27 febbraio 2013

CONVERTITI O MODERNI SIMPATIZZANTI?





Stiamo conducendo le persone a Cristo? Voglio dire, le stiamo conducendo veramente a Cristo? O stiamo solo formando semplici simpatizzanti? 

Noi che ammaestriamo dai pulpiti o che testimoniamo al nostro vicino di casa, noi che andiamo per le strade o che parliamo nei nostri posti di lavoro, noi che predichiamo alle folle o che sussurriamo alle orecchie del nostro prossimo, cosa diciamo alle persone che vogliono accostarsi a Cristo? 

Vedete, il rischio è quello di formare simpatizzanti, invece di credenti. Come fare a discernere questa differenza? 

Semplice, tranne le dovute eccezioni, un simpatizzante in genere non è disposto a soffrire nè a sacrificare nulla per Gesù e per la Chiesa, mentre un vero convertito versa il suo "olio migliore" ai piedi del Signore, ed è disposto a servire nella sua chiesa locale. 

Quando le persone vengono in chiesa e decidono per Cristo, non è sbagliato dire loro che il Signore certo li benedirà, che riceveranno guarigione e che Iddio, nel tempo opportuno, gli donerà i desideri del loro cuore. No, non è sbagliato dir loro che in Cristo troveranno la pace e la gioia e che un giorno approderanno al Paradiso, la terra promessa di ogni cristiano.

Allo stesso tempo, però, non è nemmeno sbagliato dir loro che durante questa vita saranno perseguitati a motivo della decisione che stanno per prendere, che forse dovranno offrire al Signore il loro tempo migliore e/o parte dei loro beni anche rischiando di rimanere senza, che dovranno perdonare quando avranno voglia di condannare, che dovranno rinunciare alle proprie ragioni quando queste sembrano essere dalla loro parte, che dovranno cambiare il loro carattere proprio quando vorranno imporlo e che non sempre i loro progetti coincideranno con i progetti di Dio per la loro vita. 

Dovremmo dire a questi ragazzi (e adulti) che la loro vita è ora nelle mani del Signore e che il successo nell'Evangelo non è il successo che loro hanno visto nel mondo. Il successo nell'Evangelo è sparire sempre più affinché Cristo cresca e questo non sempre coincide con il voler portare avanti i propri piani e i propri progetti. 

Dovremmo dire ai neo-convertiti che il Signore si aspetta da loro il servizio, la consacrazione e l'ubbidienza, tutte cose che un vero rinato non ha difficoltà ad accettare. 

Ma che urteranno invece i simpatizzanti mascherati da rinati. 

Chissà, se dicessimo queste cose alle persone che si alzano per rispondere ad un appello di Salvezza e si apprestano a ricevere Gesù Cristo, se li avvisassimo delle responsabilità che una nuova nascita richiede loro, forse scopriremmo che parte di essi non continuerebbero affatto a camminare verso il pulpito, ma tornerebbero subito indietro. 

Ebbene, questo non sarebbe poi così negativo. 

No, non lo sarebbe, perchè coloro che tornano indietro avrebbero almeno la consapevolezza di sapere che cosa significa essere veramente cristiani. E il giorno in cui decideranno di esserlo, lo saranno veramente. 

Viviamo in tempi difficili, amici, e non possiamo più permetterci il lusso di aspettare che una persona cresca nel Signore, prima di dire loro come stanno realmente le cose. 

Dobbiamo avere fiducia nel fatto che il Signore Gesù, quando entra nella vita di qualcuno, la cambia veramente e la prepara anche alle responsabilità che il cristianesimo richiede. 

In tempi così difficili, occorre sapere da subito a cosa si va incontro, altrimenti correremo il rischio di riempire le nostre chiese di persone viziate, capricciose e per nulla disposte a fare un solo sacrificio per il Signore o per la chiesa locale che li ospita. 

E poi, lasciatemelo dire, illudere un simpatizzante significa creare le basi per ulteriori problemi nella comunità. Quando infatti verrà il momento in cui la maturità e il buon senso del credente sarà richiesto, il simpatizzante ci ricorderà il suo vero stadio e si comporterà di conseguenza. 

Agirà carnalmente pensando di essere spirituale, e tutti noi sappiamo quanto poco utile sia una tal condotta in momenti così delicati. 

Dobbiamo dire chiaramente alle persone cosa significa accettare Cristo, e se costoro non sono disposti a pagarne il prezzo, dobbiamo avere il coraggio di aspettare e non illuderli. Sono liberi di rimanere allo stadio di simpatizzanti, proprio come noi abbiamo il dovere di non illuderli elevandoli allo stadio di credenti rinati quando invece non lo sono affatto. 

Gesù ha pagato il prezzo maggiore, certo, ma noi dobbiamo essere disposti a seguirlo in quello che Lui ci dice di fare, e in qualche modo un "prezzo" è richiesto anche per noi. 

Non riempiamo le nostre chiese di simpatizzanti, di persone che sono d’accordo solo mentalmente con il Vangelo ma che poi non sono disposte a pagare nessun prezzo a motivo di esso, perchè quando la tempesta verrà, la loro mancata conversione sarà smascherata ed essi si allontaneranno presto dalla Chiesa. 

Andare avanti nonostante la persecuzione, ad esempio, è parte di questo prezzo". 

Ebbene, quanti oggi sono disposti a pagarlo, questo prezzo?
Si, gloria a Dio per i simpatizzanti, ma è giusto che essi sappiano che si trovano allo stadio di simpatizzanti e che debbono comunque fare presto una decisione. 

