
Il miglior rimedio è la preghiera! Se ti è difficile mantenere la calma, chiedi a Gesù di aiutarti! Puoi anche chiedere ad altri di pregare per te, perchè pregare insieme dà grandi risultati! Impara a memoria dei versetti della Bibbia che parlano dell'ira e del comportamento che i cristiani devono avere gli uni verso gli altri! Proverbi16:32 ci insegna: “Chi è lento all'ira val più di chi espugna una città”.
Naturalmente capita di essere legittimamente adirati con qualcuno, con persone che di proposito fanno del male o operano ingiustamente contro di noi o altri. Gesù disse: “Chiunque si adira contro suo fratello senza motivo, sarà sottoposto al giudizio”. (Matteo5:22). È chiaro che a volte c'è un “motivo” per cui adirarsi anche contro un nostro “fratello”. Per questo il Signore ha detto:”Se tuo fratello pecca contro di te, rimproveralo; e se si pente, perdonagli”. (Luca17:3).
Ma ricordati che l'amore, l'umiltà e la preghiera risolvono tutti i problemi. E “se perdoniamo agli uomini le loro offese, il nostro Padre celeste perdonerà anche a noi”. (Matteo6:14,15). “Tutto quanto vogliamo che gli uomini facciano a noi, facciamo anche noi a loro” (Matteo7:12), perchè questa è la legge dell'amore! Dio ci aiuti ad amare, ad essere gentili, a perdonare e a manifestare ira solo se e quando è accesa dal Signore!
Dio ti benedica!
un abbraccio nella luce, Dio è ancora sul Trono
Giona
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2 commenti:
Non è tanto l'ira in se, ma le parole che si dicono con cattiveria atte a colpire e distruggere chi si ha di fronte.
E' verò ci sono parole che uccidono e lasciano solchi così profondi da non poter esser riempiti.
è vero cara Nicole,
quante volte abbiamo ferito gli altri con le nostre parole..
Dio ci perdonerà se glielo chiediamo. cerchiamo sempre le Sue parole e queste ci aiuteranno a riflettere sempre prima di ferire gli altri con le nostre..
"la rivelazione delle tue parole illumina e dà intelletto ai semplici" (Salmo 119:130)
a presto,
Giona
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