31 maggio 2010

ARRIVA LA TEMPESTA!




Ed essi radunarono i re nel luogo che si chiama
in ebraico: Armagheddon” (Apocalisse 16:16).


Molti pensano che i titoli dei giornali, anche negli anni futuri, continueranno a parlare di guerre, di violenza, di delitti, di torture e della III Guerra Mondiale, la vera guerra: Armagheddon.


Senza dubbio tutti gli eventi stanno preparando la strada all'ultima guerra della storia: la grande Armagheddon! Via via che i secondi passano sull'orologio del tempo, e che il mondo si avvia alla mezzanotte, questo pianeta, secondo la Bibbia, sarà sommerso da una sofferenza troppo terribile da immaginare o da comprendere. Proprio come nel 1980 il vulcano St. Helen esplose, così la Bibbia, in Ebrei 12, ci spiega che Dio farà tremare tutta la terra.



La Bibbia dice: “Ancora una volta farò tremare non solo la terra, ma anche il cielo” (Ebrei 12:26). Già oggi si possono sentire i tremiti che porteranno al terremoto più grande che sia mai stato sentito.


I profeti antichi ci hanno avvertito che arriverà un tempo, alla fine della storia, in cui la gente dirà: “Pace, pace... ma la pace non c'é” (Geremia 6:14). Dalla fine della II Guerra Mondiale si sono tenute migliaia di conferenze sulla pace ma, nonostante ciò, i titoli dei giornali continuano a parlare di guerra, di violenza, di morte e di migliaia di profughi. I governi mondiali oscillano tra omicidi e spargimenti di sangue.


Qualche anno fa, andava di moda scrivere e dare ad intendere che il mondo stesse per entrare in un lungo periodo di pace. Molti idealisti decantavano questa utopia e tutti i miracoli tecnologici del loro tempo. Già nella prima parte del secolo, sognavano la pace, che però fu infranta dall'esplosione della I Guerra Mondiale. Parlarono e sognarono la pace anche dopo la I Guerra Mondiale, ma questa non era stata altro che la preparazione per la II Guerra Mondiale. E ora, intorno a noi, vediamo che il mondo si sta preparando per una III Guerra Mondiale, che potrebbe ben essere l'ultima.



Tutti i mass media sono impregnati di titoli catastrofici. Le sale cinematografiche straripano di gente che si entusiasma di fronte a film che parlano di enormi disastri. La lista dei film nelle grandi città, come New York e Los Angeles, è interminabile, con titoli che suggeriscono le più spaventose fantasie, alle volte irreali, a volte reali.




Anche i più ottimisti predicono un incremento delle sofferenze nel nostro mondo ferito. Uno dei programmi più allegri della televisione americana è “Buon giorno, America”. Ma qualche tempo fa, Rona Barrett ha intervistato un uomo della CIA che ha affermato che i batteri capaci di distruggere le nazioni sono già in fase di sviluppo. Ha aggiunto che esistono dei virus che potrebbero distruggere la salute della popolazione di un'intera nazione. In tutto il mondo, vengono sviluppati, come parte degli armamenti, prodotti chimici per la guerra batteriologica. Molti articoli e documentari parlano già di una possibile invasione del nostro pianeta da parte di insetti. Uno dei più grandi giornali, ha concluso così un suo editoriale: “Sembra quasi di vedere il mondo nel suo crepuscolo”.


Nelle conversazioni, nei giornali e nei film in tutto il mondo, diventano sempre più comuni espressioni come: “suicidio razziale”, “genocidio razziale”, “fine del mondo” e “fine della razza umana”.



Anche i gruppi terroristici diventano sempre più audaci nei loro attacchi. Ogni giorno i giornali parlano delle loro nuove atrocità. Il presidente di un governo africano è stato ucciso, suo figlio è stato decapitato e molti membri del suo staff sono stati giustiziati pubblicamente da un plotone di esecuzione. Questa storia risultava quasi insignificante tra tutte le altre che riempivano il mio giornale.


Ma le armi nucleari, la guerra batteriologica, e le precarie relazioni internazionali, non sono le sole indicazioni di una civiltà in marcia verso la collisione. I nostri scienziati ci avvertono anche dei grandi cambiamenti climatici in serbo per il nostro pianeta. La famosa calotta polare si sta lentamente spostando, e ciò potrebbe influire sulle nostre possibilità di coltivare la terra. L'alimentazione della popolazione che aumenta è un'altra crescente preoccupazione.



Le statistiche sull'aumento dei terremoti rischiano di fare scoppiare i computer.

Anche sul fronte morale le cose hanno un aspetto estremamente cupo, specialmente se viste attraverso occhi giudeo-cristiani. Vi è un'esplosione nella rottura dei matrimoni e un quasi completo rifiuto delle leggi e dei principi morali. La droga e l'alcool distruggono la mente di migliaia di persone. I culti satanici e la magia sono un male esteso in America e in Europa.



L'obiettivo di milioni di persone è diventato il piacere. L'edonismo ha oggi quasi il controllo totale. Perfino la pornografia trova poca opposizione. Un editore di Oxford mi ha detto che oltre l'80 per cento dei romanzi moderni si basa sulla perversione e sull'infrazione della legge morale.



In ogni luogo la gente grida per ottenere libertà e giustizia sociale. Sembra che i ricchi diventino sempre più ricchi, e i poveri sempre più poveri. Ciò è vero tanto per le nazioni che per gli individui. La potenza economica mondiale si è spostata verso i paesi produttori di petrolio, che hanno ammassato più miliardi di quanti ne possano spendere. Mentre l'Europa occidentale e l'America accrescono i propri debiti, il terzo mondo muore di fame.



La teoria che il mondo vada sempre migliorando, che stia risolvendo i suoi problemi politici, economici e sociali, non si insegna più con tanta certezza. Viviamo in un periodo di difficoltà e di rivolte, e la maggior parte delle persone pensa che le cose andranno sempre peggio invece di migliorare.



LE RADICI DEL PROBLEMA

Il mondo non è mai stato tanto irrequieto, sia che si tratti del cuore dell'individuo, sia della situazione sociale, politica e perfino di quella religiosa. Il mondo si trova in questo stato di confusione e caos perché ha rifiutato Dio e il Suo ordine morale. Le Scritture dicono chiaramente che quando la legge di Dio viene messa da parte, spariscono anche tutti i principi intelligenti e unificanti per la condotta e per la vita umana.


 
L'umanità ribelle a Dio ha perso il suo scopo e il significato della vita, e ha negato il valore della personalità umana e di tutti i valori che rendono la vita importante. La maggior parte della gente crede in un essere superiore, ma si comporta da atea! Pensa come un ateo! Vive e si organizza come se Dio non ci fosse. Viviamo in un mondo che non riconosce Dio. Quando ognuno fa quello che gli pare giusto, non possono esistere ordine e pace. Se la gente continuerà a seguire i suoi mezzi perversi, vi saranno sempre più confusione e irrequietezza. L'uomo è ribelle, e i ribelli sono confusi. Egli è in lotta contro tutti gli altri ribelli, perché per natura è egoista. Egli pensa solo al proprio bene e non a quello degli altri. A volte sembra che alcuni principi antibiblici abbiano un effetto unificante sull'uomo e possano creare un interesse comune a molti, ma questi obbiettivi sono solo temporanei. Non hanno profondità o significato e quindi non possono apportare l'unità nella società.



La Bibbia dice che il mondo che rifiuta Dio e i suoi principi, si dirige verso una situazione di tensione, di confusione e di disordine che preparerà la strada a un governo malvagio, cioè quello dell'Anticristo.



L'ANTICRISTO E ARMAGHEDDON

Dio ha un piano per il bene dell'uomo, ma anche il diavolo ha un piano da maestro. Egli farà regnare, per un periodo estremamente breve, un governatore o un sistema mondiale che stabilirà una falsa utopia. In quel periodo sembrerà che i problemi politici e economici del mondo siano risolti. Ma dopo un breve dominio, tutto ciò andrà in frantumi. Durante il regno dell'Anticristo le tensioni aumenteranno, e ancora una volta il mondo esploderà in una gigantesca guerra mondiale, di una crudeltà incredibile, con conflitti e massacri di dimensioni mai viste. Perfino il governo di acciaio dell'Anticristo sarà incapace di prevenirla. Questo enorme sconvolgimento sarà l'ultima guerra mondiale, e cioè la battaglia di Armagheddon.



La battaglia di Armagheddon (e gli eventi che condurranno ad essa), daranno il via alla sofferenza più intensa che l'umanità abbia mai conosciuto. Nella Bibbia leggiamo che la terra sarà in preda a crisi politiche, economiche ed ecologiche che vanno aldilà della nostra immaginazione. La Bibbia insegna che, senza l'intervento di un Dio pietoso, tutto il mondo sarebbe distrutto.

CRISTO IL VINCITORE!

Nel mezzo di tutta questa terribile carneficina, descritta in molte parti della Bibbia e specialmente nel libro dell'Apocalisse, Cristo ritornerà come Re dei re e Signore dei signori. Egli stesso sconfiggerà l'Anticristo e sarà il vincitore della battaglia di Armagheddon. In questo momento culminante, Dio stabilirà il suo regno, e cioè un ordine sociale e politico completamente nuovo, di cui sarà il capo.


 
Quando Gesù Cristo lasciò i suoi seguaci, assicurò i suoi discepoli dicendo: “Tornerò!” Egli manterrà questa promessa.


