13 febbraio 2014

AMARE VUOL DIRE..




Tutto si gioca sull'amore. Nella comunità cristiana si possono fare tante belle discussioni e mettere in atto tanti bei programmi, ma alla fine saremo giudicati da quanto abbiamo veramente amato.

L'amore non è un concetto astratto, ha ben poco a che fare con il sentimentalismo e non è qualcosa di soggettivo. Nella Bibbia l'amore è definito in modo oggettivo e trova nella Persona ed opera di Gesù Cristo la massima esemplificazione. L'unità della comunità di Corinto sarà preservata non solo dalla retta dottrina, dalla retta amministrazione delle ordinanze di Cristo, dall'esercizio della disciplina e dalla mediazione fra le diverse correnti di pensiero al suo interno, ma soprattutto dall'imitazione dell'amore di Cristo. Che cosa vuol dire amare? Paolo ne da numerosi esempi e ciascuno di essi potrebbe essere ulteriormente amplificato.

Amare vuol dire avere pazienza con gli altri, sopportarli pazientemente.

Amare vuol dire essere disposti ad atti di generosa benevolenza, essere sempre autenticamente gentili, affabili e cortesi, pronti ad aiutare anche “se costa” o sembra che l'altro “non se lo meriti”.

Amare vuol dire non essere invidiosi e gelosi. Non importa se l'altro sembra avere più successo di noi o maggiori beni e vantaggi. Ci si accontenta di quel che si ha e lo si valorizza.

Amare vuol dire essere umili, non pretendere riconoscimenti o vantare quel che si è o si possiede mettendosi a confronto. Essere o avere di più di altri comporta maggior impegno e responsabilità, come pure disponibilità alla condivisione ed al servizio.

Amare vuol dire essere sempre corretti nel modo in cui parliamo ed agiamo, corretti secondo lo standard morale della sapienza divina. Agire in modo sconveniente rispetto alla vocazione che abbiamo ricevuto vuol dire parlare o agire in modo incompatibile con il carattere di Cristo che, come cristiani, dobbiamo sempre riflettere. 

Amare vuol dire non cercare il proprio esclusivo interesse, anzi, “dimenticare” noi stessi. Significa servire prima gli altri, ingegnarsi a far loro del bene.

Amare vuol dire essere “lenti all'ira”, non dare soddisfazione a chi ci provoca, “gettare acqua sul fuoco” delle contese. 

Amare vuol dire “non pensare sempre al male”, “concedere il beneficio del dubbio”, non sospettare sempre negli altri cattive intenzioni, essere più pronti a giustificare che ad accusare e condannare.

Amare vuol dire non avere senso di vendetta e di rivalsa verso gli altri, quand'anche ci facessero del male; non rallegrarsi nel vederli cadere ed essere condannati; mettere sempre in evidenza negli altri ciò che è positivo rispetto a quel che è negativo. 

Amare vuol dire rallegrarsi ogni qual volta la verità è affermata e prevale; quando gli altri sono scagionati dalle accuse loro rivolte. 

Amare vuol dire sapere quando è meglio sopportare e soffrire in silenzio anche i torti che si ricevono. 

Amare vuol dire pensare sempre bene degli altri e presumerli veraci e in buona fede. 

Amare vuol dire continuare a sperare quando gli altri hanno perduto ogni speranza. Il mondo spesso considera tutto questo “stupidità” e “debolezza” ma alla fine si rivela forza, la forza di amare.



Preghiera. Signore, insegnami ad amare come Cristo ha amato ed ha insegnato ai Suoi primi discepoli. Aiutami a vedere come sarà questo amore a sempre trionfare alla fine. Amen.



 di P. Castellina







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