22 settembre 2010


Questa è una delle domande più frequenti che ci viene posta, riguarda il problema del male. Se c'è un Dio, perchè permette l'esistenza del male? Perchè non fa qualcosa per stroncarlo? Molti ritengono che l'esistenza del male dimostra che Dio non esiste.

Talvolta al cristiano si pone il problema sotto forma di una domanda complessa: “se Dio è buono, deve essere troppo debole per fermare il male e l'ingiustizia, dal momento che esse continuano ancora. Se Egli è abbastanza potente da far cessare il peccato, allora deve essere un Dio cattivo, dal momento che non lo fa”. Dunque si tratta di un Dio cattivo o di un Dio debole? Anche gli autori biblici si lamentavano del dolore del male. “poichè mali innumerevoli mi circondano” (Salmo40:12). “Perchè il mio dolore è perpetuo, e la mia piaga, incurabile, ricusa di guarire?” (Geremia15:18). “Perchè sappiamo che fino ad ora tutto il creato, in attesa di questo grande evento, soffre e geme, come una donna che partorisce” (Romani8:22). Ammettiamo perciò senza difficoltà che il male è un problema e così pure che, se Dio avesse creato il mondo così com'è oggi, sarebbe un Dio cattivo e non un Dio d'amore.

Tuttavia dalle scritture risulta chiaro che Dio non ha creato il mondo nello stato in cui si trova adesso, ma il peccato vi è entrato in conseguenza dell'egoismo dell'uomo. La Bibbia afferma che Dio è un Dio d'amore e che il Suo desiderio era quello di creare una persona ed infine una razza che Lo amasse. Ma l'amore autentico non può sussistere se non è donato liberamente, mediante una scelta libera e volontaria. così all'uomo venne offerta la possibilità di scegliere se accettare l'amore di Dio o rifiutarlo, e questa libera scelta permise che il peccato (ed il male) diventasse reale. Quando Adamo ed Eva disubbidirono a Dio, non scelsero un male che Dio aveva già creato, ma fu la loro scelta ad introdurre il peccato e quindi il male nel mondo. Dio non è cattivo né ha creato il male, ma è stato l'uomo che si è tirato addosso il male scegliendo in modo egoistico la sua via, non tenendo conto di quella tracciata da Dio.
Ora, a causa del peccato, il mondo è in uno stato di anormalità e le cose non sono nella condizione in cui avrebbero dovuto essere. In conseguenza della caduta, l'uomo è separato da Dio, la natura non sempre è benevola verso l'uomo, il mondo animale può anche essergli ostile, e infine vi è un conflitto insanabile tra l'uomo ed i propri simili. Nessuna di queste condizioni era reale prima della caduta. Qualsiasi soluzione possa essere escogitata per i problemi che l'umanità si trova ad affrontare deve tener conto del fatto che il mondo così com'è non è quello che Dio aveva creato.

Anche se il male è una cosa reale, esso è tuttavia provvisorio ed alla fine sarà distrutto. Sta per sorgere un mondo nuovo, in cui non vi saranno più lacrime né dolore, perchè ogni cosa sarà fatta nuova (Apocalisse21:5). Il paradiso perduto sarà riconquistato, Dio porrà rimedio a ogni ingiustizia ed eliminerà una volta per tutte il male.
I cristiani hanno ragione di combattere il male, l'immoralità, la corruzione e tutti gli altri mali sociali, perchè il mondo non era destinato ad essere malvagio. Il cristiano non segue il principio che ciò che esiste è inevitabilmente giusto, né sorvola sulle trasgressioni, asserendo che questo è il modo in cui Dio ha fatto il mondo, e neanche immagina che tutto ciò che accade è voluto da Dio. Dio non desidera affatto il male, né vi passa sopra, ma lo odia. Anche se il peccato è reale, il credente non può accettarlo come stato normale delle cose, e poiché si identifica con Gesù, egli ha il dovere di giudicare le cose negative e di ribellarsi con franchezza quando il male sta per soffocare il bene. Le calamità naturali, le ingiustizie, i reati e gli squilibri mentali non dovrebbero essere accettati come se fossero parte del normale ordine delle cose in quanto non furono mai destinati ad esistere, e nel futuro regno di Dio non ve ne saranno.
Tuttavia alcuni non accettano il fatto che Dio possa permettere il male, e si domandano se sia stato saggio da parte Sua offrire all'uomo una tale scelta.
 Dorothy Sayers espone il problema del male nella giusta prospettiva:


"Qualunque sia il motivo che abbia spinto Dio a fare l'uomo così com'è, limitato, sofferente e soggetto ai dolori e alla morte, bisogna riconoscere che Egli ha avuto l'onestà ed il coraggio di soffrire ciò che l'uomo soffre. Qualunque gioco Egli stia facendo con la Sua creazione, Egli ha rispettato le Sue stesse regole ed ha giocato lealmente. Non può esigere niente dall'uomo che non abbia già preteso da Se stesso. Ha affrontato Egli stesso l'intera esperienza umana, dalle banali contrarietà della vita familiare, alle pesanti restrizioni del duro lavoro e della mancanza di denaro, sino agli orrori del dolore e dell'umiliazione, della sconfitta, della disperazione e della morte. Fu vero uomo, nacque nella povertà e morì nell'ignominia ma ritenne che ne valesse la pena”. (Dorothy Sayers, Creed or Chaos? New York, Hacourt Brace, 1949, pag.4.)

La Bibbia dice che i propositi di Dio sono talvolta incomprensibili per gli esseri umani: “poichè i miei pensieri non sono i vostri pensieri, nè le vostre vie sono le mie vie, dice l'Eterno. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così son le mie vie più alte delle vostre vie, e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri” (Isaia55:8,9). In forma simile, Paolo scriveva della chiesa di Roma: “come è immensa la ricchezza di Dio! Quanto è grande la sua saggezza! E profonda la sua sapienza! Per noi è impossibile capire le sue decisioni e i suoi metodi” (Romani11:33).
Sebbene la Bibbia ci informi sulle origini del male, essa non spiega perchè Dio ha permesso che ciò accadesse. Sappiamo comunque che Dio è onnisciente, che è illimitatamente saggio e che ha validi motivi, che esulano dalla nostra comprensione, per permettere che accadano certe cose.








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