9 febbraio 2014

QUESTO INCREDIBILE CRISTIANO



Lo sforzo corrente di diversi leader religiosi di armonizzare il Cristianesimo con la scienza, la filosofia e tutte le altre cose legate alla ragione è a mio modo di vedere il risultato dell’incapacità di comprendere il Cristianesimo e a giudicare da ciò che ho visto e letto è nel contempo l’incapacità di capire la scienza e la filosofia.

Nel cuore del sistema cristiano vi è la croce di Cristo con il suo paradosso divino. La potenza del Cristianesimo appare nel suo contrasto verso le vie degli uomini decaduti e mai nell’approvazione di esse. La verità della croce si rivela nelle sue contraddizioni. La testimonianza della Chiesa è più efficace quando viene dichiarata piuttosto che quando viene spiegata, perché il Vangelo si rivolge non alla ragione bensì alla fede. Ciò che può essere provato non ha bisogno di fede per essere accettato. La fede si fonda sul carattere di Dio e non su dimostrazioni da laboratorio o su ragionamenti logici.
 
La croce è in totale contraddizione all’uomo naturale. La sua filosofia viaggia in direzione opposta rispetto ai processi mentali delle persone non convertite ed è per questa ragione che Paolo poté affermare che la predicazione della croce è follia per coloro che non credono. E’ impossibile trovare un terreno comune tra il messaggio della croce e la ragione degli uomini inconvertiti e persistendo su questa strada si finisce col ridurre la croce a qualcosa senza senso privando il Cristianesimo della sua potenza.

Ma tralasciando la teoria cerchiamo di osservare come i veri cristiani mettano in pratica gli insegnamenti di Cristo e degli apostolici. Notate le contraddizioni:
I cristiani credono che Cristo sia morto e nel contempo sanno che è vivo più di prima e vivrà per sempre. Il cristiano cammina sulla terra mentre è seduto in cielo e sebbene sia nato sulla terra dopo la sua conversione non ritiene che questa sia la sua casa. Come i falchi, i quali quando sono in volo rappresentano l’essenza della grazia e della bellezza e non appena toccano terra diventano brutti e goffi, allo stesso modo i cristiani splendono di bellezza quando sono nei luoghi celesti, mentre si sentono a disagio nelle vie di questa società nella quale sono nati.

I cristiani imparano presto che se vogliono essere vittoriosi come figli del cielo in mezzo agli uomini della terra non devono seguire gli stessi modelli umani, ma piuttosto fare il contrario. Chi vuole essere salvato mette sé stesso in pericolo; infatti, egli è disposto a perdere la sua propria vita per salvarla, mentre rischia di perderla se invece tenta di preservarla. Egli si abbassa per salire. Se si rifiuta di abbassarsi rimane in basso, mentre nel momento in cui decide di abbassarsi allora viene innalzato. 
 
Egli è forte quando è debole ed è debole quando si sente forte. Anche se povero ha il potere di arricchire gli altri, mentre quando diventa ricco questa sua abilità svanisce. Ha di più dopo che ha dato agli altri, mentre più tiene per sé e meno ha.

Egli potrebbe essere e spesso lo è tanto più alto tanto più si sente basso ed è più puro proprio nel momento in cui è maggiormente consapevole di peccato. E’ molto più sapiente quando riconosce di non sapere e lo è meno quando ha acquisito una gran massa di conoscenza. In molti casi egli fa di più non facendo nulla e va più lontano restando fermo. Nell’angoscia riesce comunque a gioire e a mantenere il suo cuore sereno anche nella sofferenza. 
 
Il carattere paradossale del Cristiano appare costantemente. Per esempio, egli ritiene di essere salvato oggi, ma tuttavia si aspetta di essere salvato in seguito e guarda avanti con gioia alla futura salvezza. Egli teme Dio ma non ha paura di Lui. Davanti alla presenza di Dio egli si sente indegno e sottomesso, ma nel contempo non vorrebbe che stare alla Sua presenza. Pur sapendo di essere stato purificato dai suoi peccati soffre tuttavia nell’essere consapevole che nella sua carne non vi è nulla di buono.
 
Ama in modo assoluto Uno che non ha mai visto e anche se vive in condizioni di umiltà e povertà si rivolge familiarmente con Colui che è il Re dei Re e il Signore dei Signori e in tutto questo non trova nulla di strano. Si considera come una nullità eppure crede con certezza di essere la pupilla dell’occhio di Dio e che per lui il Figlio di Dio si è fatto uomo ed è morto sulla croce della vergogna. 
 
I cristiani sono cittadini del cielo e a questa sacra cittadinanza riconoscono la propria fedeltà, ma essi possono nel contempo amare la propria nazione terrena con la stessa intensità che indusse John Knox a pregare: “O Dio, dammi la Scozia o muoio”. 
 
Egli attende con gioia il momento in cui entrerà nel luminoso regno celeste, ma non ha fretta di lasciare questo mondo attendendo con pazienza la chiamata del Padre. Ed è incapace di comprendere perché i non credenti lo condannino per questo, dal momento che gli sembra del tutto naturale questo suo atteggiamento.
 
La croce portata dai cristiani rappresenta inoltre nello stesso tempo un messaggio di pessimismo e ottimismo come non ne esistono altri sulla terra.
Quando il credente guarda alla croce è pessimista, poiché egli sa che il giudizio caduto sul Signore della Gloria è una condanna a tutta la natura e al mondo degli uomini. Egli rigetta qualsiasi tipo di speranza umana all’infuori di Cristo perché sa che qualsiasi sforzo umano è come polvere sulla polvere. 
 
Tuttavia egli è sereno e pienamente ottimista. Se è vero che la croce è una condanna al mondo è altresì vero che la resurrezione di Cristo garantisce il trionfo finale del bene su tutto l’universo. Grazie a Cristo alla fine tutto andrà bene e i cristiani attendono che ciò si realizzi. Incredibili cristiani!



 di A. W. Tozer



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