Mi ricordo quando incontrai Sir Winston Churchill nel suo ultimo anno come Primo Ministro della Gran Bretagna. Durante la nostra conversazione, Sir Winston era seduto con accanto tre giornali pomeridiani, e un grosso sigaro in bocca. Mi disse: “Caro giovane, voglio farle una domanda. Non credo che il mondo abbia ancora molto tempo. Ci sono talmente tanti problemi”. Dopo una breve pausa, mi chiese: “Può dare, a un uomo anziano come me, qualche speranza?” Tirai fuori il mio Nuovo Testamento, e non solo gli spiegai il piano della salvezza, ma gli parlai a lungo del ritorno di Cristo.


Quando avevo sedici anni, ero ribelle e non volevo frequentare più la chiesa. Ci andavo soltanto per fare piacere ai miei genitori, ma non vedevo l'ora di andarmene da casa per non dovere più frequentare la scuola domenicale. Un giorno, un evangelista venne nella nostra città. Non sapevo bene che cosa fosse un evangelista itinerante. Tuttavia, siccome avevano molto parlato di lui sui giornali, una sera, dopo varie settimane, accettai l'invito di un amico e andai ad ascoltarlo. Egli parlò del ritorno di Gesù Cristo. Era infatti uno dei temi principali delle sue prediche. Quel soggetto mi affascinò completamente, perché non ne avevo mai sentito tanto parlare. Non mi immaginavo che ci fosse una tale speranza e che Dio avesse in serbo delle cose tanto meravigliose per quelli che credono.


Ma quando succederà? Il tempo presente sta giungendo alla fine? Il regno comincerà fra poco? Non posso darvi una data. Gesù ci ha avvertiti di non cercare di fissare una data esatta. La storia stessa ci dà la prova di quanto possiamo sbagliare.


All'epoca in cui Napoleone faceva razzie in tutta l'Europa, molti studiosi della Bibbia del secolo scorso erano certi che fosse l'Anticristo. Altri pensarono che Mussolini o Hitler fossero l'Anticristo. Erano anticristiani, ma non erano il grande Anticristo che deve ancora arrivare. La Bibbia ci insegna che un giorno Gesù Cristo ritornerà sulla terra. Le Scritture ci mostrano sia la speranza sia l'avvertimento:

“Poiché è giusto da parte di Dio rendere a quelli che vi
affliggono, afflizione, e a voi che siete afflitti, riposo
con noi, quando il Signore Gesù apparirà dal cielo con gli
angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far
vendetta di coloro che non conoscono Dio, e di coloro che non
ubbidiscono al vangelo del nostro Signore Gesù. Essi saranno
puniti di eterna rovina, respinti dalla presenza del Signore
e dalla gloria della sua potenza, quando verrà per essere in
quel giorno glorificato nei suoi santi e ammirato in tutti
quelli che hanno creduto, perché è stata creduta la nostra
testimonianza in mezzo a voi” (2 Tessalonicesi1:6-10).

La speranza del ritorno di Cristo dovrebbe spronare i credenti a vivere ogni giorno come se Egli dovesse tornare da un momento all'altro e condurre quelli che ancora non conoscono Dio, a chiedergli perdono finché ne hanno il tempo. Questo passo ci indica che quelli che disubbidiscono al Vangelo, vedranno per un attimo Gesù Cristo in tutta la sua gloria, ma poi saranno allontanati dalla sua presenza per sempre. Sarà una cosa terribile portare nell'eternità il ricordo di quello che si è perso per aver rifiutato deliberatamente l'offerta di amore, di misericordia e di grazia che Dio fa.
DOPO ARMAGHEDDON

E' in arrivo una grande utopia. Molto spesso sentiamo: “Venga il tuo regno. Sia fatta in terra la tua volontà, così come è fatta nei cieli” (Matteo 6:10). Al ritorno di Cristo, questa preghiera si avvererà completamente.


Cosa succederà al ritorno del Messia? La Bibbia ci insegna che dopo Armagheddon, Gesù Cristo stabilirà il suo regno sulla terra. Quando Cristo prenderà il controllo e stabilirà il suo regno di giustizia nel mondo, ci sarà la più grande rivoluzione spirituale e morale di tutta la storia.

Primo, quando Cristo ritornerà, satana sarà legato. La Bibbia dice: “Poi vidi scendere dal cielo un angelo con la chiave dell'abisso e una grande catena in mano. Egli afferrò il dragone, cioè il diavolo, o satana, ...lo gettò nell'abisso... perché non seducesse più le nazioni” (Apocalisse 20:1-3).


Le nazioni di oggi sono ingannate dal diavolo. Egli riesce a far credere loro una “bugia” e riesce ad ingannare anche gli individui. Egli ci dice che la “strada larga” è quella giusta. Ma la Bibbia avverte: “V'è tal via che all'uomo par diritta, ma finisce col menare alla morte” (Proverbi 12:12).


Il diavolo dice alla gente che ha molto tempo a disposizione per decidere su Dio, sull'eternità e su Cristo. Egli dice agli uomini che non hanno affatto bisogno di Dio e che possono andare avanti senza Cristo. Egli dice che possiamo andare in cielo senza nascere di nuovo. Ma Gesù ci ha detto che non è possibile. Il diavolo ci dice che è più piacevole seguire il mondo che seguire Cristo. Ma non è vero. Quando satana sarà legato, sarà un giorno glorioso. Egli non potrà più ingannare te, la tua famiglia e le nazioni del mondo.
Secondo, durante il regno di Cristo, ci saranno giustizia e pace universali. Nel mondo d'oggi non esiste una giustizia assoluta. Le ingiustizie economiche e sociali resistono testardamente ai migliori sforzi degli uomini e dei governi che cercano di sradicarle. Le prime pagine dei giornali ci dicono ogni giorno che non esiste pace duratura nel mondo, nonostante le innumerevoli conferenze sulla pace.

Ma, un giorno, la giustizia e la pace regneranno tra tutte le genti. La Bibbia promette: “Ecco un re regnerà secondo giustizia...” (Isaia 32:1); e ci dice anche: “Sarà chiamato Principe della pace, per dare incremento all'impero e una pace senza fine...” (Isaia 9:5,6).


Poco dopo la costruzione del palazzo delle Nazioni Unite (ONU), sulle rive dell'East River a New York, fui accompagnato da un mio amico, ambasciatore di un paese straniero, a visitare il nuovo edificio. Mi mostrò una stanza vuota e mi disse: “Questa è la stanza per la preghiera”. Era assolutamente vuota: non c'era alcun simbolo, niente che indicasse che vi fosse un Dio. Quando furono fondate le Nazioni Unite, si decise di omettere la parola Dio dal suo statuto. Il mondo ha escluso Dio dai suoi piani.

 
Ma tutto ciò cambierà. Quando Gesù tornerà, non verrà come l'umile Nazareno, figlio di un falegname, a cavallo di un'asina. Egli ritornerà pieno di divina maestà, di potenza e di gloria. Egli verrà come Principe, come Re, con migliaia di angeli guerrieri. Allora verrà costituito l'esercito più potente che sia mai esistito in tutto l'universo. E anche se l'Anticristo gli dichiarerà guerra, la vittoria sarà Sua. Il Messia, il Signore Gesù Cristo, il Principe della pace, sorgerà trionfante dal fumo dell'ultima, terribile guerra.
Quando Gesù ritornerà, conosceremo la sicurezza.

Durante il regno di Cristo, la confusione politica sarà trasformata in ordine e armonia, le ingiustizie sociali saranno abolite, e la corruzione morale sarà sostituita dall'integrità. Per la prima volta, tutto il mondo saprà che cosa vuol dire vivere in una società governata dai principi di Dio. E l'influenza di satana non sarà presente per minacciare il progresso del mondo verso la pace, l'unità, l'uguaglianza e la giustizia. Il sogno dell'uomo di un'armonia globale sarà realizzato!

 
Infine, la Bibbia insegna che quando Cristo ritornerà, ogni persona dovrà comparire in giudizio davanti a Dio.


Quelli che si saranno pentiti del peccato di ribellione contro Dio e Lo avranno accettato come Salvatore e Signore delle loro vite, compariranno per primi davanti a Lui ed Egli li condurrà nella loro nuova dimora: il cielo in tutto il suo splendore. Sarà il giardino di Eden restaurato. L'uomo vedrà Dio a faccia a faccia e vivrà con Lui in un ambiente privo di paura, di fallimenti e di fatica.


Ma quelli che avranno scelto di rifiutare Dio durante la vita sulla terra, saranno separati da Lui per l'eternità. Questo non è il desiderio di Dio, ma è una scelta dell'uomo. Dio considera ogni uomo responsabile del suo rifiuto di Cristo.


Dio non vuole che l'uomo si separi da Lui per l'eternità. Ma, allo stesso tempo, non lo costringerà a vivere in cielo contro la sua volontà. In 2 Pietro 3:9 l'apostolo dice che Dio è “paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento”. Giovanni 3:16 dice: “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna”. Dio, pagando un prezzo altissimo, ha reso possibile ad ognuno di noi di vivere eternamente con Lui. Quelli che rifiutano l'offerta di Dio, cioè una dimora celeste, saranno affidati all'inferno.


Quando saremo chiamati davanti al Trono di Dio, sarà troppo tardi per cambiare decisione. Soltanto qui sulla terra decidiamo quale sarà il nostro destino eterno.