Se facciamo loro credere di essere nella famiglia di Dio, se li illudiamo dicendo loro di non preoccuparsi e se non lasciamo che si assumano le loro responsabilità, il giorno in cui la tempesta irromperà e sarà loro richiesto qualche sacrificio o privazione a motivo del Vangelo, essi saranno scandalizzati e scapperanno via. 

E forse non li vedremo mai più. 

Costoro diranno in cuor loro: "Ma questo Vangelo non è poi così potente perchè non ha impedito che la tempesta venisse nella mia vita..." 

Avremmo invece dovuto dir loro che il Vangelo non impedisce a tutte le tempeste di venire, ma certamente ci aiuta e ci sostiene nel momento difficile e ci aiuta ad uscire fuori da esse. Il fine del cristiano, in effetti, non è il vivere bene e senza problemi, ma è raggiungere la meta che il Signore ha stabilito per ciascuno di noi e, alla fine, approdare al Cielo. 

Gloria a Dio! 

Se obbedire al Signore dovesse costare qualche sacrificio, va bene lo stesso.
Se questo dovesse costare qualche privazione, non importa. 

Ma se queste cose non le diciamo, se nascondiamo ai giovani convertiti che la tempesta può arrivare e che la persecuzione è sempre lì in agguato, quando questo succederà loro scapperanno via. 

Quando riceveranno un'offesa a motivo del Vangelo, molleranno tutto. 

Quando qualche parente li minaccerà di tagliarli fuori dall'eredità, non riusciranno a resistere. 

Quando un'avversità verrà su di loro, non avranno la forza nè la volontà di rimanere saldi. 

E quando la loro chiesa locale chiederà il loro servizio e il loro tempo, fuggiranno via. 

No, non sono un fautore della sofferenza. Anzi chi mi conosce sa quanto io creda nel fatto che il Signore è potente di benedire chiunque si rivolga a Lui, ma sono altresì certo che vi sono situazioni in cui occorre mettere da parte ogni aspetto materiale di questa vita e dire ugualmente "si" al Signore. 

Vi sono tempi in cui occorre decidere di andare avanti nel Signore anche se nessuna ricompensa sembra materializzarsi davanti a noi. 

Dire solo che vi sarà persecuzione non è dire tutta la verità, certo. 

Occorre dire anche che Gesù ci porterà avanti nonostante essa e che nessuna tempesta sarà in grado di impedirci di giungere all'altra riva, se Gesù è con noi e se Lo stiamo seguendo diligentemente. 

In questi tempi così difficili, la Chiesa ha bisogno di imporsi e di imporsi nel modo migliore. E quando la Chiesa si impone, significa che anche i singoli credenti si impongono. 

E per imporsi, per non indietreggiare, occorre avere un carattere formato ed una disposizione a non mollare per nessun motivo. 

Un simpatizzante non riuscirà mai a fare questo. Un credente si. Cristo in lui, per certo, può farlo. 

E allora, concentriamoci nel formare discepoli, credenti veri e persone disposte anche a fare sacrifici per Gesù Cristo. Portiamo i simpatizzanti allo stadio di credenti, senza temere di perderli. Diciamo loro tutta la verità e diciamo cosa il Signore si aspetta da loro. Poniamoli di fronte alla responsabilità del servizio a Dio e alla chiesa locale in cui operano, abituandoli sin da subito al servizio e al darsi per gli altri. 

Avvertiamoli che la persecuzione nei loro confronti verrà, ma che se rimarranno vicini al Signore avranno la vittoria su di essa. 

Il Vangelo è bello e belle sono le sue ricompense, ma non sempre belle sono le reazioni di questo mondo e del nemico delle nostre anime. Un vero convertito, un rinato, sa di avere Cristo dalla propria parte e affronta il tutto con spirito di vittoria e di coraggio. 

E le mancanze, le sfide e i sacrifici non lo faranno indietreggiare.

Ebbene, se la verità farà scappare via dalla Chiesa una persona, allora significa che quella persona non è mai stata veramente della Chesa. 

Se la fa rimanere, allora la Chiesa ha veramente guadagnato una persona. E quella persona, per certo, ha veramente guadagnato Cristo! 

A tutti i simpatizzanti piace sentire parlare di Gesù Cristo, e questo in fondo, non costa nulla. Non a tutti i simpatizzanti però piace servirlo, perché questo, al contrario, costa ogni cosa. 

Diciamolo alle persone, e forse scopriremo con non poca meraviglia che ve ne sono molte disposte a proseguire nel cammino, pur sapendo che un costo si profila davanti a loro. 

Un costo che però ha una ricompensa grande così!

(pastore L.Adamo










 



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2 commenti:

Anonimo ha detto...

uno spirito tiepido e distratto aleggia ai nostri giorni,nella chiesa,...i mille problemi l incertezza del futuro,e la confusione fanno procrastinare una ferma presa di posizione per la FEDE,..spesso ci si dimentica che come disse un martire dei nostri giorni ,che "la grazia e gratuita,ma non a buon mercato......,la grazia costa,e costa molto.grazie per questo articolo giona,....un saluto

Giona ha detto...

@Anonimo,

basterebbe ricordare che ogni cosa che abbiamo, i nostri figli, la nostra famiglia, i nostri amici, la nostra vita, sono tutte cose donateci da Gesù.
basterebbe comprendere questo e vedremmo che la grazia a noi non è mai costata tanto come a Colui che ce l'ha donata.

certo è che non stiamo vivendo tempi facili per la fede, e neanche per i rapporti umani.

grazie a te del commento e della comprensione,

un caro saluto


Giona

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