FINO A ARMAGHEDDON

Abbiamo dato uno sguardo al futuro, tanto al suo orrore, quanto alla sua speranza. E il presente? Come possiamo prepararci alla sofferenza che dovremo probabilmente affrontare man mano che il nostro mondo si incammina verso un periodo di intensa tribolazione, che culminerà ad Armagheddon? E come possiamo prepararci per le Armagheddon quotidiane che ognuno di noi incontra, e cioè i problemi e le sofferenze che fanno parte di ogni vita umana? Il fatto che i credenti debbano o no affrontare il periodo di tribolazione prima di Armagheddon, è un argomento di dibattito tra i vari studiosi biblici. Ma un fatto è certo: prima o poi tutti ci troviamo di fronte alle sofferenze. Possiamo essere certi che Dio ci darà la forza e le risorse necessarie per attraversare qualsiasi situazione che Egli permetterà nelle nostre vite. La sua volontà non permetterà mai qualcosa che la Sua grazia non possa sostenere, Dio può prendere qualsiasi situazione della vita, anche la più difficile, e usarla per attirarci più vicini a Sé.

 
Visto che la sofferenza è una parte naturale dell'esistenza umana, dobbiamo imparare ad affrontarla. E per i credenti, in particolare, sembra esserci una gamma particolare di sofferenze. Dio vuole che impariamo ad affrontare le nostre prove e le nostre tentazioni affidandoci alla Sua potenza. Sia la Bibbia sia la storia della chiesa, dimostrano che il piano di Dio non è sempre stato quello della fuga, ma quello della resistenza.

Ma come possiamo resistere alle crisi della morte, della persecuzione o della malattia fisica? Come possiamo affrontare i dolori delle difficoltà familiari, del divorzio, o dei problemi finanziari? Come possiamo vivere attraverso le tensioni di un mondo colmo di disastri nazionali e di ingiustizie sociali? (Ecco di che cosa tratta questo libro. E' un libro sulla sofferenza, e sul come affrontarla.) Quando Cristo tornerà come vincitore a Armagheddon, la sofferenza verrà abolita. Ma, fino ad Armagheddon, dobbiamo imparare a vivere vittoriosamente tra i traumi e le pressioni che incontriamo ogni giorno. Dobbiamo prepararci per le nostre armagheddon personali.

"Fino a Armagheddon" - Billy Graham






Share |

22 maggio 2010



"...Offrite sacrifici al vostro Dio nel paese..."  
(Esodo 8:25)

La prima proposta di Faraone a Mosè può essere definita:

L'OFFERTA DI UNA RELIGIONE NEL MONDO.

L'astuto monarca non si oppone all'esercizio di un culto o alla pratica di una liturgia, ma vuole che il popolo d'Israele rimanga in Egitto.


Anche il diavolo viene a noi con la stessa offerta e dice: - Potete avere la vostra religione; anzi scegliete pure la denominazione più gradita al vostro cuore: confessatela, praticatela, predicatela..., MA RIMANETE NEL MONDO.

Cristo è venuto per liberarci dal mondo; il diavolo ci combatte per farci rimanere nel mondo; Cristo è venuto per offrirci la "Redenzione", ma il diavolo ci propone una religione che ci mantenga nella schiavitù, cioè sotto il suo diretto dominio.

Abbiamo veduto in ogni luogo e in ogni epoca intere folle di religiosi vivere nel mondo e assieme al mondo e questo ci dimostra che si può facilmente avere una religione e rimanere nel mondo; Il nome della religione può anche cambiare e non essere soltanto "Cattolica", "Anglicana" o "Metodista", per riferirci alle domande di John Wesley all'angelo, ma può essere Battista, Luterana, Episcopale, Pentecostale...: un‘etichetta non indica sempre il contenuto di un recipiente.

Il diavolo viene a noi e ci dice: Vuoi essere religioso? Vuoi essere membro di chiesa? Vuoi appartenere ad una comunità cristiana? Puoi esserlo liberamente, anzi io ti aiuterò ad essere attivo, zelante e fervente...a condizione però che tu rimanga nel mondo. 


E se noi siamo disposti a seguire la corrente del "presente secolo" e a rimanere schiavi delle consuetudini e dei piaceri mondani, il diavolo firmerà un patto di pace con noi e ci permetterà di avere i "nostri articoli di fede", la nostra liturgia, le nostre attività ecclesiastiche e religiose" continuando però ad annoverarci fra i cittadini del suo regno di tenebre e di peccato.

Purtroppo, molti, in ogni secolo, hanno accettato questo accordo infernale e anche nella nostra generazione non sono pochi coloro che sono scesi a patti col diavolo, e se noi vediamo chiese o credenti contaminati dalla mondanità imperante è soltanto perché il "triste trattato" è stato concluso.

Faraone è riuscito a convincere che è possibile offrire sacrifici a Dio "nel paese" e per questa ragione incontriamo moltitudini di persone, di ogni confessione denominazionale, che fanno professione di un cristianesimo pur accettando e vivendo quelle realtà visibili che sono in aperto contrasto col cristianesimo.

Ma se vogliamo godere la redenzione cristiana dobbiamo essere decisi nel resistere al diavolo e nel dirgli come Mosè disse a Faraone: - "Non è convenevole far così"... Colui che è venuto a redimerci vuole che usciamo dal mondo e dalle contaminazioni; Egli ci ripete con le parole del profeta: - "Esci di fuori Babilonia: o popol mio ed io ti accoglierò".

Noi non siamo più del mondo perché siamo stati liberati dal mondo per essere costituiti pellegrini del cielo; senza una città stabile e senza un luogo fisso di dimora dobbiamo seguire il Figlio dell'uomo, Gesù, che non è del mondo e che del mondo ha rifiutati i piaceri, la ricchezza e la gloria.

Il pellegrinaggio impone la rinuncia ad una residenza ferma e perciò non può essere accettato ed esercitato da coloro che vogliono rimanere nel paese e vivere dove hanno sempre vissuto. Abramo, per essere pellegrino di Dio accettò di lasciare Ur dei Caldei perché quel paese idolatra non poteva essere culla della sua fede. Oggi coloro che vogliono essere cristiani devono rifiutare l'offerta del Faraone infernale e devono uscire totalmente, incondizionatamente da quel luogo di schiavitù e di contaminazione che la Scrittura chiama "mondo" oppure "presente secolo"; soltanto dopo aver lasciato alle spalle il luogo della schiavitù e aver deposte le catene spezzate, il credente potrà rendere un culto di adorazione puro al nome dell'Eterno.

"Offrite sacrifici al vostro Dio nel paese..." continua a dire il diavolo e nel dire questo non manca di sottolineare i vantaggi collegati alla sua proposta. Egli ci farà vedere che senza rinunciare alla religione potremmo avere una esistenza tranquilla e priva dei disagi del pellegrinaggio, ci farà anche vedere che "nel paese" potremmo continuare a godere i beni ed i frutti che si trovano in esso e cioè "la carne", gli "agli", i "poponi" e le "cipolle".

Nella "fiera della vanità" c'è merce per tutti e Faraone sa di poter riuscire nei suoi intenti quando presenta la "superbia della vita" e la "concupiscenza della carne e degli occhi" e i "piaceri del secolo" e poi la "gloria", la "ricchezza, "le voluttà", "la moda", "lo sfarzo", queste cose possono continuare ad essere vostre e assieme a queste cose, egli dice, potete avere la vostra bella religione; potete dividere il vostro tempo fra il cielo e la terra, fra le cose dello spirito e quelle della carne, fra l'adorazione al vostro Dio ed il servizio a me.

Vinti da queste parole seduttrici, i cristiani mondani aumentano ogni giorno e la religione per essi si trasforma in un comodo annuncio che lascia loro tutte le comodità del presente secolo e non toglie la possibilità di avere... la ILLUSIONE della vita eterna. Essi non pensano che se questa ibrida unione fosse possibile, il Signor Gesù avrebbe lasciato al giovane ricco quelle ricchezze che costituivano l'unico legame alla sua vita di religioso verso la libertà; anche quel giovane avrebbe ricevuta la concessione di offrire sacrifici a Dio "nel paese" di Faraone e quindi, nell'esercizio di una vita moralmente ineccepibile, avrebbe compiute le pratiche devozionali necessarie a rendere concreta la sua pietà di credente.

Ma Gesù Cristo fece chiaramente comprendere a quel giovane, come d'altronde ad ogni candidato al regno dei cieli, che la schiavitù è inconciliabile con la libertà e di conseguenza che una religione che ci lascia sotto il dominio del principe di questo secolo non può avere comunione con la "redenzione cristiana".

Il Redentore è venuto per chiamare fuori di "Babilonia" coloro che vogliono portare i vasi del Signore, anzi che vogliono essere loro stessi vasi all'Eterno, e se Egli è uscito al Calvario con il legno dell'obbrobrio sulle spalle, lo ha fatto per darci la possibilità di seguirLo fuori anche di Gerusalemme, città della religione, ed essere con Lui, assieme a Lui crocifissi al mondo.

Una decisione s'impone: - Uscire o rimanere! La decisione ci fa cristiani o ci allontana da Cristo; se usciamo fuori dal mondo per seguire Colui che non è stato del mondo, noi siamo veramente redenti e godiamo la libertà di un cristianesimo autentico; se invece rimaniamo nel paese, noi siamo soltanto "sedicenti cristiani" ed anche se arriviamo a rivestire l'apparenza della pietà, non abbiamo, non possiamo avere in noi la potenza di essa.

Uscire o rimanere! Rimanere significa rendersi amici del mondo; significa essere adulteri nella presenza di Dio; significa anche amare il mondo e le cose che sono nel mondo, quindi significa non avere l'amore del Padre. Rimanere equivale a respingere il Calvario; è inutile sottilizzare intorno alle opere di quelli che RIMANGONO; è inutile far notare che la loro vita è schiava della vanità, schiava dei piaceri e dei vizi del presente secolo, schiava delle mode e delle consuetudini del mondo... È più semplice dire: - Hanno respinta la croce!

Se le donne cercano i cosmetici ed i belletti e se sono ossequenti ai dettami dell'arte dell'acconciatura o del vestiario, è soltanto perché sono rimaste nel paese, hanno rifiutata la redenzione. Se gli uomini cercano di conciliare la religione con gli spettacoli artistici o sportivi, se ancora sono sotto il dominio dei vizi comuni a tutti, è perché non sono usciti dal mondo.

Quindi, ripetiamo, è inutile analizzare queste spicciole manifestazioni di mondanità per arrivare a quelle ancora più sottili o più vaste come la cupidità della ricchezza, della fama, della gloria... Tutte queste cose esistono e tutte si trovano dove non è stata fatta una decisione positiva di fronte a Cristo.

"NON È CONVENEVOLE FAR COSI'..." disse Mosè a faraone; "Non è convenevole far così": dobbiamo decisamente dire di no al diavolo; questa religione nel mondo ci vuol togliere la redenzione cristiana e noi non possiamo, non dobbiamo accettarla.


________________________________

Ora però, cari lettori, il termine «fede» e il verbo «credere» hanno vari significati. Alcuni di voi credono solo all’esistenza storica di Gesù e altri credono anche che Gesù sia il Figlio di Dio e Dio stesso nella sua natura; ma ciò non vi rende cristiani. La fede, che rende cristiani, rappresenta l’accettazione di Gesù nel cuore, e la fiduciosa certezza che Gesù è morto per la nostra salvezza e che la nostra redenzione è il frutto di quella morte.

La fede che rende i cristiani è quella che produce una rinascita spirituale, una trasformazione completa dell’uomo interiore, una nuova vita. Tale rinnovamento interiore è prodotto dallo Spirito di Dio, quando l’uomo rinuncia a se stesso, al suo passato e alle sue pretese e si ravvede dei suoi vizi, dei suoi peccati e del suo traviamento, e — accettando Gesù quale Salvatore e Signore — si dispone a camminare nella luce della grazia e della comunione con Dio…


Fonte:

http://www.chiesadiroma.it/di-roberto-bracco/972/la-religione-chi-il-diavolo-ti-vuole-dare/


Articoli correlati:






Share |

14 maggio 2010



Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse.
Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, a motivo del quale i cieli infuocati si dissolveranno e gli elementi consumati dal calore si fonderanno? Ma noi, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e nuova terra nei quali abita la giustizia. Perciò, carissimi, aspettando queste cose, fate in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace” (2 Pietro 3:10-14).
Un noto evangelista televisivo di recente ha stupito il nostro paese con un avvertimento profetico. Ha detto che Dio gli aveva rivelato che sta arrivando un improvviso attacco terroristico negli Stati Uniti, e che moltitudini di persone verranno uccise. Una profezia del genere era stata trasmessa in tutta la nazione da un altro evangelista televisivo molto rispettato.
Nelle ultime settimane ho ricevuto profezie da ministri sconosciuti ma pii che stanno lanciando questo stesso messaggio. Questi pastori stanno avvertendo: “Presto ed improvvisamente ci verrà addosso un grande disastro. Sarà così devastante che tutto il mondo sobbalzerà. Le cose non saranno più uguali”.
I COMMENTATORI DEI NOTIZIARI DI OGGI SI SONO AGGIUNTI A QUESTO CORO
Sento ripetutamente i commentatori dei notiziari predire la stessa cosa: sta per accadere una terribile crisi mondiale. Credo che queste premonizioni da parte del mondo secolare sono il modo che lo Spirito di Dio sta usando per avvertire i non credenti. Ora anche le persone più malvagie sulla terra sentono nell’anima l’assillo di un giorno tremendo e orribile che si avvicina inevitabilmente e in maniera sempre più rapida.
Proprio in questo momento, il mondo giace in un disordine spaventevole. Penso alle orribili atrocità che stanno avvenendo a Darfur, nel Sudan. Sono morte oltre 300.000 persone, e altri 2 milioni sono diventati profughi. Mentre il mondo assiste con orrore allo spettacolo, incapace di fermare il massacro, le Nazioni Unite ormai corrotte rimangono paralizzate. Molti degli aiuti umanitari finiscono per sostenere le forze militari insorgenti.
Il terrorismo cresce sempre di più, e le potenze mondiali sono confuse. Le Nazioni Unite vengono scherzosamente definite “Missione Impossibile”, visto che il loro Consiglio di Sicurezza è disperatamente diviso. Nel frattempo, l’Iran e la Corea del Nord stanno facendo razzie per costruire degli arsenali nucleari, e l’Iran minaccia di cancellare Israele dalla cartina geografica. Per queste nazioni traditrici, ogni minaccia delle sanzioni dell’ONU è come uno scherzo. Sprezzano apertamente le risoluzioni solenni di quel corpo.
La maggior parte di esse non prestano neanche ascolto agli avvertimenti, come i re dal collo duro nella Bibbia che fecero a pezzi i profeti e ne disprezzarono le esortazioni.
In questo momento, la Cina sta crescendo a ritmo serrato come potenza globale, determinata a sostituire l’America come unica superpotenza mondiale. Il governo cinese sta spendendo miliardi di dollari in Africa, Sud America, nel Lontano Oriente e nell’America Latina, comprando l’influenza delle nazioni. Sembra ora che tutto sia fatto in o per la Cina.
CHI SENTE QUESTI AVVERTIMENTI PROFETICI E VI PRESTERA' ASCOLTO?
Le nazioni del mondo e i loro rappresentanti non prestano ascolto agli allarmi che stanno risuonando. La maggior parte di essi non li sente neanche. Come i re dal collo duro nella Bibbia, che disprezzarono gli avvertimenti dei profeti, anche loro si beffano di quanto gli viene profetizzato.
Infatti, tutti quelli che odiano Cristo stanno schernendo. Il mondo secolare schernisce i predicatori che parlano di questi avvertimenti, li chiamano “uccelli del malaugurio”, dicono che sono fuori di testa. Proprio come predice la Scrittura, i beffardi di questo secolo affermano: “Tutte le cose continuano come è sempre stato dall’inizio dei tempi. Niente potrà fermare la prosperità del mondo. Va tutto bene”.
Il fatto è che quelli che amano le cose di questo mondo si scrolleranno di dosso ogni avvertimento e profezia. Questo vale anche per molti cristiani. Se un credente è dedito al conseguimento del benessere e del successo – se vuole una religione facile, una grazia a buon mercato – non volgerà l’orecchio ad un messaggio così duro.
Personalmente, sono scioccato per i tanti ministri di Dio che disprezzano apertamente quelli che avvertono dei tempi pericolosi che ci aspettano. Non capisco come fanno a sminuire ogni messaggio profetico. Pensateci:
? Proprio in questo momento, i responsabili della sicurezza nazionale stanno allertando gli Stati Uniti – allarme giallo, arancione e rosso e anche allarmi per l’aviazione.
? Gli ufficiali della sicurezza avvertono di possibili bombe chimiche piazzate da terroristi, e di moltitudini a rischio.
? Nella città di New York, ogni agenzia di sicurezza si è addestrata per sapere cosa fare quando capita un attacco. Le notizie riportano continuamente che questo attacco non è una questione di “se” ma di “dove”. Sarà solo una questione di tempo.
? Gli esperti della salute avvertono di pandemie mondiali, predicendo che milioni di persone moriranno. L’HIV/AIDS sta già devastando il mondo, coinvolgendo gran parte dell’Africa.

Come reagisce il corpo di Cristo a questi avvertimenti? In molte chiese non si parla nemmeno di atrocità, terrorismo o pandemie tragiche. Al contrario, i messaggi che si predicano da quei pulpiti sono conditi di storielle, battute e intrattenimento. È tutto un cibo spirituale per bambini, e non si parla dei giudizi a venire.
Eppure c’è la scritta sul muro, dichiarata dalle Scritture e riecheggiata dal mondo: si sta avvicinando un giorno terribile.
COSA ESATTAMENTE SI DICE ALLE PERSONE RELIGIOSE IN QUESTO TEMPO CRUCIALE DI AVVERTIMENTI?
Sempre più predicatori stanno esortando i loro ascoltatori: “Dio ti vuole ricco. Vuole farti andare in prima classe. Perciò entra in questa classe proprio adesso”. Stanno cadendo nello stesso evangelo concentrato sul denaro che Gesù scacciò dal tempio ai suoi giorni.
Credo che Dio ami benedire il suo popolo, e ci sono promesse per tutti quelli che danno per i bisogni dei poveri, delle vedove e degli orfani. Non è un peccato essere prosperi. Molti credenti che sono stati benedetti finanziariamente sostengono missioni ed opere caritatevoli in tutto il mondo.
Eppure lo Spirito Santo in questo momento sta implorando il mondo, attraverso molte voci profetiche, e addirittura con la voce stessa del mondo. Si sta per avvicinare un terribile giorno del giudizio, eppure molte persone – fra cui moltitudini di cristiani – non ne vogliono parlare e nemmeno pensarci.
Se pochi ascoltano, allora a chi sono rivolte queste profezie? Perché il Signore le dà, se pochi vi prestano ascolto? Chi nel mondo udrà questi avvertimenti?
Penso a Geremia, Ezechiele ed altri profeti dell’Antico Testamento che avvertirono della caduta di Babilonia, la potenza mondiale di quei tempi. Profeti parlarono anche della distruzione dei Caldei, dei Medi, dei Persiani, dei Tiri. Eppure queste profezie non raggiunsero quelle nazioni pagane o i loro leader.
Persino Israele che si era allontanato da Dio beffava le voci che gridavano nel deserto. Allora perché Dio continuava ad avvertire? Chi avrebbe creduto a quelle notizie? E oggi, Dio a chi sta parlando?
IL SIGNORE PARLA SEMPRE AL SUO FEDELE RESIDUO
Nel corso della storia, Dio ha sempre mandato i profeti con lo scopo di svegliare la sua sposa addormentata. Egli rivela che l’ora è tarda e sveglia il ministero e la chiesa che si è addormentato.
Mentre Dio parla attraverso uomini dai pulpiti nazionali, molte volte il Signore ha usato anche sentinelle umili, sconosciute e nascoste per consegnare i suoi avvertimenti. Ha preso predicatori che non avevano alcun interesse personale, uomini che trascorrevano del tempo con Dio in preghiera. Questi ministri sono disprezzati e ridicolizzati, definiti ignoranti e incolti. Eppure non hanno paura di rimproverare. Infatti, sono i “deboli” mandati da Dio per confondere i sapienti.
E solo quegli ascoltatori che non amano il mondo presteranno ascolto agli avvertimenti profetici pronunciati da questi profeti. Soltanto quelli che aspettano la venuta del Signore sentiranno il suono di questo messaggio nelle orecchie.
Per questo Dio avverte i suoi fedeli: perché quando arrivano i disastri improvvisi, non si facciano portare via dallo sgomento. Quando sopraggiungono gli eventi terribili, il popolo di Dio sa che quello che è avvenuto non è stato un caso o un atto sporadico di una nazione crudele. Ha la pace di Cristo nel cuore, sa che il nostro Dio è ancora padrone dell’universo.
In questo modo, il popolo di Dio sarà avvertito. E non cadrà nel panico quando i cuori degli altri esseri umani saranno annientati dalla paura vedendo tutte queste cose terribili accadere sulla terra.
L'APOSTOLO PIETRO CI DICE CHE
"IL GIORNO DEL SIGNORE VERRA' COME UN LADRO DI NOTTE" O IMPROVVISAMENTE (2Pietro3:10)
Pietro dice che il giorno del Signore non sarà un giorno di gioia, ma di terrore. Promette l’improvvisa e inaspettata “dissoluzione di tutte le cose, con un calore fervente”.
Secondo Pietro, il giorno verrà improvvisamente, come “un ladro di notte”. E sarà accompagnato da un grande rumore. Immaginate: gli elementi stessi che si scioglieranno per il calore elevato, come un grande fuoco consuma e dissolve tutto nel suo percorso.
Cosa faremo noi durante questi eventi? Un rispettato teologo ha scritto: “Pare un olocausto nucleare”. Anche se quest’uomo non dovesse aver ragione, è chiaro che Pietro sta parlando di un evento cataclismico e globale.
Perciò a chi sta rivolgendo queste parole l’apostolo? A chi sta profetizzando? Pietro ha scritto quest’epistola ai “carissimi”, il residuo fervente dei credenti: “Carissimi, cerco di tener desto il vostro genuino modo di pensare facendo appello alla vostra memoria” (2 Pietro 3:1).
In breve, Pietro sta dicendo ai suoi lettori che sta per profetizzare un messaggio che nessuno vorrà udire – nessuno, tranne il residuo amato. E, secondo Pietro, sarebbe stata una parola così potente, da venire beffata e derisa. In effetti dice a questi credenti: “Verranno i beffardi. E prenderanno in giro le profezie sia dei profeti dell’Antico Testamento che degli apostoli attuali”.
Notate cosa dice poi Pietro: “I cieli e la terra attuali sono riservati dalla stessa parola per il fuoco, conservati per il giorno del giudizio e della perdizione degli uomini empi” (2 Pietro 3:7).
Ecco la stessa parola che Dio diede alla generazione di Noè, che giudicò mandando un diluvio. È anche la stessa parola che Dio mandò a Sodoma e Gomorra, una società che fu giudicata con il fuoco. Ora Pietro dice che questa stessa parola viene da Dio, che “riserva il fuoco per questo giorno” (3:7).
QUANDO SENTIAMO UN MESSAGGIO, C'E' QUALCOSA CHE INSORGE IN NOI E DICE:
"NON POSSO SOPPORTARLO"
Ogni qualvolta sentiamo le parole come quelle di Pietro, la nostra prima reazione è quella di indietreggiare. Pensiamo: “Ci sono così tante cattive notizie oggi, che ci stressano. In tutto il mondo succedono così tante tragedie. Perché dobbiamo prestare ascolto ad un messaggio del genere?”.
Infatti, molti cristiani inorridiscono al messaggio di Pietro. Dentro di loro si chiedono: “Perché dovrei ricordarmi di tutto ciò? Perché queste cose non accadono e basta?”.
Ma Pietro ci spiega perché questo messaggio deve essere udito: “Poiché dunque tutte queste cose devono essere distrutte, come non dovreste voi avere una condotta santa e pia”..? (2 Pietro 3:11).
Ecco il succo della profezia di Pietro. Alla luce dell’improvvisa dissoluzione di ogni cosa, gli eletti di Dio dovrebbero controllare il proprio comportamento. Quelli che aspettano l’adempimento della profezia biblica dovrebbero essere conformi all’immagine di Cristo, nella conversazione, nella condotta e nel pensiero.
Pietro diceva che il Signore non tarda ad adempiere la sua promessa, come molti pensano. In altre parole, Dio non ha ancora rilasciato il fuoco che tiene in serbo, e per un motivo. Non permette che la coppa dell’iniquità trabocchi. No, il Signore trattiene i suoi giudizi per la sua infinita pazienza verso i peccatori, “non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento” (3:9).
Tuttavia non culliamoci: il fuoco giungerà. E per questo motivo, dobbiamo fare “in modo di essere trovati da lui immacolati e irreprensibili, in pace” (3:14).
Tragicamente, molti si stanno conformando a questo mondo piuttosto che a Cristo. Molte chiese somigliano sempre di più al mondo secolare, e non proclamano altro che un messaggio di auto-aiuto. Quasi non fate differenza fra chiese del genere e i programmi motivazionali secolari.
Che tragedia, andare dalla parte sbagliata in un periodo come questo. Eppure, nonostante tutte queste cose, Cristo sta chiamando i suoi eletti ad avvicinarsi a Lui, e ad esaminare il proprio comportamento alla luce della Sua Parola.
PAOLO E PIETRO - MA ANCHE GESU' - DIEDERO DEI MESSAGGI PROFETICI DURI NEI MOMENTI DI CRISI
Quando Cristo camminò sulla terra, anche lui avvertì di un grande disastro che sarebbe giunto su Gerusalemme e su Israele. Infatti, ai tempi degli apostoli – specialmente ai giorni di Paolo – si parlava molto dei “colpi di Gesù” e dei suoi insegnamenti difficili.
Quando giunse sulla scena l’apostolo Paolo, nella chiesa imperversavano dottrine di demoni guidate dalla carne. Erano sorti falsi profeti e stavano facendo seguaci nelle chiese pentecostali. Erano apparsi predicatori empi, sotto forma di angeli di luce, che portavano dottrine di demoni.
Nel frattempo, nel mondo esterno, l’omosessualità dilagava. Nell’Impero Romano, la perversione sessuale e le cattive abitudini sessuali erano all’ordine del giorno. Veniva esaltato l’io, la carne veniva adorata, e l’orgoglio dominava. Persio il tempio di Gerusalemme era diventato un covo di ladroni, ed i suoi pastori erano concentrati solo sui soldi.
Paolo disse di questa società: “E siccome non ritennero opportuno conoscere Dio, Dio li ha abbandonati ad una mente perversa, da far cose sconvenienti, essendo ripieni d'ogni ingiustizia fornicazione, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d'invidia, omicidio, contesa, frode, malignità, ingannatori, maldicenti, nemici di Dio, ingiuriosi, superbi, vanagloriosi ideatori di cose malvagie, disubbidienti, al genitori, senza intendimento, senza affidamento, senza affetto naturale, implacabili, spietati” (Romani 1:28:31).
Mi sembra che Paolo stia descrivendo i nostri tempi. Era ben consapevole della profezia del Signore sulla distruzione totale che stava per giungere. Sarebbe presto arrivato il giorno in cui Gerusalemme sarebbe stata distrutta dal fuoco. Il tempio e la città sarebbero stati rasi al suolo.
Quell’olocausto si compì nel 70 d.C., proprio come avevano profetizzato Paolo e Gesù. Fu una scena così orribile, una tragedia di proporzioni così epiche, che nessuno poteva immaginarsela.
QUALE FU IL MESSAGGIO DEGLI APOSTOLI PRIMA DEL GIORNO TERRIBILE CHE STAVA PER GIUNGERE?
Ecco il messaggio predicato da Pietro.
Voi dunque, carissimi, conoscendo già queste cose, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza portati via dall'errore degli empi. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo” (2 Pietro 3:17-18).
Questo invece fu il messaggio predicato da Paolo:
Camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio” (Colossesi 1:10).
Considerando il messaggio degli apostoli, quale sarà la parola che verrà pronunciata alla società che sta per essere giudicata ai nostri tempi?
È Paolo a pronunciarla, ed è diretta agli amati di Cristo: “La mia preghiera per voi è che perseguiate l’intimità, cresciate nell’intendimento spirituale, e camminate in modo degno di Cristo” (Colossesi 1:9-10, parafrasi mia).
Perciò, cosa è necessario per camminare in maniera degna? Ce lo dice Paolo:
“Vestitevi dunque come eletti di Dio santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro, e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi” (Colossesi 3:12-13).
Paolo ci sta dicendo, in altre parole: “Ecco la mia parola per voi in questi periodi critici. Alla luce dei tempi difficili che sapete stanno giungendo, dovete misurare il vostro cammino con il Signore”.
In altre parole, dobbiamo chiederci: “Sto diventando sempre più simile a Cristo? Sto diventando sempre più paziente, o mi arrabbio facilmente? Sono più gentile o più irascibile? Sono più disposto a perdonare o tengo più il broncio e il risentimento? Sopporto gli altri? Mi rivesto delle debolezze e delle colpe altrui o voglio avere sempre ragione?”.
Paolo sta suggerendo che, alla luce di quel giorno futuro, non importa quali opere abbiamo compiuto o quali azioni caritatevoli abbiamo fatto. Non importa quanto siamo stati gentili con gli estranei o quante anime abbiamo salvato; rimane sempre questa domanda: siamo diventati sempre più amorevoli, pazienti, disposti a perdonare e a sopportare?
Esaminare il proprio cammino con Cristo significa non guardare a quello che facciamo, ma a cosa siamo diventati.
COME POSSIAMO CONFORMARCI A QUESTO GENERE DI CAMMINO SIMILE A CRISTO?
Un cammino del genere non si può ottenere solo con gli sforzi umani. Non si raggiunge solo con l’auto-determinazione, dicendo semplicemente: “Diventerò un credente del genere”. Piuttosto, è un’opera dello Spirito Santo, attraverso la fede nella sua Parola.
Prima di tutto, leggiamo queste parole e crediamo si tratti di un appello divino nei nostri confronti, ad esaminare noi stessi. Perciò chiediamo allo Spirito di mostrarci chi siamo veramente, e di misurarci con la sua Parola. Poi chiediamo allo Spirito Santo di aiutarci a cambiare.
Vedete, tutti noi siamo conformati, che sia a Cristo o al mondo. Più un cristiano invecchia, più dovrebbe somigliare a Cristo. I nostri matrimoni non dovrebbero essere un inferno sulla terra. I figli delle famiglie cristiane dovrebbero vedere i genitori diversi, che diventano sempre più comprensivi, amorevoli e gentili. È questo che definisce la maturità in Cristo.
Ora capisco quello che stanno dicendo Pietro e Paolo, e cioè: “Non abbiate paura di quello che succederà. Osservate la Parola di Dio ricordando ogni volta tutte le cose. E nel frattempo, lasciate che lo Spirito Santo vi renda diversi, persone sempre più simili a Cristo”.
Dio ha stabilito che tutte le nostre sofferenze, tutte le nostre afflizioni, tutte le nostre prove più gravi ci avvicinino sempre più a Lui. Infatti, il dolore e la sofferenza o ci induriscono o ci portano alla dipendenza totale dall’amore del Padre. O finiamo per smettere di pregare e di confidare in Lui, o Gli affidiamo tutte le nostre preoccupazioni e il nostro futuro.
Ci è stata data la forza interiore di dire: “Nessuna di queste cose mi può smuovere”. È questo il messaggio di Dio per noi in questi ultimi tempi. Alleluia!

di David Wilkerson (2007)

articoli correlati:




Share |

11 maggio 2010

FUGGI IL MALE!


La tentazione

Un comune vocabolario definisce la tentazione come “forte desiderio di fare qualcosa d’imprudente e di sbagliato” o “seduzione che spinge a fare qualcosa dietro compenso”.

L'apostolo Giovanni esprime il significato della tentazione in termini ancora più chiari, quando descrive le attrattive del mondo: “Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1Giovanni 2:16,17).

La tentazione è un'esperienza comune ad ogni cristiano, indipendentemente dai suoi anni di fede. Il problema della tentazione è molto più ricorrente di quanto si creda, perciò è opportuno considerare che posto e che valore ha nella nostra vita cristiana.

Spesso accade, in chi è convertito da poco, che questo fatto susciti grande perplessità, infatti, prima di conoscere Cristo, si era coscienti che alcune cose erano una tentazione; nonostante ciò, si cedeva volentieri senza che questo procurasse sofferenza, pressione o tensione, però, nell'istante stesso in cui l'anima dell'uomo passa dalla parte di Cristo, comincia a sentire la “pressione” della tentazione.

Colui che più sente la forza e la sofferenza prodotte dalla tentazione è l'uomo in cui ha cominciato a palpitare la vita pura di Cristo e il cui spirito è controllato dallo Spirito Santo.

Non è il peccatore che sente la vera forza della tentazione, perché in genere ci si arrende ad essa senza opporre resistenza; non è l'impuro che soffre quand'è tentato, perché la sua sensibilità spirituale è quasi nulla e non soffre davanti alle seduzioni del male. Assieme alla nuova vita e alla conseguente comunione con Dio, è sopraggiunta una nuova coscienza del male, una nuova sensibilità che ci permette di intuirlo non appena esso si affaccia nel nostro cammino. La tentazione che ci aveva attaccato anche in passato, spesso senza farsi notare, torna oggi e ne sentiamo tutta la forza e la pericolosità. La nostra sensibilità alle tentazioni è la prova evidente della nuova vita. È una testimonianza indiscutibile della nuova purezza e della nuova forza che sono in azione nella nostra persona rigenerata.

Vediamo le diverse tappe della tentazione che Gesù dovette subire:
LA CONCUPISCENZA DELLA CARNE
Non appena Satana ebbe udita la testimonianza di Dio: “Tu sei il mio diletto figlio nel quale mi sono compiaciuto”, ecco giungere la tentazione: «Se tu sei Figlio di Dio, ordina che queste pietre diventino pani» (Matteo 4:3).

Il nemico usò la strategia di colpire nel momento in cui Gesù era fisicamente debolissimo. Restare senza cibo per 40 lunghi giorni è davvero difficile, ai limiti della sopravvivenza. La fame è uno degli istinti più forti, tra quelli capaci di condizionare l’uomo.

Valendosi della fame e della conseguente debolezza del corpo di Gesù, gli domandò in tono di meraviglia: “Come! È possibile che tu sia lasciato privo di cibo per quaranta giorni? Cosa aspetti a comandare a queste pietre che diventino pane! Sei stato messo in condizione d'essere affamato. Ora hai fame e hai pieno diritto di procurarti del pane, visto che Dio non te l'ha provveduto. È giusto soddisfare una naturale esigenza della tua vita!” Satana in modo sottile invitava Gesù ad operare in seguito ad un suo ordine.

Quante volte anche noi siamo tentati nella stessa maniera. Quante volte ci troviamo nel bisogno e subiamo lo stesso attacco frontale da parte del nemico delle nostre anime, che cerca di immettere nella nostra vita il veleno della sfiducia. Satana ci spinge a prendere una decisione, perché tanto “Dio lo sa che ne abbiamo bisogno, che non ce la facciamo più, che non resistiamo più”. Dice: “Dio comprenderà le tue scelte”. Sembra una cosa davvero innocente e naturale; invece è un tentativo di creare nel credente la sfiducia, facendo leva sulle sue necessità materiali.


Gesù rispose citando le Scritture. Dalla Sua mente, in cui erano nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza, Gesù avrebbe potuto facilmente trarre una parola non ancora scritta, per confondere il tentatore. Ma Egli rispose con la Parola di Dio, dimostrando che Essa è infallibile, perché ispirata, e insegnandoci a seguire il Suo esempio glorioso nelle nostre tentazioni: “Ma, egli rispose: «Sta scritto: “Non di pane soltanto vivrà l'uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4).

Gesù citò Deuteronomio 8:3: “Egli dunque ti ha umiliato, ti ha fatto provar la fame, poi ti ha nutrito di manna, che tu non conoscevi e che i tuoi padri non avevano mai conosciuto, per insegnarti che l'uomo non vive soltanto di pane, ma che vive di tutto quello che procede dalla bocca del Signore”.

Citando questo verso, Egli respinge la concupiscenza della carne, dimostrando di credere fermamente nell’aiuto divino che sarebbe giunto al momento opportuno e che nella vita dell’uomo rappresenta il il nutrimento spirituale più importante di qualsiasi altra cosa.

Quando il diavolo disse a Gesù di trasformare le pietre in pani, voleva insinuare che al primo posto deve esserci la soddisfazione delle nostre esigenze fisiche. La risposta di Gesù fu ferma e decisa. L'uomo non vive solo fisicamente, come gli animali; a meno che non diventi folle e cada così nella bestialità. Se sceglie di soddisfare solo le esigenze del suo corpo, questo andrà inevitabilmente a danno del suo livello spirituale. Ciò che al diavolo interessa, ovviamente, non è la soddisfazione della nostra fame, ma la violazione delle leggi di Dio, la folle uscita dai binari della Sua volontà. Il credente non deve mai soddisfare i desideri della carne, che sono terreni e momentanei, senza prima chiedersi quanta influenza avrà questa scelta sul lato spirituale.

Le insinuazioni del diavolo possono anche essere un piccolo seme, che però può produrre un raccolto di frutti cattivi: “Abbiamo lo sguardo intento non alle cose che si vedono, ma a quelle che non si vedono; poiché le cose che si vedono sono per un tempo, ma quelle che non si vedono sono eterne” (2Corinzi 4:18)

Non dobbiamo mai lasciarci sfiduciare, perché Dio arriva al momento giusto e mai in ritardo: “Mentre Giosuè era presso Gerico, egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo in piedi che gli stava davanti, tenendo in mano la spada sguainata. Giosuè andò verso di lui, e gli disse: «Sei tu dei nostri, o dei nostri nemici?» E quello rispose: «No, io sono il capo dell'esercito del Signore; arrivo adesso» (Giosuè 5:13,14).


Siamo chiamati ad avere fiducia nel Signore: “Ecco, Dio è la mia salvezza; io avrò fiducia, e non avrò paura di nulla; poiché il Signore, il Signore è la mia forza e il mio cantico; egli è stato la mia salvezza” (Isaia 12:2).

LA CONCUPISCENZA SPIRITUALE

Fallito il tentativo di far vacillare Gesù con la concupiscenza della carne, Satana ricorre ad un altro espediente. La prima risposta di Gesù fu Scritturale e aveva probabilmente preso alla sprovvista Satana. Ora è lui che cita la Scrittura, sperando che con una tale precauzione, la tentazione non vada a vuoto: “Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie. Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra”. (Salmo 91:11-12)

Ecco come sferra il secondo attacco: “Allora il diavolo lo portò con sé nella città santa, lo pose sul pinnacolo del tempio, e gli disse: Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù; poiché sta scritto: “Egli darà ordini ai suoi angeli a tuo riguardo, ed essi ti porteranno sulle loro mani, perché tu non urti con il piede contro una pietra” (Matteo 4:5,6).

La tentazione alla quale Satana ricorre, è l’opposto della prima: infatti se precedentemente egli cerca di far nascere la sfiducia, qui abbiamo la presunzione, ossia una fiducia temeraria nella protezione divina in circostanze in cui essa non era permessa.

È come se egli avesse detto: “Gettati giù. Fai qualcosa d’eroico, di grandioso, d’eccezionale. Fai qualcosa di straordinario per manifestare la tua grande fede. Cerca di soddisfare il tuo desiderio di una spettacolare manifestazione soprannaturale. Raggiungi pure il trono alla destra del Padre, ma fallo in maniera spettacolare. Fai vedere che Dio è dalla tua parte. Scopri se questo è vero; metti Dio alla prova”.

La tentazione cerca di far leva sul prestigio spirituale, ma Gesù dice: NO! Egli definisce questo modo d'agire un “tentare Dio”: “Gesù gli rispose: "É altresì scritto: “Non tentare il Signore Dio tuo” (Matteo 4:7).

Gesù oppone alla tentazione nuovamente la Scrittura: “Non tenterete il Signore, il vostro Dio, come lo tentaste a Massa” (Deuteronomio 6:16).

È come se Gesù avesse detto. “È vero che è scritto come tu dici, ma è anche vero che facendo quello che tu mi dici di fare, tenterei il Signore. Il Padre mio mi garantisce aiuto e protezione nei pericoli, ma non devo crearmeli io. Egli non mi deluderà, ho piena fiducia in Lui, non ho bisogno di metterlo alla prova”. Questa è vera fiducia. Il diavolo, invece, dice subdolamente: “Mettilo alla prova”. Questo modo d'agire non è fede, è tentare Dio.

Quando la tentazione spirituale, molto più subdola e pericolosa di quella fisica, ci spinge a mettere alla prova la fedeltà di Dio, rispondiamo senza mezzi termini che questo è il contrario della fiducia: è tentare Dio!

Ogni volta che mettiamo Dio alla prova, stiamo violando il principio stesso della fiducia in Lui, non dimostriamo affatto di confidare in Dio, anzi dimostriamo il contrario! Se facciamo un bel salto nel vuoto, fidandoci della provvidenza divina, saremo degli eroi o dei suicidi? Respingiamo ogni tentazione a fare atti eroici, ricordando che chi mette alla prova il Signore, in realtà, non ha fiducia in Lui.

Il Dio che serviamo è un Dio fedele: “Certa è quest'affermazione: se siamo morti con lui, con lui anche vivremo; se abbiamo costanza, con lui anche regneremo; se lo rinnegheremo anch'egli ci rinnegherà; se siamo infedeli, egli rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso” (2Timoteo 2:11-13).

LA SUPERBIA DELLA VITA

Gesù subisce l’ultimo attacco: “Di nuovo il diavolo lo portò con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria, dicendogli: «Tutte queste cose ti darò, se tu ti prostri e mi adori» (Matteo 4:8,9).

Non esiste un monte dal quale si possono contemplare tutti i regni del mondo. O una eventuale immensa distesa indicata da Satana a Gesù veniva presa per rappresentare il mondo intero o vi fu un avvenimento soprannaturale di quest’esibizione oppure mostrò alla mente di Gesù tutto quello che poteva essere Suo. Nei momenti di tentazione Satana riesce a far apparire le cose più comuni, luccicanti come l’oro.

Con questo “spettacolo” Satana sceglie l’arma della cupidigia e dell’ambizione: “Potenza, godimenti, ricchezze ed onori io te li darò”. Egli conosceva la cupidigia che è la sete di potere presente nell’uomo, sapeva che molti uomini avrebbero fatto qualsiasi cosa pur di governare il mondo. Del resto questa tentazione aveva funzionato con Adamo.

Sorge una domanda: “Può il diavolo avere realmente il dominio di tutti i regni della terra, così come proclama”? La Bibbia dichiara che egli è il dio di questo mondo: “Per gli increduli, ai quali il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce del Vangelo della gloria di Cristo, che è l'immagine di Dio” (2Corinzi 4:4).

I peccatori a lui sottomessi sono quelli che trasformano in pratica la sua dichiarazione. Pertanto in questo caso il diavolo ha mentito soltanto in una cosa: la sua influenza si può estendere soltanto entro i limiti che Dio permette. Il governatore supremo è solo Dio, che ha la sovranità assoluta nel governo dell’universo. Dio permette ad alcune persone di occupare posti di responsabilità nello stato, ma è Lui che domina sui regni degli uomini.

Il diavolo offrì a Gesù tutta la gloria e la potenza della terra. Per molti uomini una simile tentazione sarebbe stata irresistibile, ma le condizioni erano tremende: in cambio c’era l’adorazione. Da notare che il diavolo non cita la Scrittura, perché non c’è neppure un passo dove questo viene chiesto. Satana si mostra per quello che egli realmente è: “Il rivale di Dio”. A Gesù era promesso il Regno sulle nazioni: «Sono io», dirà, «che ho stabilito il mio re sopra Sion, il mio monte santo». Io annunzierò il decreto: Il Signore mi ha detto: «Tu sei mio figlio, oggi io t'ho generato. Chiedimi, io ti darò in eredità le nazioni e in possesso le estremità della terra. Tu le spezzerai con una verga di ferro; tu le frantumerai come un vaso d'argilla» (Salmo 2:6-9).

Satana cercò di allontanarlo dal traguardo della croce. Ecco la sua astuta strategia: “Tu sei venuto per costituire un regno. Prendilo dalle mie mani, te lo offro io in dono. Non Ti chiedo di mettere da parte questo obiettivo, fai bene a sperare di regnare. Ma quella che ti è stata tracciata è una strada di disprezzo e sofferenza. Io Ti suggerisco un metodo migliore. Un solo inchino davanti a me e tutti i regni della terra saranno Tuoi. Ti offro ciò per cui sei venuto, ma a prezzo scontato”.

Qui sta la sottigliezza della tentazione: una cosa giusta da ottenere con metodi impropri. Tutto ciò si potrebbe riassumere nel detto: “Il fine giustifica i mezzi”.

Satana voleva un singolo atto e cioè “ di prostrarsi a lui in segno d'adorazione o di riverenza”. Dio esige che solo a Lui si tributi il culto cioè un continuo servizio d’adorazione. Cedere all'omaggio di un istante significherebbe infrangere il comandamento di Dio e diventare schiavi per una vita. Perciò l'Uomo Gesù restò fermo nella Sua fedeltà e sottomissione al Padre, riconoscendo e denunciando la gravità di quanto Gli era richiesto.

Gesù doveva giungere al trono per una via diversa da quella additata da Satana, di qui la Sua risposta: “Allora Gesù gli disse: «Vattene, Satana, poiché sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi il culto” (Matteo 4:10).

Letteralmente: “Via! Lontano da me”. Satana ha raggiunto il suo punto culminante. Gesù, chiamandolo per la prima volta per nome, lo caccia dalla Sua presenza con orrore e disgusto, citando la Scrittura per la terza volta: “Temerai il Signore, il tuo Dio, lo servirai e giurerai nel suo nome” (Deuteronomio 6:13).

Gesù non offre al nemico neppure un piccolo cedimento. Per arrivare a possedere il Regno, Egli sceglie la strada tracciatagli dal Padre, anche se passa dalla croce, anche se è la strada della sofferenza.

È incoraggiante quello che troviamo scritto: “Allora il diavolo lo lasciò”. Grande deve essere stata la rabbia di Satana. Era la prima volta dopo la caduta dell’uomo che egli aveva subito una completa sconfitta. Ciò nonostante egli non rinunciò al suo disegno, ma si ritirò momentaneamente, aspettando tempi più propizi.

Nella terza tentazione scopriamo che Satana cerca di distogliere Gesù dal Suo compito. Il nemico si dice pronto a dargli tutti i regni della terra però ad una condizione: “Se, prostrandoti, tu mi adori”. Ciò a cui l'uomo si prostra anche una volta sola, finisce col diventare il suo idolo. Non possiamo servire il male e poi servire Dio; prima o poi finiremo col restare invischiati nel pantano del peccato. Se il diavolo ci ha sedotti e spinti ad accettare un certo compromesso, corriamo il rischio di diventare suoi servi, se non ritorniamo velocemente sulla strada del ravvedimento.

Tuttavia è bene ricordare che non sempre è facile ritornare indietro. Il compromesso che abbiamo accettato può essere di una tale gravità da indebolire la nostra personalità morale. Quello che sembrava un cedimento momentaneo, può risultare fatale per la nostra integrità spirituale. Dobbiamo fare attenzione alla voce suadente del nemico che viene e dice: “La via della gloria è troppo stretta e angusta. È una salita troppo dura e faticosa; perderai anni e anni. Vieni con me e ti mostrerò una scorciatoia...”. Chi si vuole arricchire troppo in fretta, cade nel tranello del diavolo.

Terminiamo notando come la sequenza delle tentazioni si svolge in progressione:

· La prima tentazione è di natura fisica: “Dì che queste pietre divengano pani”.

· La seconda tentazione è di natura spirituale: “Se tu sei il Figlio di Dio, gettati giù”. Cioè: “Affidati a Dio, confida in Lui”.

· La terza tentazione si rivolge all'obiettivo, alla missione di Gesù: “Tu sei venuto per instaurare un Regno. Dammi un gesto d’adorazione e Ti darò tutti i regni della terra”. L'Uomo di Nazaret in questo racconto mostra la Sua natura fisica, la Sua natura spirituale e il Suo preciso obiettivo: avere compassione di un’umanità perduta.

Vittoria sulla tentazione

Il diavolo non si presenterà a noi con tanto di zoccoli e corna, come si diceva nel Medioevo, a giudicare dalle numerose raffigurazioni di questo tipo. Egli si presenterà in mille maniere diverse, con voce di sirena, contegno raffinato e in apparenze assolutamente rispettabili. Ma se ci dice di soddisfare i nostri desideri naturali ad ogni costo, anche non tenendo conto della volontà di Dio, allora dovremmo essere consapevoli che quella è la voce del diavolo. Può essere una voce suadente, colta ed educata, ma è pur sempre la voce del diavolo: “Non c'è da meravigliarsene, perché anche Satana si traveste da angelo di luce” (2Corinzi 11:14).

Per questa ragione non dobbiamo ignorare le macchinazioni di Satana, ma vegliare del continuo stando fermi nella fede, perché come Gesù ha vinto, allo stesso modo possiamo vincere noi. Se siamo figli di Dio, dobbiamo attenderci ogni tipo di tentazione come una cosa inevitabile, ma la sorte del Maestro, sarà anche quella dei Suoi discepoli. Colui che non temette di assalire Gesù, non avrà paura di assalire noi, perciò siamo chiamati a resistergli, stando fermi nella fede, perché come Gesù ha vinto, allo stesso modo possiamo vincere noi: “Siate sobri, vegliate; il vostro avversario, il diavolo, gira come un leone ruggente cercando chi possa divorare. Resistetegli stando fermi nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi per il mondo. Or il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua gloria eterna in Cristo, dopo che avrete sofferto per breve tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà stabilmente. A lui sia la potenza, nei secoli dei secoli. Amen” (1Pietro 5:8-11).

Gesù simpatizza con noi. Cristo si è completamente immedesimato con l'intera umanità, poiché “in ogni cosa”, cioè in tutte le nostre infermità e difficoltà, “è stato tentato come noi”.

Tuttavia, in questa totale immedesimazione, c'è una profonda diversità: “è stato tentato in ogni cosa, però senza peccare”. È questa vittoria sul peccato la sostanziale differenza che dà autorevolezza al Suo ministerio d'intercessore: “Ma il Signore è fedele ed egli vi renderà saldi e vi guarderà dal maligno” (2Tessalonicesi 3:3).

Se stiamo sentendo la morsa della tentazione sulla nostra vita, arrendiamoci completamente a Gesù. Il Suo Santo Spirito entrerà nella nostra vita e ne prenderà possesso, difendendola dagli attacchi del nemico. Noi abbiamo dalla nostra parte lo stesso Padre, lo stesso Spirito e la stessa Parola su cui poteva contare Gesù. Perciò anche noi possiamo vincere: “Nessuna tentazione vi ha colti, che non sia stata umana; però Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscirne, affinché la possiate sopportare” (1Corinzi 10:13).


In Gesù siamo più che vincitori:“C hi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. Chi li condannerà? Cristo Gesù è colui che è morto e, ancor più, è risuscitato, è alla destra di Dio e anche intercede per noi. Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Sarà forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Com'è scritto: "Per amor di te siamo messi a morte tutto il giorno; siamo stati considerati come pecore da macello». Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati. Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun'altra creatura potranno separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 8:33-39).

Vademecum per vincere la tentazione

1) Resisti per mezzo della fede: “Perciò prendete la completa armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio, e restare in piedi dopo aver compiuto tutto il vostro dovere” (Efesini 6:13).

2) Sottomettiti al controllo del Signore momento dopo momento: “Vi esorto dunque, fratelli, per la misericordia di Dio, a presentare i vostri corpi in sacrificio vivente, santo, gradito a Dio; questo è il vostro culto spirituale. Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente, affinché conosciate per esperienza quale sia la volontà di Dio, la buona, gradita e perfetta volontà” (Romani 12:1,2).

3) Satura la tua vita con la Parola di Dio: “Come potrà il giovane render pura la sua via? Badando a essa mediante la tua Parola. Ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciare che mi allontani dai tuoi comandamenti. Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te” (Salmo 119:9-11).

4) Sii un uomo o una donna di preghiera: “Non cessate mai di pregare; in ogni cosa rendete grazie, perché questa è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi. Non spegnete lo Spirito” (1Tessalonicesi 5:17-19).

5) Resta vicino all'assemblea locale: “Non abbandonando la nostra comune adunanza come alcuni sono soliti fare, ma esortandoci a vicenda; tanto più che vedete avvicinarsi il giorno” (Ebrei 10:25).

6) Sii attivo per il Signore: “Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà così occupato! Io vi dico in verità che lo costituirà su tutti i suoi beni” (Matteo 24:46,47).

7) Rinuncia agli appetiti della carne: “Perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno” (1Giovanni 2:16,17).

8) Mantieni la tua mente pura: sei ciò che pensi: “Non mangiare il pane di chi ha l'occhio maligno, non desiderare i suoi cibi delicati; poiché, nell'intimo suo, egli è calcolatore; ti dirà: «Mangia e bevi!», ma il suo cuore non è con te. Vomiterai il boccone che avrai mangiato, e avrai perduto le tue belle parole” (Proverbi 23:6-8).

9) Sii pronto a fuggire davanti al peccato: meglio fuggire che cadere! “Benché lei gliene parlasse ogni giorno, Giuseppe non acconsentì a unirsi né a stare con lei. Un giorno egli entrò in casa per fare il suo lavoro; lì non c'era nessuno della gente di casa; allora lei lo afferrò per la veste e gli disse: «Unisciti a me!» Ma egli le lasciò in mano la veste e fuggì” (Genesi 39:10-12).

10) Reagisci alle tentazioni: “Così anche voi fate conto di essere morti al peccato, ma viventi a Dio, in Cristo Gesù. Non regni dunque il peccato nel vostro corpo mortale per ubbidire alle sue concupiscenze; e non prestate le vostre membra al peccato, come strumenti d'iniquità; ma presentate voi stessi a Dio, come di morti fatti viventi, e le vostre membra come strumenti di giustizia a Dio; infatti, il peccato non avrà più potere su di voi” (Romani 6:11-14).

11) Evita tutte quelle cose che suscitano “l’animale” che è in te: “Questa non è la saggezza che scende dall'alto; ma è terrena, animale e diabolica” (Giacomo 3:15).

12) Nei momenti di forti tentazioni grida al Signore: “Il nome del Signore è una forte torre; il giusto vi corre, e vi trova un alto rifugio” (Proverbi 18:10).




Infatti le vie dell'uomo
stanno davanti agli occhi del SIGNORE,

egli osserva tutti i suoi sentieri.
L'empio sarà preso nelle proprie iniquità,
tenuto stretto dalle funi del suo peccato.
Egli morirà per mancanza di correzione,
andrà vacillando per la grandezza della sua follia.

(Proverbi5:21-23)



















Share |
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
 

blogger templates |